Braccia rubate all’agricoltura. A dicembre

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E’ dicembre, già da un po’. Le giornate continuano ad accorciarsi in favore della notte: sempre meno tempo per occuparsi dell’orticello, a meno che non vogliate farlo sotto le luci intermittenti del Babbo Natale che si sta arrampicando sul balcone del vostro vicino.

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Mentre siete impegnati a scegliere affannosamente il pomodoro più bello tra i cesti del supermercato, avete mai pensato con nostalgia all’orto di vostro nonno?! Io sì. Da piccola mi perdevo tra i filari delle piante di pomodoro…ma quanto erano buoni se addentati di nascosto all’ombra dell’albicocco?! Caldi come il sole di luglio, succosi…fin troppo! Lo “sbrodolamento” su mento e polsi era assicurato. Se anche voi avete una sana passione per paletta e rastrello, se vi piace annusarvi le dita che sanno di erbe aromatiche e se pretendete che le zucchine sappiano di zucchina, buttate un occhio a questa rubrica: potrebbe servirvi. Con il patrocinio dell’ambiente e del vostro portafogli.

Comunque, se fate parte di quella parte della popolazione che preferisce evitare il gelo spiaggiandosi sul divano, almeno prima prendetevi un po’ di tempo per preparare il terreno per l’anno prossimo. Come potete non aver mai sognato di spargere un bel po’ di letame e – se avete un vero orto – vangare per interrarlo?!

Se poi siete proprio colti da una botta di vita e non riuscite a tenere a freno la vostra voglia di orto, se avete a disposizione un po’ di spazio protetto potreste seminare della lattuga, che non è mai fuori stagione; ricordatevi che il terreno deve essere ben drenato e ricco di sostanze organiche.

Sarà questo che intendono i cuochi quando parlano di dressing d’insalata?

Esistono diverse varietà di lattuga, tutte appartenenti alla famiglia Lactuca sativa: la cappuccio, la classica lattuga tenera, buona soprattutto quando è fresca; quella da taglio, chiamata anche trocadero, a foglie tenere e libere; la romana, a foglie lunghe e con un sapore piccantino; la riccia, in cui le foglie sono avvolte al cespo e che al suo interno include varietà note come la iceberg, di consistenza fresca, croccante e dal sapore leggero. Nell’antichità si pensava che la lattuga potesse avere proprietà calmanti (pare che il lattice che fuoriesce dalle sue foglie, quando si spezzano, contenga una sostanza con simil-oppiacea) e stimolanti dell’appetito. Quel che si dice ora è che è ricca d’acqua, quindi poco calorica, e ricca di nutrimenti rari e preziosi tra cui la pro-vitamina A (beta-carotene).

E perché non piantare le fave? La pianta della fava (Vicia Faba) sopporta abbastanza bene il freddo, cresce e si adatta a tutte le zone climatiche, da quelle costiere a quelle temperate, anche se in questo periodo conviene coltivarle in zone protette, se non abitate in aree a clima mediterraneo. La raccolta avverrà a circa 180 giorni dalla semina: un investimento per il futuro! Sempre che la profezia dei Maya non renda tutto vano…
Poco sopra si parlava di vangatura: con le fave è un’operazione importante, infatti prima di procedere con la semina il terreno deve essere lavorato fino a 40 cm di profondità, spianato e ripulito dalle erbe infestanti per permettere al robusto apparato radicale di svilupparsi senza difficoltà. Le fave vanno seminate direttamente a dimora: si praticano buchi  nel terreno profondi circa 5 centimetri, nei quali vanno inseriti 2-3 semi, in filari distanti almeno 50 centimetri. Il terreno va innaffiato leggermente, solo quando inaridisce.

Chissà cosa vorrà dire…

Curiosità: queste piante non hanno bisogno di fertilizzazioni perché esse stesse rilasciano sostanze nutritive; le radici infatti sono ricche di azoto e gli steli possono essere tenuti e tritati nel terreno per rinvigorire le colture primaverili. Ve lo siete segnato?
Durante la loro crescita, ricordatevi di cimare le piantine come avete fatto a suo tempo per i pomodori e di rincalzare e sarchiare il suolo per permettere l’ossigenazione del terreno. Può accadere che alcune piante, cariche di frutti, necessitino di tutori per non rompersi.
Lo sapevate che negli anni bisestili le fave rimangono attaccate al baccello al contrario? Mi sono chiesta: ma se io le pianto in un anno bisesto e le raccolgo in uno “regolare”, che succede? Una buona ragione per provarci. Ma soprattutto: qual è il lato giusto?
Dalla fava deriva il favismo, una patologia relativamente rara che nel nostro Paese interessa in particolar modo le popolazioni della regione Sardegna e alcuni gruppi etnici dell’Italia meridionale: il deficit dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) provoca un’emolisi acuta (distruzione dei globuli rossi) che può portare a conseguenze molto gravi. E’ la più frequente enzimopatia attualmente nota e riguarda circa 420 milioni di persone in tutto il mondo. La crisi si scatena quando il soggetto fabico assume o inala i vapori di fave, piselli, Verbena Hybrida e altri particolari vegetali, determinate sostanze chimiche (naftalina e trinitrotoluene ad esempio) o alcuni farmaci.

Lenticchie: una valida alternativa ai fagioli per la tombolata di Natale. Oppure per i botti di capodanno.

Le lenticchie mi ricordano le scuole elementari: anche voi avevate provato a farle germogliare sul cotone idrofilo?
Così come la fava, anche la lenticchia (Ervum lens) predilige il clima temperato. La semina si effettua a file, con una distanza di una decina di centimetri tra i diversi semi, ad una profondità non superiore ai 2 centimetri.
Le lenticchie devono essere annaffiate subito dopo la semina per facilitarne la germinazione e poi più avanti, quando la pianta dimostrerà di richiedere acqua (non verrà a chiedervelo esplicitamente, quindi fateci attenzione). Saranno pronte per la raccolta fra alcuni mesi, subito prima che le piantine inizino a seccare. Probabilmente non riuscirete a farlo entro la fine dell’anno.
La tradizione di mangiare questi legumi la notte di capodanno deriverebbe da un’antica usanza, risalente all’epoca dei romani: l’ultimo di dicembre si usava regalare un scarsella, che era un sacchetto portamonete legato alla cintura, riempito di lenticchie, con l’augurio che potessero trasformarsi in denari.
Le lenticchie sono ricche di proteine e contengono molte fibre e sali minerali, in particolare di ferro e magnesio, ma forniscono poche vitamine del gruppo B. E allora buttateci il cotechino!

Se ci aggiungete anche le bollicine…cin-cin! Tanti auguri.

 

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