Dedicato a Thomas Sankara

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Il 15 ottobre 1987 fu ucciso Thomas Sankara, nome che ormai ricordano in pochi. Sankara nacque nel 1949, in quello che allora si chiamava Alto Volta, territorio a nord dell’omonimo fiume, amministrato dai francesi. Il padre s’era infilato nel corpo di gendarmeria  in tempo di guerra ma, congedato, era ridisceso in una miserabile condizione. Terzo di dieci figli, il ragazzo Thomas, di spiccata intelligenza, non aveva alternative per migliorare la propria esistenza e realizzare i sogni nel cassetto, se non gli studi nelle missioni religiose, seguiti dalla carriera militare. Riuscì in tal modo ad affrancarsi dalla miseria, ricevere un’adeguata educazione e andare in Europa per l’addestramento. L’Alto Volta, unitamente ad altri paesi africani, divenne indipendente nel 1960.

Thomas, attratto da grandi obiettivi, non rinunciò a perseguirne alcuno. Il primo, rovesciare la dittatura militare, era raggiungibile con un solo metodo, alla portata di un ufficiale dell’esercito come lui e praticato normalmente in Africa: il colpo di stato. In questo modo, nel 1983, si insediò al potere, provvedendo a cambiare nome al paese, divenuto “Burkina Faso, ossia “paese degli uomini integri”. Annunziò senza remore il suo programma, con un candore e una franchezza  che ancora oggi stupiscono.

I punti erano pochi, semplici, chiari. Eliminare gli sprechi, poiché una nazione così depressa, leader nella classifica della povertà mondiale, non poteva permettersi una classe dirigente con abitudini miliardarie e un apparato statale opulento e parassita. Detto fatto, defenestrò i papaveri al potere e obbligò i pubblici dipendenti, gli unici con un salario garantito a fine mese, a un regime di vita austero. Lui stesso diede l’esempio, girando in bicicletta o, per lunghi tragitti, con una scassata R5,  o ancora, se costretto a volare, elemosinando un passaggio da altri capi di stato ( sistema scherzosamente definito”aereo stop”).

Incentivare le attività produttive locali  era un altro suo chiodo fisso, per smettere di tendere la mano alle sovvenzioni internazionali, che finivano regolarmente nelle tasche di pochi. Diede  impulso allo sfruttamento delle risorse agricole, a piccole imprese autogestite, al commercio locale o con paesi limitrofi.  Fu istituita una specie di corvée, immaginiamo quanto gradita, per cui tutti dovevano dedicare almeno un giorno alla settimana ai lavori nei campi.

Favorire l’emancipazione femminile era la punta di diamante del suo programma. Orripilato dalle mutilazioni femminili, intraprese una campagna per eliminare ogni sorta di prevaricazione maschile su figlie e mogli e per abbandonare le usanze tribali che comportavano l’infibulazione delle bambine; ricorse anche all’utilizzo di immagini crude. Promosse l’educazione sessuale e un programma per le prostitute che avessero desiderato togliersi dal marciapiede.

Il Burkina Faso

Sposato con due figli, Thomas tuttavia metteva al primo posto il servizio al popolo, tra cui rientravano un acceso pacifismo e una rete di alleanze con paesi africani che condividessero i suoi medesimi fini. Fu schematicamente (e velocemente) inserito  dagli osservatori tra i leader marxisti. L’ideologia appare, nel suo caso, più un fatto personale, utile a comprendere gli eventi e la storia. Thomas  non pretendeva di imporla nel lungo periodo, più di tutto amareggiato dall’immaturità dell’Africa. Come dargli torto, quando ridicolizzava la guerra da cortile che anni addietro si erano dichiarati il Burkina e il Mali, dotati in tutto di qualche vecchio blindato avanzo di deposito e un paio di elicotteri scassati? Per buona misura, questo giovane presidente sosteneva l’idea di uno stato laico, con ampia libertà religiosa.

Un tale manifesto programmatico, attuato senza indugio, metterebbe in difficoltà un politico dei nostri giorni: allora, e in quel territorio, dovette sembrare blasfemo:troppi obiettivi, tutti insieme. Gli amici e i sostenitori, anche quando ti vogliono bene e forse proprio per questo, sono le forze di difesa più vulnerabili. Dovette aver buon gioco chi iniziò a soffiare sul fuoco per destituirlo.

