Undici pillole di memoria

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Dalla storia più antica ai giorni nostri, dalla cultura allo sport. Undici pillole per la memoria da inghiottire velocemente o da utilizzare all’occorrenza. L’Olocausto è stata la più grande tragedia della Storia ed il fatto che oggi in molti non la conoscano, permette a pochi opportunisti di speculare con assurde teorie negazioniste o col menefreghismo che va a braccetto con l’ignoranza. Ci sono fatti lontani o vicini nel tempo che meritano di non essere dimenticati, perché influenzano direttamente quello che siamo e dovrebbero quindi insegnarci a non ripercorrere strade sbagliate, perché solo conservando la memoria possiamo vivere completamente il nostro presente ed operare per avere un futuro più ricco, sotto tutti i punti di vista.

Ovviamente non bisognerebbe dimenticare mai niente. Noi  nell’impossibilità di un censimento esaustivo ci limitiamo a 11 (Undici) pillole di memoria che pescano in maniera parziale  tra i fatti ed i personaggi di cui in qualche modo ci stiamo dimenticando, nonostante abbiano una grossa ripercussione sul nostro presente.

Platone e Aristotele

Platone e Aristotele, mica pizza e fichi

Le nostre radici

Si fa sempre un gran parlare di radici cristiane, ma se per un albero le radici sono la base che regge il fusto e fornisce il nutrimento, allora le radici della cultura occidentale stanno nell’antica Grecia. L’idea di democrazia, le basi filosofiche e anche il concetto di padre che è giunto fino a noi nascono con Platone, Aristotele, Socrate, Omero …
Il cristianesimo è importantissimo, ha influenzato ed influenza la nostra cultura e la nostra etica. Però viene dopo, potrebbe essere visto come il tronco, poi più in alto nascono i vari rami. Ricordiamolo a chi vuole mettere il proprio cappello sulle teste di tutti.

Il grande Impero

L’Impero Romano d’Occidente è caduto nel 476 d.C.

Com'era divisa l'Italia nel Medio Evo

La Tirreno - Adriatico attraversava 12 confini

Sono passati oltre 1.500 anni, quasi 16 secoli. Da allora, in realtà già da molto prima (ma questa non vuole essere una lezione di storia), l’Italia non solo non ha più dominato il mondo, ma è stata conquistata e divisa. Quando abbiamo voluto scimmiottare i fasti dell’Impero Romano, gli esiti sono stati nefasti. Piuttosto abbiamo avuto – a tratti – influenze fondamentali nelle arti, nelle scienze umane e nella gastronomia. Di questo dovremmo tenerne conto.

L’Italia è una, ma i derby sono mille

Il Medio Evo è un periodo lungo e complesso con un filo conduttore: l’Italia era divisa, in parte sotto il dominio straniero, in parte sotto il controllo diretto della Chiesa. Come nel resto del mondo, le regioni che sono state dominate dagli spagnoli si sono ritrovate in uno stato di miseria e arretratezza. A quelle dominate da francesi o austriaci è andata un po’ meglio. Per secoli ci sono state guerre tra Perugia e Assisi o tra Siena e Firenze. Anche nei celebrati 150 anni di unità nazionale non si è fatto un granché per far sì che l’Italia sia davvero una. Non stupiamoci se oggi in Italia ci sono realtà così differenti o c’è un perenne clima da derby.

Criminalità e violenza non le abbiamo inventate ieri

Non è la guerra è il 1977 quando nelle strade di Bologna c'erano i carri armati dell’esercito per reprimere le manifestazioni

E’ impossibile negare che questo sia un periodo in cui la violenza piccola o grande è molto diffusa. Ma probabilmente ci dimentichiamo che non è il primo. Senza tornare ai periodi più bui della storia, ricordiamoci che in Italia negli anni settanta rapine, sparatorie e rapimenti erano quasi all’ordine del giorno.  Le paure di oggi sono diverse, ma non peggiori di quelle del recente passato.

