Se avesse vinto Renzi alle primarie PD…

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Et voilà. Ci siamo. Finalmente l’agonia è finita. Anzi no, è appena iniziata. Domenica pomeriggio l’Italia, ha cominciato a domandarsi chi avesse vinto le elezioni, chi ci governerà per i prossimi (5? ma chi ci crede..?) anni/(o). La risposta?

Pier Luigi Bersani è nato a Bettola, in provincia di Piacenza, il 29 settembre 1951 , in una famiglia di artigiani

Era prevedibile, da mesi, ormai. Nessuno. Ovviamente. Un bel nulla di fatto, tutto italiano, il vero “made in Italy”. Andiamone orgogliosi, ragazzi. Sto scrivendo i miei pensieri sul mio laptop, sono le 8 e 20 di giovedì 28 febbraio e i siti online dei maggiori quotidiani italiani si interrogano. Grillo appoggerà un governo con a capo Pierluigi Bersani? No! Non lo farà, di inciuci Grillo non ne fa. Si! Lo farà, conviene a tutti, soprattutto al paese. Lo spread torna a salire, fa paura..

Ostaggi di un comico, un’altra volta. Davvero? Faccio ancora fatica a crederci. Ma tant’è! Arrendiamoci. Così vanno le cose. E non si può fare o dire nulla per cambiarle, le cose. L’italiano medio così era e così sarà. Prima credeva allo chansonnier di Arcore, ora crede al comico di Genova. Dopotutto, ad essere onesti, ci vedo una certa coerenza. E a me, la coerenza, piace un sacco. Mi dà un senso di “cozy”. Hey, non ho detto “choosy”. Ho detto
“cozy”, confortevole cioè. So che non ci saranno sorprese. Le sorprese, mi mettono a disagio.

Lunedì pomeriggio tutte le reti italiane erano ammorbate, ovviamente, dagli speciali sulle elezioni. Da una recente statistica, si rileva che circa il 40% degli italiani nel mentre guarda una trasmissione di politica, controlla anche le opinioni sui social network. Io rientro in questa statistica, quindi, da bravo numero nelle statistiche, nel mentre guardavo lo speciale su Cielo, controllavo le opinioni dei miei sedicenti amici su Facebook. Chi si disperava, chi bestemmiava, chi diceva di piangere, chi, come me, non vede altra via che espatriare, e salutare definitivamente quei quattro vecchi al parlamento, che si accapigliano per tenersi la poltrona più comoda e bella. Magari una di quelle che si alzano, che pubblicizza Mastrota. Molto meglio di una Poltrona Frau.

Matteo Renzi (Firenze, 11 gennaio 1975) è sindaco del capoluogo fiorentino dal 2009.

Ma poi, il giovane medio di Facebook arrivò ad un’intuizione. Un qualcosa che ha del geniale, da veri esperti di politica, insomma. Ma, se avesse vinto Renzi le primarie del PD? Sarebbe stata tutta un’altra storia!! Già. Renzi. Di nuovo lui. L’eterno giovane. Per carità; è bravo. Il PD è fortunato ad avere tra le sue fila uno come lui. Ma, il punto, è che il ragionamento, cari amici, è sbagliato e marcio nelle sue radici.

Maledetta sia la personalizzazione della politica. Maledetti siano i mass media. È tutta colpa vostra. Ormai da anni, è passata l’idea che viviamo negli USA. Eleggiamo
democraticamente il capo del Governo. Che in questo momento, in Italia, è Obama,
giusto? No, no cari amici, non viviamo negli USA, noi non siamo americani (per fortuna, o purtroppo, non so), e non eleggiamo il nostro capo del Governo. A noi, che siamo degli inguaribili retrò, (siamo europei, d’altronde), ci piace votare il partito. È si, avete capito bene. Noi non votiamo la persona, noi votiamo il partito. Noi, a mio avviso, votiamo qualcosa che è molto al di sopra delle persone. Noi, votando un partito, votiamo i valori.

I valori, che belli che sono, i valori, sono importanti. Se esistono ancora. Esistono? Si. Quelli del PD, (li ho presi dallo Statuto sul loro sito internet. Sì anche loro hanno un sito internet, che non è propriamente un blog, come quello di Grillo, ma funziona bene uguale, forse meglio. Sono questi:

I Principi e valori fondanti
Il Partito Democratico si ispira ai principi fondamentali di progresso e sviluppo nei riguardi dei tre soggetti a cui l’azione politica e sociale si rivolge:
•l’Individuo, quale persona e cittadino che decide di convivere in pace con altri individui;
•la Società Civile, quale luogo nel quale la convivenza si esprime nelle sue forme economiche e nelle aggregazioni sociali spontanee;
•lo Stato, quale organismo laico che deve garantire la salvaguardia dei valori fondanti della società e lo sviluppo delle possibilità individuali.
L’obiettivo che il Partito Democratico si pone, nella realizzazione del suo programma, è la convivenza armoniosa tra gli uomini, attraverso lo sviluppo del talento e delle capacità personali dell’individuo, che deve trovare piena possibilità di cogliere tutte le opportunità realizzabili all’interno della Società civile, nel rispetto delle regole istituite dallo Stato nella sua fondazione. Lo Stato deve limitare il corpo delle leggi che ne regolano il funzionamento a quegli ambiti di intervento propri di tutela e salvaguardia degli interessi della collettività e dei diritti della persona.

