Mi è scoppiata la testa!

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Era una notte buia e… no, non era tempestosa, anzi: eravamo nel bel mezzo di una calda e tranquilla notte estiva della fine dello scorso millennio. La sera precedente avevamo fatto tardi in spiaggia ed al ritorno in campeggio eravamo tutti crollati rapidamente nel sonno più profondo.

Dicono che i sonnambuli riescano ad evitare gli ostacoli…

Ricordo solo di esser stata svegliata, ad un certo punto, da una voce amica che mi chiedeva, dall’alto del suo metro e ottantacinque: “Cristina ha comprato il gelato? Eh?!” Ammetto che le quattro di notte e la mente obnubilata non erano condizioni ideali per rispondere a domande di qualsiasi genere, comunque d’istinto avevo sussurrato un qualcosa come “Sì sì, siamo a posto. Adesso torna a dormire”. Man mano che i secondi passavano, nella mia mente prendeva forma la risposta alla domanda che a mia volta mi stavo facendo: “Ma che cavolo…??!”. Ehi… Alessandro era sonnambulo!

Non mi era mai capitato prima, di avere a che fare con qualcuno che “soffrisse” di sonnambulismo, una delle cosiddette parasonnìe: comportamenti anomali o altri eventi fisiopatologici che possono verificarsi al momento dell’addormentamento, durante il sonno o nella fase di risveglio. Sono per lo più fenomeni “benigni”, soprattutto nei bambini, e quindi di per sé da non considerare come malattie, perché non hanno un importante impatto su qualità e quantità del sonno.

Facciamo ora un passo indietro: cos’è il sonno? In poche parole, è uno stato mentale fisiologico e  reversibile caratterizzato da una relativa indipendenza percettiva dall’ambiente circostante.

Il nostro cervello, fisiologicamente, può trovarsi in diversi stati, che sono la veglia, il sonno non-REM (NREM) e il sonno REM (Rapid Eye Movements), non necessariamente mutualmente esclusivi tra loro; il “compenetrarsi” dell’uno con l’altro o la rapida oscillazione tra i tre stati può dare origine ad una parasonnìa.

Teniamo sempre ben presente che durante il sonno l’attività cerebrale non è diminuita, ma solo organizzata in modo diverso rispetto alla veglia, nella quale oltre alla possibilità di compiere azioni volontarie, abbiamo consapevolezza dei nostri pensieri e memoria delle nostre azioni (sì, beh, non per tutti e non sempre, ma in generale dovrebbe essere così).

Quando noi ci addormentiamo, entriamo nella fase NREM, poi passiamo nella REM, caratterizzata anche dall’inibizione del tono muscolare (fatta eccezione, per definizione, per i muscoli oculari e – ovviamente – il diaframma: non sarebbe carino smettere di respirare…). Il sonno è organizzato in cicli in cui si alternano le due suddette fasi. E’ più facile ricordare i sogni subito dopo essersi svegliati da una fase REM che NREM, ecco perché ci sembra spesso di aver sognato solo verso mattina.

Ma non è che sognare troppo fa scoppiare la testa?

Tornando alle origini del discorso, quella famosa notte estiva avevo quindi fatto parte di un episodio di sonnambulismo di Alessandro.

Chi è sonnambulo come lui, generalmente può compiere tutta una serie di azioni complesse, come cambiare posizione del corpo, giocare con le lenzuola, sedersi sul letto, mettersi in ginocchio, alzarsi in piedi e fare pure un giretto in casa o addirittura fuori (!), magari dopo essersi vestito, aver sistemato la propria scrivania ed esser passato dal bagno. Quello che mi diverte è immaginare queste persone mentre fanno tutte queste cose camminando rigidi come automi, evitando gli ostacoli e magari interloquendo con chi potrebbero incontrare sulla loro strada. Poi, dopo aver gironzolato alcuni minuti (anche parecchi), tornano a letto.

Se vi hanno raccontato che è meglio non svegliare un sonnambulo, credeteci: di solito sono tentativi infruttuosi e potrebbero anche sfociare in comportamenti aggressivi e violenti.

Qualche anno fa invece a me è esplosa la testa. Non in senso metaforico…La exploding head syndrome (sindrome della testa che esplode) consiste in una sensazione fragorosa avvertita all’interno della testa che, generalmente ma non necessariamente, avviene entro una o due ore dall’addormentamento.  Al rumore può accompagnarsi la visione di un flash luminoso, ma non dolore.

E’ una sensazione talmente forte ed improvvisa che quella notte, dopo esser stata svegliata, c’ho messo un po’ a riprender sonno. E ne avevo sentito parlare per la prima volta proprio pochi giorni prima: quando si dice “il potere della mente”…

Quando immagino il terrore nel sonno, mi viene in mente lui

Spaziando ancora tra le parasonnie, chi manifesta episodi di “terrore nel sonno”, o pavor nocturnus, tipicamente può trovarsi seduto sul letto, urlante e con un’espressione terrorizzata del volto,  accompagnata da un’attivazione esagerata del Sistema Nervoso Vegetativo o Autonomo: tachicardia (battiti cardiaci accelerati), tachipnea (aumentata frequenza degli atti respiratori), intensa sudorazione e dilatazione pupillare. Il tutto fortunatamente di solito dura pochi minuti. Pensate se aveste un vicino di letto con questo “problema”: che ansia!

Vi è mai successo di svegliarvi con la sensazione di non riuscire a muovere nemmeno un muscolo delle vostre braccia e gambe? E’ la cosiddetta “paralisi del sonno”, un’esperienza che, se e quando l’avete provata la prima volta, probabilmente vi sarà parsa agghiacciante. Per me lo è stato.

E’ più frequente nelle persone narcolettiche, ma può capitare a chiunque, soprattutto in condizioni di privazione di sonno, così come le allucinazioni ipnagogiche: immagini o suoni che si presentano in fase di addormentamento, quella sensazione da… “sogno o son desto”? Se si verificano al risveglio, sono dette allucinazioni ipnopompiche.

L’elenco delle parasonnie potrebbe proseguire ancora, ma entrerei in situazioni più complicate e nell’ambito del patologico, che ora vorrei risparmiarvi; mi sono limitata perciò a quelle che ciascuno di noi potrebbe aver provato, sperando di aver soddisfatto qualche vostra inconscia curiosità.

 

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Zia Cin

    Ed io che l’avevo chiamata la sound syndrome tanto per scherzare , invece si chiamava exploding head syndrome . Non so quanto sia passato da allora ( anche perché lo spazio e il tempo a volte sembrano concetti astratti) cmq nel bel mezzo della notte , mentre dormivo comodamente sprofondata nel mio materasso eccoti la carmen che comincia a cantarmi a gran voce il ritornello di una delle sue canzoni ” U.UU CONFUSA E FELICE ..U.UU CONFUSA E FELICE” . Subito mi sono svegliata per continuare ad ascoltare e casomai pure canticchiare la mia amata canzoncina ma con gran stupore trovai intorno a me solo il silenzio.
    Rimasi stupita e anche un po’ divertita .

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    • AeRRe

      Vista l’eccezionalità del soggetto (viva la carmen!), io la chiamerei sud sound syndrome. :)

      Rispondi

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