Riforma della Giustizia: un problema italiano?

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Cesare Beccaria 1738-1794

Cesare Beccaria 1738-1794

A seguire i giornali e le dichiarazioni dei politici, il problema della giustizia sembra essere uno dei principali problemi dell’Italia. Da Tangentopoli a Rubygate, i magistrati italiani, a seconda delle inclinazioni politiche, sono visti come degli eroi o come “metastasi della democrazia” (Santanché dixit).

Recentemente, un articolo de “L’Espresso”, riportando come fonti documenti riservati statunitensi pubblicati da Wikileaks, denuncia come gli Stati Uniti fossero fortemente critici verso la giustizia italiana nella personificazione dei suoi magistrati visti come troppo “indipendenti” e tali che “non rispondono a nessuna entità e autorità del governo” (da “Fermate i Pm, lo dice D’Alema”, L’Espresso). Per Berlusconi la magistratura è politicizzata e addirittura si vuole sostituire ai cittadini nella scelta del governo.

Al di là delle iperboli politiche, non si può negare che la giustizia italiana soffra di alcuni problemi, in primis una cronica lentezza. Non tutti i sistemi giudiziari nel mondo hanno tre gradi di giudizio come quello italiano. In Italia esistono, infatti, due gradi di appello, alla Corte di Appello ed alla Cassazione, più una Corte Costituzionale. In altri ordinamenti, tipo negli Stati Uniti, non esiste una vera Corte di Appello come in Italia, la funzione della Corte di Appello statunitense è più simile alla Corte di Cassazione. In pratica,la Cortedi Appello statunitense, sia a livello federale che statale, può solo riconsiderare gravi errori di interpretazione legislativa del giudice.

US-GreatSeal-Obverse

US-GreatSeal-Obverse

Inoltre, i giudici statunitensi non sono obbligati a spiegare le proprie sentenze emettendo delle motivazioni scritte. Monocratici, la maggior parte dei  tribunali statunitensi decide velocemente, senza quasi possibilità di appello, tutti i processi.  Eccetto che per lapalissiani errori di interpretazione della legge, difficilmente appellabile in assenza di un’opinione scritta, e con l’impossibilità di produrre prove a supporto, il giudizio del giudice monocratico delle corti minori è spesso quello definitivo. Anche in presenza di giurie popolari, il giudice mantiene comunque la facoltà di decidere cosa possa essere evidenza ammissibile o meno. A differenza dell’Italia, la presunzione di innocenza cessa già dopo il primo grado di giudizio (in realtà la costituzione statunitense non istituisce esplicitamente il concetto di presunzione di innocenza, ma questo è comunque ampiamente rispettato).

Per esempio, decine di condannati all’ergastolo nelle prigioni degli Stati Uniti, per lo più neri o poveri, che avrebbero commesso i loro crimini anni fa prima che le tecniche di utilizzo del DNA fossero sviluppate come lo sono oggi, e che, a distanza di anni, grazie al progresso di queste tecniche hanno finalmente le prove inoppugnabili della loro innocenza, non possono usarle, in quanto viene loro legalmente vietato e la loro richiesta negata  - vedi il caso di Thomas Arthur, condannato a morte in Alabama su cui si può trovare un articolo in questo articolo (in inglese) oppure il caso di William Osburne, in Alaska, da leggere qui.

Spesso in Italia si parla di “certezza della pena” dimenticandosi che, più che sulla “certezza della pena”, un sistema giudiziario moderno ed evoluto deve fondarsi su garanzie certe per gli innocenti. Nel loro tentativo di cercare di trovarsi sempre un colpevole, i giudici statunitensi frettolosamente rinchiudono in prigione poveri, disadattati, minoranze. Più di un quarto di tutti i carcerati nel mondo sono in una prigione statunitense, a fronte di una popolazione che rappresenta solo il 5% di quella mondiale.

Molti dei problemi della giustizia italiana e della sua lentezza sono dovuti anche al garantismo che il nostro sistema offre, anche a protezione dei più deboli. Non a caso, nella discussione sui cambiamenti dell’articolo 18, si sia cercato di eliminare, ed è comunque stata indebolita, la parte relativa al reintegro da parte del giudice.

