Il segreto di un corpo alcalino

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Nutrire l'anima

Nutrire l’anima

La cucina di Ananda.

Ognuno di noi ha i propri obiettivi e i propri sogni.
Vi è peró uno stato, un’esperienza, che accomuna tutti: la felicità.
La ricerca della felicità è sicuramente un’esperienza propria, personalissima e soggettiva.
Vi è però una parte di questa ricerca, di questa felicitá che tutti noi aneliamo che possiamo definire oggettiva.
In maniera davvero semplice, come un progettista che getta le fondamenta della propria dimora,
possiamo attivarci nei primi passi verso la felicità.
L’azione miracolosa che ci porterà verso lo stato di gioia è il mangiare sano.

Noi tutti mangiamo almeno tre volte al giorno esclusi eventuali snack e merende, e capirete perché il cibo influisce così tanto su di noi e su chi noi siamo, non solo fisicamente.
Vi sono alcuni insegnamenti noti sin dall’antichità che istruivano su come cucinare, mangiare con gusto e nutrire tutti i nostri corpi: fisici, mentali e spirituali (e anche un pò digitali).

Spiritualizzare l'alimentazione

Spiritualizzare l’alimentazione

Senza scomodare antiche saggezze e tradizioni, vi è, qui ed ora, un libro prezioso che tratta tutti questi argomenti dando consigli utili e fornendo centinaia di ricette gustose e altamente gioiose. Il libro si intitola “Il gusto della gioia” (di Zoé Matthews – Ananda edizioni) e spiega come poter rimanere in salute e poter ricavare la più alta energia vitale dal nutrimento e i pasti giornalieri.
Prima di tutto ci dà una precisa indicazione in punti percentuali per equilibrare al meglio la nostra alimentazione.
Di seguito la perfetta alchimia giornaliera:
60% di frutta e verdura*, 20% carboidrati, 20% proteine.
Vi è inoltre un capitolo importante che ci spiega, con semplici nozioni scientifiche ed esempi, come il nostro corpo sia stato concepito per essere alcalino e, solo in questo stato, le cellule e gli organi possano funzionare alla massima efficienza e in salute.
La controparte poco salutare è quando il nostro corpo produce molti acidi.
Il nostro corpo produce naturalmente anche una certa quantità di acidi che, sotto una certa soglia, sono innoqui e neutralizzabili.
Quando invece si supera una certa soglia, entriamo in “acidosi” con un conseguente indebolimento di tutte le funzioni vitali, diventando così terreno fertile allo sviluppo di patologie e malattie.
Tra gli squilibri più comuni causati dall’acidosi troviamo: la stanchezza cronica, l’insonnia, il mal di testa, la tensione nervosa, i problemi digestivi, i bruciori di stomaco, la stitichezza, i raffreddori frequenti, giusto per citarne alcuni.
Il cibo che consumiamo è uno dei fattori principali che determinano l’alcalinità o l’acidità dell’organismo e, per poter preservare l’equilibrio del nostro organismo, dovremmo ingerire una percentuale giornaliera pari all’80% di cibo che abbia una reazione alcalina.

Cosa è alcalino e cosa acido?

Il ph è l’unità di misura del grado di acidità/alcalinità di una sostanza e anche del nostro corpo; con una cartina al tornasole che si può facilmente reperire in farmacia possiamo scoprire se siamo più alcalini o più acidi. La scala va da 0 a 14, dove da 0 a 6 troviamo i valori che indicano un ph acido, il valore 7 indica un ph neutro e da 7 a 14 un ph alcalino (o basico).
Un corpo in salute dovrebbe tendere verso l’alcalinità, quindi superare il valore 7.5  e non scendere sotto il valore 6. L’ideale sarebbe mantenersi equilibrati e costanti nel valore alcalino leggermente al di sopra del ph 7.5, ma la nostra vita frenetica e la maggior parte del cibo che ingeriamo ci porta inesorabilmente verso una eccessiva acidosi. Alcun studiosi ipotizzano che la prolungata acidosi sia la causa di gran parte delle malattie, nonchè dell’invecchiamento.
Difatti l’invecchiamento è associato alla costante perdita di composti alcalini. Non essendo esseri immortali, una perdita graduale di sostanze alcaline risulta normalissima, il problema insorge quando questa perdita diventa un avanzare veloce e devastante. La progressiva acidosi può causare un invecchiamento precoce, pertanto se appuriamo uno stato di acidosi dobbiamo compensare con alimenti alcalinizzanti.

Di seguito una classificazione generale dei cibi alcalini o acidi:

Tutta la frutta e la verdura è alcalina e alcuni tipi lo sono più di altri, così come le patate.
Risultano alcalini anche la soia e i suoi derivati, come ad esempio il latte di soia, i germogli, i fagioli di soia, il tofu, etc.
Anche tutte le alghe sono una fonte ricchissima, quelle usate nel sushi e nel maki ad esempio, come le alghe usate nella zuppa di miso (che tra l’altro è una zuppa a base di soia, quindi doppia razione :)).
In linea generale, e qui arriva la cattiva notizia, tutti i carboidrati quali il pane, la pasta, il cous cous, il riso, sono acidi, così come le proteine animai (carne, pesce, uova e latticini).
Questo non significa che bisogna smettere di mangiare i cibi acidi, ma ci fa capire in che quantità (minima) dovrebbero essere assunti per mantenere un corpo alcalino e in salute. Questo spiega inoltre il perché, secondo l’alimentazione de “il gusto della gioia” e le sue riflessioni, carboidrati e proteine dovrebbero rispettare la proporzione del 20% ciascuno del nostro piano alimentare giornaliero.

