L’amore improbabile in 11 film de chevet

5
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+1Share on LinkedIn0Email this to someone

L’amore è assurdo, improbabile. Succede quando deve succedere. E quando succede contro ogni logica, che duri per sempre o che finisca come deve finire, alla fine lascia dentro di noi segni indelebili. Gli improbabili amori in film con Charlot, Sofia Loren, Marilyn Monroe, Antonio Banderas, adolescenti, bestie, vampiri…

Film de chevetfilm sul comodino

Chevet in francese significa più o meno comodino. Le livre de chevet si tiene sul comodino per sfogliarlo, rileggerlo, accarezzarlo. Come i libri, i film de chevet si amano, si guardano, si sfogliano, si accarezzano, si portano sempre con sé.
I film de chevet sulla crisi
I film de chevet ricchi di speranza
I film de chevet su feste e party


L’amore non si spiega. L’amore è assurdo, improbabile. Succede quando deve succedere. E quando succede contro ogni logica, che duri per sempre o che finisca come deve finire, alla fine lascia dentro di noi i segni che sono i segni che danno un significato alle nostre vite.
L’amore è sicuramente la tematica più trattata dal cinema, ci sono amori di tutti i tipi, esempi infiniti. E in questi casi Undici è un numero davvero piccolo. Questo mese abbiamo scelto questi undici film con amori impossibili, improbabili, assurdi, da vivere intensamente o almeno da guardarsi e riguardarsi.

“It’s impossible”,  storico pezzo di King Elvis può essere una buona introduzione alla visione, anche se non è strettamente propedeutico.

 

Luci della città di Charlie Chaplin, 1931 Sì, ora vedo”
Charlot innamorato in Luci della CittàCharlot è un maestro di amori impossibili. E questo con il vagabondo Charlot che viene scambiato per miliardario dalla fioraia cieca resta dopo 80 anni una delle vette del’amore al cinema. Dopo gag, equivoci, sbronze, incontri di box e prigioni, l’amore invisibile, l’amore disinteressato, l’amore impossibile si ritrova in una mano sfiorata, in un fiore raccolto. 
Da vedere con un amico sbronzo e un fiore in mano.

A qualcuno piace caldo (Some like it hot) di Billy Wilder 1959 con Marilyn Monroe, Jack Lemmon, Tony Curtis “– Ma non capisci proprio niente, Osgood! Sono un uomo! – Beh… nessuno è perfetto!”
Marilyn e Tony Curtis in A qualcuno piace caldoI wanna be loved by you, just you, nobody else but you canta languida Zucchero “Candito” Kandinsky (Marilyn Monroe), anelando un amore insostituibile, in questo storico e straordinario film di equivoci e travestimenti, affollato di amori caparbi e improbabili: l’amore degli statunitensi per l’alcol, che sfida il proibizionismo e foraggia le bande di gangster come quella di Ghette; l’amore degli squattrinati musicisti Jerry (Jack Lemmon) e Joe (Tony Curtis) per la propria sopravvivenza e per il jazz, tale da spingerli a diventare Daphne e Josephine pur di farsi ingaggiare da un’orchestra femminile e scappare in Florida per sfuggire a Ghette; i molti sfortunati amori di Zucchero per i sassofonisti; l’amore del sassofonista Joe per Zucchero, che lo porta a spacciarsi per un impacciato miliardario; quello del vero miliardario Osgood per Daphne-Joe. Ci scappa anche il lieto fine: a patto di accettare qualche insignificante compromesso.
Da vedere con la boccetta di whisky infilata sotto la giarrettiera.

 

Una giornata particolare di Ettore Scola 1977 con Sofia Loren e Marcello Mastroianni
“È stato bello… ma non cambia niente…”
Sofia Loren e Marcello Mastroianni in Una giornata particolareL’ultimo giorno della visita a Roma di Adolf Hitler, nel maggio 1938 è la giornata particolare dell’amore impossibilissimo tra Sofia Loren, sfiorita casalinga, madre di sei figli, moglie tradita e bistrattata, banalmente entusiasta del fascismo, e Marcello Mastroianni, speaker radiofonico omosessuale e intellettuale, in attesa delle guardie che lo condurranno al confino a cui il regime lo ha condannato.
Mentre la radio racconta stentorea il trionfo capitolino di Hitler e Mussolini a cui tutti sono accorsi, nel condominio svuotato (via XXI Aprile a Roma, pare) che li imprigiona come il sessismo dell’epoca, si avvicinano e si riconoscono: stessa solitudine, stessa disperata sete di uno scambio di sentimenti brutalmente sinceri. Sconfitti, attendono la conclusione di una giornata surreale e il proseguire della loro povera umana vicenda.
Da vedere stonando Giovinezza! Giovinezza!

