Il tradimento? Tutta colpa di Zeus

3
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Questo particolare comportamento degli uomini risalirebbe dunque ai tempi degli antichi Greci. Si narra che, per porre un freno all’esuberanza amorosa di Zeus – noto per le sue continue scappatelle –, tra lui e la futura sposa, Hera, sia stato stabilito un patto secondo il quale l’incontenibile marito avrebbe potuto tradire la moglie soltanto dopo trecento anni, e così fu… da quel preciso momento Zeus riprese a tradire Hera. Gli uomini cominciarono ad emulare Zeus, fino a far diventare il tradimento un comportamento abituale, tramandato fino ai giorni nostri e cristallizzato in quello che viene definito “archetipo del matrimonio”. A questa “usanza”, la Chiesa e la Psicologia hanno trovato le rispettive soluzioni.

Ma mentre la prima – la Chiesa –  è circoscritta soltanto a coloro che contraggono matrimonio religioso, la seconda – la Psicologia – contempla tutte le unioni possibili.Nella fattispecie, secondo la Chiesa il tradimento condurrebbe il fedifrago a staccarsi da Dio, al quale si era precedentemente legato giurando fedeltà davanti all’altare.Questo sarebbe il primo deterrente, ma vediamo il secondo.

La Psicologia, invece, fonda la sua soluzione sull’inversione dei ruoli. In particolare, qualora si dovesse presentare la tentazione di tradire la persona amata, bisognerebbe “vederla” come amante e viceversa. Ecco il secondo deterrente. A questo punto è legittimo chiedersi come mai, queste lodevoli soluzioni, non trovino rispondenza nella realtà… ad ognuno la sua risposta. Intanto Zeus, da un lato ci guarda e ride, dall’altro è incuriosito e molto interessato all’evolversi della storia.

Dalle mie parti, rieccheggiano ancora le voci sul conto di Sofia e Marcello, accusati di essere amanti. Sofia e Marcello si incontrano quando entrambi sono rispettivamente “molto” fidanzati con Roberto e Lia, da circa dieci anni.

Sin dai primi scambi si sentono rapiti l’uno dall’altra e ciò genera in ambedue estasi ma, al contempo, tormento. La loro storia è diventata un libro, nell’intento di contrastare le convenzioni sociali, pronte ad apporre le loro etichette. Accadde tra le torri  Trascorso anche il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, per molti si ritorna al lavoro a malincuore, non per Sofia e Marcello però… possono almeno sentirsi. Marcello ha deciso che nell’ora di pausa andrà a Napoli per incontrare Sofia, per farle gli auguri da vicino, per consegnarle il pacchetto e…

Ore 13.15. Marcello freme, non farà le solite cose in quell’ora, come andare “in riva al mare” per mangiare un panino, leggere un po’ o parlare, per tutto il tempo a disposizione, al telefono con Sofia. Mentre si prefigura quella insolita ora, mette freneticamente le sue carte in ordine, si appropinqua a spegnere il computer e a lasciare l’ufficio.

Ore 13.30. Finalmente può correre dalla sua amata.Esce dall’ufficio nella massima fretta, passano pochi istanti e Marcello si trova già alla guida della sua auto, lanciata a tutto gas verso quel luogo dove incontrerà la donna che ama e che non vede ormai da “secoli”. Marcello si dirige verso la città. Durante tutto il tragitto non pensa assolutamente al pericolo, al disastro che potrebbe provocare, che si sta recando in un posto dove, con moltissime probabilità, potrebbe essere visto da tantissimi concittadini suoi e, ovviamente, di Sofia, essendo entrambi dello stesso paese.

Adesso la sua mente è sgombra anche dal dubbio, dall’incertezza che la attanagliava in questi giorni: «Come reagirà a questa trovata?». L’amore grande, che li unisce, ha sempre permesso loro di intuire i pensieri, le intenzioni… mai nessuno dei due ha potuto celare un pensiero all’altro.

