11 film de chevet da sogno

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Il cinema può viaggiare nel tempo e nello spazio, può avvicinare luoghi e persone lontanissimi, può inventare e farci vedere mondi che non esistono, può in sostanza farci sognare. Guardatevi questi film che hanno al centro della loro storia il sogno alternandoli con alcune delle più belle sequenze di sogno della storia del cinema. 

11 film de chevet

Ogni mese vi proponiamo 11 film che prendono spunto da uno stesso tema.
Chevet in francese significa più o meno comodino. Le livre de chevet si tiene sul comodino per sfogliarlo, rileggerlo, accarezzarlo. Come i libri i film de chevet si amano, si guardano, si sfogliano, si accarezzano, si portano sempre con sé.

Se volete leggere le vecchie recensioni dei film de chevet scritte dalla redazione cinema prima che impazzisse e salisse sul carro del vincitore cliccate sui link qui sotto.
Dall’amore ai tradimenti, dai cartoni animati all’horror, dai viaggi alla famiglia, dai drammi storici ai porno … scopri il ricchissimo arichivio dei film de chevet dell’Undici
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11 film sulla follia (recensioni a 5 stelle)

Alcune teorici del cinema negli anni Venti,soprattutto francesi, sostenevano che una delle forze del cinema sia che è adattissimo a rappresentare i sogni e che l’amore per il cinema è legato al desiderio del sogno. Visto che al risveglio non riusciamo più ad afferrare e a descrivere con parole quanto abbiamo vissuto in sogno “ci rechiamo  nelle oscure sale a cercare il sogno artificiale, e magari eccitante, capace di popolare le nostre notti deserte” (Robert Desnos, 1923). Qualcuno si spingeva a sostenere che le immagini in successione del cinema fossero più adatte delle parole a realizzare la connessione tra sogno e stato di veglia, tra conscio e inconscio. Queste teorie sono antiche e come (quasi) tutte le teorie sul cinema possono essere confutate ma resterà sempre vero che il cinema può viaggiare nel tempo e nello spazio, può avvicinare luoghi e persone lontanissimi, può inventare e farci vedere mondi che non esistono, può in sostanza farci sognare. E se la settima arte è arrivata magicamente ai giorni nostri resistendo l’avvento di media che la dovevano uccidere (dalla televisione al computer, dai video game agli  smart phone e iPad e tutte le altre diavolerie) significa che ancora oggi abbiamo voglia di sognare al buio della sala cinematografica, magari in mezzo a mille altre persone che vivono il nostro stesso sogno.

Tante volte il cinema ha trattato esplicitamente il sogno, tante volte ci ha mostrato sequenze oniriche che ci hanno destabilizzato come i nostri sogni più belli o come i nostri incubi peggiori. Noi siamo andati a scegliere (come sempre secondo i nostri gusti, insindacabili) film che hanno al centro della loro storia il sogno alternandoli con alcune delle più belle sequenze di sogno della storia del cinema. Potevamo sceglierne mille ma per fortuna scriviamo sull’Undici e quindi ci siamo limitati a consigliarvi Undici (11) film da sogno, imperdibili.

“Il Monello” (The kid) di Charles Chaplin.
Con Charles Chaplin, Jackie Coogan, Carl Miller, Edna Purviance

Da vedere sdraiati comodi sul proprio divano. Con tutti i senza tetto del quartiere

Il sogno di Charlie Chaplin nel suo “Il Monello” è un mondo di angeli e diavoli in cui ci si può volere bene ma l’ordine si ristabilisce a colpi di pistola.

brazil, terry gilliam

Spegni la TV, vola al cinema

“Brazil”di Terry Gilliam (1985)
con Jonathan Pryce, Robert De Niro, Michael Palin, Bob Hoskins, Katherine Helmond, Kim Greist

“– Non voglio nessun dolce, non voglio promozioni, non voglio niente di niente! –  Ma certo che vuoi qualcosa! Avrai pure dei desideri, delle ambizioni, dei sogni nascosti! –  No, non ne ho! Non ho nessun sogno!”

