State buoni, se potete

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Riflessioni sulla scuola primaria, altrimenti detta elementare, di una maestra non ancora pentita.

TEMPO PIENO O MODULO?
Questa è una domanda che mi viene posta ogni anno, con l’avvicinarsi del tempo delle iscrizioni alla classe prima.Fino a qualche anno fa non avevo alcun dubbio nel rispondere: tempo pieno. E’ sempre stato il mio tempo scuola preferito. Certo, piuttosto faticoso (intendo sia per i bambini sia per me), ma con molteplici lati positivi. Prima di tutto per la possibile alternativa. Per un genitore single o una coppia di genitori che lavorano, cosa rimane oltre alla scuola? I nonni se disponibili, varie baby-sitter, probabilmente molta televisione, facilmente parecchi compiti pomeridiani che spesso i bambini vogliono svolgere solo con la mamma la sera quando torna dal lavoro… meglio la scuola!

Certo, perché quello del tempo pieno era un bel tempo.

psicomotricità

Imparare attraverso la psicomotricità.

Oggi il tempo pieno non esiste più, come del resto il modulo. A partire dalla riforma Gelmini la logica che governa il tempo scuola è radicalmente modificata. Le famiglie possono scegliere tra diversi tempi scuola: in teoria 24, 27, 30, 40 ore settimanali, in pratica ciò che è disponibile in quella particolare scuola. E fin qui di solito le famiglie tirano un bel sospiro di sollievo: ah, meno male, le 40 ore ci sono ancora!  Sì, ci sono, e negli stessi testi legislativi che parlano di ore si presentano diciture come “maestro unico” e “senza compresenze”. Vogliamo aggiungere le classi che possono arrivare a 27, 28 alunni, gli spazi che invece rimangono gli stessi, insegnanti che con modesta preparazione sono obbligate a insegnare inglese, il libro di testo che non si può più scegliere liberamente, i materiali sempre più scarsi, la maestra che deve da sola, o quasi, affrontare contemporaneamente molte “diversità” che il resto della società si rifiuta di vedere…
Spesso osservando quelli che continuo, anno per anno, a chiamare “i miei bambini” ho l’impressione di allevare polli di batteria. Bene ingabbiati nei loro 5 giorni per 8 ore. Anche prima erano 40 ore, ma posso garantire che erano profondamente diverse, almeno per me, che ci credevo davvero.
5 GIORNI PER 8 ORE, ci avete mai veramente pensato?

Laboratori per un’aula più verde.

MA COSA FATE DURANTE LE COMPRESENZE?

Risposta: rendiamo accettabili 40 ore di scuola! La domanda però è mal posta: bisognerebbe chiedere cosa facevamo durante le compresenze. Con la riforma Gelmini di fatto le compresenze sono state annullate, solo la grande esperienza e umanità di alcuni dirigenti scolastici riescono a mantenerne ancora qualcuna per ogni classe. Ma in questo campo le differenze tra scuola e scuola possono anche essere abissali, non tanto nell’effetto (che comunque sono ridotte al lumicino), quanto nell’idea di fondo che le sostiene.

Iniziamo con lo spiegare in cosa consistevano le “compresenze”. Per compresenza si intende la contemporanea presenza di 2 insegnanti sulla stessa classe. Ricordo con raccapriccio una puntata della trasmissione Porta a Porta in cui si spiegava quale spreco fosse, dato che generalmente una maestra insegnava, mentre l’altra era libera per esempio di andare a fare la spesa! Io non posso sapere se qualcuno o molti andavano a fare la spesa, penso però che ci voglia controllo e maggior rigore in tante situazioni e che sarebbe necessario punire chi lo faceva o forse ancora lo fa. Nella mia scuola non è mai successo, e il controllo è sempre stato il dirigente a garantirlo. Dovevano comunque pagarne le conseguenze tutti i bambini d’Italia?

Allora, come abbiamo sempre usato le compresenze, per esempio con la collega con cui lavoro da tredici anni? Prima di tutto ne teniamo un “pacchettino” per le uscite. Infatti, ogni volta che si esce dall’edificio scolastico è necessario un insegnante per ogni 15 alunni. Ecco allora, che spostando opportunamente le ore di servizio dove servono, si possono accompagnare i bambini a teatro, a musei, a mostre e in gita scolastica.

