Fair New World

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Un mondo finisce, ne comincia un altro. Falliti comunismo e capitalismo, ecco come il Nuovo Mondo distribuirà le proprie ricchezze.

“I found my idea in Portofino”, camminando con amici lungo sul marciapiede lungo la baia, mentre Ferrari, Lamborghini e altri tesori a quattroruote procedevano rapide e nascondevano i cancelli delle ville hollywoodiane. Ho visto la polizia municipale fare filtro alle macchine in attesa di accedere al parcheggio e, un po’ come la lista nelle discoteche di un certo livello, ho visto bolidi a 5 zeri superare la coda e accedere rapidamente con un cenno di consenso del vigile di turno. L’idea è maturata chiaccherando con un’amica lettrice dell’Undici, e mi è parsa assolutamente convincente nel viaggio di ritorno, stipati come maiali sull’autobus riservato alla plebe. Noi e Loro, i ricchissimi, i privilegiati, i commensali della fu Contessa Francesca Vacca Augusta, che nel 2001, in una notte di gennaio, abbandonò il suo universo dorato volando da una scogliera del giardino della sua villa. Villa, che dopo la sua morta, nessuno sembra voler acquistare… Nonostante il prezzo sia calato addirittura del 20%, un affarone, dai 34 milioni di euro iniziali ai 27 dell’ultima asta.

Una differenza di 7 milioni di euro, ossia circa 450 anni di lavoro di un metalmeccanico dell’ILVA risparmiati. Considerando una vita media lavorativa di 35 anni, per pagare l’intera villa servirebbe una vita di lavoro di 50 metalmeccanici. E’ demagogia questa? Forse sì… però camminando per Portofino vengono questi e altri pensieri, vengono in mente il signorotto medievale e il popolo affamato a spaccarsi la schiena per mantenerlo nell’agio.

La prima curiosità, nel vedere così da vicino tanta ricchezza, è stata quella di conoscere la distribuzione dei redditi in Italia. Quanti sono i ricconi? Quanti i poveracci? Quanti i borghesucci come me? Impresa ardua. Googleate finché volete, ma non avrete la risposta chiara. Facile trovare le aliquote Irpef, meno facile capire quanti italiani rientrano in ciascuna delle fasce contributive. Armato di buona volontà, sono andato a farmi qualche calcolo utilizzando l’indagine Istat sui consumi delle famiglie, che non ci racconta quanto guadagnano gli italiani, ma fornisce indicazioni sufficientemente precise su quanto spendono (quindi al netto di tutte le tasse “eventualmente” pagate e senza considerare patrimoni e risparmio).

Fate i vostri confronti. L’italiano adulto “medio” spende circa 1180 euro al mese (tutto incluso), con grandi differenze. Circa l’11% degli italiani spende meno di 500 euro al mese, il 40% tra i 500 e 1000 euro al mese. Molto popolata anche la fascia tra i 1000 e i 2000 euro al mese (38%), mentre il restante 11% spende più di 2000 euro al mese. Se consideriamo l’1% più ricco, la spesa mensile è di circa 4500 euro al mese. Ovvio che a redditi più alti diventa più difficile spendere gran parte dei guadagni. In pratica, chi “consuma” 1000 euro al mese probabilmente spende l’80% del proprio stipendio, mentre chi vede uscirne 5000 è probabile che ne metta in banca almeno il doppio, dopo le spesucce. Si tratta poi di stime al ribasso, perchè non ce lo vedo Montezemolo a riempire il questionario dell’Istat. Però rende l’idea.

Diciamo che questi siano i dati veri. Tutto ciò ovviamente, prima dell’Armaggeddon. Dopo, si potrebbe ricominciare. Visto che Marx ci ha lasciato da un pezzo, ecco la vera rivoluzione del Nuovo Mondo Giusto.

Invece che distribuire le ricchezze tra gli individui, le si potrebbero distribuire lungo l’arco della vita. Considerando pessimisticamente un’aspettativa di vita di 80 anni, si potrebbe lavorare così. Fino a 18 anni mantenuti. Rispettando le proporzioni, si devono distribuire 7 anni di “povertà” (meno di 500 euro al mese di spese), 25 anni di “fatica” (500-1000 euro al mese), 23 anni di “agio” (1000-2000 euro al mese) e 7 anni di “ricchezza” (oltre i 2000 euro). Quindi? Io propongo questa nuova costituzione.

Dai 18 ai 25 anni. Povertà. Si studia, si tira la cinghia, si lavora praticamente gratis. Ma chissenefrega, c’è la gioventù, ce la si gode comunque. Chi ha bisogno di soldi a quest’età per godersi la vita può anche arrangiarsi.

Dai 25 ai 30 anni. Fatica. Si lavora e a malapena si paga l’affitto, ma con una prospettiva. Sono solo 5 anni di sfruttamento, poi…

Dai 30 anni ai 37 anni. Ricchezza. Sì, la villa a Portofino, la barca, quello che volete, il massimo dello stipendio, senza lavorare. L’unico impegno, verso i 35 anni metter su famiglia.

Dai 37 ai 60 anni. Agio. Piccola borghesia, un buon appartamento, si mangia fuori una volta alla settimana, si mandano i figli a scuola… senza troppe preoccupazioni, senza alti e bassi.

Dai 60 agli 80 anni. Fatica. Meno di 1000 euro al mese. Ma a quell’età ci si può accontentare (e se si è stati bravi, magari qualche risparmio è rimasto).

Ovviamente un po’ il sistema è da limare, perchè o si fanno fuori tutti gli ottantenni, oppure qualcuno deve mantenerli così come i minorenni. Notate che potremmo comunque avere un sistema pensionistico così come spesa pubblica, perchè tutti i calcoli sono fatti sulle spese al netto dei contributi e delle tasse. Ci sarebbe anche il vantaggio che un salario “statale” per tutti garantirebbe il prelievo fiscale alla fonte… C’è anche il problema che i capitalisti del Vecchio Mondo solleverebbero subito… ma l’imprenditoria, l’iniziativa individuale, che incentivi avrebbe?

Ragazzi, non lo so. Pensiamoci, ma questo mondo non mi sembra più assurdo di quello che finirà a giorni.

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