Braccia rubate all’agricoltura. A giugno

Share on Facebook114Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

L’estate è alle porte: come stanno crescendo i primi frutti delle vostre mani fatate? Preparate zappa, paletta e innaffiatoio per le proposte di questo mese.

Mentre siete impegnati a scegliere affannosamente il pomodoro più bello tra i cesti del supermercato, avete mai pensato con nostalgia all’orto di vostro nonno?! Io sì. Da piccola mi perdevo tra i filari delle piante di pomodoro…ma quanto erano buoni se addentati di nascosto all’ombra dell’albicocco?! Caldi come il sole di luglio, succosi…fin troppo! Lo “sbrodolamento” su mento e polsi era assicurato.

Se anche voi avete una sana passione per paletta e rastrello, se vi piace annusarvi le dita che sanno di erbe aromatiche e se pretendete che le zucchine sappiano di zucchina, buttate un occhio a questa rubrica: potrebbe servirvi. Con il patrocinio dell’ambiente e del vostro portafogli.

Per chi ha spazio: con luna crescente, piantate le zucchine! Avreste potuto farlo anche durante la seconda metà di marzo, in serra, ma per i ritardatari c’è ancora tempo. Ve ne sono di diversi tipi: tonde, cilindriche o luuuuuuunghe; di colore verde chiaro, scuro o molto scuro. Scegliete quali vi piacciono di più e date inizio alle danze: piantate i semi in terra con la punta rivolta verso il basso; quando le piantine saranno spuntate e avranno 3-5 foglie potrete trapiantarle in terra, ad una distanza di 70 centimetri-1 metro l’una dall’altra. Mentre crescono rigogliose (si spera), non dimenticatevi di estirpare le piante infestanti e di zappare la crosta superficiale tutt’intorno, per arieggiare. Non è necessario innaffiare abbondantemente, perché l’apparato radicale si spinge in profondità. La raccolta avviene a frutto immaturo, recidendo il peduncolo con un coltello affilato. Per chi in questo periodo si sta preparando ad arrivare in perfetta forma alla prova-bikini, si ricorda che le zucchine hanno un modesto contenuto calorico (contengono oltre il 90% di acqua) ed inoltre sono ricche di potassio, vitamina E, C e acido folico (soprattutto la buccia: non scartatela!).

Zucchino o Cucurbita pepo

Che ne dite di seminare (con luna calante) le carote?! Ho letto recentemente da qualche parte che fino al XVII secolo  si coltivavano ortaggi molto simili ad esse, ma di un colore che andava dal bianco (in realtà si trattava della Pastinaca sativa, suo parente stretto) al rossastro, al violetto e nero; il color arancione fu ottenuto, tramite ibridi, grazie a botanici olandesi, in onore della casa reale Orange-Nassau (ovviamente). Tornando a noi: sarebbe meglio seminarle in aiuole più alte di 10-15 centimetri rispetto al piano di campagna, su file distanti circa 20 centimetri tra loro. I primi germogli fanno capolino dopo 10-15 giorni; quando sono alti qualche centimetro potete diradarli un po’. Innaffiate in modo regolare, perché periodi di siccità fanno aumentare la fibrosità del fittone (“la radice principale dell’apparato radicale delle piante dicotiledoni e gimnosperme”), che poi è ciò che mangiamo!

Carota o Daucus carota

Gli ortaggi si raccolgono quando le ombrelle (cioè le foglie; da qui il nome della famiglia – le ombrellifere – di cui fanno parte anche sedano, finocchio, prezzemolo, anice… ) assumono colorazione brunastra. Se voleste conservarne i semi, raccoglietele in fascetti e appendetele, in attesa della loro maturazione; poi mettetele in un sacchetto di tela e strofinate, in modo che i semi vengano rilasciati. Il raccolto delle carote prosegue fino a settembre. Ricordo che questo simpatico ortaggio (che a me piace solo crudo, mangiato a morsi come farebbe Bugs Bunny) contiene il beta-carotene, che il nostro organismo trasforma in vitamina A.

Fagiolino o Phaseolus vulgaris L.

E se seminaste il fagiolino?! Avreste potuto farlo quasi due mesi fa, ma meglio tardi che mai! E ricordate: durante la luna crescente! Anche qui avete bisogno di molto spazio se volete avere un raccolto copioso, altrimenti potete accontentarvi di qualche piantina in vaso. Nell’orto, preparate delle file distanti circa 1 metro tra loro e ponetevi i semi ad una distanza di 15 centimetri l’uno dall’altro; dato che do per scontato (faccio male?! ) che vogliate dedicarvi alle rampicanti, non dimenticatevi i sostegni! Esistono anche i fagiolini nani, ma a me piace meno guardarli ad esempio. Innaffiate senza abbondare, a meno che non vogliate piantare il fagiolo asparago detto anche metro, serpente o stringa (Vigna unguiculata), rampicante e termofilo (un po’ come me: ama il caldo), il cui frutto è lungo dai 30 ai 90 centimetri (!). Il momento della raccolta dei fagiolini giunge prima della maturazione piena, quando si forma il filo interno al baccello; l’unico modo per tenere sotto controllo la situazione è romperne uno ogni tanto, quindi osservate.

Rosmarino o Rosmarinus officinalis

A questo punto potete anche darvi ad un’altra attività: la moltiplicazione per talea, cioè l’utilizzo di un “pezzo” di una pianta (radice, ramo, fusto) per darne origine ad un’altra uguale, dopo che avrà messo radici.  Si raccomanda di tagliare i pezzi con una lametta o con un coltello affilato, per evitare le sfilacciature dei tessuti, e avendo cura che l’attrezzo sia pulito e disinfettato (evitiamo le infezioni!). Questo mese potreste farlo con alcune piante aromatiche, come ad esempio rosmarino e salvia, durante il periodo di luna crescente. Il primo si adatta bene anche al vaso, la seconda è più rigogliosa se posta in terra, dove forma cespugli profumatissimi.

La moltiplicazione per talea del rosmarino si effettua in primavera, dopo la fioritura, quindi siete appena appena in tempo; le talee devono essere lunghe circa 15-20 centimetri e vanno piantate in terra per almeno i 2/3 della loro lunghezza, in un miscuglio di torba e sabbia. Dovrebbero mettere radici in 2 mesi circa.

Salvia o Salvia officinalis

La moltiplicazione per talea della salvia si effettua prelevando apici vegetativi lunghi 8-10 centimetri ed  eliminando le foglie poste più in basso. Successivamente, in un vaso contenente due parti di terriccio fertile e una di sabbia si fanno dei piccoli buchi, ove si sistemano le talee. Collocate il vaso all’ombra, avendo cura di tenere il terriccio sempre leggermente umido. Una volta che iniziano a comparire i primi germogli vuol dire che la talea ha radicato, quindi si sistema il vaso in una zona più luminosa e si aspetta che le talee si irrobustiscano. Quando sono diventate sufficientemente grandi ed hanno prodotto nuovi getti vigorosi – solo allora – si possono trapiantare nel terreno definitivo.

Ora che le scuole sono finite ed è partito il conto alla rovescia per le prossime agognate vacanze, iniziate a preoccuparvi di chi potrebbe dedicarsi al vostro orticello in vostra assenza! Un battito di ciglia e siamo già a luglio!

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook114Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?