Dobbiamo portare qualcosa per stasera?

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Quand’è stata l’ultima volta che qualcuno ha suonato al vostro campanello di casa senza preavviso? E quanto spesso ricevete una telefonata sul cellulare o addirittura al telefono fisso senza che sia stata in qualche modo preannunciata?
Le nostre vite sono così impegnate e minuziosamente organizzate che anche eventi che dovrebbero essere gradevoli come una telefonata o una visita inattesa possono rivelarsi fastidiose perturbazioni. Per non parlare di una cena a casa propria!

“Non sono venuti; sono stati degli ospiti perfetti” (dal ‘New Yorker’)

Normalmente le cene vanno organizzate con un anticipo pari a quello con cui si cominciano a pianificare le Olimpiadi; sono necessari fitti scambi di email, compilazione di fogli excel ed esiste addirittura un sito che consente al promotore dell’iniziativa di proporre agli amici uno schema con le possibili alternative di data ed orario. E poi va organizzata la casa, la tavola, tirati fuori piatti e bicchieri per gli ospiti. Anche le nostre case non sono più abituate a ricevere gente. Si “socializza” on-line, ma a domicilio meglio di no.

E quando arrivano gli ospiti? Chi li intrattiene? Come? Dove? Bisogna finire di cucinare e magari bisogna farlo in un ambiente separato rispetto a dove si cena. Le case “borghesi” erano progettate in questo senso: c’è il cucinotto, ossia uno spazio dove accadevano cose che gli ospiti non potevano vedere, anche perché magari ci stava la “serva” o la collaboratrice domestica. E allora, che fare? O cucini o accogli gli ospiti. E poi quanto cucini? Primo, secondo e contorno come da manuale rischiando però di ingozzare gli ospiti che non va più di moda oppure solo una portata per stare leggeri, ma poi hai la paranoia di far la figura dello “sparagnino”? Insomma: star seduti con gli amici a cena è piacevole, ma organizzare la cena è tremendamente faticoso. Ma la soluzione esiste per la gioia di grandi e piccini e si chiama spezzatino!

Lo spezzatino offre numerosi vantaggi sia all’atto della sua consumazione che preparazione. Elenchiamoli:
1) può essere preparato con largo anticipo, anche di un giorno. Anzi: è più saporito se mangiato dopo diverse ore dalla preparazione
2) se accompagnato da patate è un perfetto piatto unico che ha bisogno solo di una bella insalata per completare la cena
3) cucinarlo non è complicato e non ha bisogno di attenzione continua. Anzi consente un sano ed soddisfacente multitasking alcolico
4) è un piatto “caldo” che evoca antichi convivi, dalla cena dalla nonna al rifugio di montagna davanti al camino. Crea un’atmosfera.
5) è buono e – se preparato in abbondanza – può tornare utile il giorno seguente quando gli ospiti se ne saranno andati e sarà tornata la quiete

Infarinatura della carne di manzo

Gli ingredienti (6 persone) -  tempo di preparazione: 2 ore e un quarto

(la ricetta schematica a fondo articolo)
1 kg di carne di manzo tagliata a cubetti
1 cipolla, 1 aglio
sale, olio, farina, dado per il brodo, burro
2 fette di limone
3 gambi di sedano
3 carote
6 pomodori o 500 ml passata di pomodoro possibilmente di marca “Mutti”
alloro, salvia, timo, rosmarino, prezzemolo
2 cucchiai di farina
1/2 litro di vino rosso

Brodo, soffritto, farina e vino

Allora, per prima cosa si mette a fare del brodo, tipo un litro, e lo si lascia a scaldare a fuoco molto basso in modo da poterne disporre in qualsiasi momento. Già avere sui fornelli un pentolino di brodo con un mestolo semi-immerso conferisce alla cucina un tocco di alta professionalità. Il passo seguente è fare il soffritto. So di matrimoni che si sono sfasciati per le dimensioni della cipolla da soffriggere. A me piacciono i pezzettoni. E piace pure un soffritto ricco, tipo macedonia. Quindi si prende una bella pentolona larga (casseruola) e ci si versa olio di oliva extra-vergine e un pezzo di burro, con pezzi di cipolla, aglio, sedano, carote insieme a foglioline di prezzemolo e salvia. Premetto anche che – nonostante sia un profondo amante del multitasking – in cucina preferisco fare una cosa alla volta, anche se ciò va a discapito del tempo. Quindi il soffritto richiede la nostra totale attenzione e va “smosso” continuamente con un cucchiaio di legno perché tutti i suoi componenti si “soffriggano” in maniera omogenea. Quando la cipolla è dorata (ho sempre sognato poterlo scrivere…), si spegne.

Vino a volontà

Dopo essersi lavati le mani, si infarina la carne. Non so bene a cosa serva quest’operazione, ma proprio il fatto di non saperlo le conferisce un’importanza capitale ed un valore quasi religioso. Inoltre toccare la carne con le mani è un’esperienza “carnale”, oserei dire sensoriale o addirittura sensuale. Mentre massaggiate i pezzi di manzo con le vostre mani infarinate smuovendo il tutto senza tabù, potete dar sfogo alla vostra immaginazione: potete pensare che quel manzo che vi rigirate tra le mani, sia qualsiasi cosa…ve lo assicuro, vi farà bene! A questo punto si riaccende il fuoco sotto il soffritto e ci si butta la carne infarinata, mescolando continuamente e facendola rosolare per circa 5 minuti, aggiungendo il brodo per evitare che la carne si “attacchi”. Già che si siamo spargiamo odori a piene mani: alloro e timo. Siamo pronti per aggiungere il vino: per chi è poco avvezzo all’arte della cucina, si tratta di un atto apparentemente contro-natura: buttare del vino in una pentola. Il bello è che ce ne va molto, più di quanto ci possa apparire normale: il vino deve arrivare a coprire la carne. E’ un momento magico. La mescolanza degli elementi: la carne con il vino sul fuoco. E’ una comunione.