Abbiamo avuto anche politici peggiori

Quando si dice la politica è degenerata e che gli ultimi governi sono i peggiori di sempre forse non ci si sbaglia, ma sicuramente ci si dimentica che in Italia abbiamo avuto il ‘terrorismo di Stato’: bombe nelle piazze, sui treni, nelle stazioni messe lì da non si sa chi. Anni e anni di indagini non sono quasi mai arrivate ad individuare i responsabili, ma oggi sappiamo che i colpevoli erano protetti o guidati dai esponenti dei Servizi segreti o dell’esercito a loro volta protetti o guidati dai vertici dello Stato. Quando oggi si chiede a chi nel 1980 non era ancora nato chi ha messo la bomba alla stazione di Bologna in genere la risposta è: le Brigate Rosse. Ricordiamoci che gli esponenti dell’ultimo governo Berlusconi (Romani, Cosentino, Milanese …) non sono stati i primi ad essere collusi con la mafia o con la malavita organizzata e che abbiamo avuto esponenti dello Stato che hanno operato contro la democrazia.

Questa non è la prima crisi

Questa è indubbiamente la crisi più pesante di tutti i tempi, ma non è la prima. Negli anni settanta il prezzo del petrolio schizzò alle stelle e la domenica si andava a piedi. I prezzi sono alti e si dà la colpa all’Euro, ma oggi – nonostante gli ultimi picchi – abbiamo un’inflazione al 3,3% (fino a un anno fa eravamo sotto al 2%) mentre prima di rimboccarci le maniche per entrare nell’Euro, l’inflazione era doppia rispetto a oggi, senza dimenticare i mitici anni Ottanta quando l’inflazione superava il 20%.

Oggi è difficile trovare un lavoro stabile, ma il tasso di disoccupazione è ancora sotto ai livelli di 10 anni fa, e non dimentichiamo che il massimo tasso di disoccupazione si è avuto durante gli edonistici anni Ottanta. In altre epoche si diceva che c’era un tempo per riempire gli arsenali e un tempo per riempire i granai. Ora è il momento di non piangersi addosso e rimboccarsi le maniche.

Abbiamo trovato tutto pronto

Orari di lavoro compatibili con la vita privata, ferie, malattie e maternità retribuite. Retribuzioni che consentono una vita dignitosa. Diritto di sciopero, rappresentanza dei lavoratori… insomma le cose che ora sembrano dei privilegi che impediscono la crescita economica, sono in realtà diritti per cui i lavoratori hanno lottato duramente per anni. Sono conquiste ottenute spesso a caro prezzo. Noi abbiamo trovato la “pappa pronta”: prima di rassegnarci a perdere tutto, non dimentichiamoci che prima la vita di chi lavora era molto più dura.

Il calcio è lo specchio del paese (1)

Luciano Moggi e Silvio Berlusconi

Calcio specchio del paese: Moggi come Berlusconi ha fatto il bello e il cattivo tempo fino a ieri

Si fa un gran parlare della crisi del calcio italiano. Il calcio è un po’ lo specchio del paese: per alcuni anni si è vissuti sopra le proprie possibilità facendo debiti ed affidando le proprie sorti a veri e propri delinquenti (Tanzi e Cragnotti per esempio). Società come il Napoli hanno pagato col fallimento e la serie C gli sprechi dei tempi di Maradona; la Roma dopo lo scudetto aveva centinaia di milioni di debiti, la Lazio post Cragnotti non è fallita per “motivi di ordine pubblico”. Stesso discorso si potrebbe fare per molte società che ogni anno falliscono nelle serie minori… Juventus, Inter e Milan si sono salvate, ma solo grazie alle iniezioni di milioni dei loro generosi proprietari. Ricordiamoci che l’Italia, per fortuna, non ha proprietari che vengano a saldare i debiti.