Toghe rosse

Italia – Toghe Rosse

Certo, processi che durano decine di anni non aiutano nessuno, e questi sono problemi che devono essere affrontati, ma è preoccupante il completo silenzio su quelli che sono i punti di forza di un sistema molto più evoluto rispetto ad altri che, purtroppo, spesso, in Italia ci si dimentica di avere la forza di difendere.  E ricordiamoci pure che Cesare Beccaria e i fratelli Verri erano  italiani, e tra i primi a parlare conto la tortura e la pena di morte.

Uno dei principi fondatori di ogni democrazia è la divisione dei poteri.  Potrebbero aggiungersene molti altri, ma i poteri classici sono quello legislativo, esecutivo e giudiziario. La divisione di questi poteri è uno dei più importanti cardini delle democrazie moderne che, non a caso, è proprio il fattore principale su cui si agitava la preoccupazione statunitense secondo i documenti rivelati da Wikileaks. Una giustizia controllata dal potere esecutivo può essere più utile ad un governo, ma riduce la forza democratica dello Stato che esso rappresenta.

"The Parade of Innocence", Linen Hall Library, Belfast, August 2010

Errore Giudiziario – “The Parade of Innocence”, Linen Hall Library, Belfast, August 2010

Come tutti i sistemi umani, anche il sistema giustizia in Italia è prono ad errori. A volte viene anche accusato di essere debole con i forti e forte con i deboli.  Questo sicuramente è a volte possibile, però essendo anche un sistema contro cui i potenti del mondo, gli Stati Uniti, e quelli di Italia, come Berlusconi, si accaniscono contro, forse possiamo dedurne anche che a volte è un sistema che cerca di fare il suo lavoro sia con i deboli che con i forti.  Per esempio, sicuramente, essendo la giustizia italiana la prima in Europa ad essersi occupata penalmente di un caso di “extraordinary rendition” (letteralmente consegna straordinaria, cioè un’azione sostanzialmente illegale o per lo meno al di là della legge, di cattura/deportazione/detenzione, clandestinamente eseguita nei confronti di un “elemento ostile”, sospettato di essere un terrorista N.d.R.) nel caso specifico di Abu Omar, può non essersi fatta molti amici al di là dell’Atlantico.

Laddove i giornali e le televisioni italiane, forse per eccesso di auto-critica verso tutto il sistema Italia, mancano di sottolineare i lati positivi di ciò che funziona, pur con le sue debolezze, è importante allora che noi tutti diveniamo coscienti che ogni riforma non debba  intaccare quel garantismo, quella presunzione di innocenza, quella indipendenza che sono necessarie in ogni sistema democratico e che dovrebbero essere sorgente di orgoglio e non di preoccupazione.

 

 

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4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. ARCH. ANTONIO PIROSO

    ATTENZIONE ! NON COMMENTO, ACCUSO.I MAGISTRATI CHE ABUSANO DEL
    POTERE CHE ESERCITANO IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.

    SONO TANTE LE QUERELE DEPOSITATE CONTRO MAGISTRATI CHE ALTRI MAGISTRATI CON FALSI IDEOLOGICI HANNO ARCHIVIATO..

    I MAGISTRATI NON DEBBONO ESSERE GIUDICATI DA ALTRI MAGISTRATI :

    SIANO GIUDICATI DA TRIBUNALI POPOLARI COSTITUITi DI VOLTA IN VOLTA E
    CHE SI SCIOLGONO RISOLTO IL CASO SOTTOPOSTOGLI.

    Il problema della giustizia in Italia non riguarda il sistema. Riguarda l’amministrazione distorta – con abuso di potere – e i tempi biblici.

    Nel 1983/84 mi fu commissionato, con delibera della Giunta comunale, la progettazione della Scuola Media di Papanice a Crotone. Presentai il in data 21.11.1984.

    Ancora oggi non sono stato pagato. La legge 143/1949, delle Parcelle professionali, all’art. 9 prevede un anticipo e durante il lavoro di progettazione il pagamento fino al 90% del costo totale del Progetto.

