Diario di bordo (attraversando l’Atlantico)

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Altri accendini? A bordo ne abbiamo quattro, senza contare un bel po’ di pacchetti di fiammiferi. Ma per il capitano non sono abbastanza. Oggi è il giorno della Befana ed è tutto chiuso, e proprio adesso il capitano vuole altri accendini.

Villa Tazacorte, Canarie (Spagna)

Mi pare che il capitano sia nervoso. Siamo a Villa Tazacorte, Canarie (Spagna) e oggi salperemo per attraversare l’Atlantico. Arriva l’addetto del porto che si occupa del gasolio, puntuale come un orologio alle nove e un quarto di mattina. E’ il momento di caricare a bordo il gasolio, grazie al cielo. Speriamo che si dimentichi degli accendini. Ma non è così. Il capitano gli chiede dove comprare accendini. Il bar del porto è aperto, ci dice. Il capitano, un bretone, non parla molto lo spagnolo, così scendo dalla barca e vado dall’altra parte del porto, passeggiando tranquillamente. E’ un’assurdità! Staremo 25 giorni in mare e l’ultima cosa che ho voglia di fare adesso è comprare accendini.

Wow! Nel bar c’è tutta un’altra atmosfera. Sono quasi le dieci, ma sembra che la festa di ieri sia finita tardi. Due tipi giocano alle slot machines, mentre il cameriere, 100 chili, baffi e gli occhi acquosi, versa caffè ai clienti con una lentezza degna di una tartaruga. Sicuramente ha visto di tutto in questo bar. Altri due seduti al bancone si calano un po’ il berretto. Il barista finisce di sistemare alcuni bicchieri e poi mi guarda tradendo una certa sorpresa: “Che diavolo vuole questo fighettino tutto bello pulito e fresco di doccia?…”. Sì, mi attendono 25 giorni senza una doccia, e cerco di godermi le comodità fino all’ultimo.

Con gli accendini a bordo, altri sei, non ci sono più scuse. Si parte. All’ultimo momento appaiono alcuni amici del capitano. Una coppia che ha in mente di fare lo stesso viaggio tra una settimana. Ci aiutano a mollare gli ormeggi. Agitano le mani in maniera esagerata… ed io che mi aspettavo lacrime e fazzoletti bianchi: ho visto troppi film. Ora, mare. Un mare che dura fino al tramonto.

7 gennaio 2012 (1) Alle 07:00 rompiamo il carrello della randa , senza la quale non possiamo navigare. Riparazione di fortuna con una cima. Attraverseremo l’Atlantico così.

8 gennaio 2012 (2) Notte tranquilla. Motore dalle 21 di ieri all’una di mattina di oggi. Dopo vento da sinistra abbastanza stabile. Già 10-12 ore a motore. Per questo, stiamo pensando di far sosta a Capo Verde. Più di 225 miglia navigate in due giorni.

9 gen 2012 (3) Luna piena. Buon ritmo. Bava di vento in poppa.

10 gennaio 2012 (4) Comincio a sentire la fatica. Stanotte ho dormito due guardie di due ore e mezzo invece di due ore come al solito. Mi fa male il collo. Puzzo. Mancano più di duemila miglia. Ore 18: dopo essermi strofinato un po’ di sapone sul corpo, la vita mi sorride un po’. Anche il collo ha smesso di farmi fastidio. Cala la notte, e si passa dagli occhiali da sole e crema protettiva al pile, berretto e fascia di lana. Curiosa la natura…

11 Gennaio 2012 (5) Notte tranquilla. Motore dalle 4 alle 7. Mattinata intensa. Cambi di vela. Riparazione dell’avvolgifiocco. Non arrotolava tutta la vela. Il capitano ha dovuto andare a prua. La mia guardia delle 5.30 è finita alle 9. Ore 20: il GPS segna 240 °, la bussola 210 °, c’è una forte corrente. Già dal pomeriggio il capitano ha cominciato a dire che la barca aveva un tremore strano.