La nomenklatura statale e il suo sottobosco erano contrariati dalla perdita dei privilegi. Dal canto loro i tradizionalisti non apprezzavano che egli tentasse, almeno dal loro punto di vista, di scardinare le antiche usanze.

Parte del popolo, in questi casi, dopo un primo entusiasmo, ragiona sulla fatica che costa una riforma, fatta di lacrime e sangue: i risultati  si fanno vedere nel lungo termine, mentre gli aiuti internazionali garantiscono un tozzo di pane nell’immediato, senza guardare tanto lontano. I simpatizzanti si stancano, i nemici  sono sempre all’erta.

Sankara era un ragazzo impegnato, ma sorridente. Chitarrista per hobby, amante delle manifestazioni artistiche  e sportive, da una sua idea nacque il più grande festival del cinema africano, che si tiene ogni anno in Burkina ed ha risonanza internazionale.

«Per l’imperialismo è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità. »
[Thomas Sankara]

Dopo i primi anni di duro lavoro, cominciava a pensare alle libere elezioni e all’organizzazione di uno stato democratico con pluralità di partiti; il tutto richiedeva prudenza e pazienza, doti rare tra  i suoi avversari ( e non solo tra loro). Rilasciò la sua ultima  intervista al “Manifesto”,  poco prima di morire. In occidente, l’etichetta di marxista estremo lo emarginò ulteriormente.

Il 15 ottobre 1987 Thomas, vestito con una tuta rattoppata durante la giornata dello sport, fu ucciso in un agguato a colpi d’arma da fuoco. Le sue ultime parole furono per la sua risicata scorta: scappate, è me che vogliono. Fu sepolto in tutta fretta e, sembra, a pezzi. Gli succedette Blaise Compaoré, suo fidato collaboratore. Costui non smentì di aver avuto un ruolo nell’attentato al suo amico fraterno, sostenendo però che era quasi colpa di Thomas, che aveva reagito agli spari….

Blaise Compaoré è tuttora al potere, Era ospite di riguardo al forum sulla Cooperazione a Milano, l’1 e 2 ottobre scorso, in quanto avrebbe avuto un ruolo decisivo nella liberazione di Rossella Urru.

(tratto da Columbus, dell’autrice, Eidon Edizioni 2009).

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Chi lo ha scritto

Carmen NY

Carmen è autrice di romanzi, saggi e manuali ad uso professionale. Genovese d'anagrafe , ama le culture diverse, il che per lei ha sempre significato anche quella del vicino di casa. In epoca di globalizzazione, la distanza tra individui di fatto è divenuta infinita anche tra condomini: la condivisione e la conoscenza restano  valori fondanti per non inabissarsi nella disumanità.

27 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Simone

    Ho vissuto in Burkina proprio in quel periodo dal 1983 al 1988 ,allora ero un ragazzino. Sankara era proprio una bella persona,purtroppo ha commesso il fatale errore di fidarsi troppo di Compaore’,che lui considerava quasi come un fratello. Non ho mai conosciuto Sankara anche se lui e’ stato a casa nostra mentre io ero da pochi giorni tornato in Italia,questo successe un mese e mezzo prima di essere assassinato. Poi magari quando ho tempo raccontero’ questa piccola storia..

