Racconti d’oltre mare

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Prendete una giovane ragazza con un grande amore per la musica, datele una valigia con dentro l’essenziale, un biglietto aereo per Manchester e infine aggiungetene un altro per il concerto della sua band preferita, e probabilmente il risultato sarà molto simile a ciò che è successo a me.

Beth from Manchester and Tillie from Ravenna

Beth from Manchester and Tillie from Ravenna

Qualche mese fa i Lostprophets, una delle band che hanno aiutato a plasmare l’attuale scena rock inglese, hanno annunciato il loro primo tour dopo ben due anni di inattività, al fine di promuovere l’uscita del loro quinto album, Weapons (uscito in Italia il 10 aprile), peccato però che il tour si svolgesse esclusivamente nel Regno Unito. Guidata dall’ostinazione ho perciò cominciato a esaminare varie opzioni, in modo da poter assistere almeno a uno degli show, e farmi ospitare da un’amica inglese conosciuta su internet si è infine rivelata la soluzione più economica. Due mesi dopo mi sono così ritrovata a Manchester, ospite di Beth e della sua fantastica famiglia. Ora però torniamo alla musica.

10 ragioni per un'adozione

To Lostprophet: 10 ragioni per un'adozione

Il 20 aprile Beth ed io ci siamo recate alla Manchester Academy verso le 4 di pomeriggio per metterci in fila, e sotto la pioggia abbiamo atteso l’apertura delle porte per quasi quattro ore, riuscendo così ad essere le prime delle 3000 persone che il locale riesce a contenere.

Intorno alle 20 i Modestep, band di supporto, fanno la loro comparsa; dunque, ci tengo a specificare che detesto essere brutale verso i musicisti, ma questi ragazzi sono una disgrazia per la musica, i loro brani consistono generalmente in canzoni di altri artisti “remixate” in malo modo e con un’aggiunta di testi insensati e non coerenti, i componenti in sè non sono poi così disastrosi dal punto di vista tecnico ma nell’insieme danno vita ad un progetto veramente insostenibile.

 

il concerto dei Lostprophet è iniziato così

il concerto dei Lostprophet è iniziato così

Finita la tortura messa in atto dai Modestep, i Lostprophets fanno finalmente il loro ingresso, l’intero locale è scosso da un fremito di gioia, e l’aria si riempie di urla; considerando la lunga assenza dalla scena nessuno sa bene cosa aspettarsi, ma appena le prime note del loro nuovo singolo “Bring ‘em down” cominciano a risuonare ogni dubbio è svanito: i ragazzi sono tornati, e sono più in forma che mai. La setlist è un susseguirsi di pezzi dinamici e coinvolgenti come la classica “Shinobi vs dragon ninja” o “Burn burn” , intercalati ogni tanto da canzoni più melodiche come “Where we belong” e “4:AM forever” e dalle taglienti battute del frontman Ian Watkins, il quale trascina e emoziona la folla con il suo enorme carisma e il grande aiuto degli altri membri della band, che non risparmiano energie per rendere i pezzi perfetti. Il tempo sembra volare e, in quello che è parso un attimo, il palco è nuovamente vuoto, i fans chiedono però disperati che venga eseguita << one more song>>, così i “Prophets” tornano sul palco per un encore, eseguendo due dei loro pezzi più acclamati, “Sway” e “Everyday combat”, le luci si spengono, è tutto finito, ma solo fisicamente perché l’emozione di un concerto fantastico rimarrà sicuramente nei cuori dei presenti.

Ian Watkins and the Lostprophet

Ian Watkins and the Lostprophet

 

*Nota: i Lostprophets saranno in concerto il 15 maggio all’Estragon a Bologna supportati dalla giovane non che molto talentuosa band Young Guns, in caso vogliate assistere ad un bel concerto vi suggerisco vivamente di andare.

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