Comunque il nostro buonsenso e ancor di più i segnali del nostro corpo, dovrebbero aiutarci a capire quando stiamo esagerando e abusando di alimenti acidi: troppe proteine animali fanno ad esempio aumentare il colesterolo (per citare la meno peggio) e troppi carboidrati gonfiano, fanno ingrassare e sparano l’indice glicemico alle stelle.
La scelta del tipo di proteine che si consumano è sicuramente un fattore importante e strettamente correlato alla salute e, un piccolo accorgimento in più sulla proporzione corretta nel consumare i vari tipi di cibi è sicuramente un passo verso la gioia.

E non dimenticate che, più il cibo è lontano dal suo stato di freschezza e più acido diventa.
Per esempio il cibo trattato chimicamente, a lunga conservazione e raffinato/industrializzato risulta altamente acido (anche la frutta sciroppata) nonchè impoverito di qualsiasi potere nutritivo, vitamine e probabilmente di sapore.
Il pane, essendo un carboidrato abbiamo detto che è un alimento acido, ma il pane integrale (così come la pasta, il riso e le farine integrali) risulta molto meno acido del pane a base di farina raffinata.

Questo di cui sopra è solo un assaggio del contenuto del libro, “Il gusto della gioia” che spazia dalle ricette alle liste di cibi con la classificazione acido, alcalino, la controparte vitaminica e l’effetto che possono avere sull’organismo. Spiega inoltre cosa sono gli antiossidanti, i carotenoidi, i flavonoidi, come neutralizzare i radicali liberi e come attingere energia vitale dai cibi giusti, con una dieta bilanciata.
Il libro accenna inoltre alla spiritualizzazione del cibo basandosi sugli insegnamenti di Paramhansa Yogananda e sulla comunità internazionale di Ananda.

Paramhansa Yogananda

Paramhansa Yogananda

In sintesi, un 1/2 (mezzo) undici:
1. mastica bene,
2. pensa fresco: cerca di sostiuire i cibi in scatola e surgelati con cibi freschi,
3. torna alla natura, o per lo meno consuma consapevolmente quei 3000 adittivi chimici consentiti per legge per la conservazione degli alimenti per cambiarne il colore, la consistenza e il sapore,
4. scegli alimenti biologici o biodinamici,
5. acquista prodotti di stagione,
e l’ultimo 1/2 (mezzo) consiglio: cambia qualche abitudine per favorire vitalità, salute e un maggior atteggiamento gioioso!

La felicità è quindi gustosa, da sgranocchiare e a portata di forchetta!

Per ulteriori informazioni sul libro: Amazon 
Per ulteriori info sulla cucina e la comunità di Ananda: Visita il sito ufficiale di Ananda

*In questo piano alimentare la frutta e la verdura non vengono classificati come carboidrati ma come alimenti a se stanti che, tra l’altro, vengono considerati la base dell’alimentazione yogica e gli alimenti più importanti da consumare in quantità maggiore rispetto agli altri.

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7 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Alessandro

    Ottimo articolo; ma chi ha la colite ulcerosa non può mangiare solo verdure poiché potrebbe “lievitare”.

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  2. Max Keefe

    Ma per arrivare a delle conclusioni di senso comune (mastica bene, mangia cose fresche, poche proteine) bisogna inventarsi delle strane teorie metascientifiche?

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  3. Penelope Pras + Ale M

    Fermi un attimo. Premettiamo che chiunque è libero di pensare e credere ciò che vuole, anche agli UFO. Tuttavia, se si parla di materia scientifica un minimo di rigore ci vorrebbe, anche per rispetto verso il lettore, il quale ha diritto a ricevere informazioni corrette. Sarebbe bello poter scrivere con il supporto di un biochimico, in ogni caso siamo medici e quindi qualcosina in merito la sappiamo anche noi.
    Quindi vorremmo fare, senza l’intento di alimentare polemiche, solo alcune precisazioni: il Ph fisiologico del sangue arterioso (perchè sia nel sangue venoso che a livello di altri tessuti può variare, addirittura nello stomaco è 1-3)è compreso tra 7.35 e 7.45 (e qui ti diamo ragione nell’affermare che siamo FISIOLOGICAMENTE leggermente alcalini, perlomeno nel sangue): valori al di sotto danno acidosi , ma non dimentichiamoci che esiste anche l’alcalosi (pH>7.45), condizione altrettanto pericolosa e potenzialmente fatale.
    Inoltre, il pH dell’organismo non viene influenzato dal pH di ciò che ingeriamo, anche perchè il cibo viene catabolizzato e quindi scomposto in sostanze elementari, che a loro volta vengono successivamente “trasformate”.
    A parte tutto, siamo perfettamente d’accordo il 1/2 undici! Vista anche l’ora, buon appetito! :)

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    • Ale M

      In realtà, stando a quanto dice l’articolo, il limone, essendo un frutto, dovrebbe essere alcalino (“…tutta la frutta e la verdura è alcalina…”)….

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