Ex-Po (4.Extraterrestre portami via)

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Intorno a Natale mi trovavo ad una cena organizzata dagli amici della fisarmonica.
Questi amici, la cui somma anagrafica degli anni superava il debito pubblico italiano, avevano invitato un pool di “artistoni” da paura! C’era anche una super virtuosa russa che si chiamava Eugenia e che quella sera ha quasi rischiato di disgregare il gruppo degli amici che se la contendevano a suon di complimenti.
Io ero lì, dietro violenta insistenza del mio amico Sergej.
Sergej- Devi venire!
Io- Ti dico di no! Ste cavolo di cene mi deprimono!
S- Vieni! C’è un gruppo di virtuosi stavolta, di artistoni che non ne hai idea!
I- Ma cosa ne so io di fisarmonica! Nulla!
S- C’è anche l’Eugenia
I- E chi è l’Eugenia!?
S- La più brava! È russa! È grandiosa! Ha 30 anni!!
I- Ti dico di no, sono stanco, dai…sarà per un’altra volta…
S- Ti siedo davanti a UFO.
Nel dirlo mi guarda fisso e il suo occhio brilla come per dire “sei fottuto”: lo sapeva…era un anno che gli chiedevo di conoscere Davide detto UFO. E appena arrivavo UFO se ne era andato. E UFO è schivo e UFO è timido. Il bastardo di Sergej lo sapeva che mi avrebbe incastrato…non potevo mancare…
I- vuoi dirmi che UFO verrà alla cena degli amici della fisarmonica, venerdì sera al Miralago?
Sergej mi guarda e sorride, come mi stesse offrendo droga o proponendo di rapinare una banca e muove lentamente la testa su e giù, su e giù.
I- e mi prometti che mi metterai a tavola davanti a lui?
S- Sì te lo prometto
I- e mentre tutti saranno intenti ad ascoltare l’Eugenia, io chiedo a UFO tutto quello che voglio?
S- Certo! Però devo dirti che per chiedere chiedi pure….ma non è detto che lui si…Riveli..insomma mi hai capito, no? Sai…è timido…ne ha passate..insomma se non sarà serata, non sarà serata! E io non ci potrò far nulla!
I- Ce la metterò tutta! Tutte le mie doti di navigato adulatore commerciale venduto a mammona venerdì saranno devote a UFO!
E finalmente ci siamo, arriva venerdì sera. Arrivo al ristorante, gli amici della fisarmonica avevano fatto le cose in grande stile, lo si capiva dal fatto che a tavola c’erano tre bottiglie di rosso pro capite. Acqua: niente. Già in pole position fetta di salame spessore 5 mm e peperoni sottoaceto da combattimento: bravi.
Io sono un po’ agitato. Non so chi sia. Forse deve ancora arrivare o magari porca miseria non viene! Quando il dubbio stava per avere il sopravvento Sergej mi tocca la spalla e con noncuranza mi dice
S- ah! Ci sei anche tu! Sono contento che tu sia qui! Vieni ti presento un mio amico
La bocca dello stomaco mi si chiude. Mi sposta di mezzo metro
I- Davide, ti presento il mio amico
S- piacere di conoscerti U…Davide!
L’essere che avevo di fronte, era alto circa un metro e 80. Magro, molto magro. Pelle diafana, bianca. Capelli mossi quasi ricci, neri, ma sparati in aria…come non avessero avuto forza di gravità a tenerli giù o come se il suo barbiere fosse un fan incallito dei Jackson Five. Mi guarda come mi guardasse da lontano…gli occhi neri, neri…
Ci sediamo e la serata inizia tra applausi da spellarsi le mani che gli ultracentenari amici della fisarmonica indirizzano ai big stranieri in attesa della succulenta apparizione di Eugenia.
UFO, che devo ricordarmi di chiamare Davide, inizia a mangiare e io cerco un argomento di conversazione che sia neutro…insomma… normale
I- mi ha detto Sergej che lavori nell’informatica
UFO- Si, mi piace. Ma mi piacciono di più le trasferte
Aveva una voce mono-tono, e strascicava le parole come Verdone in versione Freak “un sssaccccobbbellllo”. Sembrava ipnotico.
I- In che senso ti piacciono le trasferte UF… Davide?
U- Di solito c’è la pausa pranzo e io mica faccio come gli stupidi che vogliono finire prima e mangiano solo un panino! No! Io vado al ristorante. Eh sì! Potrebbe essere a 20 km da dove lavoro ma io vado al ristorante.
I- Ah sì? E come mai?
U- É rimborsato. E a me piace andare al ristorante. Si mangia meglio che a casa. E a casa devo aspettare che torni la Milena.
I- La Milena?
U- Sì, la mia compagna. Io torno e la aspetto, magari dormo. Lei arriva e mi fa da mangiare.
Lo stile di vita di UFO mi pareva da perfetto giandone più che da UFO, ma forse era dovuto al suo livello intellettuale sviluppatissimo.
I- e oltre a dormire cosa fai? Leggi? Guardi la TV?
U- Nulla di tutte questa attività inutili. Relative.
I- Ah! interessante e quindi?
UFO mi soppesa con lo sguardo come potesse leggermi nel pensiero. Mi fissa e io mi cago addosso…mi guarda come se dovesse decidere qualcosa. Il silenzio diventa imbarazzante anche se gli amici della fisarmonica hanno già esaurito la dose di bottiglie pro-capite sul tavolo e il presidente urlava: altre tre, vacca boia!! (intendeva ulteriori tre bottiglie pro-capite)
UFO si sporge oltre la metà del tavolo verso di me… io temo il peggio… e invece lui sottovoce
U- faccio gli esercizi
