Il ristorante alla fine dell’universo di Douglas Adams

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L’insegna del ristorante alla fine dell’universo.

Se proprio dobbiamo assistere alla fine del mondo, che almeno sia con stile e con classe. Douglas Adams, nel secondo volume della sua trilogia in cinque parti (Guida galattica per gli autostoppisti) ci spiega come. Importante è prenotare per tempo, per non rischiare di non trovare posto. 

Non è mai troppo presto per riservare un tavolo al ristorante alla fine dell’universo, da cui assistere, in un ambiente elegante e con le migliori star della musica degli ultimi cinque quintilioni di anni allo spettacolo più incredibile della storia, lo spettacolo finale, quello destinato, letteralmente, a seppellire tutto quello venuto prima.

Il ristorante si trova in una bolla spaziotemporale sul planetoide artificiale Milliways, a poche ore dal giB gnaB, il grande risucchio che concluderà la storia. Per raggiungerlo è opportuno dotarsi di una macchina del tempo, attrezzatura ormai comunemente disponibile in quelle numerose civiltà extraterrestri che hanno scelto da tempo la scienza come principale argomento per il sabato sera, invece di una discussione sui nuovi capelli di Medusia, la star rettiloforme di Betelguese o sul gol in semirovesciata iperbolica di Do Nascimiento durante la Coppa dell’Imperatore Galattico su Andromega. In mancanza di tale utile apparato tecnologico (o di un’astronave a propulsione iperspaziale per raggiungere il più vicino distributore di cronomobili), l’alternativa è attendere per cinque quintilioni di anni, se avete un supporto biomeccanico resistente al’usura. Tra l’altro, è proprio quello che fa Marvin, l’androide paranoico, compagno di voli iperspaziali dei personaggi della “Guida”.

Considerato l’alto numero di richieste provenienti da ogni angolo dello spazio e del tempo per l’ultima cena, è vivamente consigliata la prenotazione.

Non potendo inviare una mail e non esistendo ancora una pagina facebook del ristorante, un modo per prenotare è quello di arrivare, sempre con una pratica macchina del tempo (si ricorda di fare scorta di plutonio dato che su Milliways non ci sono distributori né parti di ricambio), al momento dell’inaugurazione del ristorante. Non è purtroppo chiaro in quale millennio futuro ciò avverrà. L’unica certezza è che avverrà, come è vero che il presidente galattico Zaphod Beetlebrox ha due teste. E’ quindi essenziale restare sempre aggiornati su internet sui prossimi progetti edilizi nella regione di Bastabalon, a circa 25.000 anni luce dalla Terra (25.000 anni luce sono nulla in confronto ai veri oceani siderali tra una galassia e l’altra!).

I personaggi della guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. Da sinistra: il presidente galattico Zaphod Beetlebrox (con due teste), Marvin, l’androide paranoico (di metallo), Trillian (l’amante di Zaphod, l’ultima terrestre), Arthur Dent (l’ultimo terrestre), Ford Prefect (alieno).

Un’altra possibilità, secondo Douglas Adams, è quella di presentarsi comunque al ristorante e di prenotare retrospettivamente (meglio detto avanspettivamente) quando si ritorna nel proprio tempo, ma si tratta di una chiara assurdità, quindi è meglio non provarci. Sarebbe altamente spiacevole arrivare alla fine dell’universo, rimanere fuori della bolla spaziotemporale che protegge Milliways e finire risucchiati nel grande risucchio.

Dall’esterno il ristorante assomigla a una luccicante stella marina adagiata su un mozzicone di pianeta. Dopo essere passati per il bar dove sorbire uno dei primi (o degli ultimi) “Gotti esplosivi pangalattici”, (il cocktail il cui effetto è come ricevere in testa un lingotto avvolto in una fetta di limone) si giunge al grande salone, ospitato sotto una gigantesca cupola d’oro, ricoperto di metalli preziosi, gioielli, conchiglie di Santraginus, foglie d’oro, mosaici, pelli di lucertole e un altro milione di decorazioni e bellezze inidentificabili e di beni immobili sconosciuti alle autorità fiscali universali (essendo Milliways in una bolla spaziotemporale autonoma, non vi è fisco che possa esercitare la sua giurisdizione, quindi portate pure la vostra cronomobile a 12 cilindri atomici pur avendo dichiarato di essere nullatenenti).

