La pagina della Cover Writer: Momenti di trascurabile felicità, di Francesco Piccolo

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A volte ci si stanca di essere seri, anzi no, a volta essere seri significa non necessariamente prendere le cose senza leggerezza. Per essere leggeri, lievi ci vuole una certa capacità. Son cose che ci spiegava sin dagli anni ’80 con tutta la malinconia che gli competeva Milan Kundera. Bisogna essere capaci di affrontare la leggerezza dell’essere, perché, altrimenti diventa insostenibile.

Una mattina di inizio settembre ti svegli e l’estate è finita, piove forte, occorre riprendere in mano tutte le attività lasciate in sospeso dal caldo, prima delle vacanze. E occorre rientrare nei ranghi della quotidianità. Bisogna capire che è giunto il momento della consistenza e agire di conseguenza. Fare ordine, preparare il materiale scolastico con i figli, mettere la modalità attività lavorativa in posizione “ON” nella propria mente. Analizzare attività sportive e ricreative per capire come comporre la settimana dell’inverno in arrivo, per sé, per i figli, in funzione delle esigenze di tutti; cambiare orari e tipi di cibo, comprare scarpe nuove che le vecchie si son fatte piccole.

Habemus Papam

Habemus Papam: Nastro d’Argento per gli autori.

Ma non bisogna mai smettere trovarsi uno spazio di lettura. Se non si vuole soccombere sotto il peso di impegni pratici propri, dei propri figli e parenti, e di tutti gli amici e  vicini che come te si trovano in giro per uffici, palestre, scuole, strade e centri commerciali per farsi trovare preparati all’autunno, e intanto piove, si fa freddo, le giornate si accorciano, l’umore cambia, la pazienza manca, allora bisogna affidarsi a parole leggere, semplici e veloci. Come nella scrittura di Francesco Piccolo, conosciuto più per il contributo di autore per la Tv– “Quel che (non) ho” su La7, con Fazio e Saviano, e sceneggiatore per il cinema. È stato coautore delle sceneggiature di Paz!”, regia di Renato De Maria (2002); Il caimano regia di Nanni Moretti (2006), Caos calmo”, regia di Antonello Grimaldi (2008), La prima cosa bella”, regia di Paolo Virzì (2010) e Habemus Papam”, regia di Nanni Moretti (2011) e altri ancora.

Ora, purtroppo, mi sento sempre più affine ai temi e alla scrittura di D.F.W., che è sempre presente nella mia mente e di cui occorre l’anniversario del suicidio proprio il 12 settembre, ma per affrontare il peso dell’inverno mi son rivolta a “Momenti di trascurabile felicità” di Piccolo. Perché ci vogliono anche piccole cose inutili e inaspettate o semplici banalità quotidiane trascurabili, non dico per essere felici, ma almeno per stare bene. Non si può vivere di sola sostanza. A volte nell’apparenza o semplicemente sulla superficie, c’è un mondo di pochi millimetri di profondità, ma così completo che ci appaga.

Francesco Piccolo

Francesco Piccolo, al Premio Strega come “presentatore” del candidato Emanuele Trevi.

… Adoro quando le dico: “Non urlare, ti prego, abbassa la voce…” e lei risponde: “ Non sto urlando!” e lo dice urlando.

Riuscire a scamparla quando parlo con qualcuno facendo finta di averlo riconosciuto e in realtà non avendo la minima idea di chi sia. Se riesco ad andare via sapendo di essere riuscito a non far capire che non so assolutamente chi sia, sono molto soddisfatto di me stesso.

La prima e l’ultima pagina di un libro.

Se un libro o un film comincia in città e al giorno d’oggi, sono meglio predisposto, mi viene un pregiudizio positivo.

… Quando si va a cena in tanti al ristorante … preferisco ordinare solo per me, mangiare tutto quello che mi piace, e se qualcuno mi vuole far assaggiare dal suo piatto, dico no!, così poi ho il diritto di non far assaggiare niente agli altri.

Elliott Smith

Elliott Smith, scoperta postuma, ma felice di averla fatta.

C’è una piccola felicità malinconica alla quale mi sono rassegnato. Succede quando scopro un libro un film, una canzone. Cerco di comunicare il mio entusiasmo, ma succede spesso che l’ho scoperto troppo tardi.  Adesso ormai … Prima mi sentivo umiliato, pian piano invece ho imparato a resistere e resto affezionato alle cose che mi piacciono, penso che non sia niente se sono arrivato tardi. Mi sento un po’ stupido, ma anche un po’ felice.

Da “Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo, Edizioni Einaudi, 2010.

E mi è venuto spontaneo aggiungere qualche momento mio, forse trascurabile, chissà se di felicità, ma certo condivisibile.

Bruce Springsteen nella sua Chevy Meola del '57

Bruce Springsteen nella sua Chevy Meola del ’57: chissà se stava cantando “Born to run”.

… Quando al mattino presto salgo trafelata in macchina e sono in ritardo, metto in moto e automaticamente sulla stazione radio su cui è sintonizzato casualmente lo stereo parte, proprio dalle prime note, l’attacco di qualche inconfondibile canzone che non trasmettono mai, senza che io possa aver sentito prima nessuna voce di speaker che l’annunciava. E poi cantare a squarciagola nel traffico, senza curarmi più di nulla. Ma anche arrivare alla meta contemporaneamente alla fine di un brano che volevi sentire fino all’ultima nota.

 … Quando mi sveglio nella notte per via dell’insonnia, ma non mi angoscio, perché al mio fianco sta dormendo mio marito o una delle mie figlie. Io non li disturbo, perché non si svegliano con la luce dell’abat-jour, ma la loro placida presenza non mi fa sentire sola. E io sento che quelle ora negate al sonno sono un regalo: tempo per leggere un libro che mi piace nella pace, nel silenzio, nella concentrazione ma senza solitudine.

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. marinda

    Ciao Ravi, ti chiedo scusa, dove hai postato l’articolo? Mi interessano molto gli argomenti di cui parli.
    Se invece a voi interessassero altre cover, vi consiglio l’ultima su “Ho sposato un comunista” di Roth e quella di giugno su “Libertà” di Franzen. Grazie ancora.

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    • marinda

      Grazie e se tu o altri vorranno aggiungere loro momenti, siete tutti i benvenuti.
      Io aggiungo incontrare inaspettatamente un amico in un luogo non solito per nessuno dei due, proprio un attimo prima di tornare a casa ed avere l’opportunità di un saluto live che diversamente non ci sarebbe stato.

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