Semafori verdi: riparte la scuola

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il primo giorno di scuolaRiparte l’anno scolastico. Il prof. Frabboni augura un proficuo viaggio agli studenti, ai docenti e ai genitori.

Dopo un lungo pit-stop estivo, la vettura/Scuola – pur se sprovvista di un motore da Formula/1 – é chiamata a riprendere il suo viaggio annuale con la testa piena di progetti e di speranze. E’ cavalcando queste aspettative che inviamo una cartolina di buon/anno (scolastico) agli studenti, agli insegnanti e ai genitori. Proprio perché gli “auguri” sono conditi con i sapori che dolcificano l’anno scolastico alle porte, é nostra intenzione non evocare scenari amari. Non daremo voce pertanto allo smantellamento che la Scuola sta subendo da un decennio sotto i colpi di piccone di una Destra anoressica di cultura, di arte, di scienza. Non suoneremo le campane a morte per ricordare i  fili/strappati al nostro sistema di istruzione dalle “riformicchie” delle Ministre dell’istruzione Moratti e Gelmini.

Al gong di un nuovo anno di studi preferiamo augurare, con il sorriso sulle labbra, un proficuo viaggio agli studenti, ai docenti e ai genitori lungo i due canonici tempi quadrimestrali. E ricordare loro gli impegni e i doveri ai quali saranno chiamati fin dai prossimi mesi. In altre parole. Al gong del nuovo anno scolastico l’11 ricorda ai tre/attori citati di onorare la Scuola quale una cattedrale dell’istruzione che coinvolge per i suoi riti e per le sue sacralità. Il che comporta assicurare ai suoi luoghi canonici (classi, atelier, laboratori) un clima di serietà e di impegno. Fino alla durezza e alla fatica quando lo studente si inerpica per i sentieri più difficoltosi e impervi della Cultura. Questi soltanto regalano il piacere di imparare saperi significativi e duraturi. Un menù dell’apprendimento ben condito e saporito – sono parole di Don Milani – non porta sul tavolo della Scuola un’istruzione inaccessibile e selettiva (per pochi), ma conoscenze complesse e plurali (per tutti). A patto che le materie scolastiche siano cucinate tenendo conto dei congegni di apprendimento di cui dispongono gli allievi: i loro  interessi cognitivi, i loro registri linguistici (ristretti o allargati), le loro forme di pensiero (intuitive, operatorie e simbolico-formali).

A partire da questi principi psicopedagogici, inviamo un triplice/augurio.

PRIMO AUGURIO: AGLI STUDENTI. – La speranza è che sappiano cogliere nei mesi autunnali, invernali e primaverili il profumo dello star/bene a Scuola, imparando. E’ possibile vivere in forma piacevole e gratificante le fatiche dell’apprendimento a condizione che sentano che l’impegno e lo sforzo dedicati allo studio portano al guadagno di un capitale culturale da conservare nella propria banca delle conoscenze perché  frutterà copiosamente negli anni a venire.

SECONDO AUGURIO: AGLI INSEGNANTI. – La speranza è che si sentano  architetti, e non manovali della cultura. Quindi, capaci di rifornirsi di un guardaroba stipato di conoscenze di lunga-durata: le sole in grado di dare il piacere e l’emozione dell’apprendere. In questa stagione storica l’istruzione accusa una scarsa conservazione temporale, un rapido dissolvimento cognitivo. Di qui l’ardua impresa formativa richiesta ai docenti di abilitare i dispositivi mentali superiori (di analisi e di sintesi, di induzione e di deduzione) che alimentano la macchina della mente non solo di accumuli cognitivi, ma anche di strutture logiche, critiche e creative: irrinunciabili  per maturare un pensiero autonomo e plurale.

IL TERZO AUGURIO: AI GENITORI. – La speranza è che mantengano un’intensa e dialettica relazione con la Scuola e con i suoi docenti. Mai di subalternità o di  prevaricazione. Sono mestieri – fare il genitore e fare l’insegnante – molto differenti tra loro: ma non inconciliabili. Impariamo a farli incontrare e a rispettarli, fornendo reciproci contributi di ascolto e di idee al fine di meglio orientarli e arricchirli. Porteranno una cascata d’oro nelle teste e nei cuori dei nostri figli-scolari.

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