Braccia rubate all’agricoltura. Ad ottobre

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Ti potrebbe piacere, “ad ottobre, vino e cantina dalla sera alla mattina“… Ma di giorno che fai? Acqua: non pensare al lavoro, stai forse lavorando adesso?!

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Mentre siete impegnati a scegliere affannosamente il pomodoro più bello tra i cesti del supermercato, avete mai pensato con nostalgia all’orto di vostro nonno?! Io sì. Da piccola mi perdevo tra i filari delle piante di pomodoro…ma quanto erano buoni se addentati di nascosto all’ombra dell’albicocco?! Caldi come il sole di luglio, succosi…fin troppo! Lo “sbrodolamento” su mento e polsi era assicurato. Se anche voi avete una sana passione per paletta e rastrello, se vi piace annusarvi le dita che sanno di erbe aromatiche e se pretendete che le zucchine sappiano di zucchina, buttate un occhio a questa rubrica: potrebbe servirvi. Con il patrocinio dell’ambiente e del vostro portafogli.

Un suggerimento: dato che hai ancora un settimana di tempo, “per San Luca, cava la rapa e metti la zucca”! Sui “sacri testi” in realtà danno come periodo migliore, per la semina della zucca, la primavera, ma ho deciso che me ne infischio dei “sacri testi” e aderisco alla saggezza popolare (si sa mai che ne acquisti un po’).

Quindi: pronti-via! Mani a terra! (“gambe in spalla” mi sembrava meno appropriato)

Dato che ne abbiamo già parlato, a questo punto iniziamo proprio dalla zucca. Questo ortaggio della famiglia delle Cucurbitaceae (le più diffuse da noi sono la Cucurbita maxima e la Cucurbita moscata) si semina ponendo 4-5 sementi nella stessa buchetta, ad una profondità di 2-3 centimetri, con la parte appuntita rivolta verso il basso (si dovrebbe favorire il formarsi delle radici). Dopo che le piantine saranno spuntate, attendete che abbiano 2-3 foglie vere e procedete a diradamento: bisogna lasciarne una ogni metro quadro circa. Temo che questa volta i vasetti sul balcone non bastino.

Zucche o Cucurbitae etc. etc.

Per ottenere frutti di discrete dimensioni, sarebbe meglio limitarli a due per ogni pianta, se vogliamo “stare larghi”  cinque o sei. Innaffiate regolarmente, bagnando lateralmente alla pianta, fino alla completa crescita dei frutti. Con il disseccamento della pianta inizia la raccolta, da effettuarsi lasciando il peduncolo attaccato alla zucca.
Questo ortaggio è originario dell’America Centrale, tant’è che i suoi semi più antichi sono stati ritrovati in Messico e risalgono al 7000-6000 a.C.; nel Nord America, i coloni provenienti dall’Europa impararono a coltivarla dagli Indiani , insieme alla patata e al pomodoro (pensate un po’ se non fossero mai arrivati da noi…no, meglio di no). Inoltre ha un alto contenuto di vitamina A e beta-carotene.

Altra proposta: durante il periodo di luna calante, potreste piantare la cipolla. I suoi semi si acquistano oppure si raccolgono da bulbi non precedentemente colti per la consumazione, dopo averne legato gli scapi fiorali (i fusti che sorreggono il fiore) ad un tutore: quando le capsule si aprono e si intravvedono i semi neri, questi si possono prelevare, meglio se di mattina presto perché l’umidità evita che “scappino”.

Cipolla o Allium cepa

Comunque, generalmente si trapiantano piantine di 15-20 centimetri di altezza (60-80 giorni dalla semina) a 30-40 centimetri di distanza l’una dall’altra. Anche qui, la stagione migliore per l’operazione sarebbe la primavera, ma del resto il soffritto serve tutto l’anno!
Questi gustosi bulbi crescono molto lentamente, si innaffiano con parsimonia e fino a circa venti giorni prima della raccolta, che si effettua quando le foglie sono in fase di disseccamento e i bulbi affiorano naturalmente dal terreno. Le cipolle contengono carboidrati, potassio, calcio, fosforo e altri sali minerali, oltre a modeste quantità di vitamine A, B e C. Alcune curiosità rispetto ad utilizzi “alternativi” della cipolla: tagliata in due e strofinata su porte e finestre può servirci per togliere le impronte digitali (ma non fatevi venire strane idee…); quelle fastidiosissime macchie di mosche (da quel che ne so, dovrebbero essere i loro escrementi) sull’ottone possono essere tolte con il suo succo; può ridonare brillantezza ad oggetti di cuoio; è utile nel trattare i coltelli e gli oggetti lucidi, se leggermente arrugginiti, avendo l’accortezza di sfregarli poi con carta da giornale.

Bieta da coste o Beta vulgaris

Last but not least, sempre durante la luna calante, che ne direste di trapiantare le biete da coste (altresì dette –  dalle mie parti – “erbe bianche”)?! Le possiamo porre ad una distanza di poche decine di centimetri l’una dall’altra. Le innaffiature devono essere frequenti, ma è necessario fare attenzione ad eventuali ristagni idrici, che non tollera. La bietole contengono una buona quantità di vitamina A e C, di magnesio, ferro e potassio;  inoltre è presente un’elevata quantità di acido ossalico, molecola che può legare facilmente il calcio e depositarsi a livello renale, pertanto se ne sconsiglia quindi il consumo in chi soffre di calcolosi (in parole povere, chi ha avuto la “renella” o le coliche renali).

Adesso che la stagione calda è ormai un ricordo, è giunto il momento di raccogliere tutti i frutti estivi. Se ne avete in abbondanza, provate a lanciarvi nella produzione di conserve e marmellate: rilassa e dà tanta soddisfazione. Provare per credere.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. bob

    …tutto bello, brava!
    Ma non dimentichiamoci che ottobre è il mese della raccolta della Marijuana!

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    • Penelope Pras

      Grazie, Bob, della collaborazione. Mi sembrava di aver dimenticato qualcosa… Ci spieghi anche come e quando si pianta e cosa possiamo farci dopo averla raccolta? Da queste parti non si è mai vista…

      Rispondi

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