Il calcio è lo specchio del paese (2)
Fino a pochi anni fa (il 2006 è ieri) nel calcio la classe arbitrale, dai vertici a molti dei singoli arbitri, era controllata direttamente da una cricca capeggiata da Luciano Moggi, cioè dai vertici della Juventus. Non c’era bisogno di ordinare ad un arbitro di fare vincere questo o quello. L’arbitro e i suoi designatori già sapevano come si dovevano comportare per fare carriera o per altri tornaconti. Altre società come Lazio e Fiorentina, in principio fuori da questo sistema, per non venire più penalizzate si sono poi piegate traendone concreti vantaggi a discapito di chi non era parte del sistema (come il Bologna retrocesso in B a vantaggio della Fiorentina). Così come il proprietario del Giornale (Berlusconi) o di Mediaset  (Berlusconi) non ha bisogno di telefonare a Sallusti o Emilio Fede per ordinargli di parlare male di Monti, Luciano Moggi non aveva bisogno di inviare una raccomandata all’arbitro De Santis. De Santis come Sallusti o Fede sapeva benissimo quello che doveva fare per compiacere il suo referente. Il ribaltamento della verità da parte di chi aveva il potere fino a ieri per usarlo per i propri interessi personali dovrebbe metterci in guardia: è bene voltare pagina, ma non bisogna dimenticare quello che abbiamo letto nella pagina precedente.

Abbiamo davvero lo spirito olimpico?

Gli impianti dei mondiali di nuoto di Roma 2009

Lo stato degli impianti costruiti per i mondiali di nuoto del 2009 grida vendetta

Ogni tanto come l’influenza di stagione, ritorna l’ipotesi di organizzare le olimpiadi a Roma. Ricordiamoci di come sono stati organizzati i grandi eventi in Italia, soprattutto nella capitale. Non dimentichiamo che dai mondiali di calcio nel 1990 (comitato presieduto da Luca Cordero di Montezemolo) ai mondiali di nuoto del 2009 (tra i commissari straordinari quell’Angelo Balducci della famosa cricca) al Paese sono rimasti solo impianti inadeguati, sprechi e tangenti.

Chi adesso impreca contro il Governo è chi ci ha governato fino adesso, ma non è stato capace

l'inaugurazione dei ministeri a monza

qualcuno ricorda qualcosa di utile fatto dalla Lega in 10 anni di governo? Intendo utile per il paese, non per le loro pance

Oggi la Lega Nord di Umberto Bossi si atteggia a partito di opposizione dura e pura. Dimenticare che fino ad un paio di mesi fa era al Governo e che erano comodamente seduti (anche a mangiare) nella “stanza dei bottoni” per 10 anni sfiora il ridicolo. Parlare di evasione quando si sono fatti condoni, parlare di tasse quando durante il proprio governo si è raggiunto il massimo di pressione fiscale, parlare di immigrazione quando la legge che la regola è firmata da Bossi e il ministro degli Interni che la applicava era Maroni, parlare di legalità quando si è governato assieme a ministri e partiti corrotti o collusi con la mafia (anche a livello locale), insomma fare i verginelli quando si ha un (recentissimo) passato da ruffiani è davvero un insulto all’intelligenza degli italiani (soprattutto a quelli del nord).

Lo scontrino fiscale è l’oggetto più cool del momento

Oggi siamo tutti contro gli evasori fiscali, si inneggia ai controlli della Guardia di Finanza, si innalza lo scontrino fiscale a oggetto più cool del momento. Fino a un paio di mesi fa il capo del governo Silvio Berlusconi e il suo braccio Tremonti (che non dimentichiamolo hanno governato negli ultimi 10 anni) sostenevano pubblicamente che con questa pressione fiscale (la pressione fiscale non dimentichiamolo figlia anche delle leggi che loro hanno approvato) era lecito evadere. Per confermare questa tesi hanno legittimato a più riprese l’evasione fiscale con condoni, scudi ed aiuti vari. Questi ora pontificano (Tremonti) o sostengono che il Paese avrà ancora bisogno di loro (Berlusconi). L’augurio è che nessuno dimentichi che sono i principali responsabile dell’attuale situazione del Paese. (Berlusconi poi disse anche che oltre i 400 chilometri di distanza andare con una donna diversa dalla moglie o dalla compagna non è tradimento, ma questo si può anche dimenticare).

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