Perché voterò A al referendum sulla scuola pubblica

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  1. In un discorso pronunciato il 26 gennaio 1955 da Piero Calamandrei si diceva:
    L’art.34 dice:” I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: ”E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’ compito dello Stato rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo- “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro “- corrisponderà alla realtà. Ecc.ecc.Sicuramente qualcuno penserà: “Basta sempre riferirsi al passato, dobbiamo guardare avanti, dobbiamo modernizzarci, dobbiamo privatizzare anche i servizi essenziali perché i comuni, le province, lo stato non possono più mantenere il welfare raggiunto negli anni passati!” (eppure tutte le volte che seguo le trasmissioni della dott.essa Gabanelli e mi accorgo di quanto denaro venga rubato o sprecato dai politici penso che oggi, se tutto fosse stato regolare e onesto, potremmo fare dei prestiti alla Germania). Forse ritornando ad una etica e ad una onestà diversa? Forse applicando una Carta Costituzionale disattesa da 67 anni? Viene da dire “ beati gli ultimi se i primi furono onesti”.
  2. Il 26 maggio a Bologna si terrà un referendum consultivo riguardante i fondi che il Comune ogni anno destina alle scuole materne private paritarie.
    Questo sarà il quesito a cui rispondere:
    “Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?”
    Queste le opzioni tra cui scegliere:
    A) utilizzarle per le scuole comunali e statali
    B) utilizzarle per le scuole paritarie private
  3. Siamo e viviamo in una strana nazione dove il capitale, gli imprenditori di oggi non sono più gli “Olivetti “ di una volta. Si è dimostrato, ed è sotto gli occhi di tutti, che quando si è privatizzato, gli utili sono stati fagocitati dai privati, ma le perdite le abbiamo pagate noi con il nostro gettito fiscale fatto solo da impiegati,operai e da coloro che avevano un una busta paga regolare. (es. ricordiamo Alitalia, Ilva ecc.)
  4. Tra gli altri punti che in tutti questi anni non si sono realizzati c’è il “controllo” a cui dovrebbero sottostare le scuole paritarie per verificare la qualità e gli standard richiesti alla scuola pubblica. Se così fosse, se questa parità ci fosse davvero, come mai leggiamo spesso nelle lettere pubblicate dai giornali che gli insegnanti che lavorano nel privato sono retribuiti a cifre mensili ridicole, sono sottoposti a ricatti dai datori di lavoro che consegnano buste paga false e lavorano solo nella speranza di aumentare il punteggio necessario?
    I cosiddetti ispettori- controllori non saranno forse oggetto di tangenti o balzelli di stampo mafioso, aggravando in modo non recuperabile la pur difficile situazione internazionale? come ormai accade in tutti i settori della vita nazionale ? Tutti protestiamo per il numero eccessivo di contratti di lavoro, ma questo sistema di sfruttamento viene utilizzato da molti datori di lavoro anche nelle contrattazioni che riguardano la scuola.
  5. Vogliamo ricordare che, per servilismo alla Chiesa in Italia, nel 2005 gli insegnanti di religione sono stati messi a ruolo come docenti di altro insegnamento e che inoltre nel 2009 per gli IDR è stato permesso il recupero di tali scatti aggiuntivi biennali del 2,5% per ogni biennio a partire dal 2003, con anche tutta un’altra serie di “ benefit “che stona con il concetto di uguaglianza nel confronto degli altri insegnanti (molti di ruolo e con una serie di concorsi alle spalle).
  6. In questi ultimi anni il numero di bambini sul territorio è aumentato, anche a causa dell’ arrivo degli extra comunitari. La scuola privata servirà senz’altro ad una ulteriore ghettizzazione dei nulla tenenti.
    Per mia fortuna non ho nipoti, ma cosa dovranno fare tutti coloro, e oggi sono molti, che non sono cattolici e sono fondamentalmente atei e laici? Se, per esempio, verranno dirottati in una scuola privata confessionale, verranno garantiti nei loro diritti?
  7. Ho anche un’ altra paura: per colpa di politici dotati di basso profilo e di scarsa professionalità sia culturale sia politica si potrebbe, come si sta già accennando, dopo la privatizzazione della scuola d’infanzia, andare all’attacco prima degli altri ordini e gradi della scuola pubblica per poi passare allo smantellamento della sanità pubblica. (proprio mentre Obama sta cercando di introdurre una sanità pubblica negli USA, per eliminare i gravi problemi creati dalla gestione privata).
  8. Mentre da noi, in una situazione di crisi gravissima, si discute per mantenere i finanziamenti alla scuola privata, in Svizzera (nazione notoriamente comunista!) si è fatto un referendum, vinto dai promotori, sulla riduzione degli stipendi ai dirigenti sia statali sia privati a valori accettabili e congrui (il divario in Italia tra le retribuzioni è di 1:5000). Si sta organizzando un ulteriore referendum sul rapporto di retribuzione di 1:12.
  9. Chi ci assicura che gli attestati consegnati a fine anno o i giudizi stilati da personale insegnante, spesso costretto a seguire le indicazioni della direzione didattica di tipo religioso, non incidano in modo negativo sui bambini in via di sviluppo?
  10. Se ci sono genitori che per i loro figli desiderano una scuola privata, se la paghino per intero e senza contributi dello Stato.A tal proposito ricordiamo le troppe auto di grossa cilindrata che alla mattina accompagnano i bambini a scuola. Spesso queste famiglie dichiarano redditi da fame, assolutamente in contrasto con il loro tenore di vita. A chi spetta il controllo di queste dichiarazioni e la loro reale corrispondenza alla realtà? Se queste pagassero regolarmente e ci fosse un reale controllo sulle spese, il problema oggi non esisterebbe.
  11. Credo che per una convenzione a dir poco assurda il Comune si accolli anche lo stipendio di un insegnante di religione cattolica nelle scuole materne. E’ una vera aberrazione un insegnamento confessionale in una scuola pubblica a bambini piccoli, che dovrebbero ricevere tale educazione dai genitori, se sono credenti. In questo modo i piccoli vengono divisi tra quelli che accettano l’insegnamento religioso e quelli che non lo richiedono. E’ una forma di diseducazione gravissima. Tale spesa potrebbe essere usata per l’organizzazione della scuola per tutti i piccoli utenti.
  12. Nel momento di crisi che stiamo vivendo, non ci sono soldi per tutti. Perché destinare a scuole private quel denaro che potrebbe contribuire ad elevare la qualità della scuola pubblica? Perché inoltre il comune si è impegnato per quattro anni al contributo alle scuole private, quando la situazione è sempre più grave anno dopo anno?

La decisione di dirottare ad una cooperativa le insegnanti precarie, che non avranno più riconosciuto il loro status, non sarà forse un indizio della volontà del comune di sbarazzarsi a poco a poco dei nidi o delle scuole dell’infanzia? E non è questo un modo per ridurre l’attività degli insegnanti a un semplice lavoro di cura e assistenza, quando le scuole dell’infanzia di Bologna e della nostra regione erano un “fiore all’occhiello” delle giunte di sinistra del passato proprio per il loro valore educativo e pedagogico?

 

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