Trasformarsi in persona

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Ci vuole davvero un bel “coraggio” a scrivere un articolo sulla prestigiosa “libera ed indipendente” rivista de L’Undici e ce ne vuole ancor di più se si ha in animo di dire qualcosa di non esclusivamente banale.Mi viene in mente quello che il Manzoni mette in bocca a Don Abbondio (“Il coraggio uno non lo si può dare”) o il termine antitetico dello scoramento, che richiama una mancanza di “cuore”, meglio sarebbe dire di “animo”.

Ciò che più mi piace è il riferimento alla forza, alla forza e coraggio, ed in particolare alla forza morale, che mette in grado di intraprendere grandi cose e di affrontare situazioni pericolose per il bene comune. L’uomo, con la sua piena consapevolezza, può trasformarsi in persona ed assumersi, al di là di connotazioni idealiste, come soggetto attivo tale da superare la propria limitatezza umana. Non per nulla il timido, in alcuni momenti, ha un coraggio al di sopra delle sue normali qualità ed il coniglio riesce a competere con il leone (“Il ruggito del coniglio”…), quando lo supporta la forza morale.

Nemico del coraggio è la paura, non tanto quella verso singole cose, della morte, della guerra, del fulmine (“L’invecchiamento mi faceva paura solo perché mi avvicinava alla morte” scriveva Italo Svevo) quanto quella indistinta, non identificabile, alla quale non si riesce a contrapporre un comportamento o uno stato d’animo di coraggio. Peraltro il capitano coraggioso non è quello che si dà allo sbaraglio e che cerca in tutti i modi di superare ogni e qualsiasi difficoltà, ma è quello che lotta ed agisce con piena con piena responsabilità, consapevole dei limiti delle proprie azioni.

Molto spesso, invece, si ha riguardo all’intraprendenza più che ad una volontà razionale, lasciando tutto il resto al sentimento e all’aspetto istintivo, dimenticando che quest’ultimo è strettamente connesso con l’altro.

Si fa  strada, specialmente in questi tempi di grave difficoltà economica e morale, la figura dell’uomo comune che ha un normale quotidiano senso del coraggio. E’ degno di considerazione non soltanto l’eroe, che rifulge di speciali virtù (di cui, invero, non si sente il bisogno) ma l’eroe del tempo d’oggi, che vive quotidianamente una vita piena di difficoltà e di contrappesi atti di coraggio. Orbene non lasciamoci abbattere e cerchiamo in noi la forza d’animo necessaria per superare con coraggio ogni circostanza difficile e dolorosa.

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