Donne du du du in cerca di guai: potere femminile 100% made in Italy

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testimoni inconsapevoli

Riflettete: quando mai nel mondo ci sono state tante donne contestualmente ai vertici?

Quando mai donne potenti del mondo hanno preso decisioni da cui potrebbe dipendere la situazione socio-economica di intere nazioni o addirittura continenti? E in Italia, come siamo messi? Guardando la classifica di Time su “I 100 personaggi più influenti” di quest’anno e soprattutto quella Forbes su “Le 100 donne più potenti del mondo” notiamo che ai vertici abbiamo come numero 1 la tedesca Angela Merkel che è di fatto anche quarta nella classifica generale dopo Obama, Putin, Hu Jintao,come se rappresentasse l’Europa intera, e supera la seconda Hillary Clinton, Segretario di Stato della presidenza Obama degli Stati Uniti, che si è trovata a fare il ministro degli esteri con la sua nazione impegnata in due guerre, la primavera araba e la crisi economica mondiale.

Kirchner ci piacerebbe in MiuMiu

Cristina Kirchner ci piacerebbe in MiuMiu

Abbiamo poi la presidentessa del Brasile Dilma Roussef, e quella dell’India Sonia Gandhi, nata in Italia, ma sposata e cittadina in India. La francese Christine Lagarde a capo del Fondo Monetario Internazionale è “appena” nona, pur essendo insieme alle prime tre donne anche nella classifica delle più influenti. È solo diciassettesima Cristina Kirchner presidente dell’Argentina, forse perché la classifica è stata fatta a fine anno 2011. Chissà se guadagnerà posizioni dopo che, qualche giorno fa,  ha “nazionalizzato” una parte della compagnia di estrazione petrolifera YPF, in particolare la quasi totalità della Repsol spagnola, che passa dal 57% al 6%, facendo diventare lo stato argentino azionista di maggioranza dell’intera compagnia.

In questa classifica, troviamo molte donne alla presidenza di importanti compagnie multinazionali, con sede negli Stati Uniti, ma anche tanti presidenti e primi ministri donne in nazioni del Sud America, Africa, Asia. C’è, per esempio al 26° posto, il nobel per la pace Aung San Suu Kyi che dopo anni di galera è stata eletta al parlamento del Burma con uno schiacciante 82%. Le più giovani sono le cantanti Stefani Joanne Angelina Germanotta in arte Lady Gaga, che a 26 anni è L’Undicesimo posto e Beyoncé Giselle Knowles, semplicemente Beyoncè,al 18°posto a 30 anni.

Miuccia Prada

Vogue Uk: Do you wear clothes by any other designers? – Miuccia: “Only if they are dead or poor!”

Nella scrittura unica è J.K.Rowling, autrice di Harry Potter che si trova al 61° posto, nella posizione successiva al primo personaggio della moda: la 31enne Brasiliana Gisele Bündchen modella e ambientalista. Le altre due donne potenti della moda sono Anna Wintour – 69° posto, ormai mondialmente icona, in quanto direttrice di Vogue America e, unica italiana, al 79° posto la nostra Miuccia Prada capo e designer del gruppo omonimo.

Come dire che nel mondo noi donne italiane contiamo per il nostro stile, quando lo stile conta meno di politica, economia e spettacolo.

E dire che la moda uno dei sistemi meno corrotti e più meritocratici, dove certamente le aziende si reggono su persone fidate e di famiglia, ma i marchi hanno identità loro e non si permette di mandare avanti o preferire il figlio o l’amante di questo o quello in ruoli chiave, se non è capace. E non mi pare che esista un sistema di finanziamento pubblico delle griffe.  Anche nella moda italiana, però, le donne potenti sono pochine, a parte la già citata Miuccia Prada, mi vien da dire che c’è il direttore di Vogue Italia Franca Sozzani, che da poco ha ricevuto la Legiond’Onore dal presidente Sarkozy per meriti nel campo della moda e Frida Giannini, il direttore creativo di Gucci, che con il suo contributo vede crescere il fatturato di anno in anno. Per il resto, anche nella moda, vengono in mente più nomi maschili che femminili. Il classico Giorgio Armani, i soliti Dolce&Gabbana, il rifatto Roberto Cavalli e qualche designer delle nuove generazioni che il mondo ci invidia: l’irriverente Riccardo Tisci, l’originale Gianbattista Valli, e l’elegante Francesco Scognamiglio.