Marcello corre verso quei grattacieli, che accolgono tantissimi uffici, pubblici e privati, e che sono stati uniti in varie sezioni chiamate torri.
A Marcello infatti sembra che si stia recando verso un antico castello medioevale, posto su di una rocca, che domina la verde pianura circostante.Sofia, sin dai primi momenti in cui cominciava ad avvertire l’intensissimo coinvolgimento sentimentale, amava appellarlo “principe azzurro”. Marcello, infatti, non è a bordo della sua auto ma in sella al suo bellissimo cavallo bianco e cavalca impavido, come impavido è stato quando, per raggiungere la sua Sofia, ha affrontato sentieri impervi, ha attraversato deserti, ha valicato monti minacciosi, né si è arrestato dinanzi a valli dalle mille insidie. Egli ha fatto tutto ciò perché sapeva che, ogni volta, c’era ad attenderlo Sofia.

Anche ora è così, Marcello è certo che lei lo attenda, che non mostrerà diniego, anzi sarà contenta a tal punto da non potersi contenere.Giunge nei pressi del Centro Direzionale alle ore 13.50 circa, parcheggia l’auto e s’incammina fra quei palazzoni… in uno di essi si trova lo studio presso il quale lavora Sofia ma Marcello non ne sa l’indirizzo.

Vaga nei viali, volge il ciglio a destra e a manca, dice fra sé: «Sofia, sarebbe fantastico se ti appalesassi, ora, dinanzi a me».Mentre cammina con la testa fra le nuvole squilla il suo cellulare, ha un sussulto, sul display compare la scritta “chiamante anonimo”. Marcello, con voce tremante, risponde:«Pronto»

Dall’altro capo del telefono si ode una flebile voce che a stento emette:«Ciao Marcello»

È Sofia, l’emozione le spezza la voce. Marcello vorrebbe far finta di stare al solito posto ma non ci riesce e continua:«Dov’è la mia bella castellana?»Sofia, che ha intuito qualcosa di diverso, chiede a Marcello:«Ma dove sei?» «Sto tra le torri» svela l’impaziente amante. La gioia di Sofia, frammista allo stupore, è incommensurabile, indescrivibile. Sta vivendo un’emozione che la trasla in un altro mondo.Incredula di ciò che ha intuito chiede di nuovo a Marcello:«Dove hai detto che sei?»«Sto a un passo da te¹.»

¹Un’espressione che a volte usano per richiamare la “loro” canzone.

«Sei un pazzo stupendo ma, fa’ in fretta, corri da me.»
«Spiegami la strada che devo percorrere.»
«Raggiungi un palazzo rosso e dirigiti verso l’isola che è sulla tua sinistra, io ti vengo incontro.»

Marcello è alle stelle, non sta nei panni, cammina ma ormai i suoi piedi non toccano più il suolo, chiede indicazioni ai passanti. Finalmente, dopo qualche minuto scorge il palazzo dal colore rosso, avanza, muove vorticosamente la testa in cerca della sua amata. Sofia, che intanto ha abbandonato lo studio, si trova anche lei tra le torri, nei viali del centro e non sa da quale strada potrebbe apparire Marcello, allora si ferma in una piazza di quell’isola.

Freme, volge continuamente lo sguardo in ogni direzione, si sente impazzire.Anche lei, come Marcello, non pensa neanche per un secondo, razionalmente, a quello che sta facendo, alle conseguenze se qualche loro concittadino li dovesse vedere insieme.Visto che fino all’estate scorsa sono stati sulla bocca di tutti, questo fatto sarebbe una notizia bomba che correrebbe di bocca in bocca e giungerebbe al paese dei due amanti prima che loro, di sera, vi facciano ritorno. Avrebbero ad attenderli i loro “giusti” plotoni d’esecuzione, pronti a sparare su chi ha commesso un reato, pronti a sparare su Sofia e Marcello, colpevoli di essersi innamorati.

Marcello continua ancora a camminare, sta a un lato quando ode la soave ed inconfondibile voce di Sofia.Si volta a sinistra, i loro sguardi si incrociano e in quel preciso istante incominciano a correre l’uno verso l’altra. Pochi metri e si ritrovano, al centro della grande piazza, stretti in un abbraccio intenso, emozionante, che ferma il respiro.Restano in silenzio per parecchio tempo, a parlare ci sono i loro occhi… oh! Che spettacolo della natura poter osservare gli occhi di due amanti come Sofia e Marcello che, dopo tanto peregrinare, possono contemplarsi a vicenda.Marcello si desta:«Sofia, qui siamo in pericolo.»

Ma Sofia si stringe sempre di più a lui, lo guarda incantata con i suoi grandi occhi scuri imperlati di lacrime di commozione e con un filo di voce riesce solo a proferire:«Marcello… Marcello sei bellissimo.»