12 gennaio 2012 (6) Da un paio di giorni abbiamo una routine di guardie e delle tre che facciamo, la terza è durissima. Quando ti svegli e devi indossare quattro strati di vestiti, i tuoi movimenti sono lenti, molto lenti, lentissimi. Dal momento in cui mi sveglio a quando vado in pozzetto passano almeno 5 minuti. Notte a motore dalle 3 alle 8. Calma. Abbiamo già fatto 26 ore a motore (delle 100 che ci consente la riserva di gasolio). Ore 8: contatto con il cargo “Chellship”. Via radio gli abbiamo chiesto le previsioni meteo: vento W di oltre 20 nodi alla latitudine 10-30 N, longitudine 30 W.

Siamo sul meridiano 25 W. Fermiamo il motore e issiamo tutte le vele: la randa (40 m²) e il genoa (55 mq) e facciamo rotta a 250 °. Ci muoviamo lentamente. Ore 17: mi sono fatto la prima doccia di acqua salata con un secchio. Sono fresco come una rosa! Ho anche fatto il bucato con acqua di mare.

13 gennaio 2012 (7) Buon vento durante la notte. Andiamo avanti con vento al traverso. Oggi sono finiti il prezzemolo e la carne fresca. Ore 21: picco di velocità di 8.15 nodi. Navigazione dolce durante il pomeriggio, avanziamo molto bene. Alle 19 il vento è aumentato a 25-30 nodi. Mi cade due volte l’insalata sul pavimento. Il vento soffia forte, ma la barca si comporta bene e rimane stabile. Randa al 50%, genoa al 40%. Rimaniamo di guardia insieme fino a mezzanotte. Scommetto con il capitano sul giorno d’arrivo: lui dice il 28 gennaio alle 18, io il 30 gennaio mezzogiorno.

14 gennaio 2012 (8) Dormo da mezzanotte alle 00:45. Guardia fino alle 2:45. Continua un vento forte. La barca balla. Il capitano apre un po’ di randa la cazza e la barca aumenta di velocità e si stabilizza. Il timone funziona meglio. Rotta 270 °. Savoir faire. Riposo dalle 3 alle 5. Sembra un istante. Alle 6 sono così stanco che mi arrendo. Scendo di nuovo a dormire. Alle 8 risalgo. E’ giorno e tutto sembra più bello, anche se il vento continua ad essere variabile, 10-25 nodi componente NE. Nuvole, cadono alcune gocce. Durante la notte è riapparsa una specie di vibrazione che rende nervoso il capitano. La barca balla come se la deriva avesse gioco. Se la si solleva, la vibrazione scompare. E’ sicuro che ha gioco e questo non lo fa stare tranquillo. Ah, uno dei tre GPS di bordo sembra avere problemi di funzionamento, l’alimentazione. Ore 9: questa volta è stato il tè che mi è volato da tutte le parti per un’onda. Meno male che avevo lasciato la tazza nel lavandino. Pare che qualcosa la sto imparando.

Ore 14: vento NE, onde al traverso, abbiamo uno sbandamento che passa da +20 a -30 in due secondi. Questo è quello che dice l’inclinometro. In queste condizioni lavare i piatti non è semplice. E’ non è sufficiente tenersi con le unghie al lavandino. Balla tutto e le pareti sembrano venirmi addosso. Devo mettere la gamba contro la scala per non finire per terra. Sembro una tartaruga ninja impazzita dando calci al vento. Questo quando l’inclinazione è -20; quando è a +30, devo mettere l’anca contro il bancone della cucina. Grazie a queste acrobazie questa volta non mi è caduto niente. Ore 16: 5 Beaufort, navigando a 7 nodi. Il mare è stupendo, bellissimo. Ore 20: aumenta il vento subito dopo cena. Facciamo fatica a ridurre la randa, si imbroglia nelle sartie spinta dal vento. Continua ad aumentare fino ai 35 nodi. Abbiamo tolto il fiocco. Ore 23: sembra che la situazione si calmi. 20-25 nodi tranquilli, però variabili ed instabili.

