Undici motivi per (non) andare a Zanzibar

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Quando si decide di partire per un paese lontano spesso non si ha la minima idea (o forse se ne ha una completamente sbagliata) di ciò a cui si va incontro.
Cosa c’è di meglio allora dei consigli di un amico per immaginare che ci piacerebbe visitare e cosa no?! In barba alle guide turistiche o ai cataloghi dell’agenzia viaggi. Solo per voi gli 11 incentivi per lasciarsi il caro giovane-vecchio stivale alle spalle e partire verso l’isola di Unguja, comunemente chiamata Zanzibar (che in realtà è l’insieme di più isole, di cui le più estese sono la suddetta Unguja e Pemba).
Ecco quindi gli undici motivi per cui tornerei a Zanzibar:

1. IL CLIMA: chi non vorrebbe interrompere il freddo e lungo inverno con una bella settimanella (ma anche di più, volendo e potendo) al caldo tropicale? Quel tepore che ti avvolge non appena esci dall’aereo (dove nella migliore delle ipotesi hai dovuto vestirti a strati perché non sai mai fino a dove riusciranno a portare il termostato dell’aria condizionata), a cui ti abitui in un batter d’occhio… come se l’estate fosse iniziata da mesi. (Ah perché, due settimane fa ho spalato neve? L’ho rimosso).
2. LA FAUNA TERRESTRE: quando è stata l’ultima volta che in spiaggia vi siete imbattuti in una simpatica scimmietta (come quella del dolce Remì, per intenderci) innamorata della vostra borsetta colorata? Occhio agli oggetti di valore peraltro, pare siano state a scuola da Arsenio Lupin. E l’ultima volta in cui vi si è posata una farfalla nera a pois bianchi sul ditone del piede? O che avete accarezzato una tartaruga gigante delle Seychelles? (ok, le Seychelles sono da un’altra parte…ma è una storia lunga).
3. LA FAUNA MARINA: se per la nuotatina quotidiana ci ricordiamo di attrezzarci con maschera e boccaglio…altro che acquario tropicale! Sembra assurdo ma…i pesci di “Alla ricerca di Nemo” esistono veramente!

eccolo il jackfruit!

4. LA FRUTTA: a Zanzibar si possono fare scorpacciate di papaya, mango (ma solo se arrivate entro la fine di Febbraio), cocco, ananas, frutto della passione, mini-banane, jackfruit (per darvi un’idea, guardate la foto), anguria….una goduria.
5. IL MARE: ma vuoi mettere i colori dell’Oceano Indiano con il verde-alga del nord dell’Adriatico? Quell’azzurro intenso dovuto al fondo bianchissimo che al largo viene rimpiazzato dal blu cobalto, che ti ricorda quelle foto dei cataloghi dell’agenzia sotto casa che pensi siano stati ritoccate con Photoshop…e invece no! Il paradiso acquatico esiste e tu ci sei dentro fino al collo!
6. I BEACH BOYS: se non ci fossero dovrebbero inventarli, questi ragazzi color cioccolato, che parlano l’italiano meglio di tanti nostri connazionali e che la maggior parte delle volte hanno un cuore “grande così”.
7. LE SPEZIE: una delle esperienze sensoriali più interessanti: addentrarsi in una radura dove ogni pianta sprigiona un profumo diverso, allo stesso tempo familiare, perché sa di casa, di cucina, e esotico, perché siamo abituati ad annusarlo da un barattolo. Il commento più frequente è “Ah! Ma allora è fatto così?”.

Un senene. Bello eh?

8. LA CACCIA AI SENENE: avete presente quei “bellissimi” insetti somiglianti, seppur più grandi, ai nostri scarafaggi? In lingua swahili pare si chiamino “senene”, che alla fine non è un brutto nome. Sono innocui e inseguirli negli angoli più angusti della casa può anche essere divertente.
9.  LE CORNACCHIE: lo sapete che a Zanzibar è pieno di cornacchie? Ma quali pappagalli colorati!!? Qui sono loro a farla da padrone! Viste da vicino sembrano anche carine ed eleganti, con il loro beccuccio nero e lucido. E sono pure divertenti: occhio alle brioches, perché se le lasciate incustodite potrebbero scipparvele con la nonchalance di una gazza ladra.
10. GLI APERITIVI IN BARCA AL TRAMONTO: c’è bisogno di altre parole per descrivere la situazione? Direi di no. Salute.
11. Last but not least….LA COMPAGNIA: una vacanza, a maggior ragione se in un luogo incantevole, mette di buonumore e, se si è fortunati, le persone giuste possono renderla indimenticabile.