I due amanti decidono di spostarsi in un giardinetto poco distante dal luogo in cui si trovano.Passeggiando abbracciati sono inebriati dal loro amore, ma consci di trovarsi in una condizione ambigua.

Sofia col sorriso sulle labbra dice:«Marcello, siamo due perfetti amanti.»
Marcello le risponde:«Non lo siamo, gli amanti si nascondono, noi due invece stiamo in un posto pubblico dove chiunque potrebbe vederci.»

I due innamorati, infatti, riescono a stare sereni perché sentono che è giusto che stiano insieme poiché sono stati, e ancora lo sono, vittime di retaggi culturali che li hanno fatti separare.

Raggiungono un muretto che cinge un’aiuola dalla flora stranamente rigogliosa. Marcello fa una panoramica per assicurarsi una legittima riservatezza. Appoggia sul muretto il cappotto e la ventiquattrore nella quale, oltre al panino, che non ha mangiato come fa di solito, tiene il regalo impacchettato per Sofia.

Marcello non riesce a celare la fortissima emozione e con movimenti lenti e circospetti prende dalla borsa il pacchetto. Sofia non sta nei panni… Il luogo che li accoglie è soffice come una nuvola, il cielo terso è la perfetta cornice per due volti illuminati dalla felicità.

È una bellissima giornata di sole, fa molto freddo ma il calore dei loro corpi, stretti in un infinito abbraccio, riscalda il cuore. Nel centro c’è un viavai di persone in pausa pranzo, ma nessuno riesce a turbare l’idillio, e non temono neanche che qualche passante, di loro conoscenza, potrebbe scoprire il loro incontro segreto.

Marcello sposta lo sguardo verso la sua ventiquattrore, Sofia intuisce che vi è serbato un dono per lei e non cela l’impazienza di scoprire di che si tratta… a cosa ha pensato il suo principe, il quale con destrezza si stacca da lei, apre la borsa, infila la mano all’interno di essa e lentamente tira fuori il pacchetto regalo che ha confezionato, con tutto l’amore possibile, per la sua amata.

Sofia e Marcello stanno vivendo un momento unico, intorno a loro ci sono decine e decine di grossi palazzoni che a quell’ora si svuotano e nei viali si riversano fiumi di persone.Sofia e Marcello non li vedono perché hanno la loro vita, il loro mondo, questo frenetico e reale mondo circostante non lo avvertono, sono così presi l’uno dall’altra che si sentono traslati in una plaga beata. Sofia intanto riceve il misterioso pacchetto, lo apre e scopre che si tratta di un libro, è il romanzo L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquez.

Dalla confezione fa capolino un piccolo biglietto, Sofia, tremante, lo prende e lo legge, vi è scritto:“Ognuno ha i suoi tempi”.

Marcello la osserva mentre scarta il regalo, non si perde alcun movimento, né alcuna espressione del viso… Lei senza parole esprime stupore, meraviglia, gioia, felicità, gratitudine, amore, intorno a lei un’aura di dolcezza segna un momento di un legame indissolubile.

Marcello è certo che Sofia, a sua volta, ha pensato a un dono per il suo amore e quindi è tutto proteso verso questo momento… sogna di rivivere la scena che si è appena conclusa ma purtroppo non è possibile perché Sofia non ha alcun pacchetto per lui. Lei ha sì preparato un dono per Marcello ma non lo tiene con sé per tema di essere scoperta.

I due amanti si tengono a vicenda le mani, si guardano intensamente negli occhi, poi, l’uno si avvicina sempre di più all’altra sino al punto in cui le loro labbra si sfiorano. Ora si ritrovano in un bacio tenero, dolce, etereo, ora in uno cauterizzante, appassionato che li trasporta in un’altra dimensione.

Si destano, l’andirivieni di gente li riporta, loro malgrado, nella realtà.Parlano della trama del libro di Marquez ed entrambi, come i protagonisti del romanzo, vogliono mantener fede alla promessa che hanno fatto a sé stessi, quando furono separati, di vivere insieme perché è insopportabile anche un solo attimo da trascorrere in quella condizione.

