Baciamoci così in Undici film de chevet

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Dal primo bacio al bacio autunnale. Dal bacio all’italiana al bacio perdente. Dal bacio infinito al bacio finale. Cariche erotiche per tutti i gusti negli undici film de chevet

Film de chevetfilm sul comodino

Chevet in francese significa più o meno comodino. Le livre de chevet si tiene sul comodino per per sfogliarlo, rileggerlo, accarezzarlo. Come i libri, i film de chevet si amano, si guardano, si sfogliano, si accarezzano, si portano sempre con sé.
L’amore improbabile in undici film de chevet
I film de chevet ricchi di speranza
I film de chevet da Oscar
I film de chevet sulla crisi

Il bacio è il tocco più emozionante. Per questo sono infiniti i baci del cinema ed infiniti sono gli omaggi ai baci cinematografici con classifiche, compilation, video. L’Undici non si tira indietro e vi offre 11 film da non perdere con dei baci di quelli che non si scordano più.

Il primo bacio è uno spettacolo indimenticabile

“Gli anni in tasca”  [L'argent de poche] di François Truffaut, 1976.
“I bambini sono resistenti: sbattono dappertutto, contro la vita, ma hanno un angelo custode. E poi hanno la pelle dura”
Gli anni in tasca di françois Truffaut

La vita, le paure, i giochi, i sogni e naturalmente l’amore in un gruppo di bambini nel passaggio all’adolescenza. Truffaut riesce a trasmetterci la vitalità di un’età confusa e irripetibile che riusciamo a rivivere ogni volta che riguardiamo Gli anni in tasca. Memorabile il discorso finale del maestro. Il bacio tra Patrick e Martine segna il passaggio all’età successiva quando i bambini potranno“rivolgere il loro amore o il loro affetto, la loro tenerezza su altra gente, su qualcos’altro, perché la vita è fatta così: non si può fare a meno di amare e di essere amati”.
Scambiarsi un bacio che strappa gli applausi

Il bacio di noi giovani del futuro

“Kick ass” di Matthew Vaughn, 2010. Con Aaron Johnson, Christopher Mintz-Plasse, Lyndsy Fonseca, Chloe Moretz, Nicolas Cage
“Perchè nessuno di noi ha mai sognato di essere un supereroe?”
il bacio di kick ass a Lyndsy fonsecaKick ass non è un film di supereroi nè una parodia dei film sui supereroi. Ma ci sono dei supereroi e dei ragazzi del XXI secolo che vorrebbero fare i supereroi. E ci provano per davvero. Ma è solo un modo per poter rimorchiare, visto che fingersi gay non aveva funzionato. Se il supereroe è fasullo, le mazzate sono vere e allora molto meglio l’amore. Il film è divertente con diverse trovate spiazzanti. Ma il bacio tra adolescenti risponde solo a pulsioni ormonali. I veri supereroi e veri idoli del film sono la micidiale Hit girl (la Chloe Moretz di Hugo Cabret) e il papà Big Daddy (Nicholas Cage).
Da vedere schiacciandosi i brufoli tra un limone e l’altro

Il bacio tra due veri maschi

My beautiful laundrette di Stephen Frears, 1985. Con Daniel Day-Lewis e Gordno Warnecke
Ti sei sporcato. Sei bello.
my_beautiful_laundrette daniel day lewisNon riesco a pensare a niente di meglio che baciare Daniel Day Lewis nel retro di una lavanderia a gettone mentre di là mio zio il proprietario e la sua amante dolcemente ballano un valzer. Non fa differenza che anche io sia un maschio, considerato che tra l’altro si capisce benissimo che ci piacciamo da sempre, che tra noi certo la storia non inizia ora. Non può farne che io sia ricco e appartenga alla comunità pakistana e lui invece sia un vero disoccupato british di epoca thatcheriana, non può farne che mio padre e tutta la famiglia non sappiano della mia omosessualità e pensino che io farò carriera nel business delle lavanderie, sposerò una bella pakistana e continuerò a fare tutto quello che si aspettano da me. Voglio restare qui, nel retro, a baciare Daniel, e tutto andrà bene e noi staremo insieme.
Un bacio di verità e ribellione. Da guardare seduti sulla cesta dei panni sporchi.

