Una Repubblica democratica fondata sul turismo

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La proposta è chiara e contundente: cambiare il primo articolo della Costituzione italiana: non più “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, bensì: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul turismo.” 

I siti patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco, suddivisi per nazione [fonte: Wikipedia]

Guardiamo in faccia alla realtà: ci sono nazioni che hanno risorse naturali, altre una tradizione agricola, industriale o finanziaria e poi ci sono paesi come l’Italia che sono pieni zeppi di bellezze artistiche e naturali. Esistono sul pianeta Terra 936 siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco; l’Italia è il paese che ne ospita di più: 47, seguita da Spagna (44), Cina (43), Francia (38) e Germania (37).

Ora prendiamo la classifica dei cinque paesi più visitati al mondo (nel 2011): 1. Francia, 2. Stati Uniti, 3. Cina, 4. Spagna, 5. Italia…Possiamo accettare che, essendo gli USA il centro del mondo occidentale, chiunque voglia farci un giro. Ed è anche logico che un paese esteso, e quindi ricco di possibili destinazioni, come la Cina ci superi, ma non è comunque ammissibile che l’Italia si trovi solo al quinto posto! C’è qualcosa che non va, c’è qualcosa su cui i nostri governanti dovrebbero riflettere; il nostro “ufficio marketing e commerciale” fa acqua da tutte le parti. Noi qualche proposta concreta ce l’abbiamo e chiederemo aiuto anche a nostri lettori (vedi in fondo).

Un’altra graduatoria deprimente ed illuminante: tra i primi 20 musei d’arte più visitati al mondo, l’unico italiano è la Galleria degli Uffizi al 20esimo posto…(i primi tre sono il Louvre, il British Museum e il Metropolitan Museum of Art di New York). Com’è possibile? Come può accadere che il paese che ha dato i natali a Michelangelo, Caravaggio, dove ci sono sculture e dipinti ad ogni angolo di strada, dove i capitelli romani sono usati come spartitraffico, non sia in grado di allestire neanche un museo tra i primi cinque o dieci al mondo???

Il problema è che non solo non siamo capaci di valorizzare a sufficienza le nostre bellezze naturali ed artistiche, ma non abbiamo neanche piena consapevolezza della ricchezza (economica e culturale) che abbiamo di fronte. Le economie di Arabia Saudita, Qatar, Norvegia, ecc. sono sostenute da ciò che la Natura ha lasciato loro in eredità: giganteschi giacimenti di petrolio. Anche noi abbiamo ricevuto qualcosa dal passato: non solo dalla Natura (in termini di bellezze naturali), bensì dai nostri avi: chiese, palazzi, affreschi, monumenti, piazze, statue, ecc. ecc.. Le nostre risorse naturali e artistiche sono il nostro petrolio, ma noi non lo sfruttiamo e ci facciamo superare da ben 4 nazioni nella classifica delle destinazioni preferite dai turisti! Sarebbe come se l’Arabia Saudita non estraesse il suo petrolio o che la Cina non vendesse i suoi manufatti o le banche svizzere smettessero di far pagare commissioni.

La Torre di Pisa è il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta: è alta circa 56 metri ed è stata costruita nell’arco di due secoli, tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo.

Queste riflessioni sono ancora più amare se si considera quanto sia importante il marchio per “vendere” un prodotto. Se vuoi vendere un libro, è essenziale che il titolo e la copertina siano azzeccati; se produci abbigliamento, avere un logo ed un nome che funzionano è indispensabile. E noi? Noi italiani?…Beh, noi, dal punto di vista turistico abbiamo i migliori marchi di ogni tempo. Forse solo la Tour Eiffel o la skyline di New York possono competere: noi abbiamo la Torre di Pisa, il Colosseo, le gondole di Venezia…per non menzionare il Papa e San Pietro…Miliardi di persone conoscono questi luoghi e li associano al “marchio Italia”. Noi italiani non ci rendiamo conto del fascino e della suggestione che esercita sugli stranieri un’immagine come quella della Torre di Pisa! E’ come il deposito di Paperon de’ Paperoni oppure il castello di Cenerentola: luoghi della fantasia e dei sogni…che però nel caso della Torre di Pisa o del Colosseo sono reali! Non abbiamo quindi bisogno di costruirci un “brand”, né di farlo conoscere; dobbiamo “solo” essere in grado di offrire al turista un prodotto di qualità: musei aperti ed efficienti, trasporti che funzionano, hotel e ristoranti che non siano rapine a mano armata, città pulite ed accoglienti, cittadini e addetti ai lavori che parlino lingue straniere, possibilità di scoprire luoghi e itinerari “off-the-beaten-track”, ecc.

