Tobin Tax: quando anche la tassa piace

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È il tema del momento, campeggia nei titoli dei quotidiani, rimbalza sulle pagine di social networks e piattaforme on-line ed è il leitmotiv di ogni Tg. Stiamo parlando della Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie rilanciata da Nicholas Sarkozy, accolta da Angela Merkel, caldeggiata da Mario Monti. Ma affinché non faccia la fine dello spread – ossia, tutti ne parlano, ma nessuno ne conosce il significato – andiamo a spulciare nei libri di economia per cercare di saperne di più.

James Tobin, già professore di Mario Monti

Innanzitutto partiamo dal nome. Tobin, come James Tobin, ossia l’economista e premio Nobel (professore anche di Mario Monti, eh sì, come è piccolo il mondo) che l’ha inventata. Niente meno che 40 anni fa (il primo studio fu elaborato nel 1972). Già perché la “tassa Tobin” è, oramai, un vecchio progetto, mai realizzato. Ma sempre valido, anzi validissimo.

Trattasi, in sostanza, di una tassa da applicare alle transazioni finanziarie internazionali, con l’obiettivo di frenare la speculazione e stabilizzare i mercati, raccogliendo al contempo nuove risorse utili – secondo la versione originaria – ad obiettivi globali (riduzione del divario tra i paesi ricchi e quelli poveri), oggi preziose soprattutto per ridare ossigeno ai debiti sovrani dei paesi in affanno.

La tassa – la cui aliquota di riferimento è compresa tra lo 0,1 e l’1 % – andrebbe a colpire soprattutto la speculazione: scattando implacabile ad ogni transazione, renderebbe poco convenienti, in particolar modo, le compravendite di breve periodo (comprare e vendere a piccoli intervalli di tempo per approfittare degli spostamenti del mercato, significherebbe vedersi applicare l’aliquota ad ogni passaggio). Valido deterrente, dunque, la Tobin Tax annullerebbe l’appetibilità di simili operazioni per i falchi della finanza.

"Money don't get everything it's true ...What it don't get, I can't use..."

E se pensiamo che è stata proprio la finanza globale più spregiudicata ad innescare la crisi di cui ancora oggi stiamo pagando le (amare) conseguenze, be’, allora la Tobin tax diviene subito, agli occhi dei più, la “tassa buona” per eccellenza. Capace di rivalersi – una volta per tutte – sui veri responsabili del virus che ha drammaticamente contagiato l’economia reale.

Cavallo di battaglia del movimento No Global, la tassa di Tobin era temporaneamente tornata in auge dieci anni fa (ricordate gli adesivi della campagna promossa dall’associazione francese Attac, con lo squalo – munito di ventiquattro ore – il cui feroce morso veniva fermato da una semplice matita, quella per la raccolta firme pro aliquota?), senza essere di fatto mai attuata. Le pressioni esercitate del mondo finanziario, riverito (anche dalla politica) e lasciato a mani libere, hanno sempre avuto la meglio.

E oggi a rispolverarla e rilanciarla ci pensa un Sarkò tutto intento ad intercettare – per quanto possibile – i voti del socialista Hollande (le presidenziali francesi si avvicinano) e disposto anche ad applicarla unilateralmente (secondo le ultimissime voci, però, la Francia starebbe pensando ad un piano B, un correttivo meno impegnativo, una tassazione dello 0,5% sull’acquisto delle azioni nel paese). Mentre il Premier inglese David Cameron – alla ricerca dei voti della City – non ne vuole sentire a parlare: “Se i francesi vogliono introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie sono liberi di farlo – ha dichiarato senza mezzi termini pochi giorni fa – ma bloccherò l’idea di una tassa europea”.

Lots of money in the world...

Angela Merkel, dal canto suo, appoggia l’ipotesi di un prelievo sugli scambi finanziari, ma a condizione che venga applicato in tutti i 27 (o 26, senza il Regno Unito) paesi dell’Unione. Già perché, con una misura del genere, il rischio è quello di provocare l’effetto “fuga dei capitali”: gli investitori andrebbero ad operare nei Paesi detassati. Rischio che anche Mario Monti – pur favorevole (“per ragioni economiche e politiche”) alla misura – ha ben presente. La proposta europea, del resto, già c’è: da qualche mese, la Commissione ha presentato un progetto relativo alla tassazione del settore finanziario…Che sia la volta buona?

 

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La Tobin Tax era anche una delle undici proposte de L’Undici per salvare l’Italia dalla crisi.

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