Nelle aziende di famiglia, come Missoni, Trussardi, Versace, Etro, c’è posto per tutti, uomini e donne, fratelli, sorelle, figli, nipoti e pronipoti, ma l’importante è che il marchio funzioni, non che il figlio o il nipote abbiano uno stipendio garantito da sputtanarsi in auto e festini. Poi c’è il caso Fendi, dove un marchio nato e cresciuto come 100% femminile, oggi appartiene ad un gruppo del lusso e il designer non è più della famiglia delle simpatiche sorelle, zie, figlie e nipoti. È Karl Lagerfeld che dirige – grandiosamente – la creatività. Ah, questi tedeschi.

Fornero & Monti Italian Ghotic

Fornero & Monti Italian Ghotic

Eppure in Italia questo 2012 vede molte donne fra i potenti, quanto meno a livello nazionale, fra le persone che prendono decisioni per tutti, proprio in questo momento di crisi, disoccupazione, fatica generale. Come nel classico nucleo famigliare italiano, dove è la mamma che col suo senso pratico e organizzativo interviene e fa in maniera che la famiglia stia in piedi. Che conosce orari di entrate ed uscite da scuola, palestra, corso di chitarra, catechismo, che capisce al volo quali siano le spese da tagliare e cosa fare per cena. E in più, però, questa madre di famiglia, pur lavorando come un uomo, dovrebbe continuare ad essere donna, moglie e curarsi del proprio aspetto.

E poiché siamo in Italia, culla dell’arte, paese del bello, della moda, del design, settori che sembrano ancora funzionare, se come donna hai un ruolo pubblico, dovresti pensare anche ad essere abbigliata e pettinata adeguatamente, quanto meno in maniera sobria, personale, ma allegramente Made in Italy.

Guardando la germanica Angela, con le sue giacche dai colori improbabili e il taglio di capelli decennale, si percepisce che è donna attenta al proprio aspetto, pronta ad utilizzare designer tedeschi, a supportare la sua Germania e la sua teutonica rigidità. Attraverso le sue scelte allegre, anche se non proprio di gusto, capiamo che è persona seria, ma anche un po’ la zia di tutti. Mai penseremmo che è un uomo mancato nonostante la sua forza e le sue decisioni spesso arroganti.

Hillary Clinton scatenata all'Havana Club di Cartagena

Hillary Clinton scatenata all’Havana Club di Cartagena

E così Hillary Rodham Clinton, prima moglie e madre messa in secondo piano dallo scandalo Lewinsky nell’era della presidenza del marito, ora può essere se stessa, essere giudicata per le proprie valide capacità e mantenere un aspetto elegante, femminile e sobrio. Anche lei sceglie designer statunitensi e non esagera nelle spese per abiti, trucco e parrucco, ma non sfigura. Nemmeno quando, come capitato di recente, ha abbandonato la sobrietà che la distingue e si è data alla pazza gioia in un Club di Cartagena durante il Summit delle Americhe. Parliamo dello stesso Summit lasciato in tutta fretta dalla Presidentessa argentina Cristina Kirchner, lady botox, con un diverso paio di scarpe al giorno, ma con look eleganti dai colori coordinati ed esproprio proletario facile.