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      • Simone

        La storia è questa. Io sono del 71 quindi all’epoca avevo tra i 12 e i 17 anni. Erano gli anni in Italia dei socialisti al governo che tentarono di cambiare le strategie di politica estera del governo. Tramite la cooperazione italiana istituirono dei budget enormi per progetti allo sviluppo di paesi emergenti o del cosiddetto terzo mondo con il fine ultimo di ingraziarsi i favori di tali paesi nel voto di candidati o posizioni italiane nelle istituzioni internazionali tipo Onu ecc. Oppure di aumentare l-export italiano in alcuni paesi cosiddetti emergenti tramite aiuti allo sviluppo.In alcuni casi questa politica ebbe successo ma nel complesso fu un fallimento. Per l Africa furono istituiti due progetti gemelli di 5 anni entrambi con un budget di circa 70/80 miliardi di lire dell epoca-non esisteva a quel tempo niente di piu ambizioso in Africa in tema di cooperazione-con finalita di sviluppo agricolo e infrastrutturale tramite costruzione di centinaia di scuole,strade,dighe,dispensari,pozzi ecc. Vennero scelti i 2 paesi destinatari,Niger e Burkina. Venne chiesto al governo burkinabè di scegliere la regione piu bisognosa di tale aiuto . Furono scelte 2 vaste regioni del sud est,le cui citta principali erano Tenkodogo e Koupela. Mio padre ha lavorato in quel progetto per tutta la sua durata,83/88 circa. Io andavo li per le vacanze estive e di Natale mentre nel 85/86 rimasi li un anno intero. Il progetto era sotto l egida della FAO ed era consuetudine come forma di ospitalita e di amicizia, fornire ad alti esponenti del governo in visita a Tenkodogo la disponibilita delle nostre piu confortevoli abitazioni. Se loro accettavano,noi ci trasferivamo per quei pochi giorni in un altra casa. Prima di Sankara era gia successo varie volte che dei ministri ,si stabilissero a casa nostra per qualche giorno,in genere non piu di 2 o 3 gg (continua)..

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          • Simone

            Dopo 4 anni di potere Sankara decise per la prima volta di visitare Tenkodogo , fra l’altro sede di un Re mossi importante, i suoi rapporti con le autorita’ tradizionali non erano sempre facili. L’ospitalita’ consueta del progetto italiano venne accettata, il governo scelse di soggiornare in un intero isolato composto da 4 o 5 villette con giardino tutte in fila. La nostra era d’angolo,poi ce n’era una simile che rimase in perenne costruzione a meta’ durante tutti quei 5 anni,senza il tetto e con l’erba alta nel giardino,quindi centralmente c’era la casa di un collega italiano di mio padre ,poi c’era la villetta che fungeva da direzione del progetto,con i due direttori ,italiano e burkinabe’ e le relative segretarie che per l’occasione venne attrezzata come normale abitazione e all’altro angolo dell’isolato c’era una specie di villetta-albergo sempre del progetto destinata ai visitatori esterni. Questa zona si chiamava Katanga ed era in periferia (adesso non piu come prima,la citta’ e’ raddoppiata) ma vicina alla piazza cittadina in cui si svolgevano tutte le manifestazioni compresa questa. La ricorrenza scelta per questo viaggio era il 2 di ottobre, una festa nazionale (nel primo messaggio ho scritto un mese e mezzo prima dell’assassinio ma ricordavo male, successe 2 settimane prima della sua morte). Io ero da poco ritornato in Italia per l’inizio della scuola, quindi quello che racconto ora mi fu detto successivamente da chi c’era. Era stato preso in considerazione anche un soggiorno del governo presso l’unico albergo cittadino ,una struttura modesta con bungalow che si trovava nel centro della citta’ ma che fu scartata, si dice, per motivi di sicurezza. Quindi il giorno prima arrivarono i soldati che militarizzarono l’isolato chiudendo le 4 strade adiacenti alle case e costruirono 2 postazioni fortificate con sacchi di sabbia alle due estremita’ della strada di accesso. Poi arrivarono i leader , Sankara e Compaore’ si stabilirono li ,Lingani (che era originario di Garango,a 20 km ) e Zongo non ricordo. A differenza di quando venivano i ministri civili fu mandato via il personale di servizio nelle varie case. Uno dei 2 , non si sa’ con certezza ,si installo’ a casa nostra e l’altro nella casa centrale.

        • Pietro Giacomo

          Ciao Simone, é bella la tu atestimonianza ma lascia il lettore sospeso… Sarebbe interessante sapere quello che pensi sui frutti della cooperazione. Io ho lavorato 10 anni in Ghana, Zambia e Angola, come medico. La mia opinione sulla cooperazione, cosí come é stata ed é, é al 70% negativa. Riesco a salvare a malapena i missionari. Ti garantisco che mi ritendo un africano di adozione; i miei unici veri amici sono Africani; ho due figli, adottati, Africani. Quindi parlo mettendomi da quella parte. Sono certo che la storia di Thomas Sankara (che mi era sfuggita) é quella di un profeta.