Il bacio più bacio di tutti

Fronte del porto [On the waterfront] di Elia Kazan, 1954 con Eve-Marie Saint e Marlon Brando.
Voglio che tu te ne vada” “Edie, tu mi ami… dimmi che mi ami” “Non ho detto che non ti amo, ho detto “vattene!”Eva_marie_saint_marlon_brando fronte del porto
Bacio aggressivo, terribile e bellissimo, quello di Marlon-Terry, portuale ed ex-pugile, dato dopo avere sfondato la porta di casa della povera Eve-Marie-Edie, mentre lei gli urla di andarsene, ammettendo però di amarlo; Marlon la attacca al muro e lei cede in un attimo (Don’t try this at home!). Bacio di chi è sicuro dei sentimenti propri e dell’altro, non ha niente da
Dammi uno schiaffo che ti do un bacio perdere e si aggrappa all’amore per salvarsi da se stesso e dalle proprie debolezze. L’amore di Edie aiuterà Terry a fare la cosa giusta: testimoniare contro il fratello gangster che controlla con metodi malavitosi l’organizzazione sindacale dei portuali. Capolavoro di Kazan (la cui vicenda di delazione verso colleghi accusati di filo-comunismo si riverbera nel film), questo film valse a Marlon Brando il primo Oscar e la sicura qualifica di Grande Baciatore.
Un bacio traboccante passione e rabbia, come sanno darne soltanto i camalli di Hoboken. Da guardare con la porta di casa spalancata, così se qualcuno vuole entrare a baciarvi non ci rimettete la serratura e lo stipite.

Dammi uno schiaffo che ti do un bacio

“La lunga estate calda” [The long hot summer] di Martin Ritt, 1958. Con Paul Newman, Anthony Franciosa, Orson Welles, Joanne Woodward, Angela Lansbury.Joanne_Woodward_in_The_Long_Hot_Summer
“Le serrande sono chiuse, è notte, non la vede nessuno se fa uno sbaglio. Si tolga questa roba Miss Clara perché ora io la bacio, le farò vedere quanto è semplice.”
Paul Newman - La lunga estate caldaCaldo torrido. Il papà (Orson Welles) è padrone dell’intera cittadina. E’ normale che la figlia si senta un po’ schiacciata. Poi arriva Paul Newman più bello e sexy di qualsiasi essere vivente. Lui è preceduto da una fama di piromane e piantagrane. E sconvolge tutto. Sa quello che vuole e sa come prenderselo. Puoi anche prenderlo a schiaffi, ma sai già che non potrai resistere a quella faccia (e con quel fisico) da magnifico perdente.
Paul Newman e Joanne Woodward si innamorarono veramente sul set, fomentati da quel vecchio marpione di Orson Welles. Poi si sono sposati restando insieme fino alle nozze d’oro.

Da vedere sudati, in canottiera, sprigionando una carica di erotismo capace di mandare in tilt un intero paese

Il bacio all’italiana

Matrimonio allitaliana di Vittorio De Sica, 1964. con Sofia Loren e Marcello Mastroianni.
“T’aggie volute bene, Dummì, e mo più di prima.”
Marcello Mastroianni e Sofia Loren in Matrimonio all'italiana
Certi baci sono diversi; arrivano quando di aspettarli avevi smesso da un bel po’, anni, magari decenni. Sono i baci nella cui attesa hai costruito e sopportato la tua vita. Il bacio che vale una vita tra Filumena Marturano e Domenico Soriano capita in un giorno napoletano grigio, alle falde del Vesuvio, in un duello finale di sentimenti contrastanti, rancore, egoismo, amore incondizionato. Riduzione cinematografica della “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, il film racconta una storia che oggi sarebbe risolta con un pratico test del DNA: uno solo dei tre figli della ex prostituta Filumena è figlio di Don Domenico, che molti anni prima l’ha tolta dalla casa chiusa per rinchiuderla in casa propria, governante di sua madre e dei suoi affari, con gli oneri della moglie e nemmeno gli onori della serva. “‘E figlie so’ figlie e so’ tutt’eguale!” dice Filumena, e lui dovrà essere padre di tutti e tre oppure di nessuno. Il farfallone Domenico si ribella, scalcia, strepita, la caccia, si macera nel dubbio e nella nostalgia di lei. Infine, l’incontro, un corpo a corpo metaforico e non, che culmina in un bacio che significa resa, accettazione, un nuovo inizio.
Un bacio sofferto, sofferente e finale. Da guardare solo tra consanguinei, discutendo dell’eredità dei bisnonni.

