Teen-ager, esperienze agli antipodi

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Oggi si pensa la gioventù come uno stato d’animo, un modo di essere, uno stile di vita. Non più come un periodo o un’età. Si ha la strana concezione che i giovani siano giovani allo stesso modo in tutto il mondo: in Italia, come in America, come in ogni altra parte del mondo. Prendendo paesi con culture molto differenti dalla nostra, vedi la Cina o i paesi orientali, l’erroneità di questa idea diventa palese. Ma le differenze ci sono e si possono notare anche se confrontiamo il nostro paese con altri della cultura occidentale, per esempio l’Australia. Ho trascorso due mesi in questa enorme isola la scorsa estate e, sebbene anche le analogie siano presenti in numero non insignificante, le diversità che ho riscontrato sono parecchie. Innanzitutto non so se la mia esperienza è privilegiata, forse si, ma nelle scuole italiane che ho frequentato non ho mai notato la presenza delle cosiddette persone “popolari” e quelle che invece non lo sono.

Ovvio, c’è chi è più conosciuto e chi meno ma questo modo di essere non diventa la tua etichetta. In Australia, per lo meno per quello che ho potuto vivere, se sei popolare sei a posto. Vieni invitata a tutte le feste conosci gente e più gente conosci più diventi popolare. Ma a scuola, voi direte, queste differenze non influiscono. Invece si, pensate solo al fatto che indossando la divisa non ci si può far notare con i vestiti perciò lo si fa con i capelli. Conci altissimi o trecce super-complicate per chi è “popular”.

La cosa che ho notato invece a favore della gioventù australiana è l’apertura alle nuove conoscenze e il modo di farti sentire apprezzato e a tuo agio tipico di tutti. La ragazza che l’anno scorso è stata la mia sorella ospitante ha trascorso le vacanze di Natale da me e anche una settimana nella mia scuola: non penso che l’accoglienza in classe sia stata come lei era abituata. Non intendo dire che siamo menefreghisti riguardo a nuove esperienze, ma semplicemente più chiusi e freddi forse. Strano per noi italiani sempre descritti con il sorriso sulle labbra, no?!

Ci sono poi differenze che tutti sanno riconoscere: il fatto di uscire il venerdì piuttosto che il sabato, come invece facciamo in Italia; il fatto che in Australia la patente la prendi a 16 anni e sei già più autonomo; e il fatto che là la scuola finisce quando si hanno 17 anni (una persona nata nel 1996 finisce la scuola a novembre di quest’anno, giusto per darvi un’idea) e quindi..beh partono con un anno e mezzo di anticipo a buttarsi nel mondo delle università e del lavoro.
Probabilmente le differenze sono ancora di più ma penso che già con quelle che ho elencato l’idea sia passata. È vero che siamo giovani qui in Italia come nel resto del mondo, ma le diversità ci sono e si possono notare facilmente: sono proprio queste che ci caratterizzano e ci differenziano gli uni dagli altri, e fanno sì che ognuno sia giovane a modo suo.

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