15 gennaio 2012 (9) Ore 9: Cambio della guardia. Sono caduti nel pozzetto i primi pesci rondine. Per la colazione! Il vento sembra diminuire. Ore 10: sono pieni di spine! Ore 12: forti onde da NE. Rotta 240 ° per compensare. Credo che con questa rotta andremo a finire in Venezuela, invece che in Martinica, ma il capitano dice che dobbiamo fare un po’ di zig-zag per uscire da queste onde. Avanti con un poco di randa ed un poco di genoa. 6 nodi. Il capitano dice di aver visto onde di 6 metri mentre dormivo. Adesso sono di 5. Ore 15: con il vento giusto in poppa, ma anche onde in poppa, andiamo avanti con un po’ di randa e un genoa sgonfiato. Non riesco ancora a capire perché non tiriamo fuori il fiocco. Gliel’ho suggerito un paio di volte ma non sembra che l’idea gli piaccia. Ore 16.30: continuiamo con le stesse vele. Alcune onde sono ampie ed alte e tirano su la barca fino ad un punto da cui si vede l’intero orizzonte. Bello. Ore 17.30: Tiriamo fuori il fiocco. A babordo, insieme alla randa. Ore 19: Vele a farfalla. Adesso stiamo volando. Rollando a dritta e sinistra, ma si sente la prua che taglia l’acqua. Speriamo che il vento non si alzi alle 21 come in questi giorni. Preparo velocemente la cena. Ore 21: tutto come gli altri giorni, il vento si alza ancora e tuttavia siamo presi alla sprovvista. Il vento è aumentato ed abbiamo dovuto ammainare il fiocco e ridurre la randa. 25 nodi. Ore 22: comincio la mia guardia.

16 Gennaio 2012 (10) Ore 1: Il capitano ha dormito un’ora di più del dovuto. Normalmente appare 15 o 20 minuti prima. Mi ero un po’ preoccupato, avevo paura che gli fosse successo qualcosa. Ieri è stata una brutta giornata per lui, non ha mangiato e si è preso un’aspirina per la circolazione, aveva le caviglie gonfie, malmesse, non stiamo facendo esercizio. Vado a dormire. Oh, a proposito! La barca è super stabile adesso, sembra di stare in porto: mezza randa, senza genoa, 20 nodi di vento, poche onde. Come dormire su un materasso ad acqua. Ore 7: il vento si alza di nuovo a 25 nodi, raffiche di oltre 30. E anche il mare si alza, onde da 3 a 4 metri. Il capitano mi dà il cambio. E’ da ieri pomeriggio che è nervoso per il maltempo. Dice che non è normale, non può fare questo tempo qui e ora. Ore 13.30: navighiamo a farfalla abbastanza tranquilli. Abbiamo fatto un ulteriore sostegno al boma con moschettone. Vediamo se dura. Ore 16.45: Navighiamo in poppa tutto il giorno. Sembra che siano arrivati gli alisei. Ore 19: Coperto. Le onde si alzano. La notte promette movimento. Tre strambate in dieci minuti. Vediamo un albatros, ma non sono nelle condizioni di fargli molto caso. Ore 23: e così è. Il pilota automatico è saltato e non riusciamo a ridurre. Abbiamo liberato tutta la randa e si è impigliata nelle sartie. Il capitano è dovuto andare sull’albero per aiutare la vela a liberarsi dai cavi per poterla arrotolare dal pozzetto. Non è stato facile. Tutto questo senza pilota. 40 nodi. Abbiamo ridotto la randa ad un 20% e affrontiamo la tempesta, direzione 300 °, vento in poppa, qualcosa a dritta. O stiamo seguendo la rotta sbagliata o abbiamo molta sfortuna con il tempo … o la gente racconta solo le cose positive dell’attraversata.

17 gen 2012 (11) Ore 2: da due ore stiamo andando a motore. Praticamente assenza di vento. Barometro costante. Nuvole e schiarite si alternano velocemente ogni 15 minuti. E’ saltata la sicura della randa. Il capitano l’ha rimessa. Ma la cosa più importante è che la randa è agganciata e non si apre. Il capitano la vuole sbloccare con la luce del giorno. La randa era già sbloccata alle 6 senza sforzo. Ora brezza leggera. Tutto il genoa e mezza randa. Non credo che arriviamo a 3 nodi. Rotta 250 °. Ore 12.30: in costume da bagno, ascoltando Laura Pausini, mangiando olive, vongole e una birra. La vita sono due giorni, questa sì che è vita. Ore 13:30: brutte nuvole all’orizzonte. Forse sono troppo suscettibile. Ore 16: barometro a 1014. Non smette di scendere, ma c’è un sole fantastico, cielo azzurro, nuvole bianche.