L’irresistibile bacio dell’adulterio

Da qui alleternità [From here to eternity] di Fred Zinneman, 1953. con Deborah Kerr e Burt Lancaster.
“Sapessi che sensazione nuova per me, nessuno mi ha mai baciato così” “Nessuno? Nemmeno uno?” “Nessuno.”
hot_kiss_on_the_beach_from_here_to_eternityUn bacio zuppo, salmastro e adulterino, uno dei baci più famosi di tutta la storia del cinema. Esaltati dal datato bianco e nero (che è sempre più realistico della realtà dei colori, come sosteneva Samuel Fuller), il monolitico militare Burt Lancaster e la fedifraga e sofferente Deborah Kerr si abbandonano sulla battigia hawaiana a un bacio straordinario. In questo sincero drammone, nell’intreccio delle storie di diversi soldati statunitensi (Montgomery Clift, Frank Sinatra, Ernst Borgnine) alle Hawaii alla vigilia di Pearl Harbour, la passione tra Burt e Deborah nasce e muore intorno a quel bacio e a un equivoco: a lui hanno detto che lei è una moglie cornificante seriale, lei in realtà è invece profondamente infelice, mortificata da suo marito, sola e tutt’altro che “allegra”. Si innamorano, lei vorrebbe divorziare dal marito e impalmare il bel Burt, ma lui rinuncia (c’è anche quel dettaglio dell’attacco giapponese nel frattempo, ma in confronto all’amore è una quisquilia, ovviamente). Tipico adulterio, un po’ di paradiso e poi una gran tristezza; ma il paradiso continua a riscuotere uno strameritato successo (le religioni le fanno a bella posta).
Un bacio ardente, peccaminoso e ormonale. Da guardare mentre aspettate la telefonata del/della partner in vacanza alle Hawaii.

Scarlett Johansson e Bill Murray in Lost in Translation

Esiste una inevitabile sconfitta che non abbiamo scelto noi ma che è del mondo in cui viviamo

“Lost in translation – L’amore tradotto” di Sofia Coppola, 2003. Con Bill Murray, Scarlett Johansson
“Più conosci te stesso e sai cosa vuoi, meno ti lasci travolgere dagli eventi”
Un uomo (un Bill Murray al massimo della forma) e una ragazza (una Scarlett Johansson non ancora diva inarrivabile), bellissimi e perdenti si ritrovano casualmente a condividere una fetta della loro vita disorientata nella disorientante Tokio. Necessità e attrazione non sempre possono diventare amore. Il bacio è struggente proprio perché non ce la può fare.
Da vedere con lo sguardo perso nel vuoto, ma con un batticuore così

Cary Grant e Ingrid bergman si baciano in Notorious

L’infinito bacio appassionato


Notorious – L’amante perduta” di Alfred Hitchcock, 1946 con Cary Grant e Ingrid Bergman

“Dillo di nuovo, mi fa stare sveglia.”  “Ti amo”
Appassionante storia di spionaggio post bellico. Dovere, onore, sprezzo del pericolo. Ma l’amore vince sopra di tutto. Hitchcock è un maestro ad intrecciare i vari livelli di lettura in questo che è ritenuto uno dei suoi capolavori. E in piena epoca di codice Hays (le linee guida che definivano la moralità dell’intrattenimento, riguardo sesso, adulterio, alcool, crimine, violenza …) ci regala un bacio di oltre tre minuti, un prendere, avvicinarsi, sfiorarsi che porta alle stelle la passione dei magnifici Cary Grant e Ingrid Bergman, e anche i nostri.
Da vedere sorseggiando bevande dalla composizione ignota preparate dalla persona amata.