butta in su gli occhietti neri indicando il soffitto
I- che esercizi?
U- Di contatto
I- che contatto?
U- Ma allora non sai nulla?
Lì capisco che non è riuscito a leggermi nel pensiero. E da vera merda dico:
I- no! Cosa dovrei sapere?
Lui con fare grave si riavvicina a me
U- ieri per esempio…sono diventato un bicchiere
I- Un? scusa c’è troppo casino!
U- Un Bicchiere!!!
la cameriera lo sente e gli porta un bicchiere e lui lo guarda sorridendo…mi vengono i brividi….
U- sì…proprio così...riesco a fare degli esercizi con cui posso entrare nella materia. Tutta la materia che voglio: si chiama compenetrazione. Mi aiuta a relativizzare la mia forma attuale.
Sergej Mi aveva detto che UFO era strano e mi aveva preparato al peggio… ma non pensavo così peggio!!
I- nel senso, gli dico, che eri ubriaco ed eri tutt’uno col bicchiere?
U- Sono astemio…
I- ah!
U- io non sono ciò che sembro. Mi hanno lasciato qui, 37 anni fa. E tra meno di un anno tornerò finalmente a casa e assumerò la mia forma reale!
Eccoli! Ci siamo! Si sta rivelando!!!
I- scusa ma non riesco a capire UF… Davide, Davide…
U- mi sembri un puro e allora mi rivelerò
I- In che senso ti riveli?!
U- 10 anni fa. La mia morosa precedente era una medium. Durante una seduta ci stavamo tenendo le mani. In salotto. Lei mi disse di buttare la testa indietro. E tutto un tratto girando e girando ci siamo trovati su.
I- Su dove!?!
U- sulla plancia di una nave interstellare di pattuglia
Dovevo reggergli la parte, non potevo fargli vedere che sapevo già della sua identità, ma nemmeno che gli credevo su due piedi. Dovevo dargli il giusto filo da torcere, e poi il racconto mi interessava.
I- ma dai Davide! Non prendermi in giro!
U- Tu! tu! Non prendermi in giro! Anche la mia morosa medium non lo sapeva e lì per la prima volta mi è stato detto della mia natura extra terrestre.
I- Ma dove è l’astronave!?
U- È una delle navi che pattugliano il sistema solare per impedire che i terrestri abbiano contatti diretti con civiltà troppo evolute….sarebbe uno shock..
I- e ti credo! E quindi!?
U- E quindi mi è stato detto dal capitano della nave che io ero uno dei tanti extra terrestri lasciati in missione sulla terra per studiare gli umani e decidere se salvarli o no.
Quella parte mi piaceva meno
I- come per salvarli o no?
U- Sai del 2012 vero?
I- Vero?…ah si! Si! Il 21 dicembre duemil…
U- …adodici: bravo
In quel mentre un boato che fece vibrare la mia cassa toracica squarciò la bolla spazio temporale in cui mi ero precipitato…pensai ad un attacco alieno e invece era Eugenia, la russa fisarmonicista che si era anche lei rivelata: lustrini, body nero, cravatta, pantalone attillato e la fisarmonica gigante che lei stringeva tra due gambe che dovevano essere d’acciao. Alle prime note e ai primi ondeggiamenti i vecchietti non parevano capire più nulla! Battevano come ossessi sulla tavolata e le loro grida impedivano di sentire una sola nota della grande Eugenia. Uno di loro strabuzzava gli occhi mentre il perfido Sergej gli versava in continuazione vino rosso!
U- capisci vero? Non c’è speranza per la razza umana
A dire il vero, quello spettacolo mi faceva arrivare alla stessa conclusione…ma per dio! Poteva andare ad un altro convivio! Non lì! Nei recessi nascosti della provincia assetata di succo d’uva fermentato! Non poteva finire così!
I- hai ragione ma non sono tutti così!
U- Mi spiace è 37 anni che sono qui. Nulla di buon ho visto. E quando il 21 dicembre duemil…
I- …adodici
U- sì, quando il 21 dicembre duemiladodici tutto su questo pianeta finirà noi extra terrestri saremo tratti in salvo. Solo noi
I- come in salvo?
U- Si, verremo teletrasportati sulle astronavi. E tutto finirà.
I- Cavoli, capisco il tuo sconforto, ma non salverai nessuno? Nessuno?
U- Forse pochissimi amici…vedremo
Eravamo al dunque!
I- verso quel periodo…ci sentiamo?
Mi guardò incuriosito
I- mi porteresti con te?
U- Vado a casa, sono stanco.
Lo avevo fatto incazzare…troppo precipitoso….usai la carta ‘cane bastonato’
I- vabbèh…è stato bello incontrarti…comunque vada…Davide….
U- ciao…e chiamami pure UFO

Restai con un vago senso di inquietudine addosso…un urlo roboante che faceva degli amici della fisarmonica un solo essere vivente segnò la fine dell’esibizione di Eugenia…sentivo solo braaaavvaaaaaaaaa!!!!!!!!! il tesoriere degli amici della fisarmonica di fianco a me, che aveva finito il suo vino, si pulì con la manica la bocca e prese il mio bicchiere dandomi grandi pacche sulla spalla
Tesoriere- Sentìo! Sentìo che bràaa??
I- S..sììì e altra manganellata sulla spalla con lussazione conseguente… beve il mio bicchiere d’un fiato
T- e lè anca bélaaaaaa!!!!!!

mi rimaneva un senso di inquietudine che non mi spiegavo….

Qualche giorno fa ho rivisto il demone di Sergej
Sergej- mi ha detto UFO che gli stai simpatico
U- bene! Mi fa piacere….come sta lui?
S- Lo hanno licenziato!
I- E perché?
U- Spendeva troppo in ristoranti

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