Sul look di Christine Lagarde ci si potrebbe scrivere un libro – volendo c’è l’articolo di gennaio de L’Undici http://www.lundici.it/2012/01/ci-sono-una-tedesca-una-francese-e-un%E2%80%99inglese%E2%80%A6/-. Gusto parigino D.O.C., vanta una vasta scelta di capi Dior, Chanel completati da accessori Hermes, per un valore commerciale pari alla laurea inglese del Trota. Ma a lei non li pagano i contribuenti, o forse solo quelli francesi. Chissà ora, se arrivano i socialisti magari le nazionalizzano il parco borse al grido di più Hermes per tutte.

E noi? Per una strana congiuntura abbiamo avuto nel primo quadrimestre del 2012 donne al centro di cronaca, politica, ed economia per i loro ruoli di potere: Elsa Fornero, Ministro del lavoro, delle politiche sociali con delega alle pari opportunità, Susanna Camusso a capo della CGIL, Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria (ora uscente). Sempre al centro dei nodi più discussi, ci sono altre donne: Paola Severino ministro della giustizia e Lorenza Lei presidente Rai. E nella Bufera mediatica Rosi Mauro, vicepresidente del senato dimissionata dalla Lega.

marcegaglia e camusso se la ridono

marcegaglia e camusso se la ridono

Fornero è la seconda donna ad un ministero così importante (solo Tina Anselmi, prima di lei, è stata Ministro del lavoro). Ma gli altri ruoli e ministeri oggi in mano a donne, son sempre stati proprietà maschile: CGIL, Confindustria, Giustizia, Rai. Ora, mi chiedo, abbiamo, come donne, fatto meglio degli uomini? O una volta al potere siamo state come loro, accentuando forza, arroganza e disprezzo per l’altro? Abbiamo spazzato almeno un po’ via l’egocentrismo tipico degli uomini di potere o lo abbiamo ammirato e fatto nostro? Non lo so, ma come diceva Manzoni nel 5 maggio “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”. Per la verità, io, mi sento sempre di criticare meno una donna che un uomo, in merito alle capacità, mi immedesimo nel loro essere grandi lavoratrici, mogli, madri e in competizione con uomini che magari mentre si discute di cose importanti come il lavoro, l’economia, tagli e licenziamenti, articolo 18 e palinsesti, pensano, “Oggi è isterica, avrà qualche problema ormonale.” E avrei potuto scrivere di peggio, ricordando le battute dell’ex-premier su culi larghi e totale ribrezzo sessuale rivolto a certe politiche straniere o nostrane. Però quello su cui mi sento autorizzata a dire la mia è sul terribile (chi più, chi meno) aspetto delle nostre donne di potere, che o rinunciano completamente a portare un po’ di sano atteggiamento morbidamente femminile in un mondo maschile o esagerano nell’esibire look sopra le righe.

Camusso 1982

Camusso 1982

Susanna Camusso, classe 1955, figlia di famiglia borghese milanese con un passato di iscrizione al Partito Socialista, due matrimoni alle spalle e madre di Alice (figlia del secondo ex-marito, il giornalista Andrea Leone) è stata bella ed elegante, nelle manifestazioni agli inizi degli anni ‘80. Certo vestiva in jeans e scarpe comode, ma indossava camiciette o polo strizzate, portava dei bellissimi capelli lunghi, sciolti e curati, e il volto allegro e senza trucco evidenziava degli occhi molto luminosi. Ora ogni volta che la vedo penso che sia più lontana dalla grazia femminile di Landini, il capo della Fiom, che sarà anche demodé con le t-shirt bianche che sbucano sotto camice e polo, ma ha lineamenti e atteggiamenti meno spigolosi di Susanna. Per fare da contraltare alla freddezza e durezza del suo sguardo, potrebbe allungare leggermente i capelli e ispirarsi al taglio e colore di un’altra donna non tacciabile di leziosità come Camilla Parker Bowles.