Il leggendario malinconico bacio autunnale

Robin e Marian [Robin and Marian] di Richard Lester, 1976. Con  Audrey Hepburn e Sean Connery.robin-e-marian sean connery audrey hepburn
Io ti amo più dei bambini, più dei giardini che ho coltivato, più dei piaceri della carne, più della vita. Io ti amo più di Dio.
Baciamoci come tanti anni fa; anzi, meglio di allora, meglio adesso, verso la fine della vita, per dirci che dopo tutto quello che è successo, noi siamo ancora noi – Robin Hood la leggenda e Marian la sua leggendaria fidanzata –, ancora innamorati. Specialmente se il “quello che è successo” comprende una gita alle Crociate, vale a dire un’esperienza a metà tra l’esodo ferragostano e l’Erasmus: non sapevi nemmeno se saresti arrivato, di sicuro saresti tornato molto cambiato. E se il moroso ti annunciava la sua partenza per le Crociate, la scelta più intelligente per la donna medievale (prima del pilates e dei corsi di salsa e merengue) era buttarsi nel lavoro e fare carriera: cioè farsi suora. Così, quando Robin torna a Sherwood dopo vent’anni di deludente crociata, per ricominciare a tirare tardi nei duelli con lo Sceriffo di Nottingham, scopre che Marian è badessa. Si amano ancora, si ritrovano, prima che gli eventi precipitino e lei scelga una fine che salva l’amore e la leggenda. Il loro bacio a Sherwood è quello di due che si amavano e ancora si amano, combattivi e stanchi, invecchiati e innamorati.
Un bacio che si capisce solo dopo i trent’anni. Da guardare pensando a un vecchio amore, senza fare la sciocchezza di cercarlo su Facebook (specie se ci ha lasciato causa Erasmus).

colazione+da+tiffany+fashion+icon+audrey+hepburn

Finalmente il lieto fine in un bacio

Colazione da Tiffany [Breakfast at Tiffany’s] di Blake Edwards, 1961. Con  Audrey Hepburn e George Peppard.
Io e il mio gatto siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene.colazione da tiffany breakfast at tiffanysDifficilmente è immaginabile un altro bacio da lieto fine tanto perfetto. Perfetta lei, Audrey Hepburn nei panni della squinternata Holly Golightly, provinciale adottata da Manhattan, con frequentazioni equivoche, un doloroso passato da cui stenta a liberarsi e la curiosa abitudine di fare colazione guardando le vetrine di una gioielleria; perfetto lui, George Peppard, scrittore squattrinato e toyboy ante litteram di ricca signora attempata; perfetta la pioggia a secchiate sulle strade newyorkesi; perfetta la ricerca del gatto che si chiama Gatto, vagabondo e inaffidabile come Holly è stata finora; perfetto il precipitare degli eventi tra i due protagonisti negli ultimi minuti del film, lei che cerca di sottrarsi al sentimento, lui che la incalza; perfetto il sottofondo di Moon River. Alla centesima visione, ancora provoca un sospiro. (il romanzo da cui è tratto, scritto da Truman Capote, è parecchio diverso, anche nel finale: da leggere).
Un bacio classico come un abito blu. Da guardare con la consapevolezza che il lieto fine è una bufala.

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Cosa ne è stato scritto

  1. marinda

    Non so perchè, ma non penso mai ai baci di celluloide. Per me l’amore al cinema è struggente, è l’addio, è il finale di “Come eravamo” o Clint Eastwood sotto la pioggia ne “I ponti di Madison County”. Vabbè, grazie

    Rispondi

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