Volevo andare alla maratona, mi ha salvato lo shopping

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E’ quasi mezzanotte qui a Cambridge, vicino a Boston e io sono a casa, ospitato (dietro piccolissimo compenso) da Bev e Sam. A letto penso alla giornata di oggi e mi sento molto fortunato. Mentre stavo addentando un ottimo hamburger in un pub fuori dalla stazione della metro di Harvard, il mio sguardo capita per caso verso lo schermo della televisione del locale che in diretta mostra uno scorcio di strada che
conosco.

Ho lasciato quella strada poche ore prima circondato da una moltitudine di persone in festa, un caos di atleti, famiglie, cittadini e turisti riversatisi in centro per partecipare ed assistere alla famosa maratona di Boston.

Io e la mia ragazza finito di pranzare decidiamo di rifugiarci a casa. Sappiamo di non poter tornare verso il centro e non potere rivederlo mai più. Il tragitto fino a casa è di sole due fermate di metro, ma la paura e l’ansia fanno il loro dovere, e il viaggio non sembra finire mai.

Penso alla casualità di trovarmi in quel preciso momento in una città che è stata appena colpita da un attacco terroristico e io, anche se indirettamente, in qualche modo, ne sono stato colpito. Tutto capita (o non capita) per un motivo. La mia idea di andare a vedere la maratona di pomeriggio è stata bocciata dalla mia compagna di viaggio, che essendo donna e quindi più saggia di me, aveva già programmato un pomeriggio di shopping. Benedetto sia lo shopping.

Ritrovo comunque, mentre sono a casa collegato a tutte le testate giornalistiche online possibili, le foto scattate proprio nel tratto di strada calpestato dalla follia. Ritrovo le stesse bandiere che vedrò saltare in aria poche ore dopo nei notiziari. Nei canali all-news c’è solo polvere, macerie e sirene che lampeggiano; il confronto con i miei scatti mi sembra qualcosa di irreale.

Avete presente il modo di dire “trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato”? Questa volta io ero nel posto sbagliato, ma al momento “giusto”. Boston è la città che più mi ha colpito in questo mio piccolo tour degli USA. Lasciarla ferita ferisce anche me. Il mio pensiero va soprattutto a tutti quelli che questa città la abitano e che da oggi la vivranno con una diversa coscienza.

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