Harold e Maude di Hal Ashby, 1971  
“Vizi, virtù… non bisogna essere troppo moralisti se no si deve rinunciare a troppe cose nella vita. Prima il piacere poi la moralità. Devi applicare questo principio alla vita… solo così riesci a viverla nella sua pienezza.”
Harold e Maude, l'amore che insegna a vivereCi può essere una storia d’amore da un ragazzino che adora andare ai funerali e si diverte a simulare il proprio suicidio ed una signora anziana ma piena di amore per la vita? Ecco non potrà essere un amore alla 9 settimane e mezzo, o forse sì, senza sesso però con un amore positivo che lascerà per sempre il segno. Impagabili le musiche di Cat Stevens che accompagnano la storia. 
Da vedere sul portatile, sdraiati sul prato di un cimitero.

Légami! (Atame!) di Pedro Almodovar, 1990 con Antonio Banderas e Victoria Abril
“Ho ventitré anni e cinquantamila pesetas, e sono solo al mondo. Cercherò di essere un buon marito per te e un buon padre per i tuoi figli.”

Antonio Banderas e Victoria Abril in Legami! di Pedro AlmodovarÈ il 1990 e quel geniaccio di Almodovar può permettersi un film scorretto e romantico sull’improbabile amore tra un rude molestatore rapitore, manesco, bello e innamorato e un’attrice softporno tossica e cinica. Lui la rapisce per farla innamorare, convinto di piegarne ogni resistenza al sentimento con cieca dedizione e un paio di testate; lei resiste, vacilla, infine cede al proprio bisogno di appartenere a qualcuno. Anche perché lui è Antonio Banderas, mica cotica. No no, non è la sindrome di Stoccolma a convincere la rapita (Victoria Abril), e nemmeno la solitudine, ma l’acquisita consapevolezza che a pensarci bene la libertà fa un po’ schifo in confronto a una vita con qualcuno che ti ama tanto tanto tanto e nel frattempo ha smesso di menarti (in più è l’Antonio Banderas del 1990).
Da vedere legati al letto (non soli) (altrimenti chi vi slega?)

La bella e la bestia di Walt Disney, 1991 
Ma non capisci? È arrivata, è la ragazza che stavamo aspettando! È venuta a spezzare l’incantesimo!
La bella e la bestiaNel 1991 la Walt Disney dispiega grandi mezzi per portare sullo schermo questa classica fiaba. L’animazione è perfetta arricchita dalle prime esperienze digitali. Le musiche da oscar (in verità un po’ invadenti) e i fantastici personaggi di contorno rendono il film davvero spettacolare e piacevole. La storia è risaputa: ad un principe egoista dal cuore gelido viene fatto un incantesimo che lo trasforma in bestia. Potrà tornare principe se entro il compimento dei 21 anni riuscirà ad amare, ricambiato, una ragazza. La storia ha da sempre affascinato le giovani inconsapevoli, illudendole che l’amore possa trasformare le bestie di cui si innamorano in splendidi principi. E la protagonista è davvero esemplare: carina, colta, beneducata, intelligente. Ma si innamora di un bruto, rozzo e violento. Questa è una favola e alla fine Belle avrà il suo bel principe. Ma da sempre la visione (o la lettura) di La bella e la bestia ha fatto più danni di uno tsunami, perché la vita ci insegna che le bestie rimangono bestie e inevitabilmente la bella farà una brutta fine. Da vedere con una persona da cui, inconsciamente, si desidera essere picchiati

Lezioni di piano (The piano) di Jane Campion 1993 con Harvey Keitel e Holly Hunter
“Di notte penso al mio pianoforte nel profondo dell’oceano e a volte penso anche a me,sospesa sopra di esso. Là sotto è tutto così fermo, silenzioso… che mi concilia il sonno. È una strana ninna nanna. Ma è così, è mia.”
Harvey Keitel e Holly Hunter in Lezioni di pianoChe prezzo si è disposti a pagare per una grande passione? Per un grande amore si può scegliere di morire, o di vivere privati di tutto ciò che dà senso alla vita? In questo film (sommerso dai premi), Jane Campion racconta la storia dell’immensa passione di una donna per la musica, il piano, la propria libertà, e il suo inatteso, impossibile amore adulterino per l’uomo sbagliato. Due sentimenti proibiti a metà Ottocento per Ada-Holly Hunter, donna scozzese, volontariamente muta dall’età di sei anni, madre senza essere sposata, che comunica solo attraverso il pianoforte. Ada viene spedita dal padre in Nuova Zelanda, in sposa a un uomo severo, che non la sa comprendere: subito le toglie il piano per indifferenza, una volta scoperto l’adulterio di lei la punisce tagliandole un dito, perché non suoni più. Meglio allora per Ada lasciarsi sprofondare nell’oceano, insieme al piano? No, perché a volte si ha fortuna, e Ada ne ha: l’uomo sbagliato è Harvey Keitel, la ama e le costruisce persino un dito d’argento per riuscire a suonare. Con uno così viene voglia di farci due chiacchiere.
Da vedere indossando una crinolina umida su una spiaggia neozelandese.

