Tradimento: alla ricerca della definizione perfetta

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3 Pinocchi

Tre Pinocchi, tre versioni diverse della verità.

Come una bambina curiosa, che guarda dalla fessura di una porta il mondo, mi sono seduta, armata di pazienza e mi sono messa ad osservare le relazioni, a ripercorrere ferite, a indagare, sulla definizione vera di tradimento.

Non sono mai stata una di quelle persone che vede bianco o nero, categorica lo sono, ma quando si tratta delle relazioni, diventa tutto un punto di domanda, senza una regola. Non mi sento di limitare la mia posizione sul tradimento a pro o a contro, no, non mi sento assolutamente né di prendere posizioni troppo conservatrici o né troppo libertine. Di certo questo articolo, mi ha permesso senza dubbio di indagare, ma soprattutto di mettere in profonda discussione quello che per me significa questa parola.

Tradimento.

Non sapevo da dove iniziare, cosa dire, se volevo mettere veramente una parte di me in questo scritto. Così, alla cieca, sono partita nella maniera più facile, chiedere agli altri.

Ho iniziato ad interrogare amici, conoscenti, e mi sono resa conto che anche il solo chiederlo, suscitava un grande imbarazzo, come se il creare un confronto sull’argomento fosse quasi una violazione. Di certo non è come parlare di calcio o politica, ma è stato interessante poter studiare le reazioni, le risposte, le opinioni, talvolta le chiusure.

Di che pasta sei fatto

Di che pasta sei fatto?

Una sera mi sono trovata in una vera “cena felliniana”, al tavolo c’erano tutti, il traditore, il tradito, quello sicuro di sé stesso e quello debole. Così il dibattito si è animato delle più svariate posizioni. Ha ragione Marco quando dice che spezza il rapporto? O Emanuele che lo definisce come la fine di una relazione? Oppure la ragione va a tutta quell’altra sfera di persone che lo tollerano, lo giustificano? O chi è stato talmente tanto ferito che il solo accennarlo porta subito rabbia? E io alla fine cosa pensavo? In quale di queste posizioni mi potevo schierare?

Nella ricerca disperata della definizione perfetta per Freida, sono inciampata in oscure definizioni, insensate, divertenti, banali e talvolta complicate. Poi finalmente mi sono data pace e ho deciso di mettere sulla carta tutta questa incertezza.

Diciamo che la mia eredità familiare ha giocato un ruolo centrale in questa ricerca. Sono statacena cresciuta nel pieno dialogo, nel confronto acceso, con sempre una gran dose di tolleranza per l’altro, per gli sbagli ma anche per le debolezze. Penso che il tradimento sia caratterizzante di una parte della mia famiglia. A casa mia il tradimento esprime le debolezze, il voler essere liberi e l’incapacità di esserlo, le gelosie.

Per cui ad oggi, proprio perché non mi dimentico da dove vengo, non mi sento di condannare il traditore né di biasimare il tradito. Non ci sono dei termini assoluti per definire il tradimento. Ognuno ha la sua definizione, che per quanto opinabile sia, è giusta secondo il suo stile di vita.

Il tradire penso che faccia parte della natura umana, ma penso anche che, in un mondo in cui si vive solo di ricerca di sicurezze, non dovrebbe esistere. Ma la nostra imperfezione è così perfetta che ci  permettere di poter sbagliare o correre dei rischi una volta ogni tanto.

“Ognuno di noi ha una parte segreta, quella parte segreta che non vuole essere scoperta e non vuole scoprire, quella parte segreta che fantastica ed ha al contempo paura di conoscere. Il tradimento dà voce a quest’aspetto recondito di noi, sia come traditori che come traditi, portandoci inevitabilmente a riflettere, a crescere e maturare, indipendentemente dalla nostra età e mettendoci di fronte ad una nuova autonomia.” A.R.

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