I tavoli sono sistemati in circoli intorno all’area centrale dove si esibiscono i gruppi musicali. Tra le migliaia di tavoli ci sono palme ondeggianti, fontane sibilanti, statue grottesche, insomma “tutta quella cianfrusaglia comune ai ristoranti in cui non si è risparmiato sulle piccole spese per dare l’impressione che non si è risparmiato su nessuna spesa”, per dirla con Douglas Adams.

Dato che si tratta di una delle più importanti occasioni mondane nella storia, sicuramente più esclusiva dell’inaugurazione della tomba d’oro di Padre Truffot da Montalcino, protettore dei mullah beoni del 30mila secolo, un abito elegante è indispensabile, anche per non fare brutte figure in caso di incontrare la propria ex mollata dopo una notte brava nel 250mo secolo. Del resto, se non ci siete mai passati prima in vita vostra, non sarebbe male fare una visita dal parrucchiere e dal manicure per un’occasione del genere.

Alla cena finale è possibile incontrare anche la più grande band della storia della storia, la Disaster Area, proveniente dalle zone mentali di Gagrakacka, il gruppo al plutonio più rumoroso dell’universo, anzi gli esseri più rumorosi e basta, capaci di buttare un’astronave in una stella per creare un po’ di effetti speciali. Il suo leader Hotblack Desiato non sarà però raggiungibile per un autografo, dato che in quel periodo si troverà “morto” per un anno per ragioni fiscali.

Mezz’ora prima della fine dell’universo il presentatore della serata, Max Quordlepleen, proveniente direttamente dall’altro lato della storia (dove aveva appena terminato uno spettacolo al Big Bang Burger Bar), farà spegnere le luci in sala in modo da lasciare ammirare al pubblico, sopra le loro teste, lo spaventoso spettacolo della fine.

Il menù è particolarmente sofisticato. Non capita tutti i giorni di poter conoscere personalmente al proprio tavolo il piatto del giorno, che vi consiglierà direttamente le sue parti migliori, prima di suicidarsi in cucina. Per chi ha qualcosa da obiettare al fatto di mangiare un animale parlante (che vuole essere mangiato), basta considerare che è molto peggio divorare un animale che non vuole essere mangiato.

Trattandosi di un ristorante di altissimo livello non è certo pensabile essere tirchi. Il conto su Milliways è astronomico e considerato che lo spettacolo della distruzione del cosmo avverrà prima del dessert, il gestore pretende di essere pagato in anticipo. Inutile quindi chiedere di lavare i piatti o di rimettere in ordine i tavoli dopo la serata, visto che non ci sarà un dopo. Il privilegio di essere seduti in una compagnia sceltissima proveniente da ogni lato dimensionale e temporale si paga. Per chi è abituato a ricevere biglietti gratis dal comune per il derby a San Siro, sarà il caso di puntare un po’ più in alto e di contattare qualcuno di veramente influente nel governo universale. Altrimenti è meglio iniziare a risparmiare. Di tempo ce n’è in abbondanza.

E’ sufficiente mettere da parte un centesimo di euro (due se pensate di darci sotto con gli alcolici). Gli interessi composti per 5 quintilioni di anni faranno lievitare il vostro conto corrente oltre ogni possibile fantasia. E’ possibile che dopo aver pagato il conto vi resti qualcosa anche per comprarvi una delle foto ufficiali della catastrofe finale con voi che sorridete (il ritocco photoshop non è compreso).