Non è affatto vero che non ha sogni. Inquadrato, integrato, apparentemente sereno e soddisfatto, Sam Lawry si destreggia con buon senso nella distopica società in cui vive (anni Quaranta contaminati dal futuro, dall’informatica e dall’automazione, ribattezzati retro-futurism), dominata dal Ministero dell’Informazione grazie a paura diffusa e burocrazia insensata e capillare (vi ricorda qualcosa?). Sam pazienta col lavoro, con sua madre e col capufficio Kuntzmann, desiderosi di organizzare la sua vita personale e professionale. Ma sono i sogni a consentirgli di sopportare tutto – mamma, Kuntzmann e assurda modulistica; sogni in cui sulle note di Brazil (“Aquarela do Brasil”) con grandi ali si libra in un cielo di nuvole serene verso il suo amore, una donna bellissima e fluttuante di chiffon, donna che Sam ama e arditamente difende da incombenti mostri. Di questi sogni bisogna avere paura (come dei desideri), specie quando si realizzano, specie se la donna sognata si concretizza e nella realtà non è affatto angelicata, ma una bad girl fumatrice, camion-munita e libera pensatrice, un soggetto molto pericoloso agli occhi del Ministero. Un guaio grosso per il povero Sam, e pensare che a innescarlo sono stati uno stupido insetto e un bellissimo sogno. Casablanca, Orwell, la corazzata Potëmkin, Blade Runner e innumerevoli altri riferimenti, altre allusioni sagaci, altri dettagli sarcastici, ingegnosi e perfidi, si rimescolano in questo film meraviglioso, intelligentissimo, straordinariamente immaginifico; così bello che sembra tutto un sogno.

Da guardare solo dopo avere compilato il modulo 27B-6.

“Io ti salverò” (Spellbound) di Alfred Hitchcock.
Con Gregory Peck, Rhonda Fleming, Ingrid Bergman, Michael Chekhov, Leo G. Carroll.

“Dovete credere, non a quello che dico ma a quello che sento. La mente non è tutto; il cuore vede più lontano, a volte”.

Da vedere dopo aver dipinto a righe le pareti del salotto

I sogni di Gregory Peck in “Io ti salverò” sono disegnati da Salvador Dalì

One from the Heart

Il cinema è un sogno lungo due ore (poi si torna a casa)

“Un sogno lungo un giorno” (One from the Heart) di Francis Ford Coppola, USA, 1982
Con Frederic Forrest, Raul Julia, Teri Garr, Nastassja Kinski, Harry Dean Stanton

“Una volta avevi un gran fisico, sai? Una volta! Adesso inizi a sembrare un … un uovo!”

Uno sfasciacarrozze con il sogno del musical e una vetrinista in crisi di coppia si concedono una giornata di scappatella. Ma alla fine della giornata il sogno si esaurisce e entrambi tornano alla vita di tutti i giorni. Coppola ricostruisce in studio Las Vegas (ma credo che nessuno sia in grado di accorgersene), scenario ideale per un sogno, mescola i generi, a volta sembra che voglia buttarla sul musical, a volte cita Fellini… Il mondo si divide in due categorie: quelli a cui ‘sto film sembra un mappazzone pesante che non si capisce dove voglia andare a parare e quelli che lo battezzano per capolavoro, che un giorno sarà capito. Io, e mi dispiace, appartengo al primo gruppo.

Da guardare con il Mereghetti aperto sulle ginocchia, ma alkaseltzer a portata di mano

“Il posto delle fragole” (Smultronstallet) di Ingmar Bergman, Svezia, 1957.
Con Bibi Andersson, Max von Sydow, Ingrid Thulin, Victor Sjöström, Gunnar Björnstrand

“Isaak, caro, le fragole ormai sono finite”

Da vedere e rivedere perché è una delle vette del cinema di tutti i tempi (ecco, non aspettatevi di fare grasse risate …)

Il sogno di Victor Sjöström in “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman è uno degli incubi più angoscianti della storia del cinema

nanni  moretti sogni d'oro

Chi non ha mai sognato di fare cinema?

Sogni d’oro (N. Moretti, Italia, 1981)
Con Laura Morante, Alessandro Haber, Nanni Moretti, Nicola Di Pinto, Mario Colli, Remo Remotti, Chiara Moretti, Vincenzo Salemme, Piera Degli Esposti, Maurizio Mattioli, Tatti Sanguineti, Alberto Abruzzese, Giampiero Mughini, Luigi Moretti.

