Per un futuro migliore. Anche in Siria

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Perché mentre in Siria la situazione precipita gli interventi internazionali di ONU e Lega Araba sono solo di facciata? Perché nessuno ricorda che il 10% della popolazione siriana è cristiana? Anche la Siria merita un futuro migliore

Il Natale dei cristiani in Siria

La preghiera di un gruppo di siriani cristiani

Un gruppo di cristiani siriani prega per il Paese

Il primo pensiero in questo periodo va ai siriani di fede cattolica. Le strade sono prive di addobbi e luci natalizie. Questo Natale è stato un Natale all’insegna del freddo e del buio. Le famiglie sono rimaste senza gasolio per accendere le stufe e l’elettricità viene staccata minimo 6/7 ore al giorno. Ma il buio delle case non è quello che preoccupa di più: il buio più nero è quello nei cuori, nelle lacrime delle madri, nella solitudine dei figli rimasti orfani. Ricordiamo che Aleppo conta circa 220.000 cristiani ripartiti in 3 confessioni: quella cattolica, quella ortodossa e quella protestante. Il 10% della popolazione siriana è di fede cattolica. Il 10% dei nostri fratelli quest’anno non hanno avuto il Natale che ogni cristiano merita.

L’intervento della Lega Araba

La partita della Siria si gioca con la Lega Araba che il 22 dicembre ha mandato i suoi osservatori nel Paese per preparare la missione di “pace”. Una pace che il giorno stesso del loro arrivo a causato altri 200 morti, il 22 Dicembre è stato “il giorno più sanguinoso della rivoluzione siriana” cosi lo ha definito il direttore dell’osservatorio siriano per i diritti umani. La situazione è drammatica e il silenzio assordante dell’Occidentale con il temporeggiare della Lega Araba è solo causa di altre vittime. Gli unici eroi della ribellione siriana sono i cittadini che pacificamente ogni giorno scendono nelle Piazze a chiedere libertà.Le loro immagini arrivano tempestivamente su internet ed insegnano a tutti i popoli che solo con la forza di volontà di tutti si avrà un futuro migliore, mentre i pochi giornali parlano del popolo siriano esclusivamente come vittime, fornendo numeri dei morti senza dare valore a queste vite, creando inoltre paura nelle mentalità dei altri popoli oppressi dai tiranni.

La protesta delle donne siriane

Le donne si espongono con coraggio durante le manifestazioni

Il 23 dicembre un’esplosione ha causato la morte di 44 persone a Damasco dopo lo scoppio delle due sedi dell’intelligence. Tutto ciò stranamente accade il giorno successivo all’arrivo della Lega Araba e le televisioni siriane sostengono sia stato un attacco ad opera di kamikaze di al-Qaeda. Secondo gli attivisti le forze militari di Assad avrebbero organizzato tutto per far sembrare che il regime sia l’unica forza a lottare contro il terrorismo. Impedendo cosi agli osservatori della Lega Araba di girare liberamente per il Paese e di constatare l’effettiva repressione del regime. Inoltre la notizia dell’attentato è arrivata dalla TV di stato siriana pochi minuti dopo la prima deflagrazione ed erano già li presenti con telecamere mentre le autorità annunciavano la responsabilità di al Qaeda. Come han fatto? a questo non rispondo…credo che i fatti lascino poco alla fantasia! Chi sono questi Osservatori della Lega Araba? dicono di essere osservatori e prossimi portatori di “pace” nel Paese, invece sembrano dei ragazzini in gita scolastica accompagnati dalle autorità siriane che decidono cosa far vedere e cosa no. Mustafa al Dabi è il generale sudanese che guida questo gruppetto di paceri. Il generale Dabi noto per aver coperto i crimini di guerra del regime sudanese e ricercato dalla Corte Penale Internazionale per genocidio e crimini contro l’umanità a causa delle decisioni del suo governo in Darfur. Il generale Dabi è anche il Mustafa Dabi accusato di avere guidato la creazione delle temute milizie arabe chiamate “janjaweed” in Sudan. Quindi il lavoro della Lega Araba è la morte del popolo siriano, è l ulteriore dolore per i famigliari delle vittime, è la seconda morte per i martiri. Ma dov’è la Nato e l’ONU per quanto riguarda questo Paese? La legge dei due pesi e delle due misure viene attuata anche questa volta: la Libia muoveva le nostre macchine, la Siria invece no. Assad può continuare a sparare sulla gente, certo che nessuno interverrà per farlo smettere. Il silenzio dell’Occidente è assordante, dalla politica ai media nessuna parola per la vita.

La primavera siriana e il futuro della Siria

Il seme di una morte in Tunisia ha messo germogli a inizio primavera.

La bandiera è l’orgoglio di Aya

Quel seme è caduto su un terreno fertile facendo nascere il desiderio di libertà un seme che cresce tra i giovani: i ragazzi di queste rivoluzioni che non si fermeranno davanti nulla.Anche in Italia un gruppo di giovani,uomini e donne,di diversi credi,di diverse nazionalità si sono ritrovati in un gruppo facebook “Vogliamo la Siria libera!!” ove giorno dopo giorno fanno informazione corretta,pubblicano video della repressione e ogni settimana si ritrovano in una Piazza Italiana a far sentire il canto di chi non ha voce: il nostro popolo siriano!! La sete di libertà e di democrazia quindi è di tutti: ogni persona può far qualcosa, può dire qualcosa per aiutare i siriani nella costruzione di un futuro migliore. Perché un futuro migliore è giusto che ci sia anche nel mio Paese.

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