Un’ora meravigliosa

Al tutto si aggiungono sale grosso, 2/3 fette di limone per aromatizzare ulteriormente e si lascia cuocere a fuoco lento e coperchio semi-aperto per un’ora. Un’ora che sarà bellissima. Perché potrete dedicarvi a uno stupendo multitasking “con priorità”. Ossia fare molte cose allo stesso tempo, delle quali però una sola ha la priorità sulle altre e quando essa richiede attenzione, gliela si dedica totalmente ed immediatamente. In questo caso, lo spezzatino ha la priorità. Quindi ogni tanto andrà mescolato, controllato, assaggiato, gli si aggiungerà brodo perché non si secchi; ma – contemporaneamente – sarà piacevole ed appagante guardare una partita di football in TV (senza volume), ascoltare la radio, leggere un libro, controllare e curare il profilo Facebook e Twitter e sorseggiare del vino in un calice elegante (1/2 litro al massimo). Attività sessuali sono troppo dispendiose e distraenti. Non dovrete mai allontanarvi dai fornelli. Così come non ci si allontana mai dalla cappa di un laboratorio di chimica durante una reazione chimica, anche e soprattutto quando sembra che non stia accadendo nulla: è sufficiente essere distratti in un momento cruciale e la carne si brucia o si attacca alla pentola e addio cena!…

Wet whole tomatoes

Pomodori: mezzora

Tra le altre operazioni da svolgere durante questa ora, c’è quella di togliere la buccia ai pomodori (che andranno aggiunti nello stadio seguente) perché la buccia è acida. E’ un lavoro noioso, ma ci si può “intrippare” con gusto se la si prende con calma. Trascorsa l’ora si aggiungono i pomodori e si mescola con vigore per fare amalgamare il tutto. E si riprendono le attività precedenti, lasciando cuocere per un’altra mezzora che diverrà frenetica. Perché oltre a guardare una partita di football in TV (senza volume), ascoltare la radio, leggere un libro, controllare e curare il profilo Facebook e Twitter, sorseggiare del vino in un calice elegante, dovrete anche cominciare a preparare la tavola, scegliere la tovaglia, andare a prendere le sedie in cantina, disporre sul tavolino del salotto cataloghi di mostre di arte moderna che non aprite da 8 anni e soprattutto pelare le patate, le carote e lavare il sedano.

Patate, carote e sedano: mezzora

Trascorsa la mezzora, si aggiungono le patate tagliate in pezzetti mangiabili in due morsi e pezzi di carote e sedano della lunghezza di circa 7 cm.. E si mescola e rimescola. A questo punto tutti gli ingredienti sono stati aggiunti. Ci siamo quasi, manca l’ultima mezzora di cottura. Una decina di minuti prima della fine cominciate ad aggiungere rosmarino a piene mani. L’importante è che le patate non si disfino, ma neanche che rimangano durette. Occorre attenzione e assaggi ripetuti. Quest’ultima mezzora va presa con estasi ed entusiasmo: riempite più volte il calice, volteggiate in cucina, fatevi prendere da eccessi di ottimismo ed autostima: chi ha mai cucinato uno spezzatino così buono e sofisticato? Siete bravissimi, siete i migliori, siete unici!

L’organizzazione di una cena va programmata con lo stesso anticipo delle Olimpiadi

Al termine della mezzora, se il check patate è andato bene, spegnete tutto, tappate con il coperchio e lasciate riposare. Date un ultimo sguardo al computer, sottolineate con la matita un’ultima frase sul libro e spegnete il telecomando. Sorsata finale di vino e lo spezzatino è pronto. Sono state due ore e un quarto di soddisfazione estrema in cui vi siete dedicati a voi stessi e quindi avvicinati a Dio che è dentro di voi, come disse qualcuno circa duemila anni fa. Adesso non resta che aspettare quei rompiscatole degli ospiti…

Ricetta schematica

1) preparare brodo in pentolino da tenere disponibile a fuoco basso
2) infarinare la carne
3) in casseruola, fare soffritto di: cipolla, carote, sedano, un po’ di aglio, prezzemolo, salvia.
4) mettere la carne nella casseruola, rosolandola per 5 minuti insieme ad alloro e timo
5) versare vino rosso fino a coprire la carne ed aggiungere un paio di fette di limone
6) lasciar cuocere a fuoco lento con coperchio mezzo aperto, aggiungendo brodo e rimescolando perché non si attacchi, per un’ora
7) sbucciare pomodori e patate
8 ) aggiungere pomodoro e lasciar cuocere mezzora
9) aggiungere patate, carote, sedano e lasciar cuocere mezzora
10) dieci minuti prima della fine della cottura, aggiungere rosmarino
11) servire

 

 

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Max Keefe

    Il problema di intrattenere gli ospiti non si pone. Hai bevuto così tanto durante la preparazione dello spezzatino che sarai il perfetto giullare della serata, finché non scivolerai sotto il tavolo e comincerai a toccare le ospiti ridendo come Christian De Sica.

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  2. Penelope Pras

    Ho già l’acquolina, anche se ho finito di pranzare mezz’ora fa. Proverò presto la tua ricetta.
    Due domande: hai mai provato a preparare lo spezzatino nella pentola a pressione? Hai un vino rosso preferenziale per la cottura? Io uso solitamente il nero d’avola, con grande soddisfazione del mio palato.

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