Brezza da NE. Speriamo che non arrivi un ciclone. Ore 17.30: non ho finito di lavare che già sento il primo merde! della notte. Salgo e una drizza della randa si è rotta. Quella del rullaranda. La randa sbatte nel vento. Grosso problema. Il capitano fa una riparazione di fortuna. Non riusciamo ad accomodarla. La drizza aveva 10 giorni ed era costatata 120 euro. Il capitano ha tenuto da parte il pezzo che è saltato per fare un reclamo.

La vedranno questi bastardi, dice. Ore: 20.30: ho il miglior capitano del mondo. Drizza riparata. Sembra si sia rotta fuori del boma e abbiamo potuto recuperarne l’estremità. Non ho idea di quello che ha fatto per sistemarla, ma adesso è tutto a posto. Grande capitano! Ore 22.30: dopo mille strambate, la randa sballottata da una parte all’altra, vari cambi di vele e di rotta, motore, ecc. sembra che rimangano randa e fiocco a tribordo. La randa si sgonfia, ma più di così non possiamo fare.

18 Gennaio 2012 (12) Ore 6: guardia dura e lunga (3 ore). Ho fatto molta fatica a rimanere sveglio. Sembra che la fatica accumulata si faccia sentire. Penso di avere anche fatto un sogno con un occhio chiuso e l’altro aperto. Ore 12:40: ho dormito un’ora e 40 minuti più del dovuto. Fa molto caldo. Tanto sole. Anche il capitano dorme. Ore 15.30: molto sole. Molta tranquillità. Poppa. Alisei.

19 gennaio 2012 (13) Ore 2: vento fresco da mura a sinistra. Rotta 250 °. Sembra che stanotte faremo una buona media. Ore 8: vediamo delle alghe giallastre galleggiare sull’acqua. Ore 11.30: Cambio di ora. Si è rotta la spina 12V del computer. C’è un inverter da 220 V, ma è meno efficace. Speriamo sia sufficiente per non rimanere senza batterie. Ore 16: verso mezzogiorno abbiamo raccolto la randa ed abbiamo messo il fiocco a babordo e il genoa a dritta. Non perdiamo stabilità rispetto ad avere la randa su un lato e andiamo molto più veloce. O almeno la sensazione è quella di andare più veloce. Anche se quando un’onda che squilibra la barca, abbiamo rollio che ti fa saltare in piedi se eri seduto a letto scrivendo il libro di bordo. Ho appena finito “A la pursuite du soleil” di A. Gerbault, un libro che mi ha dato il capitano. Indispensabile nella biblioteca di una nave. Ore 21.30: finisce il giorno di metà viaggio. Tredicesimo giorno, ce ne sono altri tredici. Navighiamo in direzione 250° mura a dritta, circa quattro nodi. La barca naviga bene, tranquilla.

20 gennaio 2012 (14) Ore 8.30: notte di guardia tranquilla. È caduto un altro pesce volante nel pozzetto. Questa volta abbastanza grande, una spanna. Per la colazione, era abbastanza buono, questa volta senza tante spine. La colazione a bordo è ormai un rituale. Dato che si dorme poco, uno arriva all’alba con una fame da lupi, tipo fame chimica. Oggi la colazione è stata: un’arancia, un uovo sodo, il pesce volante, due focacce con marmellata e tè. E dire che io sono uno di quelli che esce di casa con un biscotto in bocca. A proposito, 27 gradi e mezzo all’interno della barca. Ore 11.50: anche oggi abbiamo visto alcune alghe galleggiare. Saranno i “sargassi” che vide Colombo? Ore 13: sono finiti i pomodori. Ore 15: terza doccia con secchiate di acqua di mare. Mi comincia a piacere. Bello fresco per un paio di giorni. Ore 17: assenza di vento. E’ tutto il giorno che navighiamo molto lentamente, meno di 4 nodi.

21 gennaio 2012 (15) Ore 5: ho visto una stella cadente. Ma da qui, senza inquinamento luminoso, è diverso. Non è una semplice luce: è arancione, fuoco, irregolare, comincia a bruciare quando entra nell’atmosfera. Poetico. Ore 15: molto sole e poco vento. Navighiamo a 3 nodi. Ore 18: sono finiti i manghi. Ancora assenza di vento. Ore 19: a questo ritmo i Caraibi raggiungeranno noi prima che noi raggiungeremo i Caraibi. Velocità di 2 nodi. Ore 21: accendiamo il motore. Ore 24: spegniamo il motore, ma il vento è molto debole. Proviamo.