Camusso 2012

Camusso 2012

Potrebbe vestire comunque in camiciette e giacche femminili con sobrietà, aggiungendo sciarpe magari rosse (come ha appunto fatto il 25 aprile a Milano) o dai toni colorati caldi. E potrebbe sorridere di più, non sghignazzare, non deridere, ma sorridere aggiungendo un po’ di leggerezza a momenti tanto pesanti. Una volta lessi, mi pare su L’Espresso, che quando sua figlia Alice faceva le elementari, viveva durante la settimana a Milano col padre mentre la mamma passava dal lunedì al venerdì presso la sede nazionale CGIL a Roma. Dovendo spiegare alla classe in che cosa consisteva il lavoro di sindacalista disse: ” Nell’abbandonare i bambini”. Oggi Alice Leone studia Lettere Antiche alla Normale di Pisa. Evidentemente la madre ha saputo starle vicino e rasserenarla, facendole capire che i sindacalisti non abbandonano nessuno e che con un poco di zucchero la pillola va giù. Allora, un po’ più di dolcezza Susanna, non ci abbandonare e regalaci un aspetto più materno e meno sindacalizzato.

Elsa Fornero chic

Elsa Fornero ha avuto un’idea

Elsa Fornero, invece, inizialmente ci ha conquistato con le lacrime e la ruga profonda: una madre coraggio, dispiaciuta per la manovra lacrime e sangue. Poi piano piano è emersa la sua natura “Anduma Madamin Piemonteise”. A volte mi sembra l’altra faccia della medaglia di Luciana Littizzetto: stesso colore e stessa consistenza di capelli, occhi strizzati, vocina ed accento sabaudo. Solo che una trasforma in comicità le tragedie della politica italiana e l’altra le concretizza in leggi. Come dicono i napoletani: “Chiagne e fotte” (piange e così ti frega). Anche se è stata aspramente criticata – e non solo da esodati, pensionati e disoccupati – per via del doppio lavoro della figlia, non mi sento di infierire, perché pare che la sua figliola, Silvia Deaglio, sia effettivamente competente e preparata. E poi non mi dispiace il suo look. Ha veramente tanto buon gusto e non esagera mai. E, rughe a parte, mi pare che i suoi 64 anni se li porti proprio bene. Qualche volta le boccerei i perenni foulard da supplente delle medie fuori sede (dove li troverà poi?). Ma anche lei quando ride ci guadagna. Peccato che le venga meglio commuoversi. Quindi Elsa, sorridi, continua ed essere così femminile e lascia a casa la catena d’oro grossa che fa tanto anni’80 ed è poco adeguata ai tempi di austerity.

Emma Marcegaglia con Legion d'Onore e il marito Roberto Vancini

Emma Marcegaglia con Legion d’Onore e il marito Roberto Vancini

Per completare il trittico del mondo del lavoro, parliamo di Emma Marcegaglia, nata a Mantova nel 1965. Presidente di Confindustria del quadriennio 2008/2012 (vanta il doppio primato di prima donna e persona più giovane che abbia ricoperto questa carica), dal 22 marzo è stato designato Giorgio Squinzi di Mapei come suo successore. Con Marcegaglia non si indica, però, solo Emma, ma soprattutto l’azienda di famiglia di cui è amministratrice delegata insieme al fratello. La presidentessa uscente vanta look griffati e sopra le righe: cappotti maculati, abiti rossi che evidenziano i decolleté, capello fluente dai tagli e dalle acconciature tutt’altro che minimal. La cosa che le rimprovero è non solo e non tanto la totale mancanza di sobrietà, ma soprattutto che nelle grandi occasioni sfoggi borse francesi: Chanel e Vuitton? Ma come non potresti scegliere marchi italiani? Prada, Gucci, Fendi, se vuoi le griffe, ma anche una bella Bottega Veneta o una classica Roberta di Camerino. E su quel viso che cosa ci è stato fatto? Tanto sei la più giovane, la più ricca, hai pure avuto la Legione d’onore da Sarkozy come la Sozzani (anche se alla cerimonia sembravi la sorella di Sofia Loren). Emma, non sono io a dirtelo, ma te lo suggeriscono dalle pagine di Vogue Italia. Noi ti vorremmo così più rassicurante, meno pantera, meno preoccupata per il tempo che passa.