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  2. Mario

    Su questo vorrei fare qualche precisazione: L’ allora presidente Ouédraogo, chiese un messo con Sankara ,che in quel momento era in carcere, che fu accolto; ma come scritto nel libro-raccolta “Thomas Sankara, i discorsi e le idee”, “i partigiani rivoluzionari avevano già iniziato l’ avanzata verso la capitale…”

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    • Carmen Gueye

      Ogni precisazione è lecita. La storia , come tutte le storie, è più complicata di quanto appaia e ci sono anche aspetti antisankaristi che ho letto e che chiunque può visionare. Una lettura diversa ne offre, nella prima parte, il libro dell’attrice e scrittrice burkinabé Marie Reine Toe, dal titolo “Il mio nome è Regina”.

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  3. carmine fornelli

    Ho reso omaggio alla tomba di Thomas Sankara Ouagaddougur.
    davvero un grande uomo che dava fastidio con le sue idee alla Francia e agli USA.

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    • Carmen Gueye

      Sono grata in generale dell’attenzione a questo articolo, dovuto all’importanza del personaggio, che andrebbe esaminato senza lenti ideologiche, ma soprattutto dal punto di vista umano. Io sepro di riuscire ad andare in Burkina entro l’anno, ma non parlerò di questo, no, so che sarebbe controproducente.D’altronde, questa è la vita: il boia di ieri diventa l’erore di domani. Invitato ai consessi, quasi salvatore di Rossella Urru: a quando il nobel per la pace a Compaoré :-(((

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  4. Paolo Conti

    Anche io come i molti che hanno lasciato commenti prima di me, ho scoperto con il servizio su rai3 per la prima volta la bellissima figura di Thomas. È passata ormai qualche setttimana eppure la storia di questo ragazzo, cosi concreto lucido visionario,… Continua ad essere fra i miei pensieri. Europei, americani,..Siamo cittadini di grandi democrazie e non sudditi!… Della politica dei nostri paesi verso l’Africa ognuno di noi è responsabile. Ma perchè, non dico al centro, ma nemmeno in appendice al dibattito politico c’è ma.i il tema degli aiuti allo sviluppo ai paesi dove letteralmente si muore di fame?…ognuno di noi faccia in modo di diffondere la storia di THOMAS!,.Così come ha toccato i nostri cuori potrà farlo con altri, e contribuire a creare una coscienza collettiva, un agire in coerenza con il senso ..d.i giustizia che è, forse non in tutti, ma certo nella maggior parte di noi.
    Paolo- Arezzo

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  5. Carmen Gueye

    Il servizio era interessante, magari se ne vedessero di più sull’Africa e la sua storia. Tuttavia, per meglio comprendere la parabola di quest’uomo, il servizio che gli dedicò History Channel, ovvero la BBC, nel ventennale della morte, era migliore, andava un poco più in là. Non vorrei che si facesse dell’omicidio Sankara una mistery alla Marilyn Monroe, con Compaoré che entra e Thomas che grida “Oh tu mio amico”! come si raccontava l’altra sera.
    Varie testimonianze hanno riferito di un assassinio in strada, non in ufficio. I testimoni qui parlano di Libia e CIA che, per carità, vengono sempre a fagiolo, ma hanno inquadrato Mitterrand in visita in Burkina, mischiando, mi pare due eventi. Molto più importante era il convegno panafricano, alla presenza del presidente francese, e sentire le frasi che corsero lì tra il presidente e Sankara. Inoltre viene completamente ignorato il ruolo della Costa d’Avorio. Sostanzialmente fu un affare in area francofona, dove Libera e Ciad spuntano ora per la prima volta.

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  6. armando

    prima di ieri sera non conoscevo la storia di questo grande uomo,le mie prime parole che ho detto tra me e me sono state quest uomo è la persona che stimo di più,dopo gesù.

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  7. carlo maternini

    Con mia moglie ho visto ieri sera la bellissima trasmissione su Sancara di cui ignoravo tutto. Oltre alla sua eccezionale figura mi ha colpito la classificazione di ” marxista ” data ad un Uomo con idee così grandi di fraternità,uguaglianza,rispetto della persona: A quel tempo il marxismo faceva paura al mondo occidentale,specie europeo e degli Usa e così bastava classificare una persona come marxista per avere le scusa di ucciderlo.Come si trova OGGI il Burkina dopo l’avvento del nuovo presidente legato mani,piedi e portafoglio all’occidente?Lui che di persona stava vivendo la rinascita del suo paese !dovremmo ogni anno e non ogni venti ricordare questa figuradi UOMO VERO

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  8. salvatore fricano

    Anch’io sono rimasto ammirato dalla esemplarità di quest’uomo, vedendo il recente documentario, che non conoscevo. Merita di avere un grande posto nella Storia contemporanea. Come dice Francesco Ferri, ce ne fossero di questi uomini!

