Comunque siamo ancora Noi quelli dei SOGNI!

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Ho iniziato a pensare a questo articolo con amarezza, volevo parlare di Noi, dei Giovani, e da dire di cose tristi ne avrei tante. La prima che mi viene in mente è che una compagnia telefonica a marchio rosso e bianco mi ha  pagato un mese di lavoro part-time 167.50 euro, sì che faccio il promoter però per 80 ore mensili, su un contratto a prestazione occasionale che dice che oltre le provvigioni dovrebbe esserci un fisso, mi sembra un po’ pochino e a questo punto penso che quando un’azienda fa beneficenza, sta facendo solo marketing e niente più. Siamo arrivati in un punto dove le persone non sono persone e ci si fa forza del fatto che tanto questo è quello che offre il mondo ad un giovane, studente o no, che vuole rendersi indipendente almeno nelle cose che non riguardano i beni primari. E’ brutto e non è nemmeno la storia peggiore e questo è ancora più triste.

Ma ribadisco questa riflessione non è triste! Ho 21 anni, qualche amico, molti conoscenti, tanta speranza e porto un messaggio “Comunque siamo ancora Noi quelli dei SOGNI!” ebbene sì, seppure tutto va un po’ contro, Noi non ci arrendiamo e questo è fantastico!

Perché? Perché tutti i giorni qualcuno ci dice: “Che studi a fare? Tanto sempre a casa rimani”, tutti i giorni “Non c’è lavoro”, tutti i giorni: “Non avrai una famiglia, non c’è stabilità economica” e tutti i giorni “Non ci arrivi alla pensione” ma Noi tutti i giorni riusciamo a buttarci tutto alle spalle: un esame andato male, energie sprecate in un lavoro che non paga, la brutta notizia di un amico che non arriva a fine mese o di un nonno, che anche con quella pensione che non avremo, non vive bene lo stesso.

Il bello di essere giovane è che puoi reinventarti, puoi adattarti, puoi cambiare ed ogni cosa spiacevole la puoi dimenticare con un po’ di compagnia e se proprio non ce la fai, c’è sempre la notte, perché quella è nostra.

Ad un giovane puoi togliere tutto, ma sarà sempre padrone del suo pensiero, avrà sempre la speranza del cambiamento e il sogno di un futuro migliore, il tempo è dalla nostra parte, sempre, e Noi speriamo che quando saremo al posto di chi c’è ora non si potranno fare paragoni per come siamo stati bravi, ci auguriamo di essere abbastanza giovani dentro da non dimenticare che il mondo ha bisogno del domani e il domani di certo non saremo più Noi ma Loro, i giovani.

Detto questo, trovo giusto che ci teniate al corrente di come state cercando di rovinare il naturale susseguirsi delle generazioni, ma trovo ancora più giusto che qualcuno ci ricordi che è possibile costruirsi un avvenire, io da giovane penso che c’è sempre una soluzione infatti, allora chiedo basta agli  spaventi e agli allarmismi, perchè tanto ci sarà sempre qualcuno tra Noi che sognerà ancora e finchè il sogno c’è il domani non tarderà a venire e si avvererà nel migliore dei modi.

“I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo” diceva Sandro Pertini in un messaggio di fine anno agli italiani nel 1978, io su questa frase mi fermo, non c’è nulla da dire, mi sembra ci sia qualcosa da fare.

PS: se sei giovane ti prego di non arrenderti, di non accontentarti e di far valere i tuoi diritti, non dobbiamo essere passivi: il futuro è una cosa che ci è dovuta e Noi possiamo cambiarlo, non ti sottovalutare perché sei molto più di quello che vogliono farti pensare.

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Chi lo ha scritto

Alfonso Gaizo

Presentarsi è una cosa difficile; sembrava non ci potessi riuscire e invece eccomi: piacere sono Alfonso, Alfy o Alfio, come credi. Studio Statistica, ho 21 anni e sono ancora alla scoperta di me stesso. Alcuni dicono che sono cinico, sofisticato e lunatico, altri mi reputano sognatore, buono e positivo: io penso di essere un po’ tutte queste cose, solo che devo ancora capire le percentuali di composizione. Sono convinto che sia il particolare ad essere essenziale e che questo non sia invisibile agli occhi. Mi piacciono i numeri e, se messe nell’ordine giusto, anche le parole. Conosco a memoria le puntate di Heroes e Sex and The City, leggo Interview e mi piace il chill-out. Scrivo per L’Undici perché è leggero e competente, proprio come me (o almeno proprio come vorrei essere), ma soprattutto scrivo perché il mondo sappia come lo vedo.

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