Con regolarità settimanale invece garantiamo lo svolgimento di laboratori che necessitano di un gruppo più piccolo sia per l’utilizzo di spazi, sia per la particolarità dell’attività come per esempio psicomotricità o informatica. In questo caso si divide la classe esattamente in due e ogni maestra fa la sua parte. Quando i bambini sono più grandicelli invece spesso preferiamo creare un gruppetto molto piccolo per aiutarli con attività di recupero, mentre l’altra insegnante col gruppo più numeroso svolge attività di approfondimento. In alcuni momenti dell’anno le compresenze sono necessarie per somministrare prove di verifica individuali, che hanno senso solo svolte così. Può capitare che le compresenze servano per lavorare con un solo bambino in particolare, come può essere per alunni con DSA (per capirci dislessici) che non hanno diritto al sostegno. Ci è capitato spesso di svolgere progetti di plesso, dove ogni insegnante prepara con un gruppo di mezza classe parti di uno spettacolo finale curando le musiche, la recitazione, i costumi… Tutto questo permette ai bambini non solo di apprendere meglio, ma anche di esprimersi di più (per esempio trovano più spazio quelli che “non parlano mai”) e anche, e non ultimo, di RIPOSARSI dal dover stare per 8 ore al giorno insieme ad altri 25 bambini.

Tutti insieme per 8 ore per 5 giorni alla settimana in 25, ci avete mai veramente pensato?

scuola di ieri

Scuola di ieri.

MA I BAMBINI STANNO SEDUTI PER 8 ORE?


Ovviamente la risposta è no.
Ma si deve subito aggiungere che, a differenza della scuola dell’infanzia, fin dalla prima classe elementare ai bambini viene chiesto di lavorare in prevalenza sul quaderno. Se non avete più presente com’è un’aula, andatevela a vedere e fateci un semplice ragionamento: ai bambini di 6 anni, se non di 5, viene chiesto di lavorare nello stesso spazio che avranno a disposizione alla scuola media e alle superiori. Anzi, il più delle volte le aule della secondaria sono decisamente più spaziose. Metteteci delle brave maestre che inventano diversificati lavori “fuori quaderno” ed ecco la vostra bella stanza dove praticamente non si riesce più a muoversi. Mi è capitato spesso che qualche bambino si sia fatto male semplicemente alzandosi dal posto per uscire o andare alla lavagna; ho conosciuto anche una maestra che si è rotta una gamba inciampando in classe girando tra i banchi.

Oltre all’aula i bambini hanno a disposizione la palestra, per due ore settimanali di attività motoria, e anche qui si deve aprire un capitolo penoso: alle classi prime, che sono le ultime a scegliere, rimangono orari tipo alle 8.30 del mattino. Quindi, primo, non in momenti in cui ne avrebbero veramente bisogno, tipo i pomeriggi; secondo, è facile a dirsi, può una maestra coscienziosa privare i bambini delle loro sane lezioni di italiano o matematica nelle ore più produttive della giornata? La risposta è per forza no. Rimangono poi nelle scuole altri diversificati laboratori, ma le differenze tra scuola e scuola sono veramente abissali. Noi siamo davvero fortunati in questo senso, ma rimane il problema che se in un laboratorio non vuoi riproporre la lezione frontale con i bambini seduti, e vuoi invece proporre attività con diversi contenuti ma con modalità simili alla psicomotricità, ecco che torniamo all’esigenza delle compresenze.

Ora come ora portarli tutti insieme in uno dei laboratori significa ancora tenerli SEDUTI, HA SENSO?

Nota di Redazione - Forse non tutti sanno che: se non siete insegnanti delle scuole primarie, se non siete genitori di ragazzi in età da scuola elementare, ma anche se lo siete, alcuni termini potrebbero sembrare astrusi. Il prossimo mese troverete una breve lista di cose da sapere. Perché tutti, ma proprio tutti vogliamo, a volte anche inopinatamente, mettere il becco sulla scuola. Allora, prima, almeno informiamoci.

 

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. valentina

    NOI INSEGNANTI, PER L’OPINIONE PUBBLICA…A PARTIRE DALL’ALTO… “LAVORATORI PRIVILEGIATI”…NON LO SIAMO PIÙ, SEMPRE SE LO SIAMO STATI!
    IO SONO L’ALTRA MEZZA MELA DI LAMARANGA E CONDIVIDO IN TOTO LE SUE PAROLE E MI AUGURO CHE MOLTI LE POSSANO LEGGERE E CAPIRE FINO IN FONDO!
    BRAVA MAESTRA CONTINUA A BATTERE SU QUESTO CHIODO!!!
    BRAVA MARINDA CHE HAI DATO QUESTA POSSIBILITÀ E QUESTO SPAZIO!!!
    TIFO PER NOI!!!
    MISS TINA

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