Braccia rubate all’agricoltura. A luglio

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Come ve la siete cavata con i primi caldi? Hanno messo a dura prova voi e il vostro innaffiatoio? Se avete una canna dell’acqua, già siete messi meglio.E mentre addento una fetta di anguria, che evidentemente ho comprato dal fritaröl ( “fruttivendolo” in un misterioso dialetto del nord Italia) perché l’orticello e il clima continentale non mi permettono di poterle coltivare, mi e vi appunto qualche suggerimento per il settimo mese dell’anno.

Chi vuole un buon rapuglio, lo semini in luglio!

Mentre siete impegnati a scegliere affannosamente il pomodoro più bello tra i cesti del supermercato, avete mai pensato con nostalgia all’orto di vostro nonno?! Io sì. Da piccola mi perdevo tra i filari delle piante di pomodoro…ma quanto erano buoni se addentati di nascosto all’ombra dell’albicocco?! Caldi come il sole di luglio, succosi…fin troppo! Lo “sbrodolamento” su mento e polsi era assicurato.

Se anche voi avete una sana passione per paletta e rastrello, se vi piace annusarvi le dita che sanno di erbe aromatiche e se pretendete che le zucchine sappiano di zucchina, buttate un occhio a questa rubrica: potrebbe servirvi. Con il patrocinio dell’ambiente e del vostro portafogli.

Rapa o Brassica rapa

Quindi, come vuole la tradizione popolare, iniziamo dalla rapa! Con un precisazione: per la sua coltivazione non sono indicate le zone troppo calde, mentre favorevoli sono i climi temperati umidi, con un terreno ideale privo di ristagni di acqua. La semina si effettua direttamente nell’orto, a spargimento o a file, a profondità di circa 1-2 centimetri, mantenendo una distanza di 15 centimetri sulle file e di 25 centimetri tra le file.  Mantenete un’adeguata irrigazione soprattutto nella prima fase di sviluppo delle piante e nei periodi estivi, zappettate per tenere sgombro il terreno dalle infestanti e arieggiate il suolo. E’ utile diradare le piantine dopo che hanno emesso circa quattro foglie. Per la raccolta, occorre distinguere se interessano le radici oppure le cime di rapa, le infiorescenze o le foglie più tenere: le radici si raccolgono da settembre a primavera, quando hanno un’apprezzabile calibratura, mentre le cime di rapa o broccoletti si raccolgono, a seconda del ciclo di maturazione, da un mese a quattro mesi dalla semina. Si conservano all’aperto, al riparo dagli agenti atmosferici. Tra le varietà, possiamo annoverare le precoci e le tardive.

Prezzemolo o Petroselinum Hortense

Se state cercando di resistere al caldo torrido di queste serate, piazzandovi all’aperto sulla vostra sdraio preferita, e mentre osservate la luna crescente sorseggiando una cedrata vi dedicate alla meditazione, immaginando di trovarvi in pieno inverno, e il solo pensiero della stagione fredda vi procura brividi di piacere (sarà mica qualcuno che vi infila del ghiaccio lungo la schiena?!), potete evocarla dedicandovi alla semina del prezzemolo (che per allora sarà pronto, avendo una germinazione lenta) [si vede che mi piace Joyce? Solo che anzichè di stream of consciousness qui mi pare si tratti di salad of consciousness]. Il prezzemolo sta bene dappertutto, eppure qualcuno (che sorriderà tra poco) non lo sopporta. Si può seminare ovunque, anche in giardino tra i vostri fiori preferiti; l’importante è che venga costantemente irrigato. Quando le piantine sono sufficientemente grandi per essere agilmente prese in mano, devono essere diradate in modo da lasciare 5-6 centimetri tra una pianta e l’altra. Quando il prezzemolo viene tagliato, prosegue a gettare; fate attenzione ad eliminare tutti gli steli che fioriscono, altrimenti non verranno prodotti nuovi getti.

Barbabietola da orto o Beta vulgaris esculenta

Avete già pensato a cosa fare durante  il periodo di luna calante? Potreste seminare la barbabietola da orto: la sua radice rosso-violacea, cotta, è l’ideale per ravvivare le vostre insalate! A me piace molto abbinata ai pomodori, ma pare che sia consigliata anche con cavoli, lattuga, cipolle e carote. Qualche mese prima della semina, sarebbe meglio interrare del letame maturo. La barbabietola da orto si semina ad una profondità di circa 3 centimetri, a distanza di circa 20 centimetri sulla fila e 40 tra le file. Dopo la germinazione e quando hanno emesso almeno 3-4 foglie, le piantine si diradano, in modo da lasciarne una quarantina ogni metro quadro. Durante la crescita, è utile zappettare e togliere le erbacce per arieggiare il terreno. Come per la carota, irrigate bene il terreno, soprattutto prima della raccolta, per evitare spaccature del fittone. La raccolta si effettua con terreno asciutto, estirpando con cura le piante.

Cavolo cappuccio o Brassica oleracea var. capitata

 E’ arrivato il momento dell’anarchia! Un po’ quando vi pare, trapiantate cavolo cappuccio, cavolfiore e cavolo verza. Antefatto: il cavolo cappuccio si semina in semenzaio all’inizio della primavera. Quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di 20-30 centimetri si trapiantano nell’aiuola, in file distanti circa 70 centimetri, ad una distanza di 30-40 centimetri tra una pianta e l’altra. La raccolta si effettua a mano, tagliando il cespo nel punto di collegamento al fusto della pianta. Attenzione alle prefioriture: possono essere causate da improvvisi abbassamenti della temperatura notturna o forti condizioni di stress da eccesso idrico; le piante prefiorite non sono adatte al consumo.

Cavolfiore o Brassica oleracea var. botrytis

I cavolfiori si piantano in terreni non troppo umidi, con ristagno idrico, ma fate attenzione perché anche la siccità può essere controproducente. Le piantine, già seminate tra aprile e giugno, si trapiantano dopo circa un mese. Si raccolgono quando il cavolo ha raggiunto la piena maturazione, tagliando il torsolo alla base. L’infiorescenza più comunemente è di colore bianco, ma può assumere una varie colorazioni, tra cui verde e violetta.

Cavolo verza o Brassica oleracea var. sabauda

Il cavolo verza è adatto ai climi temperati e, se piantato nella stagione fredda, tollera bene le basse temperature ma non il gelo. E’ un ingrediente fondamentale alle mie latitudini, sia per la casoeula che per i pizzoccheri valtellinesi. Durante l’estate è bene evitare le carenze idriche, per non indurre prefioritura o ostacolare la formazione della testa. Il cavolo verza è molto ricco di vitamine e sali minerali (potassio, fosforo e ferro).  Curiosità: i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool. Sono Pazzi Questi Romani (per chiarimenti, rif. Goscinny).

Buon lavoro a tutti, ricordatevi che è meglio per voi se vi dedicate alle vostre “creature” durante le ore più fresche della giornata, ma soprattutto che l’orto non va in vacanza! Però io sì. Tante belle cose.

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