“Sono la casalinga di Treviso. Sono un pastore abruzzese. Sono un bracciante lucano”

Nanni Moretti, attraverso il suo alter ego storico Michele Apicella affronta la dura vita del regista emergente (colleghi cialtroni, critici banali, pubblico sempre scontento, attori che non capiscono il personaggio che devono interpretare), rifugiandosi nel sogno e chiedendo in fondo di essere lasciato un po’ in pace mentre completa – per restare in tema di sogni – un film sulla madre di Freud. È il Moretti del primo periodo, ancora acerbo e discontinuo con la macchina da presa, ma con una trovata straordinaria dietro l’altra. Qui, ad esempio, anticipa di almeno una decina di anni quella che sarà l’involuzione della tv, con matrimoni che vanno a litigare in diretta e confronti televisivi che virano rapidamente all’insulto tra gli applausi del pubblico. Resta uno dei capitoli più riusciti del Nanni nazionale.

Da guardare insieme a Giampiero Mughini, chiedendogli se è contento di assomigliare agli stessi personaggi televisivi che una volta prendeva in giro

“8 ½” di Federico Fellini, 1963
 Con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Barbara Steele

Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi fa tremare, mi ridà forza, vita? Vi domando scusa, dolcissime creature; non avevo capito, non sapevo. Com’è giusto accettarvi, amarci. E come è semplice! Luisa, mi sento come liberato: tutto mi sembra buono, tutto ha un senso, tutto è vero. Ah, come vorrei sapermi spiegare. Ma non so dire… Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso. Ma questa confusione sono io, io come sono, non come vorrei essere adesso. E non mi fa più paura dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo, e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita: viviamola insieme! Non so dirti altro, Luisa, né a te né agli altri: accettami così come sono, se puoi. È l’unico modo per tentare di trovarci.”

Da vedere per scoprire che il cinema è un sogno più grande della vita

Arizona dream

E’ il cinema che ci ha fatto conoscere il sogno americano e che ci ha fatto venire voglia di rincorrerlo con ogni mezzo

 

Arizona Dream – Il valzer del pesce freccia (E. Kusturica, USA/Francia, 1993)

“Non mi toccare la faccia! Tutti i grandi attori sono così. Credi che qualcuno tocchi Brando in faccia? O che tocchi Pacino in faccia? O che tocchi De Niro in faccia? Qualcuno si permette di toccare quel Johnny Depp del cazzo in faccia?”

Questo è un film completo, dentro cui c’è tutto: l’originalità di un talento straordinario, l’ingenuità con cui si avvicina al colossale sogno americano, sapendo che un serbo quel sogno può percepirlo solo attraverso stereotipi; e quindi ci si avvicina con garbo e umiltà. E poi ci sono dentro grandi attori del passato remoto e prossimo (Jerry Lewis, Fayve Dunaway), star assolute (Johnny Depp), grandi rivelazioni (Vincent Gallo, Lili Taylor). E poi ci sono dentro le musiche di un ancora sconosciuto Bregovic e del grandissimo Iguana. Tutto ben impastato. Film onirico, pazzo, cinefilo, divertente. Orso d’Argento a Berlino, ma perché lo doppino e lo distribuiscano in Italia dovremo aspettare il grande successo di Undreground. Ma Kusturica era Kusturica già da mo’ (ricordate, per dire, Dolly Bell?).

Da guardare dopo aver imparato a memoria le mosse e le facce di Cary Grant inseguito dall’aereo in Intrigo internazionale

“Una lucertola con la pelle di donna” Lucio Fulci, 1971.
Con Florinda Bolkan, Leo Genn, Jean Sorel, Stanley Baker, Franco Balducci

“Il vizio è una gabbia col chiavistello dal di dentro…siamo noi che vogliamo restarci rinchiusi per forza”

Da vedere con i vicini di casa che avete sempre sognato di ammazzare

I conturbanti sogni erotici della meravigliosa Florinda Bolkan finiscono nel sangue.

larte del sogno

Certe cose le vivi al cinema, altrimenti te le sogni

“L’arte del sogno”(La Science des rêves) di Michel Gondry (2006)
con Gael Garcia Bernal, Charlotte Gainsbourg, Alain Chabat, Miou-Miou

“Stasera vi mostrerò come si preparano i sogni. Innanzitutto mettiamo un tantino di pensieri a casaccio, e poi aggiungiamo una puntina di reminiscenze del giorno… Mischiate con un po’di ricordi del passato, amori emozioni relazioni e tutte le altre cose che finiscono in -zioni, le canzoni sentite durante il giorno, e tutte le altre cose, vabbè,  personali…”

“Il cervello è la cosa più complessa dell’universo, e si trova giusto dietro il naso.”

