La pagina della Cover Writer: La donna delle domenica, di Carlo Fruttero e Franco Lucentini.

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Fruttero e Lucentini noti anche come F&L o «la ditta»

Fruttero e Lucentini noti anche come F&L o «la ditta»

Il paradiso è un posto dove non succede mai niente. (David Byrne)

Non ho mai visto due persone essere così amiche da riuscire ad andare ognuno al funerale dell’altro. Questa frase che non ho più ritrovato e che mi pare fosse di Leo Longanesi, mi è venuta in mente il 15 gennaio, giorno della morte di Carlo Fruttero. Ho pensato di tributargli questa “cover” sui generis, perché la vera opera d’arte di cui bisogna parlare, non è solo e non tanto l’opera scritta di una persona speciale, ma la vita, l’amicizia professionale che ha creato la cosiddetta “ditta” di scrittura con Franco Lucentini, ma soprattutto la sua morte e il suo funerale.

Carlo Fruttero funeral party

Carlo Fruttero funeral party

Di quanti che non fossero faraoni, re, imperatori o dittatori avete mai saputo che avessero organizzato una festa di funerale prima di morire? Beh Fruttero lo ha fatto. Quello che hanno trovato alle esequie gli invitati, è stato un paradiso in Terra per amanti della lettura e della scrittura. Sulla sua bara diverse edizioni di “Pinocchio”, i “Promessi Sposi”, “Favole Italiane” di Calvino, un pacchetto di sigarette, tanti invitati di ogni età, aneddoti anche buffi, salame e spumante, un picchetto d’onore di vigilesse. E la sepoltura in terra, vicino all’amico Italo Calvino. “Così prenderemo il tè insieme anche nell’aldilà”.

Fruttero alle esequie di Lucentini presso "La Stampa"

Fruttero alle esequie di Lucentini presso “La Stampa”

Mancava solo Franco Lucentini, morto suicida 10 anni fa. Con lui aveva diviso tutto: il lavoro alle edizioni Einaudi, la direzione dal 1961 al 1986 di Urania, la rivista e poi collana di fantascienza che ha lanciato in Italia Asimov e Philip K Dick; la pubblicazione di libri, saggi, raccolte scritti a 4 mani. Il primo che viene in mente è “La donna della domenica” del 1972, da cui Comencini ha tratto il bellissimo film nel 1975 con Marcello Mastroianni, Jacqueline Bisset, Jean-Louis Trintignant. Per più trent’anni hanno curato raccolte, scritto a 4 mani altri romanzi e saggi, fra le quali, il più famoso è “La prevalenza del cretino” del 1985.

Antologia Urania 1978

Antologia Urania 1978

Quando nel 2002 Lucentini si è tolto la vita a 82 anni, Fruttero ha commentato che gli spiaceva che fosse rimasto solo, lui per fortuna aveva figlie e nipoti che non lo abbandonavano. Poi però, non ha scritto per 4 anni, gli unici nella sua vita in cui non ha pubblicato. È uscito così nel 2006 “Donne informate sui fatti”. Anche questo, scritto perfettamente con lo stesso sapore dei romanzi d’indagine che scriveva a 4 mani con l’amico di sempre. Nel 2010 ha pubblicato un’ultima volta e ha partecipato a “Vieni via con me” scrivendo una lista sui vantaggi della vecchiaia. Ci ha lasciato dalla sua casa al mare in Toscana, a Castiglion della Pescaia, dove si è fatto seppellire.

Ci ha lasciato pagine di polizieschi scritti con Lucentini, con una scrittura così moderna da essere senza tempo. Ho letto “La donna della domenica” nella calda estate del 2003, dopo aver visto il film in una replica estiva. Il film mi era piaciuto, ma il romanzo mi ha veramente stupito. Anche dopo tutti quegli anni aveva conservato intatto il suo messaggio, non solo non era datato, ma era ancora contemporaneo. Il merito è della scrittura e della tempra dei due autori. Questa idea un po’ piemontese di concretezza e apparenza, delle origini ricche e nobili in contrasto con chi viene da altro, che sia il sud, da fuori città, da fuori del giro giusto, cortesia e distacco. Un’indagine che è anche un racconto sociale dove ognuno dei protagonisti conserva un suo linguaggio, dei suoi modi, delle sue abitudini, che si incontrano, ma mai si fondono o si confondono.

Quando poi è uscito “Donne informate sui fatti” l’ho subito letto. Desideravo ritrovare l’atmosfera del romanzo scritto a 4 mani 28 anni prima, ma temevo che non fosse possibile: Fruttero ormai aveva 80 anni e Torino dopo le Olimpiadi invernali sembrava una città ormai oltre la rigidità degli anni ’70. Mi sbagliavo: la scrittura e il meccanismo di indagine sono sempre lucidi e moderni, e l’idea di io narranti diversi per ogni capitolo, tutte donne, tutte di estrazioni sociali e origini diverse, ognuna con un suo modo diverso di esprimersi, è interessante e ti tiene sempre attaccata alla pagina scritta. Da questo romanzo d’indagine ne è stata tratta una piece teatrale, in tournée ancora nel 2011.

Non volendo svelare nulla, trattandosi in entrambi i casi storie di omicidi, ma anche di quadri psicologici contestualizzati in una specifica fetta di società, ho riportato solo frasi che non rivelino la parte di indagine, ma il bel modo di delineare le personalità dei tanti personaggi. Tutti in entrambi i romanzi resteranno nel nostro immaginario.