22 gen 2012 (16) Ore 7: ancora niente vento. Ci muoviamo a soli 3 nodi. Ore 10: calma, 2 nodi. Ore 10.30: motore. Ore 15: 30°C all’interno della barca, cioè, all’ombra. Raccolgo una delle alghe gialle che galleggiano. La metto ad asciugare. Ore 16: mare piatto, onde di una spanna. Ore 18: spegniamo il motore. Brezza. 2 nodi. Ore 21: motore. Il capitano è preoccupato per l’assenza di vento. Ore 22.30: brezza, spegniamo il motore. Ore: Piove. Pioggia calda. Giacca e piedi nudi. Ti viene voglia di toglierti i vestiti e farti una doccia così, alla buona.

Sullo sfondo…il capitano!

23 gen 2012 (17) Ore 00.30: continuiamo a cercare il vento. Ore 00.40: motore. Rimangono 30 ore di gasolio più 25 ore nei bidoni di riserva. Ore 02:30: il capitano è nervoso. Dice che di notte qualcosa frena la barca, ma non lo hai mai notato di giorno. Con una torcia cercare di trovare qualcosa sotto lo scafo. Storie del capitano. Lo immagino pensare: “La barca frena. Frena di notte tra l’una e le tre. Si tratta di un calamaro gigante. Lo scafo sembra un capodoglio e i capodogli mangiano calamari e quindi il calamaro vuole frenare la barca. Deve pesare 2 tonnellate, perché per fermare una nave di dodici …I calamari vivono a 3.000 metri di profondità durante il giorno e 1.000 durante la notte, questo dev’essersi perso. Maledetto calamaro!”

Ore 4: 20-25 nodi. Non sarò io quello che dirà che gli alisei sono stabili. Ore 15: non c’è vento. Ore 8: il capitano maledice la mancanza di vento. Faccio colazione con un altro pesce volante, il più grande che sia caduto finora, circa 25 cm. Ore 9: brezza dolce. Non stiamo andando molto veloce, ma almeno la barca è stabile. Ore 11:45: continua la brezza. 2 nodi. Ore: 13:30 c’è qualcosa di più “umano” di ascoltare un’opera per festeggiare il passaggio del 45° di longitudine W? Ore 17: vento regolare, 5 nodi. Ore 20.30: motore. Ore 21: cerchiamo il vento.

24 gennaio 2012 (18) Ore 2: vento variabile. Il capitano fa quello che può. Ore 7: Notte con vento costante mura a dritta, 15-20 nodi. Abbiamo 40% di randa e appena un metro di genoa. 3 nodi. Le onde si infrangono sulla poppa e balliamo abbastanza. Io avrei tirato fuori il genoa per guadagnare velocità e stabilità, ma “donde manda patrón, no manda marinero”. Ore 11.30: dormo quasi 4 ore filate. Sogno esotico. Ore 16: vento da poppa. 4 nodi. Dentro la barca sembra di stare in una lavatrice.

25 gennaio 2012 (19) Ore 0: Molta randa. Alcune brevi raffiche squilibrano la barca. Il capitano riduce. Ma perdiamo stabilità. Tiriamo fuori il genoa, ma non va, non si gonfia. Il problema di sempre. E il capitano ha cominciato prendersela con tutto: col genoa, il vento, gli alisei, e così via. Io con la bocca chiusa: in guerra ci sono molte pallottole vaganti. Alla fine, 15 minuti dopo, dice: bisogna tirar fori il fiocco. Lo sapevo. Non va bene che lo dica, ma lo sapevo. Naturalmente abbiamo però solo due strozzatori per le scotte del genoa, quindi occupiamo un verricello quando tiriamo fuori il fiocco . Durante il giorno ci può stare, ma di notte, se riduciamo la randa, è un problema. Insomma, non è così facile come dire: tiriamo fuori il fiocco. Ed è allora che gli viene una grande idea: tirar fuori le scotte del genoa dagli strozzatori e mettere direttamente quelle del fiocco. Grande idea, ci dimentichiamo del genoa e lavoriamo solo con il fiocco. Detto e fatto. Più di 4 nodi (di notte!) con la barca stabile. Ore 7:45: non sono d’accordo con una decisione del capitano. Con brezza fantastica, vento in poppa e mare calmo, abbiamo ammainato il fiocco e abbiamo cambiato la rotta a 240 ° (siamo quasi a 14 º 30 ‘) per evitare una montagna sottomarina. Il fondo passa da 4000 m a 400 m. Da 2 ore andiamo alla grande, ora sembra che il vento si stabilizzi la barca di traverso. Così, fino alle 9.