Immagine dagli scavi di Pompei…
[foto: C. Fusco]

Altra questione: essendo alcuni dei siti turistici italiani così universalmente famosi (il Colosseo, gli scavi di Pompei, il Foro Romano, ecc.), è sicuro che la stragrande maggioranza dei turisti che arrivano in Italia li visiterà e tante persone nel mondo vorranno vederli almeno una volta nella vita. A prescindere da come questi siti siano conservati e fruibili. Il ragionamento del nostro ipotetico “ufficio marketing e commerciale” è semplice quanto stupido e meschino: al Colosseo verranno turisti nei prossimi tremila anni, anche se lo troveranno sporco, anche se dovranno fare una fila di ore, anche dovranno pagare un biglietto troppo caro, perché “il Colosseo è il Colosseo”. Perché dunque preoccuparsi di spendere soldi per offrire ai turisti una visita di qualità, quando possiamo spremerli come limoni senza investire un Euro?

I risultati di questa logica sono: 1) è meno probabile che quei turisti torneranno a vedere il Colosseo; 2) torneranno a casa e racconteranno la loro esperienza, diminuendo le probabilità che i loro amici visitino il Colosseo; 3) l’Italia in generale offrirà una cattiva immagine di accoglienza e per questo molti turisti, dopo aver visitato i luoghi imprescindibili come il Colosseo, saranno meno invogliati a scoprirne e visitarne altri meno celebri. Dopo aver pagato 5 Euro per una Coca Cola, 40 in un taxi, visto immondizia e degrado tra le colonne romane, sbattuto contro troppi musei chiusi e senza spiegazioni in inglese, ecc. ecc., semplicemente avranno meno voglia di rimanere in Italia perché la loro esperienza turistica in Italia sarà stata poco felice.

Il magnifico borgo di Pitigliano (Grosseto)

Perché il Colosseo deve essere pieno da sempre di tubi Innocenti? Perché nel foro Romano o agli scavi di Pompei ci sono aree chiuse e perennemente in restauro? Perché si tratta di luoghi troppo sporchi e degradati? Perché in questi siti, ma anche in tanti altri, non esistono pannelli esplicativi ben fatti e scritti almeno in inglese oltre che in italiano? Perché in Italia un taxi è introvabile oppure costa come un volo transoceanico? Perché i trasferimenti aeroporto-città sono costosi e scomodi (vedi Roma, ma anche, ahimè, la “civile” Bologna)? Perché in Italia il turista deve spesso stare all’erta sentendosi una preda per voraci ristoratori o albergatori? Perché la stragrande maggioranza delle persone che visitano il nostro Paese non sa che esistono meraviglie anche fuori dal classico tour: Venezia-Firenze-Roma?

Non disperdere il patrimonio nazionale di ricette e tradizioni gastronomiche è tanto importante quanto conoscere la nostra letteratura e la trigonometria.

La faccenda della sottovalutazione del nostro patrimonio artistico e naturale non riguarda solo l’economia, ma anche la nostra stessa identità nazionale. In epoca di omogeneizzazione culturale, dei costumi e perfino della lingua, la nostra storia, la nostra arte e perfino la nostra gastronomia sono l’ultimo baluardo per difendere la nostra identità. Stendere la sfoglia per fare le tagliatelle o preparare la parmigiana di melanzane sono atti nei quali si sono sedimentati secoli di storia nazionale e familiare e che ci consentono di preservarla di fronte alla voracità della globalizzazione consumistica e spesso anglosassone. Perdere queste conoscenze significa buttare tutto questo e dimenticarci di chi siamo e da dove veniamo. Perché dobbiamo studiare il latino, leggere “I Promessi sposi” e non imparare come cucinare la pastiera napoletana o il ragù? Perché dobbiamo disperdere questo patrimonio e rinunciare alla nostra identità italiana (che non significa non poterne acquistare una europea)?

E allora? E allora facciamo qui qualche proposta e invitiamo i lettori a mandarne. Si tratta di idee forse provocatorie, magari iperboliche, ma neanche tanto. Lo spirito è creare condizioni migliori per accogliere chi viene a visitarci, difendere e valorizzare la nostra identità e le nostre bellezze e perché no?, creare posti di lavoro e dare una mano all’economia. Noi non siamo economisti, né politici di professione, ma siamo convinti che quanto proposto sotto possa essere realizzato se esiste la volontà politica di farlo.

Il dipinto “Giuditta e Oloferne” di Caravaggio, conservato alla Galleria nazionale di arte antica di Roma

1) Ogni cittadino/a italiano/a dovrà obbligatoriamente prestare un servizio civile di 1 mese in un museo o struttura affine.