    PRESENTATA LA NOTULA RICHIESTAMI dall’iNG. CAPO, non ho mai avuto acconto e non sono stato ancora pagato.

    La storia è una storia italiana. Il Comune non ha vigilato sul lotto per “Edilizia Scolastica” del P.R.G.!
    Le guardie municipali verbalizzarono, ad una certa data, l’inizio di scavi abusivi sul lotto designato del P.R.G.

    Il Sindaco emise Ordinanza di sospensione dei lavori e ripristino dei luoghi.

    Tutto quì. Prodotti i documenti si ritennero paghi.

    Però venne il tempo in cui il Comune con in mano il progetto da presentare a finanziamento aveva il lotto per Edilizia Scolastica del PRG occupato da un manufatto abusivo.

    L’Amministrazione era cambiata. Colpevoli della incresciosa situazione che la propria incuria aveva prodotto, credettero di risolvere il problema in maniera facile, continuare a non pagare.

    Avevo consegnato il Progetto Generale con i calcoli del c,a. e Certificato di Conformità del Genio Civile per circa 2.111.000 000 di vecchie lire e un Progetto Stralcio di ca. 600.000.000.

    La Notula presentata per chiedere l’anticipo era di ca.134 milioni.
    La Parcella rilasciata dall’Ordine era appunto di ca. 134 milioni.

    Non mi dissero mai niente della situazione che avevano creato e però mi chiesero di soprassedere per la parcella che avevo presentato, che avrebbero pagato dopo, e mi chiesero di presentare parcella per il solo progetto stralcio che avrebbero pagato immediatamente.

    Presentai parcella per il pagamento del solo Stralcio.
    Continuarono a non pagare. Presentai Ingiunzione di pagamento e l’opposero. Nella causa per opposizione sostennero temerariamente che avevo progettato mentre sul lotto c’era un manufatto abusivo.

    LA SENTENZA NEL TRIBUNALE DI CROTONE VENNE EMESSA DOPO DIECI ANNI.
    QUELL’ORGANO GIUDICANTE SI LAVO’ LE MANI E RIMANDO’ ALL’ARBITRATO.
    DOPO DIECI ANNI RIMANDAVA ALL’ARBITRATO!

    SIAMO NEL 2002! DOPO DICIOTTO ANNI IL “LODO ARBITRALE” L’HO DOVUTO IMPUGNARE E FARLO ANNULLARE.

    LA CORTE D’APPELLO DI CATANZARO HA EMESSO SENT. N. 858/2013 CHE SONO STATO COSTRETTO A QUERELARE CON ATTO DI 41 PAGINE E ALLEGATI :

    Querela c/ CTU Mariella Giordano depositata in data 16 aprile 2012;
    Querela c/ Arch. Alessandro Russo, Avv.ti Salvatore Iannotta e Rosa Russo;
    Querela c/ Arch. Alessandro Russo, Avv.ti Salvatore Iannotta, Rosa Russo,
    Arch. Mariella Giordano, Arch. Luigi Manfredi e Ing. Gianfranco De
    Martino. .
    Oltre all’Organo giudicante della Corte d’appello di Catanzaro ho chiesto l’unificazione dei procedimenti querelando i pm a cui sono state assegnate le querele depositate il 16 aprile 2012 c/ Mariella Giordano e il 24 aprile 2012 c/ Alessandro Russo e Salvatore Iannotta e Rosa Russo e il 04 giugno 2012 c/ Alessandro Russo, Salvatore Iannotta, Rosa Russo, Mariella Giordano, Luigi Manfredi e Gianfranco de Martino.che mi offendono gravemente coll’inerzia insipiente.

    La nessuna attività di tutela giuridica richiesta contro le plateali offese ricevute dai soggetti delle querele, tenute dormienti, due da 19 e una da 15 mesi, prova l’abuso di potere che offende lo Stato (opponendosi all’obbligo dell’azione penale che la legge prevede) e il mio diritto soggettivo, mentre premia l’irresponsabilità di soggetti pericolosi facendo trascorrere i tempi di prescrizione!…

    Gli individui che abusano del potere danno corpo ad uno Stato violento verso i suoi cittadini che contraddice la volontà dello stato espressa con l’obbligo dell’azione penale.

