Musicoginecopedia: Lisa dagli occhi blu

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Lisa dagli occhi blu di Mario Tessuto.

Di Giancarlo Bigazzi (testi) e Claudio Cavallaro (musica)

Il musical tratto dal successo di Mario Tessuto.

Musicoginecopedia

Giulia la brava e Lilly la strafatta. Elisa che non è neanche bella ed Anna bellosguardo. Albachiara che va a scuola mangiando una mela, Francesca a passeggio vestita di rosso e quella casalinga fedifraga della signora Lia. Chi non conosce Margherita che è il sale? Chi sarà mai la glaciale bella senz’anima che però a letto ti darà di più, mentre invece Gloria stira cantando? Scusate, non è Gloria, ma fa nulla. Linda che balla, Anna che verrà, Valentina cocca e polpa d’albicocca. Negli anni sessanta Lisa aveva perso le trecce ma non gli occhi blu. Tra creature diafane, casalinghe frustrate, ninfette alla Nabokov e dolcissime donne pronte ad abbandonarsi, ci sono anche Marinella che volò sopra una stella, Bocca di rosa che portò la primavera a Sant’Ilario, Franziska stanca di attendere il suo uomo in latitanza e Jamina lingua infuocata, fino ad arrivare a Prinçesa, che non è italiana e neppure donna e che nacque ragazzo brasiliano. Ecco l’enciclopedia delle donne nella canzone italiana.

Luglio 1969. I Doors si esibiscono a Los Angeles in uno dei loro più energetici concerti. Un mese dopo Jimi Hendrix terrà un’altra memorabile esibizione a Woodstock. I Beatles avevano pubblicato da poco Yellow Submarine e preparano Abbey Road, il loro penultimo album. Brian Jones muore di droga il 3 luglio e i Rolling Stones chiamano Nick Taylor per rimpiazzarlo.

Contemporaneamente a questi fondamentali cambiamenti nella storia della musica, in Italia esce il tormentone dell’estate, Lisa dagli occhi blu, struggimento adolescenziale ad opera dell’astuto Giancarlo Bigazzi, l’indimenticabile autore di altre canzoni a colori (Montagne verdi, Rose Rosse) nonché membro fondatore degli Squallor che tanta gioia hanno regalato ad altri tipi di adolescenti nell’epoca preistorica prima dell’invenzione di youtube. Gli occhi blu di Lisa si piazzano in cima alla classifica dei 45 giri più venduti dell’estate e sono la quarta canzone nella hit-parade del 1969.

Chi non ha avuto negli anni di scuola il cuore spezzato da una Lisa? La più bella. La più irraggiungibile. Quella che, una volta raggiunta, si manteneva algida e provocante, algida nel frenare le oscillazioni ormonali, provocante nello stimolarne la produzione. La storia d’amore tra l’adolescente ferito e Lisa si tiene in seconda liceo, non in seconda media; siamo nel 1969 e i ragazzi non erano così precoci come adesso. Lisa è una rubiconda ragazza quindicenne con le trecce (ignoriamo se avesse anche le calzette rosse ma siamo abbastanza sicuri che Lisa sia la stessa che un paio d’anni Lucio Battisti canterà nella “Canzone del sole”) che si è interessata in qualche modo a Mario, in piena crescita fisica, emotiva ed olfattiva, e con cui ha vissuto assieme un’intensa storia d’amore, rasposa e castissima.

A un certo punto Lisa ha mollato trecce e Mario per passare a una pettinatura più adulta e a ragazzi più grandi. Una decisione maturata all’improvviso, quando Mario sognava già i fiori d’arancio, uterina e priva di segni premonitori, almeno di quei segni leggibili da un ragazzo quindicenne senza una pagina facebook. Cosa accade? Accade che quel giorno fatale, all’intervallo, Mario entra in 2B in cerca di Lisa. Reca con sé tutti i sogni di un ragazzo alla prima esperienza amorosa, magari un fiore raccolto con le sue mani, rubato dal vaso della vicina di condominio. Ma Lisa è silenziosa, Lisa non lo guarda, non ha neppure un’ultima parola d’amore da rivolgergli, i suoi occhi sono privi di tenerezza, quella un po’ materna ed indulgente che lei provava per il ragazzo prima di perdere la testa e le trecce per un ripetente dell’ultimo anno con i capelli lunghi.