2) Nella scuola dell’obbligo, ogni studente dovrà studiare due lingue straniere obbligatorie, delle quali l’inglese dovrà essere la terza materia per importanza dopo italiano e matematica. Sarà inoltre introdotta la materia: “gastronomia” dove si apprenderà la storia e la pratica di questa disciplina

3) Aumento delle licenze dei taxisti per ottenere una diminuzione del prezzo di una corsa in taxi ed un incremento del loro numero in strada

4) Saranno effettuate campagne pubblicitarie nei paesi stranieri per rinnovare e promuovere l’immagine dell’Italia quale destino turistico di qualità. Saranno inoltre organizzati e venduti pacchetti turistici che contengano agevolazioni per visitare i classicissimi (Roma, Venezia, Firenze e Pompei) e insieme luoghi meno conosciuto, ad esempio: le Marche, Bologna, le Langhe, l’Abruzzo, ecc. ecc.

5) Sarà istituito un corpo di “caschi arcobaleno” il cui compito sarà garantire il rispetto di alcune regole-base di dignità umana rispetto ai luoghi di maggiore attrazione turistica. Ciò significa: pulizia, sicurezza, garanzia di prezzi equi negli esercizi commerciali limitrofi, assistenza ai turisti

6) Nelle città balneari, almeno il 30% della spiaggia fruibile sarà totalmente libero e gratuito.

Inviaci la tua proposta per un turismo migliore

Inviaci qui la tua proposta per valorizzare il patrimonio artistico e naturale italiano e rendere il nostro Paese una meta di turismo di qualità: sarà pubblicata insieme alle altre sul presente articolo.

Indicare la tua email non è obbligatorio. I campi segnati con * sono invece obbligatori.

*

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7) Saranno organizzati e venduti all’estero pacchetti turistici che prevedano trasferimento, vitto, alloggio e biglietto per assistere ad un’opera lirica (altro patrimonio italiano non sufficientemente valorizzato e pubblicizzato) in un teatro.

8) Tutti i principali musei dovranno rimanere aperti sei giorni alla settimana fino alle 22 e almeno un giorno fino alle 24. Negli stessi musei saranno allestiti eventi (aperitivi, ecc.) e installati ristoranti, bar e luoghi per accogliere i bambini.

9) Saranno investiti fondi per ripulire, restaurare e riqualificare i siti archeologici e artistici, allestendo anche nuovi siti museali per ospitare ed esporre il numeroso materiale attualmente stipati in bui e dimenticati magazzini

10) La zona dei Fori romani/imperiali a Roma sarà trasformato in un grande parco archeologico pedonale. Sarà intrapresa la pedonalizzazione anche in tutti i centri storici italiani, affiancata all’introduzione di servizi di bus elettrici, bike-sharing, car-sharing, ecc..

11) Saranno investiti fondi per realizzare trasferimenti efficienti, veloci ed economici dai principali aeroporti ai centri città. In altri siti d’entrata in Italia, saranno offerti pacchetti agevolati per spostarsi in treno e autobus in tutto il territorio nazionale.

—proposte dei lettori—

La prima cosa da fare sarebbe oscurare la televisione per qualche anno, per disintossicare gli spettatori da scorie tossiche!! L’altra, piu facile da realizzarsi, sarebbe quella di bandire un premio per tutti coloro che PROMUOVONO LA PROPRIA CITTA’, O UN LUOGO POCO CONOSCIUTO. I premi e le feste, fanno gola a tutti, percui :entriamo in festa!
(Concetta Cuscusa) 

 

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. valeria giovanna bellinaso

    Turismo : ultima calata dei barbari
    Turista-1 : colui che vuole trovare quello che ha a casa, possibilmente migliore certamente a metà prezzo
    Turista-2 : colui che arriva fotografa riparte. Non sarà mai in grado di ricollegare le foto con i luoghi…
    Turista-3 : colui che scende dall’orrido condominio acqueo, si intruppa nel gruppo dietro un braccio con bandierina, si infila in stradette, una chiesa, una pasticceria, un negozio di ricordini made in china, tutti luoghi dove la guida ha una percentuale sulle vendite
    P.S.: mai visto nessuno cercare trippa a Firenze…fritolin a Venezia…fricco in Friuli…bottarga in Sicilia…ciccioli in Emilia…carciofi a Roma…pizza fritta a Napoli… (se voi avete visto qualcuno farlo, era un Viaggiatore…quella si che sarebbe un’ altra storia)

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  2. Guido

    Grazie Jumpi per il bell’articolo, l’ho trovato molto “azzeccato”. Come hai giustamente scritto si tratta di cultura, di una cultura italiana che a mio avviso vede nel passato una risorsa da sfruttare passivamente, quando invece da questa si può creare, e va saputa sfruttare con ingegno e arte, aprendosi alla modernità, senza dietrologie. Serve una presa di coscienza drastica e risolutiva da parte di tutti, e dobbiamo trovare la fantasia e il coraggio di cambiare e cambiarla questa italia, che altrimenti ci seppellirà tutti. Sarà possibile?Io lo spero, e ci credo!

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