Dimmi che fobia hai e ti dirò chi sei

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Figlia di Ares dio della guerra e di Afrodite dea della bellezza è Phobos, madre di tutte le paure. E’ una divinità femminile, sorella di Deimos e si manifesta in centinaia di vesti, tra cui la paura irrazionale. Conoscete per esempio la tripofobia? E la gefirofobia? 

E’ da quando il direttore dell’Undici ci ha comunicato che sul numero di Marzo si sarebbe parlato di follia, che vado a caccia di un argomento sul tema. Qualche mattina fa salgo sull’ascensore e il cigolio delle porte genera un’accelerazione del battito cardiaco. Arrivo al piano, le porte si aprono ed ecco che il batitto torna a essere regolare. Gli ascensori non mi sono mai piaciuti, ma il destino a me fa una pernacchia: ho vissuto e vivrò in città con una densità di popolazione che si sviluppa più in verticale che in orizzontale. D’altronde chi non ha il suo di scherzo del destino?

Secondo il National Institute of Mental Health, si può definire fobia l’evitare sistematico e persistente di uno specifico oggetto, animato o inanimato, senza che ci sia un reale pericolo per la vostra incolumità.

Se dunque  l’istinto vi spinge a nascondervi sotto la scrivania  al rumore degli inconfindibili passi della collega taldeitali, non crogiolatevi nei sensi di colpa ma consolatevi pensando che siete solo una delle tante, tantissime povere vittime della fobia.

Come distinguere una fobia da una paura? 
Facciamoci aiutare dall’immaginazione. Se di fronte a un innocuo ragnetto l’istinto vi pietrifica, allora siamo nella sfera della fobia e, in particolare, dell’aracnofobia. Se invece vi spaventate alla vista di una vedova nera che si arrampica sul muro, niente paura: il vostro sistema nervoso autonomo funziona benissimo e vi mette in allerta in presenza di un reale pericolo.

Ma quante ce ne sono? Secondo The Phobia List finora ne sono state diagnosticate ben 530. Leggendo recenti fatti di cronaca, si capisce tuttavia come la lista sia destinata a diventare ancora più voluminosa. Eccone qualcuna tra le più singolari.

Immaginate un alveare. O un melograno sgranato. Basta guardare la serie di buchini uno vicino all’altro per iniziare a grattarsi dappertutto e a stare male di stomaco. Sembra uno scherzo, ma non lo è. Si chiama tripofobia e impazza sul Web. E’ oggetto di forum e discussioni online ed esiste persino la pagina Facebook. A onor del vero non è ancora stata riconosciuta ufficialmente, ma le testimonianze sono così numerose da aver reso necessaria la ricerca su cause e sintomi. Quindi attenzione: se guardare l’immagine qui di fianco vi provoca un prurito insopportabile probabilmente siete tripofobici.

Un altro curioso episodio di un altrettanto curiosa fobia, si legge qualche giorno fa nella cronaca inglese. Un automobilista sbaglia strada e sale sul Dartford Crossing Bridge. Allarmato, chiama la polizia stradale ma non perché ha sbagliato strada, bensì perché la paura di premere l’acceleratore lo impietrisce. Non sa come tornare indietro e, peggio, neanche come andare avanti.  Per sbloccare la situazione è necessario l’intervento di una pattuglia della polizia stradale. Individuata la macchina, uno dei poliziotti ne prende il controllo e attraversa il ponte con l’automobilista seduto al posto del passeggero. Questa è la paura dei ponti, e si chiama gefirofobia.

Per concludere questo breve excursus e rimanere in casa nostra eccone un’altra che, nelle ultime settimane, sembra essere diventata particolarmente contagiosa dalle nostre parti. In tempi non sospetti, ecco cosa si legge su una pagina di yahoo anwsers:

Zia Molly chiede: Ho paura dei grilli, cioè mi fanno senso, sono rimasta chiusa fuori la stanza affinchè non l’hanno tolto. Cosa posso farci se mi fa senso? vi sembra una cosa strana?

E la Scimmia del Papero risponde: Io ne ho il terrore….!!! Sarei capace di tutto pur di sfuggire ad un grillo…..! Non esiste altro insetto o animale che mi faccia più paura, o meglio schifo…!  Li temo perchè saltano ed è imprevedibile il luogo in cui si andranno a posare…. e non sia mai dovessi essere io…..!!! Meno male che non sono l’unica…. :P

Si chiama Entomofobia e indica l’avversione contro i grilli e, in generale, verso strane forme di insetti. Qualcosa mi suggerisce che tra le aule di Montecitorio e Palazzo Madama sarà presto la fobia più diffusa di questa nuova, forse breve, ma sicuramente unica, legislatura.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Tamara V. Mussio

    Molto curioso il tuo articolo, non conoscevo la tripofobia. L’ornitofobia con me la fa da padrona, mettetemi vicino un pennuto e farò il giro del mondo in 80 minuti!

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