Lisa dagli occhi blu
Senza le trecce la stessa non sei più.
Piove silenzio tra noi
Vorrei parlarti ma te ne vai.
Eppure quasi fino a ieri
Mi chiamavi amore tu,
Ma nei tuoi pensieri
Oggi non ci sono più -ù -ù -ù.

Classe seconda B
Il nostro amore è -è cominciato lì,
Lisa dagli occhi blu
Senza le trecce non sei più tu.

La primavera è finita
Ma forse la vita
Comincia così.
Amore fatto di vento
Il primo rimpianto
Sei stata tu.

Lisa dagli occhi blu….

Cerco negli occhi tuoi
La tenerezza che più non hai.
Eppure quasi fino a ieri
Mi chiamavi amore tu,
Ma nei tuoi pensieri
Oggi non ci sono più -ù -ù -ù.

Classe seconda B
Chi avrebbe detto
Che poi finiva qui.
Piove silenzio tra noi
Vorrei parlarti ma te ne vai.
La primavera è finita
Ma forse la vita
Comincia così.

Amore fatto di vento
Il primo rimpianto
Sei stata tu.
La primavera è finita
Ma forse la vita
Comincia così.

Amore fatto di vento
Il primo rimpianto
Sei stata tu.
Sei stata tu.

E così Mario conosce il terribile potere delle donne di recare scompiglio nel cuore ancora grezzo e semplice dei ragazzi. Il dolore è feroce. La primavera è finita e lui cova dentro il petto il primo terribile rimpianto. Ma per fortuna alla sua prima delusione non si accompagna anche il suicidio. Da ogni dolore viene la saggezza e se la vita parte dalla sconfitta, Mario è sulla buona strana per capire, della vita, uno o due segreti.

Dalla struggente canzone viene tratto anche un film musicale dallo stesso titolo, opera di Bruno Corbucci, altra pietra miliare della commedia e del poliziesco all’italiana, meglio se combinati insieme nella commedia poliziesca, quella che raggiunse l’apice negli anni ottanta nella figura del commissario Nico Giraldi (“er monnezza” per i meno sofisticati). Nel musicarello uscito nella stessa estate del 1969, i protagonisti sono uno studente universitario squattrinato e la vivace figlia di un industriale lombardo. Mario (maggiorenne) conosce Lisa (minorenne) mentre lui arrontonda lo stipendio come supplente in un collegio femminile. Trent’anni dopo una storia del genere sarebbe finita su youtube e l’insegnante sarebbe approdato in carcere, vilipeso dalle femministe. Tra i passi salienti di un film ingenuo e delicato, la figura del padre che, per qualche inconfesssabile problema finanziario, ripara all’estero. Lei, per salvare la fabbrichetta del padre e non esistendo ancora lo scudo fiscale, è pronta al supremo sacrificio di un matrimonio d’interessi con il ricco rampollo Luca. NJella realtà dei musical all’italiana interviene la provvidenza sotto forma del maggiordomo di famiglia che, dopo aver scoperto tra le sue cianfrusaglie un autentico Michelangelo, lo dona alla famiglia che, salva dai debiti, può lasciare libera Lisa di sposarsi con Mario.

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Chi lo ha scritto

Max Keefe

Max vive e lavora a Dar es Salaam, a un'ora e mezza dall'isola di Zanzibar. La Tanzania è l'ultimo paese dove ha vissuto e quello più intrigante. Scrive sull'Undici per condividere la sua passione per scienza, storia, sport e, adesso la Tanzania, che in Italia pochi conoscono. Ama l'Italia e la Roma, che gli forniscono abbondanti delusioni e i bambini, farli, crescerli e guardarli giocare a calcio. Ha scritto "Le dodici rocce dell'orrore" (mistero e avventura per ragazzi ma anche per adulti), "La Comandante Comanche" (amore e fantascienza), "Simpatia per il demonio" (racconti) disponibili su www.ilmiolibro.it, e un saggio storico "L'anno prima della guerra" sul periodo 1914-15, con gli articoli pubblicati originariamente sull'Undici.

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