rosi rosa verde

Rosi Mauro al Senato

In questi giorni è tornata al Senato Rosi Mauro, la cinquantenne pugliese, prima naturalizzata nordista poi espulsa dalla Lega. State tranquilli, tiene duro e non si dimette. Non voglio esprimere opinioni sul suo operato e sul suo attaccamento alla poltrona, ma solo dire che ho faticato molto per trovare una cosa di cui poter dire “carina”. Capelli terribili, giacche senza forma, abiti sciatti, gioielli orribili (fino a ieri portava una catena d’oro con ciondolo della Lega, ora sostituito con un crocefisso) spesso vestita di nero o con scelte di colori sempre fuori tempo. Eppure anziché il canonico foulard verde Lega, una volta ha indossato una spilla a forma di rosa verde. Unico caso di accessorio non male. Veramente un po’ pochino per un vicepresidente del Senato. Salta dal cerchio Rosi, se pensi di non farcela da sola, fatti consigliare da Enzo e Carla di “Ma come ti vesti?”. Oppure dall’ex compagna/camerata di coalizione Daniela Santanchè, sempre così di classe, sempre così insopportabile.

paola-severino in rosso

Paola Severino in rosso

Se non avevamo dubbi su chi fosse la peggio vestita, dobbiamo ora certamente prendere in considerazione la più elegante in assoluto: l’avvocato Paola Severino da Napoli, prima donna nella storia della Repubblica al Ministero della Giustizia. La più ricca fra i ministri (più di 7 milioni di euro secondo la dichiarazione dei redditi 2010, derivati dalla sua attività forense e da incarichi istituzionali) è giurista e accademica, ma è stata anche avvocato in importanti cause di ogni genere: ha difeso Prodi nel caso della vendita Cirio e Salvatore Buscemi per la strage di via D’Amelio, Il legale Fininvest Acampora nel processo Imi-Sir e Cesare Geronzi per il crac Cirio. Ha rappresentato l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nel processo al nazista Erich Priebke e dal 1997 al 2001 è stata la prima donna Vicepresidente del Consiglio della Magistratura Militare.

severino a in mezz'ora

Severino a “In Mezz’ora”

Certo, se tutto questo fa curriculum e fa crescere il conto in banca, non significa necessariamente che implichi eleganza, sobrietà, buon gusto e qualche tocco di originalità. Stessa età della Fornero, ma chiome completamente diverse.La Severino, dai capelli folti, scuri ma lucidi, risulta sempre a posto, come se fosse stata pettinata un istante prima di essere fotografata. Sempre in giacche di materiali morbidi e preziosi, dai tagli a volte maschili a volte femminili, a volte etnici, ma sempre eleganti, a volte in colori brillanti, a volte in tinte pastello e volte toni classici del blu o del grigio. Potrebbe essere la zia di buona famiglia che con un sorriso ti perdona tutto o che ti sostiene contro ogni ragionevole dubbio affinché tutto ti venga perdonato. Piccolo vezzo: abbinare il colore degli occhiali da vista all’abbigliamento del giorno. E, una curiosità: recita come attrice dilettante in pièce che simulano processi immaginari: ha così interpretato il ruolo di difensore di diversi personaggi storici. Recitando ha difeso Galeazzo Ciano, Galileo Galilei e al festival di Spoleto del 2003 era avversaria di Antonio di Pietro: lui accusava Charlotte Corday, assassina di Marat e l’avvocato Paola Severino la difendeva.