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  2. Brillo DeLuca

    Caro Marco, ho fatto una piccola ricerca e ho visto che hai messo decine di commenti su vari siti in molti dei quali ti firmi così, quindi immagino che quello sia il tuo nome. Purtroppo, però, non sono riuscito a trovare nessun articolo di giornale che commentasse questa vicenda, quindi mi rimane difficile esprimere un parere. In ogni caso l’articolo esprime concetti generali, purtroppo la giustizia, così come qualunque altra attività umana, è gestita, per definizione, da uomini, che commettono errori. E quelli ci sono in qualunque sistema. Però è quando si guarda a come il sistema è regolamentato che si possono fare paragoni. Per esempio, in Italia puoi appellarti, cosa che in altri paesi, quali gli Stati Uniti, non puoi, a meno che tu non possa provare che effettivamente il giudice ha applicato una norma desueta, come dici tu. E, in Italia, dopo l’appello hai un terzo grado di giudizio, inesistente in molti paesi, Stati Uniti compresi. Inoltre la responsabilità civile dei giudici, di cui va tanto di moda parlare, è un qualcosa che, se passasse, avremmo quasi solo in Italia, che in nessun paese esiste se non per comprovata corruzione, ma questo già è contemplato. Se effettivamente hai ragione tu e il giudice in questione ha realmente commesso errori tanto grossolani, forse ti converrebbe esaminare la possibilità di appellarti, se sei ancora nei termini consentiti. Buona fortuna.

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  3. Reduce della prima guerra mondiale

    Sono un reduce della prima guerra mondiale.
    Puo sembrare strano che sia ancora vivente un reduce della prima guerra mondiale. Voglio raccontare la mia vicenda particolare, che per quando particolare è stata narrata da giornali locali e nazionali.
    la vicenda riguarda pure la giustizia, in quando si e svolta presso il tribunale del lavoro di Teramo.
    Se sono un reduce, o militare della prima guerra mondiale, e soprattutto grazie al giudice del lavoro di Teramo Alessandro Verrico.
    Ho inteso una causa contro INPS, per il riconoscimento dei contributi figurativi per i periodi di incorporazione nell’esercito italiano.
    Il giudice Alessandro Verrico da ragione all’INPS, e mi condanna a pagare euro 1.650 più iva e accessori.
    Il giudice Alessandro Verrico motiva la sentenza con una norma abrogata, non più vigente, inapplicabile, che invalida la stessa giurisprudenza. Il giudice Alessandro Verrico cita il regio decreto 1827 del 1935, che distingueva i militari della prima guerra mondiale, tra chi era in zona di guerra, e chi era accasermato dal 25 maggio 1915 al 1 luglio 1921.
    Secondo il giudice Alessandro Verrico, io non trovandomi in zona di guerra, o in combattimento contro i soldati austriaci, dal 25 maggio 1915 al 1 luglio 1921, ragion per tale non ho diritto ai contributi figurativi, anzi per il giudice Alessandro Verrico io ero un militare accasermato, o a disposizione, e questi militari non avevano diritto alla contribuzione figurativa, quelli in zona di guerra si.
    Il giudice Alessandro Verrico mi considera un militare accasermato della prima guerra mondiale, ma il giudice Alessandro Verrico non ne azzecca una. Innanzitutto non si possono motivare sentenze con norme abrogate, cosa che il giudice Alessandro Verrico ha fatto, poi il giudice Alessandro Verrico, non ha forse capito che io nel 1915-21 non ero ancora nato. Io sono nato esattamente il 22 settembre 1962, molti anni dopo la grande guerra. E del tututto impossibile, anzi inaudito che io sia un militare accasermato, o altro della prima guerra mondiale.
    Non mi sarei mai aspettato che in un’aula di tribunale si arrivasse a questo punto, tanto che gli stessi giornali hanno definito la vicenda una beffa.
    La riforma della giustizia, ma in Italia, la giustizia mi rendo conto che è malata del tutto, con giudici che scrivono delle sentenze senza rendersi conto di quello che scrivono.
    Ma come siamo messi male.

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