Monteveglio… l’universo di Dossetti (in DVD)

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Un film racconta l’impatto che ha avuto sulla comunità di un paese di cinquemila anime l’arrivo di un personaggio del calibro di Giuseppe Dossetti antifascista, politico, giurista contributore della costituzione italiana e monaco. “Sulle Tracce di Dossetti – il racconto di Monteveglio” proiettato in anteprima proprio a Monteveglio, a 20 chilometri da Bologna.

La pellicola è stata creata e prodotta da due “cineasti” non professionisti coadiuvati da un montatore di ruolo. I tre sono Giorgia Boldrini (operatrice culturale, montevegliese), Stefano Massari (da Bazzano, poeta, operatore culturale, in montatore) e Giulio Filippo Giunti, fattore part-time, anche lui montevegliese, e in passato interprete nel film Cavedagne, un piccolo cult del cinema bolognese. A quest’ultimo abbiamo posto alcune domande per imparare qualcosa su Giuseppe Dossetti e, soprattutto, sul suo legame con Monteveglio.

Come è nata l’idea del reportage?
Io e Giorgia ci siamo trasferiti qui da Bologna ormai quasi cinque anni fa, con due bambini piccoli, e abbiamo iniziato a percepire qualcosa: famiglie numerosissime, grande rigore spirituale e civile, un’atmosfera particolare… pian piano abbiamo scoperto la storia di Dossetti a Monteveglio. Cercavamo qualcuno per condividere il progetto, e abbiamo incontrato Stefano, che con la sua associazione e il suo progetto Carta Bianca è uno dei principali attori culturali del territorio, e che ha aderito appieno. E’ stato un bellissimo incontro.

Perché “il racconto di Monteveglio”?
Perché il film racconta vicende di Monteveglio, fatto dalle persone di Monteveglio.

Cosa ha significato Dossetti per questa comunità?
Moltissimo per tanti singoli, a livello spirituale, civile, politico, intellettuale e umano; per la comunità come collettività, non è chiaro.

Il paese di Monteveglio ha partecipato al reportage?
Il film (non è un reportage, e nemmeno un documentario tout court… è un videoracconto) è costituito da 24 testimonianze, per la maggior parte di abitanti di Monteveglio, che ci hanno aperto la porta, raccontato la loro storia e offerto i loro ricordi.

Come è stato finanziato?
La prima versione del film è stata interamente autoprodotta e autofinanziata. Chi vuole sostenere il progetto può versare un contributo all’associazione, ricevendo in cambio una copia del DVD scrivendo a sulletraccedidossetti@gmail.com.

Come pensate di distribuire e promuovere il film?
Attraverso presentazioni pubbliche. Se poi trovassimo un distributore folle, sarebbe bello che il DVD andasse nelle librerie…

Come colona sonora: Bach o le canzoni partigiane?
Elettronica e bricolage!

Hai ereditato qualcosa di Dossetti facendo questo lavoro?
Abbiamo scoperto Dossetti. Abbiamo incontrato molte persone stupefacenti.

Googleando Dossetti, si trovano vari documentari e film su Dossetti, cosa ha di diverso il tuo reportage?
Beh, in realtà a parte il documentario recentissimo di Lorenzo K. Stanzani, un bel documentario classico pensato per ‘La storia siamo noi’, il resto dei materiali sono semplici interviste o spezzoni d’archivio.

Tra i politici italiani di oggi, chi è più vicino alla figura di Dossetti?
Pietro Ingrao…ce ne vorrebbe uno un po’ più giovane, eh?

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