severino occhiali e giacca coordinati

Severino occhiali e giacca coordinati

Non recitava, invece al convegno di Giornalismo ed Etica di Perugia, nel suo intervento del 26 aprile: – ”È necessario regolamentare i blog. Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro cittadino, ma lo deve fare anche lui seguendo le regole, credo che questo sia un dovere di tutti, anche di chi scrive su un blog … Il fatto di scrivere su un blog non ti autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se stai trattando di diritti di altri. Ricordiamoci che i diritti di ciascuno di noi sono limitati dai diritti degli altri, io non posso intaccare il diritto di un’altra persona solo perché sono lasciato libero di esprimermi … ‘Il problema non è vederli con sfavore ma reprimere l’abuso anche se su internet è più difficile e meno controllabile. Non c’è un preconcetto, ma questo mondo va regolamentato altrimenti si finisce nell’arbitrio”. -

Lorenza Lei

Lorenza Lei – terza edizione della Giornata dell’Innovazione Rai 2011

E così, prima che lo regolamentino, cosciente di non ledere diritti, ma solo di dire cose che potrebbero essere considerate fuffa, vorrei esprimere un ultimo giudizio sulla donna di potere più in linea con i dettami della moda di questa primavera estate: Lorenza Lei, da Bologna, nata nel 1960 e da giugno 2011 prima donna alla presidenza della Rai. E così, questa signora pratica, dal look ricco ma di buon gusto, ha deciso di allinearsi con il resto delle donne e porre rimedio ai problemi della Rai. Grazie a Lei, persona gradita al CEI – Conferenza Episcopale Italiana -, dopo 5 anni di perdite la Rai ha raggiunto i 4 milioni di Euro di utile, ma il tracollo degli investimenti pubblicitari (-17% a gennaio, rispetto alle previsioni, -14% a febbraio e un durissimo -22% a marzo) l’ha portata  a considerare l’idea di grossi tagli e di cancellazioni di programmi per l’autunno, come L’Isola dei famosi o Ballando con le stelle, che pure hanno avuto successo durante l’ultima edizione. Lei con le sue giacchine al limite del lezioso o con bellissimi abiti di pizzo nero o cappottini di macramè panna, tanto buona e cara, ha comunque trattato personalmente l’allontanamento di Santoro e il passaggio alle altre reti di Paolo Ruffini o Serena Dandini.

Quando c’era lui, cara Lei … Oggi, invece con Lorenza, arsenico e vecchi merletti.

Per finire una domanda, se qualcuno mi può aiutare. Le donne straniere portano tutte, proprio tutte, il cognome del marito, Angela Merkel e Chritine Lagarde addirittura dei primi mariti. Perchè? Noi in Italia siam più avanti. Tutte, ma proprio tutte mantengono il cognome da nubile. L’unico caso diverso che mi venga in mente è Letizia Brichetto Moratti. Ma non le ha portato per niente bene.

 

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Carlotta

    Ho capito che non te la senti di infierire sulla Fornero, ma non capisco il disprezzo snob per i supplenti delle medie fuori sede che portano il foulard! Essendo stata supplente fuori sede, ricordo che la preoccupazione più grande era quella di alzarmi dal letto a un’ora tale che mi permettesse di arrivare a scuola in orario (le 4.30 del mattino per la precisione). Non ricordo orrendi foulard che mi accompagnassero nella mia prima supplenza fuori sede. Anzi, forse mi sarei beccata molti meno mal di gola se nel gelido inverno fabrianese mi fossi ricordata all’alba di avvolgere un foulard intorno al collo…

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    • marinda

      Sai che ho riflettuto? Perchè non mi è antipatica la Fornero e non riesco ad infierire? Proprio perchè è “profesoressa”, insegnante, categoria che sarà sempre nei primi posti delle classifiche del mio affetto, più di sindacalisti, politici, industriali e compagnia bella. Ho questa stupida idea che chi insegna sappia sempre meglio e di più di chi fa. Anche se non mi piacciono le sue sciarpe.

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