Più difficile trovare sulla Terra una banca affidabile per i prossimi 5 quintilioni di anni (è probabile che la Terra fallirà prima delle sue banche). Non nel senso che le banche falliranno da qui alla fine dell’universo: le banche diventeranno sempre più grandi e quindi diventerà sempre più impossibile farle fallire, secondo il noto principio che più è grande, più è difficile smascherare la truffa. Il problema è trovare un istituto di credito che non vi chieda il pagamento delle spese di tenuta conto per 5 quintilioni di anni. Non credete a quegli imbonitori che compaiono in televisione promettendovi un conto zero spese e il 4% d’interesse per il primo milione di anni. Che farete per i restanti anni? Rischiate di rimanere all’asciutto. E non fidatevi del fisco. Un Monti del futuro potrebbe improvvisamente accorgersi del vostro conto dormiente da 4,999 quintilioni di anni e sequestrarvi tutto il gruzzoletto faticosamente accumulato per ripianare il debito della Repubblica delle banane galattiche.

Vi sembra strano che in futuro ci saranno debiti? Se volete che ci sia una banca pronta alle fine dell’universo, ci dovranno anche essere debitori. Il che mi porta ad una considerazione estemporanea. Basteranno cinque quintilioni di anni ai greci per pagare il loro debito pubblico?

Douglas Adams. Che è partito 11 anni fa per Milliways e ci sta aspettando lassù per festeggiare insieme la fine dell’universo.

Alla fine, pur credendo che la civiltà interplanetaria sarà sicuramente più civile, morale, democratica, liberale ed egualitaria di qualsiasi sogno un hippy abbia coltivato tra una fumata e l’altra di oppio a Kabul, e che il denaro sia l’invenzione di primati di bassa intelligenza per moltiplicare lo scambio di cose inutili con altre cose inutili, invece di scambiarsi direttamente cose utili per cose utili, confido che il pianeta Terra finirà per esportare anche nella civile, morale, democratica, liberale ed egualitaria galassia, dove il denaro viene considerato altrettanto (se non di più) ridicolo del credere che un essere barbuto abbia creato l’intero universo in sette giorni (prendere fiato), ebbene, confido che la Terra esporterà la tecnica finanziaria dei paradisi fiscali nel cosmo e che qualche planetoide sconosciuto della Nebulosa dei Caraibi potrà accogliere il vostro centesimo e curarlo per tutto il tempo che sarà necessario.

Sarà uno spettacolo meraviglioso, da gustare fino all’ultimo nanosecondo. Dopo la catastrofe finale, non ci sarà più nulla, niente, a parte un carrello di dolci e una selezione di liquori aldebarani. E per una volta non ci sarà alcuna preoccupazione di come smaltire la sbornia il mattina dopo, dato che non ci sarà alcun mattino.

Non c’è dubbio che il pubblico intero ne trarrà un grande piacere, tutti, tranne i seguaci della Chiesa della Seconda Venuta del Grande Profeta Zarquon che scopriranno che il Grande Profeta non avrà fatto in tempo ad apparire prima del giB gnaB. Probabilmente, aggiungo, ne saranno delusi anche parecchi gruppi americani della Bible Belt. Cinque quintilioni di anni di astinenza e non avere il tempo neppure per una sveltina con la cameriera.

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Max Keefe

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Max vive e lavora a Dar es Salaam, a un'ora e mezza dall'isola di Zanzibar. La Tanzania è l'ultimo paese dove ha vissuto e quello più intrigante. Scrive sull'Undici per condividere la sua passione per scienza, storia, sport e, adesso la Tanzania, che in Italia pochi conoscono. Ama l'Italia e la Roma, che gli forniscono abbondanti delusioni e i bambini, farli, crescerli e guardarli giocare a calcio. Pur considerandosi uno scrittore di buon livello, non ha trovato nessun editore che abbia voglia di pubblicare i suoi libri. Ha scritto "Le dodici rocce dell'orrore" (mistero e avventura per ragazzi ma anche per adulti), "La Comandante Comanche" (amore e fantascienza), "Simpatia per il demonio" (racconti) disponibili su www.ilmiolibro.it, e un saggio storico "L'anno prima della guerra" sul periodo 1914-15, con gli articoli pubblicati originariamente sull'Undici. Il saggio è disponibile gratuitamente su www.robertomengoni.it

4 commentiCosa ne è stato scritto

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