Il favoloso mondo subacqueo dell’editoria indipendente italiana

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In occasione della edizione 2012 del Salone del Libro di Torino che si svolge nella capitale sabauda dal 10 al 14 maggio, facciamo il punto sull’editoria indipendente italiana, cercando di  capire quali sono gli stimoli principali, le novità, ma anche le difficoltà più evidenti ed invalidanti e le prospettive di questo favoloso mondo subacqueo.

Massimo Roccaforte

Ne parliamo a tutto campo con Massimo Roccaforte, fondatore di NdA (Nuova distribuzione Associati), artefice del progetto di creazione del consorzio di librerie indipendenti Interno4 ed editore.

Tra le novità editoriali, la tua casa editrice NdA press ha proposto una collana interessante e inattesa: “Guide alle librerie indipendenti” delle varie città italiane. Puoi descriverci da dove viene questa idea, a chi hai affidato la redazione delle varie guide, quali sono finora le città indagate e quali le prossime tappe?

Proprio in questi giorni, al Salone del libro di Torino presentiamo il quarto volume della serie delle “Guide alle librerie indipendenti”, nata tre anni fa da una idea di Anna Albano, giornalista “free lance” milanese. Mi aveva intervistato in qualità di libraio, gestore del punto vendita Interno4 presente all’interno della sede della storica casa editrice ShaKe di Viale Bligny (nei pressi della Università Bocconi a Milano), per una sua inchiesta sulle librerie indipendenti a Milano. Nel rispondere alle sue domande mi è venuto naturale proporle la pubblicazione del libro essendo io, NdA, sia editore che libraio.

Guida alle librerie indipendenti di Bologna

Sulla spinta di quella prima pubblicazione è nata l’idea di “mappare” tutte le librerie indipendenti italiane che sono luoghi particolari gestiti da personaggi particolari e che rischiano di scomparire al pari delle botteghe artigiane di un tempo. Dopo Milano abbiamo pubblicato la Guida alle librerie indipendenti di Roma lo scorso anno, la Guida alle librerie indipendenti di Bologna due mesi fa e appunto la guida di Torino appena andata in stampa.

Una curiosità: tutte le autrici, e sono ben 11 (!), dei quattro libri sono donne e indipendentemente dalla nostra idea di censimento, nei primi tre casi stavano “mappando” le librerie di loro spontanea iniziativa. Le librerie in generale, ma soprattutto quelle indipendenti sono luoghi mitici, capaci di affascinare moltissimo insieme ai loro principali residenti: i librai. Qual è la tua idea di libreria indipendente e in quale modo progetti le “tue” Interno 4. Quali sono al momento le Interno 4 in Italia?.

Le Interno4 in Italia al momento sono 18 e si caratterizzano per essere vetrina dell’editoria indipendente e di qualità. La nostra caratteristica, e la mia idea di progetto libreria, è proprio quella di luoghi in cui le storie che escono dalle pagine dei libri si liberino per mischiarsi con il rumore delle chiacchiere o della musica sparata a tutto volume, in una idea di unità della cultura che si esalta interagendo in tutte le sue forme.

In particolare cerchiamo, con un approccio professionale e commerciale, di portare i libri fuori dai libri per presentare ad un pubblico più ampio possibile una proposta culturale ed editoriale diversa da quella standardizzata e omologante delle grosse catene librarie.

C’è chi ha detto recentemente che con la cultura non si mangia. Come fanno a sostenersi, dunque, le librerie indipendenti?

Con il sacrificio di ogni singolo/a libraio/libraia e con mille espedienti: dai banchetti, agli aperitivi editoriali, dalle presentazioni ai corsi di scrittura creativa. Sono decine le iniziative che animano l’attività di una libreria indipendente nell’arco della sua vita. Tutte queste belle cose però spesso non bastano se non sono unite ad una piccola dose di fortuna e ad una necessaria preparazione e curiosità “generale”. In linea di massima, comunque, sono d’accordo con chi ha detto quella frase: con la cultura non si mangia…però con la cultura si vive, mentre senza cultura si sopravvive.

La Legge Levi: mai sconti sui libri oltre il 25%
Approvato in via definitiva al Senato il 28 luglio 2011, il DDL Levi prende il nome da Riccardo Levi (PD) che vi si è dedicato per due anni ma è una legge bipartisan promossa anche da Franco Asciutti del Pdl che limita la libertà delle librerie di applicare offerte e promozioni poiché stabilisce che le librerie non potranno più fare sconti liberi, ma al massimo farne del 15% sui prezzi di copertina. Questa legge è passata alla storia con il nome di “legge anti Amazon”, perché sembra pensata soprattutto per ridurre la possibilità dei grandi negozi online, come quello del gigante americano Amazon, di fare grossi sconti sui libri. In situazioni particolari, come per le offerte allo stand all’interno di una Fiera del libro oppure per libri destinati ad organizzazioni no profit, biblioteche, musei pubblici, scuole, si può arrivare al 20%. Il tetto passa al 25% in un caso eccezionale, come le campagne promozionali realizzate direttamente dagli editori, e per massimo un mese; ma non saranno possibili a dicembre, ovvero durante il periodo natalizio.

Cosa ne pensi della politica del discount, del limite al ribasso dei prezzi di copertina e in generale del rapporto tra un prezzo in Euro e un costo intellettuale, redazionale e materiale di un libro?

Il costo intellettuale non è quantificabile perché nella infinita catena dei lavori che stanno dietro ad un libro, l’autore è nell’80% dei casi quello che guadagna meno in rapporto al lavoro impiegato per scrivere un libro. In generale la legge sugli sconti non credo sposti di una virgola le politiche da discount fatte dai grossi gruppi editoriali che in Italia detengono un monopolio non solo produttivo ma anche distributivo, mentre trovo che il prezzo dei libri in generale sia corretto in un contesto in cui la filiera distributiva è lunghissima e allo stesso tempo i clienti finali siano sempre gli stessi ovvero una piccola minoranza di lettori italiani.

Scorcio di una libreria "Interno4"

Le donne si confermano come le lettrici forti ed il dato è europeo. Ti sei mai chiesto come mai le donne leggono di più, frequentano di più le librerie e sono così affascinate dal mondo di carta e inchiostro rappresentato dall’editoria?

Francamente questo è un dato di fatto assodato a cui mi sono sempre rapportato con l’assoluta naturalezza dei dati che citi. Credo che una spiegazione sia da ricercare o comunque da confrontare con il dato di scolarizzazione e istruzione superiore in Italia, mentre un’altra spiegazione credo si possa ritrovare nella maschilizzazione della proposta in altri ambiti dell’intrattenimento come lo sport e la televisione che hanno come loro riferimento principale, a livello mondiale, un pubblico prettamente maschile.

Per maggiori info potete visitare i siti: www.interno4.com e www.ndanet.it

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