Habemus Papam (ma è sempre Lui)

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Roma è coperta dal fumo nero

Roma è coperta dal fumo nero

In un universo parallelo.
L’aria sopra Roma era molto scura, in tutti i sensi: “È la 67ª fumata nera e ancora non abbiamo Papa nuovo”! Lo scoramento tra i cardinali era molto forte e anche la popolazione si lamentava, ma non tutti i politici sembravano capire la gravità della situazione, anche se non sempre mostravano il dito.
“E se lamentano tutti. Ma che vonno? Con ‘sta bell’aria nera so’ tutti abbronzati gratis senza manco dove’ anna’ ar mare, ma che vorranno mo’?” -Vabbè, no, scusate, questa non c’entra niente, era la Polverini.

Dopo le dimissioni di Benedetto XVI la ricerca di un nuovo Papa si era fatta caotica, con i cardinali ormai divisi in tre grandi gruppi, gli italiani, gli americani e i terzomondisti, mentre gli altri europei erano ormai sotto il 10%, anche se una volta erano loro a comandare.

Bagnasco- Adesso chi mi ha messo in questa situazione si prenda le sue responsabilità

Cardinal Bagnasco: “Adesso chi mi ha messo in questa situazione si prenda le sue responsabilità!”

Dopo l’ennesima fumata nera, e dopo aver bruciato tutti i candidati migliori, il capo dei cardinali italiani, che era poi il gruppo maggioritario, si sentiva ormai veramente sfiduciato.

“Vorrei sapere chi ci vota contro, qui non stiamo mica a benedire il panettone senza i canditi. Ma cosa vogliono, mica stiamo a fermare l’acqua santa con le mani.”

Il primo candidato pare fosse stato il cardinale Scola, che era stato candidato sperando di avere un Papa accetto ai più.

Dopo la fumata nera si era invece provato con Bagnasco che si pensava avesse una grande influenza su tutti i cardinali italiani anche se era molto avversato dagli americani. Però niente, neanche lui ce la fece. Mentre i terzomondisti continuavano a chiedere di eleggere Peter Kodwo Appiah Turksou.

“Ma chi è quello, è pure ghanese, no, non possiamo mica piegarci così a loro” -continuava il capo dei cardinali italiani- “e va bene che l’hanno votato i fedeli in chiesa durante la liturgia della domenica mettendo il loro voto dentro il cestello assieme all’offerta durante la questua, ma questi terzomondisti hanno richieste che non possiamo mica accettare.

Scola- Mi avete fatto fare una figura di m.

Cardinale Scola: “Mi avete fatto fare una figura di m…”.

Ma poi, quei terzomondisti, non lo volevano eliminare l’offertorio? Hanno detto che loro, nelle loro diocesi, hanno ridato tutto indietro ai fedeli.
No, io a loro non mi piego più, non hanno nemmeno nessuna esperienza in Vaticano. Poi il loro capo mi ha pure mandato al diavolo, e voi sapete come noi cardinali ce la prendiamo per queste cose”.

E fu così che il capo dei cardinali italiani chiese udienza a Benedetto XVI.
“Sua Santità, non so più cosa fare. Ho pure fatto il nome di Bertone, la mattina tutti a dire di sì e poi il pomeriggio non lo votano più. Ma mica stiamo scegliendo le ricette della Clerici al televoto”.

E fu così che Benedetto XVI si infuriò.

“Ma come, al mattino dicono sì e poi non lo votano? Meno male che io sono benedettino, secondo me è colpa dei francescani, si sa, non ci si può mai fidare dei francescani tiratori” – opinò il vecchio, …, nuovo, …, vabbè, il Papa.

"Eh, mi sa che dovremo rimandare le nostre vacanze insieme."

“Eh, mi sa che dovremo rimandare le nostre vacanze insieme.”

“Va bene, allora io rimango. Però a una condizione, basta così, d’ora in poi dovrete fare tutto ciò che dico io e dovete mettervi d’accordo, voi, gli americani e gli altri europei. Basta litigare, che la gente non ne può più di questa Chiesa rissosa.
E sarà con viva e vibrante soddisfazione che io allora continuerò a dirigere questa Chiesa”.

E fu così, con i terzomondisti furiosi arrivati in massa a San Pietro a protestare, che si ebbe, per la prima volta nella storia, la rielezione di Benedetto XVI.

 

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