Manifestazione PD al Circo Massimo (Roma)

Il Partito Democratico intende costruire un modello organico di società, secondo i principi sopra esposti, basata sui valori costituenti dello Stato. I valori fondanti del Partito sono:
Libertà.
L’uomo è un essere libero che decide di vivere all’interno della società civile in convivenza pacifica garantita dalla tutela della libertà individuale, e di tutti i diritti ad essa associati, dallo Stato democratico, che si erige quale organismo a tutela dell’Individuo e della società civile senza essere a queste contrapposto.

La libertà è il bene supremo della persona a cui lo Stato e la società civile non possono opporsi. La persona può essere privata della sua libertà nel momento in cui le sue azioni contrastano con l’interesse collettivo, o con le regole di giustizia, attraverso la sanzione, che la legge riconosce come giusta allo scopo di ripristinare i diritti violati ed al fine di rieducare l’individuo al rispetto della legalità.
La libertà si attua, come espressione e scelta, nella libertà di pensiero e di azione nella salvaguardia del pluralismo etico, politico, economico e sociale.

Lo Stato riconosce il libero mercato come un presupposto a cui si attiene, al fine di garantire i benefici che i cittadini
possono trarre dalla libera produzione e circolazione dei beni e dei servizi, nel rispetto della legalità. Lo Stato riconosce la libertà degli altri Stati sovrani, e delle comunità al suo interno, purché questi non violino la propria.

Uguaglianza.
Il valore dell’uguaglianza si basa sul riconoscere l’importanza della differenza tra le persone, i sessi, le culture, le religioni, e qualunque altra caratteristica contraddistingua gli essere umani ed i pensieri che loro esprimono, rifiutando ogni discriminazione che da questi possa derivare, di fronte alla legge, alla società, agli individui. Lo Stato deve attuare nei suoi programmi e nelle leggi il superamento delle disuguaglianze sociali e la piena affermazione delle pari opportunità per ognuno, la parità dei ruoli tra donne e uomini nella politica e nella società. Per lo Stato gli individui sono sullo stesso piano di parità dei loro diritti, che esso si impegna a riconoscere e tutelare; i diritti che
derivano per gli individui dalle leggi sono tutelati, purché gli individui riconoscano il valore delle stesse e si pongano nella condizione di rispettarle.

I risultati delle elezioni 2013

Dignità.
Il significato della vita sociale dell’individuo è riposto nella salvaguardia della dignità della persona da parte degli altri individui, della società civile e dello Stato. La dignità personale deve essere tutelata nel rispetto dell’identità dell’individuo e dell’autonomia delle sue scelte, in relazione alla propria cultura, credo e religione. Lo Stato deve garantire la dignità dell’individuo, attraverso la salvaguardia dei suoi diritti e delle sue libertà, attuando le iniziative necessarie affinché la persona possa mantenere la propria
indipendenza, mantenendo salvo il principio che ogni cittadino deve contribuire al proprio
sostentamento attraverso il proprio lavoro una volta completata la sua formazione scolastica.

Solidarietà.
Il valore della solidarietà afferma e consolida la relazione tra gli individui, tra i ceti sociali all’interno della società civile, tra le diverse comunità che compongono lo Stato. Essa si estrinseca nella salvaguardia del sostegno economico tra le generazioni e nel rispetto dei doveri fiscali dell’individuo, che consentono la produzione e la distribuzione dei servizi sociali che lo Stato deve garantire. Il valore della solidarietà si estrinseca anche attraverso il principio della sussidiarietà tra le comunità locali a salvaguardia dell’unità dello Stato e dell’uguaglianza dei cittadini.

Fratellanza.
La libertà e l’uguaglianza tra gli esseri umani sono i cardini su cui si fonda il valore della fratellanza, che significa primariamente riconoscimento e rispetto delle diversità altrui e amore per la vita. La fratellanza detta il dovere della solidarietà verso altre comunità ed altri popoli, oltre al principio della non violenza come regola nelle relazioni tra
persone, popoli e Stati. Il rispetto della non violenza non impedisce allo Stato la tutela della propria difesa ed il soccorso alle nazioni minacciate o aggredite, in accordo con i principi e le decisioni della comunità internazionale.

