Chi è Brad Manning?

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Bradley Manning US Army

Bradley Manning US Army

Bradley Manning è un soldato statunitense. Nato il 17 dicembre 1987  in Oklahoma, negli Stati Uniti, è stato accusato di essere la fonte delle informazioni e dei documenti forniti alla testata giornalistica indipendente “Wikileaks”.

Durante il 2010 Wikileaks pubblica un video, che si suppone sia stato inviato da Manning, poi chiamato “Collateral Murder”, che mostra delle forze americane in Iraq aprire il fuoco contro dei civili, inclusi dei giornalisti della Reuters che si erano fermati per soccorrere dei feriti, che avevano a bordo anche dei bambini. Oltre alla tragedia di questi folli omicidi, il filmato, ripreso ripreso dagli stessi statunitensi, ma classificato come top secret e quindi estremamente riservato e segreto, colpiva per lo spirito esaltato dei militari statunitensi che non vedevano l’ora di sparare anche contro dei bersagli innocui.

David Coombs, avvocato di Bradley Manning

David Coombs, avvocato di Bradley Manning

Quindi Wikileaks ha continuato la pubblicazione di migliaia di altri documenti diplomatici, di natura riservata, contenenti, tra l’altro, giudizi di ambasciatori e diplomatici statunitensi su governi e ministri stranieri, soprannominati “The Diplomatic Cables”, nonché i cosiddetti “Afghan War Logs”, “Iran War Logs e i “Guantanamo Bay File Leaks”. Nessuno di questi documenti ha causato alcun danno reale alle forze armate o civili statunitensi, né negli Stati Uniti né all’estero, nemmeno in paesi a rischio come l’Afghanistan o l’Iraq, tuttavia ha provocato moltissimo imbarazzo nell’amministrazione statunitense.

Successivamente alla pubblicazione di tali documenti, Julian Assange è stato indiziato per stupro, i suoi personal computer sono misteriosamente scomparsi, e da allora, pur non essendo mai stato, contrariamente a quanto riportato da moltissimi giornali, formalmente incriminato (ufficialmente la magistratura svedese lo vuole solo interrogare, non è mai stata spiccata nessuna richiesta di arresto) è rimasto coinvolto in una battaglia legale e diplomatica che coinvolge Stati Uniti, Svezia, Regno Unito ed Ecuador.

Fort Meade, in Maryland, dove il processo a Bradley Manning sta avendo luogo.

Fort Meade, in Maryland, dove il processo a Bradley Manning sta avendo luogo.

I documenti pubblicati da Wikileaks, sospetti di essere stati inviati da Bradley Manning, hanno rivelato tra l’altro diversi episodi in cui l’amministrazione statunitense ha cercato di coprire episodi di tortura e crimini di guerra. Invece di condannare tali azioni, l’amministrazione di Barack Obama ha invece reagito arrestando Bradley Manning, vietando l’accesso al sito di Wikileaks e ordinando che a qualunque cittadino statunitense che dovesse accedere al sito di Wikileaks sarebbe stato precluso un impiego con il governo federale. Ha inoltre iniziato una investigazione segreta su Julian Assange, l’organizzatore di Wikileaks, con diversi esponenti del governo statunitense che ne chiesero persino l’assassinio, e mettendo Wikileaks, per il solo motivo di avere pubblicato documenti comprovanti crimini dell’amministrazione statunitense, nella lista di organizzazioni terroristiche e passando leggi tipo la NDAA (National Defense Authorization Act di cui l’11 ha parlato nel numero di settembre n.d.r.).

Juan Mendez, rappresentante ufficiale delle Nazioni Unite su questioni di tortura.

Juan Mendez, rappresentante ufficiale delle Nazioni Unite su questioni di tortura.

Bradley Manning è stato arrestato il 26 maggio 2010 ma il suo processo è iniziato solo di recente dopo aver passato più di 800 giorni in carcere, nonostante il limite legale sia di soli 120 giorni. Durante il suo periodo in prigione, Manning è stato assoggettato a un trattamento che è stato criticato e definito tortura da diverse persone nonchè dalle Nazioni Unite nella persona del suo rappresentante Juan Mendez.

Per esempio Manning è stato costretto a rimanere in piedi, senza mai potersi sdraiare, dalle 5 di mattina fino alle 8 di sera. Inoltre, è stato costretto a rimanere nudo nella sua cella tutto il giorno, senza possibilità di avere nemmeno un lenzuolo per dormire, in una cella2 metriper 3, senza finestre, nella quale rimaneva confinato per tutto il giorno. Inoltre si sospetta che sia stato anche soggetto alla tecnica del “waterboarding”.

Il processo a Manning è cominciato a novembre, ma è stato largamente ignorato dalla stampa di tutto il mondo. Per chi fosse interessato, vi sono volontari su Twitter che raccolgono informazioni e pubblicano le trascrizioni delle testimonianze e dei documenti presentati in tribunale, per esempio Alexa O’Brien (@carwinb) che pubblica giornalmente notizie sul processo e link a copie dei documenti.

Free Brad manningIl destino di Bradley Manning, da molti definito un eroe dei nostri tempi, ci dirà quale destino attende chi combatte per mettere fine alle ingiustizie, e spesso alle torture, dei potenti. Per il momento Manning, nonostante la sua corporatura gracile, e la crudeltà con cui è stato trattato, ha dimostrato moltissimo coraggio scoprendo una spessa coltre di protezione che protegge chi commette atrocità in complicità con i governi che ne sono mandanti. E la domanda che viene spontanea, se Bradley Manning non fosse prigioniero negli Stati Uniti, ma in Cina o in altri paesi di cui si critica il mancato rispetto dei diritti civili, non verremmo a saperne molto di più?

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Antonio Capolongo

    Circa tre settimane fa, ho stretto la mano di Pietro Orlandi, un altro uomo alla ricerca della verità, in particolare sulla scomparsa della sorella Emanuela, ma in generale per penetrare in quella coltre che ingloba tutti i poteri del mondo che hanno il solo scopo di preservare i loro privilegi.

    Grazie per la diffusione di queste notizie.

    Rispondi

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