I due sono consapevoli di dover abbattere parecchi ostacoli. Innanzitutto i loro rispettivi ex fidanzati, i quali per strani casi sono di nuovo nella loro vita, e i genitori che tolgono il respiro con le continue raccomandazioni su “ciò che è giusto fare”, ovviamente per mantenere una “facciata” condivisa dal pensiero comune. Un pensiero che si forma in una comunità la cui gran parte sembra essere dedita alla vita di chicchessia piuttosto che alla propria, che sembra cibarsi di fatti cosiddetti immorali per trasformarli in chiacchiere da caffè o pettegolezzi da salotti mondani, non rendendosi conto di inficiare, con impunita disinvoltura, un naturale amore, con la capacità talvolta di renderlo impossibile.

Nel tempo molti sventurati incappano in tali morse e ne fuoriescono perdenti; gli stessi finiranno per infoltire le fila di quella stessa comunità che un tempo avevano osteggiata. Il risultato sarà quello di una vita farisaica, vissuta secondo i dettami della società, del loro microcosmo, ma non secondo la voce del loro cuore.

I due amanti devono fare i conti con questo fardello che di lì a poco prenderà di nuovo il posto di questi teneri baci e sguardi ammalianti, languide carezze e poetici sussurri, lacrime di gioia e abbracci interminabili. In quel luogo, che grazie a loro si è trasformato in un giardino incantato, quasi fiabesco, il loro tempo volge alla fine, ancora pochi momenti e dovranno dirsi addio ancora una volta.

Entrambi già custodiscono gelosamente quest’incontro, nonostante l’imminente separazione sanno che si incontreranno di nuovo, sanno che non può essere altrimenti.

Si avviano lentamente verso il palazzo in cui si trova lo studio presso il quale lavora Sofia, camminano abbracciati, si guardano e alla fine del viale, prima di giungere alla grande piazza, si stringono l’uno all’altra in maniera ancora più forte e, con un ultimo infinito bacio si salutano. Hanno gli occhi imperlati di lacrime Sofia e Marcello e riescono a stento a proferire:«Ciao.» «Ciao.»

L’uno si incammina nel senso opposto all’altra, ad ogni passo in avanti si voltano a guardarsi, tra tutta quella gente diventa man mano sempre più difficile scorgersi, poi, d’improvviso, quando ormai sono molto distanti, si fermano di colpo, comunicano mediante i loro occhi. I due amanti incominciano a muoversi l’uno verso l’altra, accelerano il passo e si ritrovano di nuovo stretti in un avvolgente abbraccio.

Marcello le tiene il colletto del cappotto per proteggerla dal vento che aumenta sempre di più. Un ultimo abbraccio, un ultimo tenero bacio, lasciarsi è straziante, si tengono ancora con le punte delle dita, poi anche quelle si staccano, fanno qualche passo ma Sofia lo chiama di nuovo:«Marcello… Marcello non lasciarmi, non andar via da me».

Si abbracciano di nuovo, è solo a questo punto che Sofia gli confessa un rituale che lo vede protagonista. Ogni sera, quando esce dall’ufficio, ripete, a voce stesa, la medesima frase:«Marcello, noi due ci sposeremo e avremo tanti bambini». Marcello, già intristito, non trattiene più le lacrime e singhiozzando le dice:«Sofia, non temere, il tuo sogno è il mio sogno, non so quando ma sono certo che si avvererà».  [Antonio Capolongo, Un incontro d’AmorE, Arduino Sacco Editore 2011, pag. 113-121]

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!

3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. luisa barabino

    Questo testo avrebbe avuto bisogno di un editor, per correggere gli errori di grammatica e sintassi e per dare coerenza ad uno stile enfatico ed involuto. Il contenuto banale cerca di elevarsi attraverso un`impacciata filippica contro il moralismo, da cui anche l` autore non riesce ad affrancarsi.

    Rispondi
  2. Antonio Capolongo

    Penelope, grazie del dono cinematografico, è un vero onore.

    Dopo il tuo commento, anch’io ho tentato di immaginare… Sofia Loren e Marcello Mastroianni in una scena assolutamente inedita.

    Ciao e buone cose
    Antonio

    Rispondi
  3. Penelope Pras

    Confesso: per un attimo ho immaginato che Sofia e Marcello potessero essere impersonati da QUEI Sofia e Marcello. Che avrebbero interpretato alla perfezione l’intensità del tuo racconto. E’ stato emozionante, grazie.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?