Musicoginecopedia: Non è Francesca

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Non è Francesca di Lucio Battisti e Mogol

Chissà se Mogol e Battisti conoscevano il significato del nome Francesca, che non viene propriamente dai francesi bensì dai loro progenitori, i franchi, ovvero gli uomini liberi. Quindi Francesca sarebbe la donna libera. Proprio quello che a Mogol non andava giù. Nella classica e bellissima canzone di Lucio Battisti, uscita nel gennaio 1969) ci sono due creature: Francesca, donna casta e senza grilli per la testa e Nonèfrancesca, donna spudorata perché libera.
La prima è la classica donna italiana di fine degli anni sessanta, una tizia di scarsa intelligenza e dinamismo, che ha dimenticato di aver studiato e, priva di ambizioni ed interessi, passa il tempo a casa in attesa che dalle giungle cittadine emerga, sulla sua cinquecento bianca, la sua unica ragione di vita, il marito (all’epoca i conviventi non esistevano e i compagni erano quelli della sezione del PCI). La seconda è una misteriosa creatura, ingannevole e falsa, che è uscita dal nulla, lo specchio della perfidia delle donne, capricciose e capaci di tutto, perfino di innamorarsi di un altro.

Musicoginecopedia

Giulia la brava e Lilly la strafatta. Elisa che non è neanche bella ed Anna bellosguardo. Albachiara che va a scuola mangiando una mela, Francesca a passeggio vestita di rosso e quella casalinga fedifraga della signora Lia. Chi non conosce Margherita che è il sale? Chi sarà mai la glaciale bella senz’anima che però a letto ti darà di più, mentre invece Gloria stira cantando? Scusate, non è Gloria, ma fa nulla. Linda che balla, Anna che verrà, Valentina cocca e polpa d’albicocca. Negli anni sessanta Lisa aveva perso le trecce ma non gli occhi blu. Tra creature diafane, casalinghe frustrate, ninfette alla Nabokov e dolcissime donne pronte ad abbandonarsi, ci sono anche Marinella che volò sopra una stella, Bocca di rosa che portò la primavera a Sant’Ilario, Franziska stanca di attendere il suo uomo in latitanza e Jamina lingua infuocata, fino ad arrivare a Prinçesa, che non è italiana e neppure donna e che nacque ragazzo brasiliano. Ecco l’enciclopedia delle donne nella canzone italiana.

I versi della canzone incuriosiscono: qual è la vera natura di Francesca? Mogol non ci spiega molto bene cosa faccia Francesca tutto il giorno a casa. Non che lo debba fare, ovviamente, altrimenti invece di un piccolo capolavoro della disperazione maschile, la canzone sarebbe stato un articolo di Confidenze. Francesca non lava, non cucina, non ripara i calzini. Non ha figli. Con un sottile verso che dice e non dice, il tandem canoro degli amori impossibili afferma che Francesca non ha mai chiesto nient’altro che restare a casa ad aspettare. Qualche maligno (tra cui non c’è ovviamente il vostro recensore) potrebbe sospettare che si tratti di una mantenuta che nel suo pied-a-terre nel centro di Milano aspetta il ricco industriale brianzolo che arriverà a bordo di una Giulietta sprint, invece che su una Bianchina.

Ti stai sbagliando chi hai visto non è,
non è Francesca.
Lei è sempre a casa che aspetta me,
non è Francesca.
Se c’era un uomo poi,
no, non può essere lei.
Francesca non ha mai chiesto di più,
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Francesca non ha mai chiesto di più
perché lei vive per me.
Come quell’altra è bionda, però
non è Francesca.
Era vestita di rosso, lo so,
ma non è Francesca.
Se era abbracciata poi,
no, non può essere lei.
Francesca non ha mai chiesto di più,
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Francesca non ha mai chiesto di più
perché lei vive per me.

L’unica certezza è che Francesca si annoia. La Franceschina precisina e un po’ ritardata qualche farfalla per la testa ce l’ha. D’accordo che non chiede niente di più, però andare in giro vestita di rosso ha un certo significato. E’ un sintomo di modernità, di intraprendenza e anche di personalità. Il rosso è un colore che accende. Francesca sa che effetto può produrre una giovane donna dai biondi capelli a passeggio per il centro con un vestito rosso. La immaginiamo che osi uscire in minigonna e stivali. Francesca si è stancata di fare la vita della reclusa. Forse sente che qualcosa nell’immobile Italia sta cambiando. Sarà il boom economico, sarà che il ‘68 è ancora caldo nelle piazze e nelle scuole, ma Francesca fa qualcosa di peggio. Vuole dire sfacciatamente a tutti, per strada, che si è stufata di Lucio.

Se avesse solo voluto divertirsi, sarebbe andata, con il suo amante, in un motel di periferia, e continuare con l’ipocrisia. Invece si fa vedere abbracciata con un altro per strada, per lanciare un messaggio di sfida, si trasforma in Nonèfrancesca. Ma non esageriamo. Non c’è motivo di dubitare di Francesca, che vive per Lucio. E’ tutta colpa, invece, dell’amico spia di Lucio, cecato e pure daltonico.

 

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Chi lo ha scritto

Max Keefe

Max vive e lavora a Dar es Salaam, a un'ora e mezza dall'isola di Zanzibar. La Tanzania è l'ultimo paese dove ha vissuto e quello più intrigante. Scrive sull'Undici per condividere la sua passione per scienza, storia, sport e, adesso la Tanzania, che in Italia pochi conoscono. Ama l'Italia e la Roma, che gli forniscono abbondanti delusioni e i bambini, farli, crescerli e guardarli giocare a calcio. Ha scritto "Le dodici rocce dell'orrore" (mistero e avventura per ragazzi ma anche per adulti), "La Comandante Comanche" (amore e fantascienza), "Simpatia per il demonio" (racconti) disponibili su www.ilmiolibro.it, e un saggio storico "L'anno prima della guerra" sul periodo 1914-15, con gli articoli pubblicati originariamente sull'Undici.

7 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Ugo Tini (Gigi)

    Questo è il sogno di tutte le donne: essere Francesca e Nonèfrancesca all’occorrenza (Ok di quasi tutte). E anche degli uomini una Francesca in casa e una Nonèfrancesca fuori. Vedete che è un mondo perfetto!

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  2. Diansa

    L’illusione di possedere una persona…mi sa che ci caschiamo spesso!
    E comunque Nonèfrancesca mi fa proprio simpatia!

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  3. kiki

    Nell’enciclopedia metterei anche Paolina, che sia sempre gloria alle sue gambe! E non si dica che lei sta a Lugano, quella è un’altra storia.

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