 

Film bianco di Krzysztof Kieślowski, 1994, con Julie Delpy.  “Dov’è qui l’ugualianza? Dov’è qui l’ugualianza?”
La bellissima Julie Delpy in Tre colori: film biancoCosa c’è di più impossibile di un amore tra una bellissima parigina bionda ed elegante e un clandestino polacco, brutto, basso e soprattutto impotente? Kieślowski sa anche essere divertente con questa commedia bianchissima come il nulla in cui ci si ritrova quando si è perso l’amore e restano solo vuoti progetti di vendetta. Da rivedere sempre per interpretare ogni volta la morale dello struggente finale. Da vedere insieme a una bionda bellissima ed elegante, ostentando la propria impotenza

Fucking Åmål – Il coraggio di amare di Lukas Moodysson, 1998  
“Victoria ha detto che tu,  tu sei innamorata di me. Perché se lo sei, io, allora io lo sono anch’io. Di te insomma.”
Le bellissime quattordicenni protagoniste di Fucking Åmål Åmål è la cittadina svedese dove si incontrano due adolescenti: una è la bella della scuola, che ama lo sballo e naturalmente è viziata. L’altra è lesbica. Il loro incontro illuminerà le loro vacue esistenze, perché l’amore è la migliore strada per scoprire se stessi, per fuggire dalla mediocrità provinciale, dalla crudeltà di un’età incomprensibile. L’unica cosa pruriginosa di questo piacevole film è il titolo non tradotto. Fare una imbarazzata ma sincera dichiarazione d’amore alla persona con cui si guarda questo film.

Lars e una ragazza tutta sua (Lars and the Real Girl) di Craig Gillespie 2007 con Ryan Gosling
“– Dove hai conosciuto questa persona? – Su Internet, ovvio. – Già, fanno tutti così adesso.”
Ryan Gosling è Lars che porta in giro la ragazza tutta sua“Trovati una ragazza” di qua, “trovati una ragazza” di là, alla fine Lars (Ryan Gosling) – introverso e problematico single di un nevoso paesotto del Wisconsin – se la trova. Però è una bambola di gomma e questa trascurabile caratteristica disorienta inizialmente famiglia e amici di Lars. Poi, ben consigliati, famiglia, amici e tutto il paese decidono di sostenerlo in questa sua relazione con Bianca, affascinante bambola su sedia a rotelle. Fino alla fine (in tutti i sensi). Per Lars, Bianca è il tramite per affrontare il mondo circostante, conoscerlo e lasciarsi conoscere. La storia di un amore davvero impossibile che racconta la difficoltà di amare di un uomo solo e l’affettuosa capacità di una intera comunità di amarlo e comprenderne la diversità.
Da vedere nella sala parrocchiale, dopo il bingo, con quell’amico strano e vostra cugina zitella (che, dai su, chi se li piglia? facciamoli incontrare, magari si combina).

Lasciami entrare (Låt den rätte komma in) di Tomas Alfredson 2009 “Vuoi essere la mia fidanzata?”
Gli innamorati di Lasciami entrareNiente a che vedere con la saga di Twilight e gli idoli di teen-ager, niente Tom Cruise-Lestat e Brad Pitt che si fa intervistare, niente Nosferatu Kinski con i denti aguzzi. Lasciami entrare è un film freddo e poetico di adolescenti innamorati casualmente vampiri; un film d’amore se non impossibile almeno improbabile, senz’altro complicato e inusuale, ma amore puro. L’amore tra il dodicenne Oskar, vessato da compagni crudeli e abbandonato dalla famiglia, ed Eli, sua nuova e strana vicina di casa, nasce tra un cubo di Rubik, un messaggio in Morse e una serie di omicidi nel quartiere di Stoccolma in cui vivono. E se ami qualcuno veramente, che differenza fa se è un vampiro? Soprattutto, se ti ricambia e persino ti salva. Amore impossibile, e paradossalmente destinato alla felicità. Da vedere chiusi in una scatola per evitare la luce solare.

Bonus Track:

Ci teniamo a regalarvi questo clip, che spero abbiate la pazienza di vedere fino in fondo (dura meno di due minuti), al massimo potete utilizzare il primo minuto per recuperare i Kleenex.

 

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+1Share on LinkedIn0Email this to someone
Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!

5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. kiki

    Io quando tornai a casa e dissi che Lezioni di Piano mi aveva fatto cacciare, 8tto – il nostro 8tto, il grande 8tto, l’uomo che poteva mangiarsi tranquillamente 6/7 etti di pasta con qualsiasi condimento (ma preferibilmente aglio/cipolla/gorgonzola), l’uomo che probabilmente in 11 anni di Foresteria non si è mai rifatto il letto, l’uomo che per dire “forse, analizzando bene il problema potrei anche non essere del tutto d’accordo con te, comunque ti rispetto lo stesso e darei la mia vita per consentirti di esprimere la tua opinione”, ti sparava in faccia un “Ma va là!” che neanche l’Avv. Ghedini, l’uomo che una volta, mentre lui stava tagliando le zucchine, uno collassò a quattro metri da lui, lui si girò, lo guardò per terra e si rimise a tagliare le zucchine, quest’8tto (si diceva), quando tornando a casa dissi che Lezioni di Piano mi aveva fatto schifo, alzò lo sguardo e disse: “Certo che hai una pietra, al posto del cuore”.
    Poi si rimise a grufolare.
    (Adesso credo che scriva per L’Undici)

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?