bassa marea

MA se qualche evento avverso ci nega la gioia di partire per questo paradiso …ecco undici (insulsi) motivi dietro cui barricarsi sostenendo che potrebbe avere un senso rinunciare al viaggio:
1. IL CLIMA: quella spiacevole sensazione di appiccicaticcio e di afa…ma non bastava il mese di Agosto?
2. LA FAUNA TERRESTRE: carini gli animaletti esotici ma…provate voi a trovarvi un serpente nel letto mentre vi gettate tra le braccia di Morfeo!
3. LA FAUNA MARINA: pensate a quanto è bello avvicinarsi ai pesciolini che nuotano fra le rocce, sfiorare gli anemoni di mare, girare l’angolo e trovarsi di fronte…una murena a fauci spiegate! “Salve bel pesciolone serpentone! Me ne stavo giusto andando…”
4. LA FRUTTA: abbuffarsi con trionfi di manghi, banane, angurie, etc etc (vedi sopra) è la cosa più naturale del mondo…ma tenete presente che tutta quella frutta ingurgitata potrebbe trasformarvi in una mongolfiera (l’immagine della donna gravida sarebbe più corrispondente al vero, ma è applicabile solo al gentil sesso)?
5. IL MARE: sarà anche caratteristico, ma è piuttosto scomodo programmare le passeggiate sulla spiaggia a seconda delle maree, se non si vuole correre il rischio di non riuscire più a tornare indietro.
6. I BEACH BOYS: una vacanza-relax può contemplare dei ragazzi che appena metti un piede sulla sabbia, ti corrono incontro proponendoti insistentemente di acquistare da loro qualsiasi cosa, dal soprammobile in ebano alla gita in barca (magari a corto di benzina)?! No.
7. LE SPEZIE: quando ci si trova nella “patria” delle spezie come si fa a resistere alla tentazione di portarsene a casa una vagonata, anche se si sa che non le si useranno mai? Il risultato: quando la valigia verrà riaperta al termine del viaggio di ritorno,  sembrerà che la biancheria sia stata lavata  immergendola nell’intingolo dell’arrosto.
8. LA CACCIA AI SENENE: non sono certo una bella visione, ‘sti scarafaggioni marroni…se poi si considera che si intrufolano anche fra la biancheria dopo aver passato in rassegna chissà quanti tubi di scarico delle acque sporche…
9. LE CORNACCHIE: ma non portavano sfortuna, questi uccellacci?!
10. GLI APERITIVI IN BARCA AL TRAMONTO: su una barca, per di più africana, non si può certo trovare un’offerta di cocktail paragonabile ai migliori locali milanesi. E se a me non piacesse Coca e rhum, altresì chiamato “cuba libre”??! (ma Cuba non era da un’altra parte?)
11. LA COMPAGNIA: dopo esser riusciti finalmente a fuggire dall’inquinamento acustico della nostra società “del rumore”…non si può certo desiderare il continuo chiacchiericcio dei “soliti” turisti italiani!

Orbene, in conclusione… scegliete voi se vi attira oppure no una vacanza del genere. Io ripartirei domani.

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12 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Alicja

    MI sto preparando per Zanzibar. Dovrei partire 6 luglio 2016. Ho letto quasi tutto sul questo meraviglioso posto, ho visto tantissime foto e mi sono innamorata…. Prenoto Reef & Beach Resort a Jambiani. Il posto mi sembra bello…. Qualcuno è stato li’ vicino?

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  2. Ignazio

    Se mi venite a dire che Zanzibar è brutta,in confronto Milano fa schifo a un cane di 60 (umani,quindi morto)

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  3. Genny

    ma qualcuno che abbia letto con attenzione al fine di comprendere il lato ironico della seconda parte dell’articolo niente???

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  4. Ange

    Non siamo bigotti, per cortesia. Chi vuole viaggiare, ma viaggiare davvero, se ne frega del caldo umidiccio e se ne sta a Milano Marittima.
    Accettare che un luogo sia diverso da casa è il miglior modo di smetterla di arricciare il naso come un vacanziere e cominciare a guardare il mondo da viaggiatore.

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  5. carlo Ceccarini

    Quanti ne hai dimenticati!!
    A Stone town c è l’albergo etnico più bello al mondo
    Mangiare le chele di granchio gigante,più saporite dell aragosta ..a due soldi nei mercatini
    Ascoltare un soul nella chiesetta che conserva i resti di Mr Livingstone
    L’isola di Pemba,poco a nord ovest, che produce l’80%dei chiodi di garofano nel mondo..
    carloceca@yahoo.it

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  6. Vincenzo

    Mi sembra un po’ troppo pessimista come descrizione forse dovuta a una personalissima esperienza negativa..

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