Rispetto.
Il rispetto è il principio alla base della civile convivenza tra gli individui, e le comunità. Esso si applica in modo reciproco tra i vari soggetti che compongono la comunità – l’individuo, la società civile e lo Stato – e nei riguardi di ogni regola o legge emanata per regolare il funzionamento della comunità. Il rispetto delle regole e dei valori è fondamentale per consentire ad ogni individuo la realizzazione del proprio progetto di vita e garantirne lo sviluppo personale, che rimane il fine ultimo della convivenza collettiva.

Il principio del rispetto completa la realizzazione dei valori fondanti dello Stato, sia all’interno della comunità che verso gli altri popoli e nazioni. Su ogni interesse o diritto, sia esso individuale o collettivo nazionale o sovranazionale, prevale il rispetto dell’ambiente al fine di tutelare le condizioni che rendono sostenibile sulla terra la vita delle generazioni
future.”

Bello è? Quindi, a conti fatti, se le primarie del PD le avesse vinte Renzi, invece che Pierluigi, che a me sta pure simpatico, le cose sarebbero rimaste le stesse. Perchè un giorno, spero molto lontano, Renzi, morirà. Bersani, morirà. Io, morirò. E anche voi, morirete. Ma i valori, questi valori, spero possano sopravvivere. Loro si, sono immortali. Se la meritano, molto più di noi, l’immortalità. Se vi interessa sapere quali siano i valori del MoVimento 5 Stelle, andate a cercarli nel blog di Beppe. Da qualche parte ci saranno scritti. A me non interessa.

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9 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Thomaspsyy

    Caro Nicola, potrebbe essere vero l’inverso, che in un mondo fluido e jn cambiamento tecnologico e sociale così continuo e accelerato, i valori cambino più in fretta della vita delle persone. O per lo meno, che si intendano solidarietà, rispetto, etc in modo volubile. Basti vedere come Renzi e Bersani interpretino il medesimo statuto nella propria azione politica.

    Rispondi
  2. Vincenzo

    “Se vi interessa sapere quali siano i valori del MoVimento 5 Stelle, andate a cercarli nel blog di Beppe. Da qualche parte ci saranno scritti. A me non interessa.”

    Questo è il fallimento di tutto il tuo discorso. Chi non vota PD non è degno della tua attenzione. Non solo è pericoloso, ma è anche lo stesso principio che ci ha portato nella Seconda Repubblica: non mi interessa quello che dici, mi basta sapere che voti Berlusconi/Prodi per sapere che sei un idiota in malafede.

    Forse sarò stupido ma non riesco a togliermi dalla testa l’idea che la smettiamo di guardare i partiti/coalizioni/movimenti e iniziamo ad ascoltare i candidati alla fine ci concentreremo meglio su quelle che sono le loro proposte. Ed eviteremo di farci prendere in giro, togliendo loro anche il voto quando non lo meritano.

    Rispondi
  3. Francesca H

    I valori sono molto belli, ma spero che qualcuno legga anche i programmi prima di votare.

    Una curiosita’: da laureato in comunicazione politica che ne pensi del linguaggio di Bersani? E di quello di Renzi?

    Rispondi
    • Nicola

      il programma di un partito a rigor di logica dovrebbero coincidere con i suoi valori! così è anche nel caso del PD. il programma di governo a mio dire era buono, peccato non si concretizzerà.

      credo che sia Renzi che Bersani siano dei buoni comunicatori politici. Forse Bersani è un pò demodè, e cerca di mettersi al passo coi tempi usando degli slogan che io non trovo particolarmente divertenti. dovrebbe fare come Renzi e cominciare ad usare il web come strumento di comunicazione. è quella per me la vera forza di Matteo.

      anche se non me l’hai chiesto, mi sento di dover dire che Grillo non fa affatto comunicazione politica, ma solo comunicazione. di politico c’è ben poco in tutte le sue sparate. funziona bene ovviamente, e chi lo etichetta come populista, ha proprio ragione.

      Rispondi
      • Francesca H

        Ciao Nicola grazie della risposta. Sono d’accordo, anche se spero che i valori non diventino specchietti per allodole.

        Sulla pensa che per definire la comunicazione di Bersani nella mia testa ho pensato allo stesso identico aggettivo: demode’. Personalmente Renzi mi piace, un volto nuovo e propositivo. Grazie per lo spunto del Web. Tra l’altro mi sembra che sappia stare bene anche davanti alle telecamere.

        Non potrei essere piu’ d’accordo su Grillo. Un bravissimo comico, strillatore e aizzatore di folle, adesso stiamo a vedere come traduce le grida (valori??) in azioni politiche.

        Ciao

        Rispondi
  4. mimma suà

    Grazie, non ci speravo più di poter confrontare il mio pensiero con una mente con cui mi sento in sintonia. Grazie per la ventata di aria pura, e per quanto riguarda il Segretario del PD a me va bene l’ Onorevole Bersani!

    Rispondi

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