La donna della domenica/Jacqueline Bisset - Anna Carla

La donna della domenica/Jacqueline Bisset – Anna Carla

La donna della domenica, di Carlo Fruttero e Franco Lucentini – 1972, edizioni Mondadori.

… – Noi invece, come vedrà dal rapporto, resteremo piuttosto orientati verso … Come dice? - Dico che orientarsi è bene, – disse con ferma cortesia il vicequestore Picco, prima di riappendere. – Ma andare avanti è anche meglio.

… Una grande dolcezza, una pacata soavità, rallentavano ogni gesto di Anna Carla. Ne era lei stessa consapevole, e felice in un modo anch’esso attutito, ovattato, come se le fosse appena nevicato dentro.

-  Ma perché lo devi imporre a tua figlia? Perché la vuoi condizionare? Perché le devi a tutti i costi rifilare il tuo gusto come una malattia, che poi se la tiene tutta la vita … é criminale.

… – A scuola, ai nostri tempi, pretendevano la precisione assoluta, e guai a sbagliare. Ma ormai fan tutto così, come viene viene, nessuno ha più  la pazienza di mettersi lì a tirare una riga diritta. … io non so, sembra perfino che si divertano a storcere tutto, a pasticciare le cose più semplici. Altrimenti non sono contenti.

Mastroianni commissario Santamaria e Jean-Louis Trintignant Massimo amico di Anna Carla

Mastroianni commissario Santamaria e Jean-Louis Trintignant Massimo amico di Anna Carla

… Massimo aprì la bocca, la richiuse, restò un lungo momento in silenzio. Aveva troppa voglia di ridere, decise, perché in quelle circostanze la sua risata potesse sembrare naturale. … S’interruppe per chiedere che cosa fosse il “bizzarro soprammobile di pietra” indicato come arma del delitto. … Ma quella gran voglia di ridere, intanto gli era già passata. La vita era fatta così: greve, goffa, penosamente naturale, cominciava a divertirsi quando si alzava da terra e tendeva all’arte: ma non ti dava mai un senso così acuto di inanità come quando bene o male riusciva a raggiungerla … Era naturale del resto. Il bel dipinto, la bella poesia, la sinfonia sublime, finivano lì. Invece la vita, per forza, continuava. Non avevi ancora finito di applaudire, che già dovevi chiederti e adesso?

… Il commissario sapeva benissimo: era la caratteristica di tutti gli irregolari, gli spostati, gli anormali, gli ossessi, di immaginarsi che nessuno al di fuori di loro sapesse quanto la vita poteva essere dura, tirata, piena di tragiche vergogne, di nere zone d’impotenza e sconfitta: ed era, in fondo, questa pretesa che li rendeva odiosi alla gente comune, ai benpensanti. Ma cosa credevano, di avercelo loro il monopolio della sofferenza, l’esclusiva delle umiliazioni? Perché diavolo si prendevano, per altrettanti cristi in croce? Anche nel campo delle tribolazioni, pensò il commissario, la concorrenza diventava spietata. I tempi erano maturi per inaudite catastrofi.

Donne informate sui fatti-Donne informate sui fatti, Carlo Fruttero – 2006, edizioni Mondadori.

La figlia … Tutte le parole che riguardano l’adulterio sono vomitevoli, a partire da “adulterio” stesso. Tradimento, corna, fedifrago, infedeltà, avventura e avventurata, le hai usate sempre, pronunciate spensieratamente tu stessa quando si trattava di altri. Ma quando si tratta di te non c’è più niente da ridere o sorridere, la pochade maliziosa si allontana alla velocità della luce. Conta anche il modo, e io ho fatto la mia scoperta nel modo in assoluto peggiore, direi: la macchia di rossetto sulla camicia di lui. Guardi, scruti, annusi, ti dici: è mai possibile, se ne frega talmente di me, mi considera una tale scema che non si dà nemmeno la pena nascondere?

Donne informate dei fatti Daniela poggi La Migliore Amica e Patrizia Zappa Mulas La figlia

Donne informate dei fatti Daniela poggi La Migliore Amica e Patrizia Zappa Mulas La figlia

La figlia … L’autostima, l’autostima, sempre l’autostima, non ne può più di questa maledetta autostima, diceva mio marito (ex) Jacopo. Gli dava sui nervi la parola, quella velleità pseudo scientifica. Ma voi (io e le mie amiche) lo direste che Giovanna d’Arco si autostimava? e Lucrezia Borgia mentre faceva fuori i suoi amanti? C’era una parola che definiva benissimo la cosa: orgoglio. La storia era piena di donne orgogliose, Cleopatra, Caterina di Russia, matrone romane, poetesse, che so. Pieno.Autostima era una parola da poveracce, da casalinghe: autopulente, autofriggente, automacchiante…

La migliore amica … Con Fiorenza andavamo molto d’accordo, che bella frase. Ma che cosa esattamente sia l’amicizia resta un mistero. I gusti in comune? Storie. Le affinità o differenze di carattere? Lo stesso modo di vedere le cose? I consigli reciproci? Altre belle frasi. La cosa più probabile è che dalle due parti ci sia la stessa certezza istintiva, assoluta, che l’altra non ti giudicherà.

Futtero e Lucentini

Futtero e Lucentini

Puoi dirle qualsiasi cosa dalla suprema scemata al segreto più intimo, e sarai criticata, disapprovata, magari insultata, ma non da un giudice. La totale libertà di parola, insomma. O forse quel senso di irresponsabilità, di spensieratezza che è il bello irrecuperabile della giovinezza.

 

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