Ho sognato Andy Warhol. Di Miuccia Prada in Bertelli. Un racconto

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Patrizio Bertelli e Miuccia Prada.

Patrizio Bertelli e Miuccia Prada.

Milano. Interno borghese. Lei è adagiata su un divano perfetto. Non è beige, non è grigio, non è tortora. È colore delle prime ombre della sera.

- Patrizio …

- Oh Miuccia, e che tu c’hai?

- Patrizio, no, dopo tanti anni, ancora l’accento aretino. No. Comunque son preoccupata. Mi chiedevo … ma nella moda, c’è posto per i giovani, voglio dire, io son del 48, Miu Miu compie 20 anni. E son guardata ancora come la speranza della moda nazionale. Son l’unica italiana nella lista di Forbes delle donne più influenti e ricche del mondo. Ma cosa succederà dopo di me? Voglio dire si guarda ai successori come se fossero enfant prodige e son bravi, ma che dire? Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, gli eredi della direzione creativa di Valentino non son certo bambini, Marc Jacobs compie 50 anni, Riccardo Tisci ne ha quasi 40 anche Gianbattista Valli non ha più vent’anni. Insomma chi dovrei guardare per ispirarmi e innovare e restare l’unico motivo per cui Anna Wintour venga alla settimana della moda a Milano…

- Che hai mangiato? Questi non son discorsi tuoi.

- Come sei materiale. È che ho fatto un sogno …

- Sognare poi non è Prada, nemmeno Miu Miu. Tu studi tutto, non sei mica Anna Molinari.
Nun t’avrei mai sposata.

- Oh Patrizio. Pensa alle tue barchette e lascia stare. Ma ho sognato Andy.

- Forse volevi dire Candy, gran bello spot.
Quel profumo fattura da solo come un’intera collezione di abiti.

- Che Candy e Candy. Andy, Andy Warhol.

- Oh madonnina bbona. Miuccia raccontalo al tuo analista. E che c’entra con i tuoi pensieri sul futuro della moda. Sono 26 anni che è morto, se non sbaglio era il 1987, proprio l’anno del nostro matrimonio. Erano i tempi delle nostre borse in tela vela, quanti soldi che ci abbiamo fatto. Tu hai tenuto il tuo cognome, che è un marchio che oggi ha 100 anni. Cosa c’è di meno pop di questo? Altro che famosa per 15 minuti.

- No, aspetta senti cosa ho sognato… Entravo in una stanza bianca, senza mobili senza nulla, solo una “Campbel Soup” alla parete. Poi si apriva una porta bianca, con la maniglia bianca, ed entrava Warhol. In mano aveva una bottiglietta di vetro, la classic di Coca Cola con la cannuccia rossa…

- Ho capito, vuoi che faccia la gag del toscano con la “c” aspirata.

- No Patrizio, lascia stare. Senti cosa mi ha detto, parlava in italiano, ma con il suo forte accento newyorkese.

Andy Warhol, Calvin Klein, Brooke Shields - Studio 54, 1981 NYC.

Andy Warhol, Calvin Klein, Brooke Shields – Studio 54, 1981 NYC.

“- Ehi, ehm Ciao, Mietta, Miuccia. Fare l’amore mette in pericoloooo, ah no, non sei tu: vorrei sapere perché la Solanas mi mette gli appuntamenti con gente dello stesso nome vicini, vorrà uccidermi una seconda volta.

Niente, io sono Andy Warhol e dico niente perché ai tempi Nulla ero, almeno così dicevano.

Mi hai quasi convinto conla FASHION SHOWS 2013 AI, finalmente hai smesso di agitarti con quel rosso in ogni dove, in certi momenti ho pensato avessi un ciclo perenne, quindi sì, insomma, i miei complimenti.
…  Anfetamina?

Non mi guardare così, non fare la bigotta. Gesù pensavo che cambiassero un po’ di cose dall’87 … ahahah ho detto Gesù.
Insomma sono qui per dirti che i ’60, i ’70 e gli ’80 sono finiti da un pezzo, io e gli altri ci abbiamo messo un po’ per dare a tutto un’aria da sballo, erano buone mi sembra anche le fondamenta dei ’90 ma voi?!
Su, diamo una smossa a questi 2000s, è una noia, a causa vostra i miei capelli sono più grigi, questi poveri giovani sono stressati, mi ricordano me quando rimanevo a casa e iniziavo a parlare con i miei cani, ma poi dov’é il talento?
Ai tempi della Factory gli stagisti si conoscevano nei grandi magazzini mentre facevano arte con i prodotti scontati.
Tesoro, io sono eterno perché ho pensato ai talenti, pensato e solo Mario sa che cosa, uhuhuh, tu cosa sei? Forbes? Forbes passa, Interview resta.
Fai qualcosa, almeno parliamone?

No, il Valium è finito.

Bevi un po’ di “comuque siamo tutti uguali” e taci… ah no volevamo parlare!” …

Fondazione Prada Biennale Venezia 2013 - Opening Cocktail

Fondazione Prada Biennale Venezia 2013 – Opening Cocktail

- Patrizio. Io sono rimasta basita, una Coca Cola a me? La cosa meno chic e under state che ci sia, uguale ovunque, nel tempo e nello spazio.

“ Vedi quello che avete smesso di conoscere sono le cose come questa bottiglietta, avete smesso di rendere le cose semplici sofisticate, vi siete persi insomma. (Andy proseguiva).
E grazie che vi trovate in questa situazione, non partite più da zero, siete conformisti perché fate l’anticonformismo che tutti si aspettano: i vampiri, gli zombie ed i lupi.

Tesoro ai tempi miei con una zuppa di pomodori me la sono cavata, il genio è nel fare quello che nessuno si aspetta, il mio stile è sempre stato quello di estendermi, in ogni campo, più che salire, per me la scala del successo era più laterale che verticale, e allora dico anche a te: estenditi, cattura, vedi cosa c’è fuori dall’ “Allegra compagnia degli sfarzi della moda italiana” e fai una cosa che nessuno si aspetta.
Dai spazio ai sogni, dai spazio ai giovani, dai spazio al talento.
Sii Americana!” 

- E poi si gira, apre la porta prende la parrucca e me la lancia, nel frattempo però la mia coca-cola era finita e devo dire che non è vero che la Zero ha lo stesso sapore.

 

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Marinda

Marina Marinda Flamigni. Donna, con occhiali e rughe d’espressione, sorriso verso il mondo e cervello in fuga da fermo. Mi interessa tutto e non mi intendo specificamente di nulla. Ho lavorato in comunità per tossicodipendenti e ho letto tutto "Infinite Jest". Maneggio male la realtà ma provo a gestirla scrivendoci sopra.

Alfonso Gaizo

Presentarsi è una cosa difficile; sembrava non ci potessi riuscire e invece eccomi: piacere sono Alfonso, Alfy o Alfio, come credi. Studio Statistica, ho 21 anni e sono ancora alla scoperta di me stesso. Alcuni dicono che sono cinico, sofisticato e lunatico, altri mi reputano sognatore, buono e positivo: io penso di essere un po’ tutte queste cose, solo che devo ancora capire le percentuali di composizione. Sono convinto che sia il particolare ad essere essenziale e che questo non sia invisibile agli occhi. Mi piacciono i numeri e, se messe nell’ordine giusto, anche le parole. Conosco a memoria le puntate di Heroes e Sex and The City, leggo Interview e mi piace il chill-out. Scrivo per L’Undici perché è leggero e competente, proprio come me (o almeno proprio come vorrei essere), ma soprattutto scrivo perché il mondo sappia come lo vedo.

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