Film sorpresa: “Vita di Pi” di Ang Lee

1
Share on Facebook32Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
life-of-pi-poster-film-ang-lee

La sorpresa cinematografica in questo Natale povero di incassi è una grande avventura in un oceano spietato e metaforico raccontata nella maniera più spettacolare dall’ecclettico regista taiwanese Ang Lee. Anche l’Academy ha riconosciuto lo spessore del film candidandolo a ben 11 oscar. 

Vita di Pi è un film che probabilmente non si dovrebbe né raccontare né spiegare. Il naufragio di un ragazzo che è costretto a cercare di sopravvivere in mezzo all’oceano su una piccola scialuppa in compagnia di una tigre sulla carta è un racconto intraducibile per il cinema tanto da aver indotto registi come l’indiano M.Night Shyamalan (“Il sesto senso”, “L’ultimo dominatore dell’aria”), Alfonso Cuaròn (“Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, “I figli degli uomini”) o Jean-Pierre Jeunet (“Alien – La clonazione”, “Il favoloso mondo di Amelie”) ad abbandonare il progetto. Ang Lee invece ha raccolto la sfida ed ha trasformato il romanzo in uno spettacolo cinematografico straordinario.

Life-of-Pi-Nutrire la bestia

Nutrire la bestia che ci vuole divorare è l’unico modo di sopravvivere

Il film è raccontato in un flashback da Pi ormai adulto. Partendo dalla sua infanzia quando il padre gestiva uno zoo ci viene mostrata un’India in cui le tradizioni e le religioni convivono fianco a fianco come i colori più accesi della natura e dei costumi. La scoperta dell’amore, la conoscenza delle diverse religioni e la maturazione di Pi sono affrontati in maniera rapida ma efficace non tralasciando la giusta dose di ironia. In pochi minuti di Vita di Pi vediamo più India che in tutto il celebrato e pesantissimo “The Millionaire” di Danny Boyle

Pi diventa un adolescente ma proprio quando sembra trovare la sua dimensione la famiglia decide di trasferirsi in Canada portandosi dietro gli animali dello zoo. La nave su cui viaggiano famiglia e animali sarà letteralmente travolta da un’incredibile tempesta dalla quale si salveranno solo Pi e una tigre, evidente simbolo della natura selvaggia e irriducibile. I due non potranno mai diventare amici ma il ragazzo per sopravvivere dovrà affrontare le paure, i rischi, la solitudine dell’Oceano in compagnia della bestia selvaggia fino a rendersi conto che la sua vita e quella della tigre dipendono l’una dall’altra più di quanto avrebbe immaginato. Il viaggio dei due naufraghi diventa una durissima ma straordinaria avventura spettacolare e godibile per qualsiasi tipo di pubblico fino a condurci ad un finale in qualche modo spiazzante che sorprende per la sua necessità.

Ang Lee - Vita di Pi

Il contatto diretto con Dio espone a molte intemperie

La forza del film è soprattutto nelle mani di Ang Lee. Il regista taiwanese gestisce alla perfezione i ritmi di un film che per la quasi totalità si svolge su una scialuppa in mezzo al mare. Ang Lee dimostra una volta di più di sapere interpretare le diverse culture e maneggiare i generi cinematografici mettendo sul piatto tutta l’eccletticità che gli ha permesso di svariare abilmente da piccoli film d’essay dal sapore orientale (“Mangiare, bere, uomo, donna” , 1994) alla magia del wuxiapian (“La tigre e il dragone” , 2000), dal premiatissimo dramma d’amore casualmente omosessulae (“I segreti di Brokeback Mountain” 2005) al blockbuster supereroico (“Hulk”, 2003), dal sensuale thriller orientale (“Lussuria” , 2007) alla commedia quasi “wesandersoniana” (“Motel Woodstock” 2009). Ci voleva la sua sensibilità multiculturale per questo film, un occidentale avrebbe sicuramente raccontato un’altra storia.

Boxoffice

Come detto in un altro articolo questo è stato un Natale magro per i botteghini del cinema. Vita di Pi è  un film che, soprattutto in Italia, non aveva le caratteristiche per attirare il grande pubblico. L’omonimo romanzo di Yann Martell da cui è tratto ha vinto il prestigioso Man Booker Prize ed è un best seller in quasi tutto il mondo ma da noi scrittore e libro sono praticamente sconosciuti. Non ci sono star come il Tom Hanks di “Cast Away” (Robert Zemeckis, 2000) o misteriose isole sperdute o paesaggi da cartolina. Eppure il film ha un fascino straordinario.Vita di Pi è stato inizialmente distribuito in poche sale, ma grazie al passaparola ha ampliato la platea prolungando la sua permanenza al cinema ed arrivando ad incassare oltre 8 milioni di euro (fino al 6 gennaio).

Costato 120 milioni di dollari, il film ha avuto un successo planetario arrivando ad incassare oltre 400 milioni di dollari in tutto il mondo e diventando il maggiore successo commerciale di Ang Lee, superiore addirittura ad Hulk.

La nomination a ben 11 oscar tra cui miglior film, regia, sceneggiatura ed effetti speciali è la conferma del meritato successo ed un ulteriore spinta per il film.

Il consiglio è di correre al cinema al più presto per vederlo, possibilmente in 3D visto che questo è uno dei rari casi in cui la terza dimensione  spettacolare e coinvolgente aggiunge ulteriore pathos al racconto.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook32Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Cosa ne è stato scritto

  1. Max Keefe

    Ho letto il libro tempo fa. E’ un racconto straordinario e meraviglioso che all’inizio lascia un po’ sconcertati ma da cui, una volta capito il suo spirito, è difficile staccarsene.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?