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  9. Francesco Ferri

    Anche io non lo conoscevo, e dopo aver visto il servizio ho pensato : Era un grande, aveva già capito tutto, molto prima di noi !!!! 1000 uomini così e il sistema capitalista-imperialista è spacciato!!

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  10. Davide

    Conosco questa immensa persona solo oggi perchè ieri sera Raitre ha trasmesso in tarda ora un servizio a lui dedicato.
    Non ho parole se non “Sankara uomo eccezionale, esempio per tutti noi, ennesima dimostrazione che coraggio (tanto), cultura, amore per il prossmio ed intelligenza, possono fare miracoli”.

    La storia di quest’uomo andrebbe insegnata in ogni scuola sin dall’infanzia al pari della storia di Gesù di Nazareth e tanti altri martiri che per il bene di tutti hanno dato la vita.

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    • Claudio

      E’ veramente un peccato che la mia generazione(ovvero quella che ha vissuto la propria adolescenza e gioventù a cavallo tra gli anni ottanta e novanta)sia stata travolta dal cosiddetto “riflusso”, il disinteresse per la politica ed il bene pubblico a tutto vantaggio degli interessi individuali ha creato ignoranza ed ottusità.
      Proprio per quest’ignoranza anche io ho conosciuto questo meraviglioso uomo che risponde al nome di Thomas Sankarà solo ieri sera e sono rimasto letteralmente a bocca aperta.
      Il suo credo, il suo esempio, sono la più vivida testimonianza che anche l’uomo può elevarsi ad essere superiore, le sue idee andrebbero insegnate nelle nostre scuole al fine di trasmettere alle generazioni future l’amore per la libertà, la fratellanza, più in generale l’amore ed il rispetto per l’essere umano.
      Se riuscissimo veramente a far germogliare nella nostra terra i semi impiantati da giganti fuori dal comune come Sankarà avremmo sicuramente una classe dirigente migliore, l’antipolitica non prenderebbe il sopravvento e capiremmo finalmente che il nostro nemico non è l’ideologia ma l’individualismo esasperato che domini questi anni bui in cui viviamo.

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  11. Antonio Capolongo

    Dei delitti e delle pene è il testo che regalerei a Blaise Compaorè, pur sapendo di non sortire l’effetto sperato. Ma se quel testo lo regalassi a chi vive sotto il giogo, suo e di chi lo invita ai forum internazionali, potrei dire di aver posto una pietra per ricostruire.
    Ringrazio Carmen Gueye per l’articolo e Jeremy Bentham per il commento.
    Buone cose
    Antonio

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    • EMANUELE

      Dopo la visione del documentario su RAI3 e un approfondimento/ricerca sulla sua biografia, sono giunto alla determinazione: “costui è stato il nuovo messia, non riconosciuto dalle masse dei paesi imperialisti/colonizzatori”

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  12. Carmen Gueye

    Caro Jeremy, innanzitutto grazie dell’attenzione. Il tuo parere è condiviso da molti. Si tenga conto che quello era l’unico metodo, ai tempi, per prendere il potere da quelle parti ( e anche ora, in molti paesi africani).

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  13. jeremy bentham

    Senza voler sminuire la figura di Sankara, un colpo di Stato non è mai un buon inizio. Che, poi, Compaorè sia invitato nei consessi mondiali a parlare di cooperazione internazionale è vergognoso. E purtroppo non è l’unico.

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    • Mario

      Vorrei fare qualche precisazione: L’ allora presidente Ouédraogo, chiese un messo con Sankara, che in quel momento era in carcere, che fu accolto; ma come viene scritto nel libro – raccolta “Thomas Sankara, i discorsi e le idee”, “i partigiani rivoluzionari avevano già iniziato l’ avanzata verso la capitale….”

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