Stéphane (Gael Garcia Bernal) torna dal Messico a Parigi dopo la morte del padre, e si accuccia nel suo letto di bambino, a cucinare sogni che dilagano nella realtà un po’ deludente: vorrebbe vedere pubblicato il suo calendario di eventi catastrofici (Disastrology), invece si ritrova con un lavoro noioso e colleghi deliranti. Forse trova l’amore – inevitabile per un romantico come lui – nella vicina di casa Stéphanie (Charlotte Gainsbourg), sfuggente, volubile e anche lei piuttosto fantasiosa. Le loro sbrigliate immaginazioni cercano di intrecciarsi virtuosamente, ma i sogni di Stéphane davvero si confondono con la realtà e incidono la sua superficie. E sono soltanto sogni cattivi, come la realtà, se non si ha nessuno con cui condividerli; bisogna avere il coraggio di fidarsi e trovare un compagno di sogni, giochi e fantasia con cui usare la macchina del tempo, qualcuno in grado di immaginare e costruire una foresta su una barca, qualcuno con cui cavalcare Golden il pony boy. Dopo la cancellazione del reale di “Se mi lasci ti cancello”, ecco la surrealtà gondryana; o meglio la oniro-realtà fatta di sogni e reale imbastiti insieme col filo della ricerca non dell’equilibrio, non della felicità, ma del sollievo dal dolore circostante.

Da guardare cavalcando Golden il pony boy.

“Il Grande Lebowski” (The Big Lebowski) di Joel Coen, USA, UK, 1998.
Con Jeff Bridges, John Goodman, Julianne Moore, Steve Buscemi

“La gente ormai ha dimenticato che il cervello è l’organo erogeno più esteso… Parla per te amico…”

Vivete di espedienti per un po’, poi guardate questo film sdraiati sul tappeto

I sogni del Grande Drugo Lebowski sono un film nel film

Bonus Track 1 (perché un cartone animato ci vuole)

“Dumbo” di Ben Sharpsteen, USA, 1941 – Walt Disney

“Ne ho viste tante da raccontar, giammai gli elefanti volar”

Da vedere insieme al cucciolo che è in voi

Bere un buon bicchiere di vino prima di addormentarsi poi fa sognare gli elefanti rosa, come a Dumbo. E il rischio è di risvegliarsi in cima a un albero.

Bonus Track 2 (da paura)

“Thriller” di John Landis
Con Michael Jackson, Ola Ray

Darkness falls across the land / The midnight hour is close at hand / Creatures crawl in search of blood / To terrorize y’all’s neighbourhood / And whosoever shall be found / Without the soul for getting down / Must stand and face the hounds of hell / And rot inside a corpse’s shell. / The foulest stench is in the air / The funk of 40,000 years / And grizzy ghouls from every tomb / Are closing in to seal your doom / And though you fight to stay alive / Your body starts to shiver / For no mere mortal can resist / The evil of the thriller.

“Thriller” di Michael Jackson diretto da John Landis è il video clip più famoso di sempre. Sicuramente anche uno dei migliori. Anche se forse è stato solo un sogno.

Bonus Track 3 (la scena “scult”)

“Sogni mostruosamente proibiti” di Neri Parenti, 1982
Con Janet Agren, Paolo Villaggio, Alessandro Haber, Alida Valli, Mike Bongiorno

“Cercherò di dare il massimo” “Allora che Dio ce la mandi buona”

Da vedere con frittatona di cipolla, Peroni ghiacciata e rutto libero

I sogni fantozziani di Villaggio in quel periodo erano i sogni minimali dell’italiano medio.

[il video è di qualità pessima, ma è l'unico completo, per una versione migliore ma parziale potete guardare qui http://www.youtube.com/watch?v=QUTWR5t1LcA]

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