Riparazioni atlantiche

Ore 9.45: vento di poppa. Ore 12: cielo grigio. Il capitano mi chiede che domandi via radio se qualche nave può darci il tempo. Devo parlare in inglese e francese. Non c’è un cane. Ore 13: da un paio di giorni mi sento le gambe stanche, è da un mese che non cammino. Incredibile! Cielo grigio. Ore 23: a volte vedo il capitano di malumore, quando non c’è vento, quando inciampa o non riesce a trovare la funzione GPS che sta cercando. Dobbiamo essere stanchi e anche se io non mi sento molto affaticato, devo esserlo per forza.

26 gennaio 2012 (20) Ore 5: durante la guardia ho sentito dei versi di un uccello, come un gabbiano arrabbiato che volava sopra la barca e poi si allontanava. Non ho mai visto niente a quest’ora sembra troppo presto per degli uccelli. Spero di non essermelo sognato. D’altra parte, la mia igiene lascia molto a desiderare e ho il culo piatto a forza di stare sempre seduto. Non ho un odore di sudore, ma come d’aceto. Ore 8: Il capitano è di buon umore. Ha fatto colazione con paté con un po’ di pane, e un bicchiere di vino. Chi non ha cura di se stesso, è perché non vuole farlo. Ore 15: buon vento. Alisei. Ore 17: vediamo un uccello bellissimo. Padroneggia le correnti d’aria in modo straordinario. Nero sopra, bianco sotto. Sembra avere un anello nero sulla coda. Corpo corto, ali di una forma aerodinamica impressionante. Ore 22: togliamo il fiocco. 20-25 nodi. La barca faceva punte di 7 nodi.

27 gennaio 2012 (21) Ore 03.35: mi colpisce sulla nuca un pesce volante. Rimbalza e cade nel pozzetto. Lo prendo per la prima colazione. Che mondo. Ore 18: da due ore sono fuori combattimento. Mal di testa. Ho preso un paracetamolo e sto meglio, ma non li ho tutti con me. Ore 19: mi cade la cena per terra. Mi sembra di avere un po’ di febbre. Prendo un’aspirina. Ore 22.30: 30-35 nodi di vento dalle 21. Abbiamo ridotto la randa. Ponte e pozzetto bagnati dalle onde.

28 gennaio 2012 (22) Ore 2: Siamo finiti così a sud che adesso dobbiamo tornare su. Ma non è facile con vento NE e onde di traverso. Alcune sono forti, più di 10 nodi. Di tanto in tanto bagnano il pozzetto. Ore 3: la barca ulula. Ore 7: sembra che il vento diminuisca, ma resta forte a circa 25 nodi. Il capitano è fermamente convinto che ci sia qualcosa sotto che rallenta la barca. Una balena, un calamaro? Prendete la torcia e inizia a guardare sotto. Non trova niente. Che storia. Ore 11: mare molto più tranquillo. Cambio di ora. Ore 21: comincio la mia guardia. Vento molto irregolare da 10 a 25 nodi. Ore 22: il capitano si sveglia e dice che questa volta sì, questa volta c’è un qualche animale che sta frenando la barca. Scherzosamente gli dico che è impossibile. Non mi crede, ma ci facciamo una risata.

