John Kerry, l’americano europeo

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I primi di febbraio 2013,  il Senato americano ha confermato la nomina di John Kerry a Segretario di Stato. Già candidato democratico alle elezioni presidenziali del 2004 (perse contro un agguerrito Gorge W. Bush), Kerry, classe 1943, è molto esperto di affari internazionali (è stato a lungo alla commissione esteri del Senato). Ma c’è un dato che – più di altri – può interessare (e compiacere) noi europei: è un esponente di quell’antico establishment della East Coast portatore di una visione “atlantico-centrica” delle relazioni internazionali.

John Kerry, al centro verso destra, dietro a John F. Kennedy e moglie, mentre guardano una regata dell’America’s Cup nel settembre 1962
[foto: White House / Robert Knudsen, courtesy JFK Library]

Molto vicino ai Kennedy, il clan più “british” della politica a stelle e strisce, Kerry si è formato a Yaleed è veterano di guerra, avendo prestato servizio volontario in Vietnam da dove torna coperto di medaglie, convinto, però, della necessità di uscire quanto prima dal pantano vietnamita.

Sposato in prime nozze con Julia, sorella dell’ambasciatore Usa in Italia David Thorne e – in seconde – con Heinz, Teresa, della (nota) famiglia del (noto) ketchup, Kerry era legato da grande amicizia con John Fitzgerald Kennedy e tenne il suo primo discorso politico nel novembre del 1960, proprio in occasione (e a favore) dell’elezione di JFK.

Secondo qualcuno, dunque, questa nomina tenderebbe a riequilibrare la politica estera del Presidente Obama, che – per ragioni biografiche –sarebbe più incline a volgere lo sguardo all’altro oceano, il Pacifico, e all’Asia. Vero? Forse. Ma più sulla carta che in realtà: Barack Obama, infatti, ha sempre considerato e considera tuttora il Vecchio continente un partner imprescindibile. Basti pensare all’attenzione dimostrata rispetto alla crisi dell’Eurozona. «L’Europa è una sfida importante – ha dichiarato nei mesi scorsi – non penso che gli europei vogliano davvero la fine dell’Euro. Ma è urgente che facciano i passi decisivi per il suo salvataggio». Secondo la Bibbia della politica interna americana, Politico.com «Obama parla di Europa. Molto. Interroga regolarmente il Segretario del Tesoro Timothy Geithner sull’andamento della crisi e telefona spesso ai leader europei».

Numerose, ad onor del vero, le divergenze di impostazione tra le due sponde dell’Atlantico e proprio sull’economia esistono le divisioni più profonde. Se sviluppo e lavoro restano le priorità comuni, dagli Usa è stata più e più volte criticata la ricetta europea (targata Germania) del rigore.

John Kerry è nato il 11 dicembre 1943, Barack Obama il 4 agosto 1961

Ma non c’è solo l’economia e la finanza. Anche in politica internazionale diversi sono gli scacchieri nei quali Unione Europea e Stati Uniti possono collaborare (e hanno già iniziato a farlo). Il Medio Oriente anzitutto. John Kerry, d’altra parte, è più che consapevole della complessità delle relazioni internazionali del 21°secolo, «non riducibili – ha spiegato con una certa enfasi nel corso dell’insediamento – alla semplice contrapposizione est-ovest». Insomma, il ventesimo secolo è finito da un pezzo e, con esso, le logiche da guerra fredda. «Oggi – continua, citando terrorismi, fondamentalismi ed estremismi di vario genere – coesistono entità diverse. Siamo di fronte ad una sfida mai affrontata prima nella nostra storia».

C’è una piattaforma, in particolare, che – anche e soprattutto grazie all’avvento del neo capo della diplomazia americana – vedrà Europa e States collaborare, quella del cambiamento climatico: da anni Kerry lavora sui temi legati all’ambiente, sia al Congresso (ha co-firmato assieme a Lieberman la recente legislazione verde), che in giro per il mondo (partecipa regolarmente a conferenze c consessi internazionali in materia). La scelta di Obama, sostengono molti osservatori, è un chiaro segnale alla comunità internazionale della volontà dell’America di riassumere una leadership globale in ordine alle esigenze ambientali, alle quali Mr. President ha fatto riferimento anche nel discorso inaugurale di gennaio.

Più che positive, a tal proposito le reazioni dall’Europa. Connie Hedegaard, commissaria UE al Clima, ha affidato ad un tweet i suoi buoni presentimenti: «Sicura che @JohnKerry Segretario di Stato sia una buona notizia per il clima. Speriamo che la sua dedizione renda la questione climatica una priorità strategica! Congratulazioni”. E non usa mezzi termini nemmeno Catherine Ashton, Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri: «La grande esperienza e il curriculum di John Kerry, ne fanno la personalità ideale per questo ruolo strategico. Non vedo l’ora di lavorare con lui».

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