29 gennaio 2012 (23) Ore 00.30: aumenta il vento. Non me la sento di aprire la randa e chiamo il capitano. Tutti e due siamo un po’ persi. Dopo 5 minuti il vento cala, ma il capitano non si fida neanche un po’ e continuiamo per un’altra mezzora senza vele. 3 nodi. Ora è il mio turno di dormire. Ore 03:30: il capitano è felice, perché dice di essere riuscito a spaventare l’animale buttando candeggina nella toilette. La seconda volta che ha buttato la candeggina, ha funzionato. Storie assurde. Ore 4: raffiche di 35 nodi. Ore 5: pioggia forte. Ore 05.30 Mi mangio una mela. Oggetto dei più surreali in mezzo all’oceano dopo una tempesta. In questa vita, tutto è questione di prospettiva. Ore 8: tiriamo fuori il fiocco. Il tempo è migliorato, vento di 20 nodi, onde di 5 metri. Ma il capitano non è tranquillo. Fa una chiamata generale via radio per sapere del tempo. Nessuna risposta. Ore 12.45: continuiamo con onde di 5 metri. Sembra che ci sia una corrente ENE che non ci permette di fare una rotta giusta per prendere le onde di poppa invece che di traverso o di lato come stamattina. Navigazione più confortevole fino all’alba. Ore 16: un’altra doccia con un secchio d’acqua. Di acqua salata. La verità è che è una goduria, uno rimane fresco come una rosa per un paio di giorni. Un solo secchio serve per fare la doccia, fare il bucato, lavare i piatti, tenere il pesce durante la notte. Un solo secchio.

Ore 17.30: si avvicinano nuvole cariche di pioggia. Sembra che ci attenda un’altra notte con forti raffiche di vento e pioggia. Speriamo che la drizza dell’avvolgitore regga. E’ tutta consumata, in alcuni punti la sezione è ridotta ad un 70%, la calza della cima è sparita. L’ho protetta con nastro adesivo però temo non tenga il carico. Maledetto fabbricante! Ore 18:30 Uuuuuy! Le nuvole sono passate senza sfiorarci. Bel tramonto. Ore 23: il capitano ancora una volta sente la presenza di calamari. Dice che sono attratti dalla luce della barca.

30 gennaio 2012 (24) Ore 00.15: notte tranquilla. Vento di 15-20 nodi, onde di 2 metri. Dai …come in un libro. Ore 11.45: Sono finite le arance. Ore 18: giornata tranquilla. Solo con la randa. Piuttosto lenti per i miei gusti, ma tutto tranquillo.

31 gen 2012 (25) Ore 0: ci muoviamo veloci, anche se qualche onda ci inclina molto e butta acqua nel ponte, e anche nel pozzetto. Curiosamente sembra che la corrente S che ci spinge a N durante il giorno, scompare di notte. Perdiamo di notte tutto ciò che guadagniamo di giorno. Ci stiamo dirigendo verso il passaggio tra la Martinica e St. Lucie, vogliamo passare tra i 14 º 20 ‘N e 14 ° 22′ N. Ore 03.20: vediamo uno strano mercantile fermo. E’ un po’ strano, anche perché lo abbiamo rilevato solo a 2 miglia da noi. Ore 07.25: splendida alba.

Ore 10.30: ci spostiamo lateralmente più di un tappo di sughero. Ore 18: 70 miglia dalla terra. Ore 18.30: mi ero sbagliato nei cambi di ora. È un’ora meno della calcolata. Possiamo già ascoltare la radio della Martinica. Ore 19: Sia io che il capitano siamo un po’ agitati. Cade la notte. Domani arriviamo. Ore 23.30: 40 miglia al passaggio.

Dopo 26 giorni...1 febbraio 2012 (26) Ore 02.45: vediamo le prime luci dell’isola. Ore 5: notte tranquilla. 16 miglia al passaggio. Appare il segnale del cellulare. Ore 06.00: esce il sole e non è poco. 10 miglia dal faro dell’isola di Cabrits. Ore 8: superiamo il passaggio. Ore 9: 30 nodi. Ci bagnano alcune onde. Nube di pioggia. Ore 11.20: diamo fondo all’ancora nella baia del porto di Le Marin.

Dopo 26 giorni 3 ore e 42 minuti di navigazione, oggi siamo arrivati a Martinica. Pochi giorni fa, in un momento tranquillo di un pomeriggio, quasi annoiato, il capitano ha detto che andava a riposarsi un po’. E mentre scendeva la scala, mi dice: “Ci sono tre tipi di uomini: i morti, i vivi, e quelli che vanno per mare. Lo ha detto non so quale greco”. Da allora sto riflettendo: a quale delle tre categorie appartengo? E ancora più importante: a quale voglio appartenere da adesso? Sembra che solo i veri viaggi siano quelli che generano riflessione. Che vita!

[traduzione dallo spagnolo di: Gian Pietro Miscione e Livio Betelli]

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Diansa

    Non c’è niente di meglio che navigare in mezzo all’acqua…anche con i calamari giganti! :-)

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