Sopra le nuvole. Un film sulla Liberazione

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Perché un film sulle stragi naziste, più approfondito di altri, trova difficoltà nella distribuzione? Leggilo su L’Undici, insieme alla descrizione di scene che riportano con realismo all’epoca in cui piccole azioni quotidiane furono sconvolte dalla barbarie.

“Sopra le nuvole” è un film che certamente non vedrete. Il motivo non è il fatto che non catturerà la vostra curiosità o che preferirete vederne altri al suo posto. Uscito in poche sale nel 2008, riuscirete difficilmente a vederlo perché ha incontrato difficoltà nella sua distribuzione.

“Sopra le nuvole” è opera di Sabrina Guigli e Riccardo Stefani, allievi di Bellocchio, e racconta delle stragi compiute nel ’44 dal battaglione Goering nell’appennino emiliano, oggetto di recenti sentenze della magistratura. Questo film è stato girato prima di altri film analoghi di successo. Prima de “L’uomo che verrà” e prima che le vicende umane della resistenza tornassero “d’attualità cinematografica”.

La differenza di “Sopra le nuvole” rispetto ad altri film sta nel fatto che è stato realizzato dopo una metodica documentazione storica che ha condotto gli autori a parlare di persona con i sopravvissuti alle stragi e con i discendenti delle vittime. E’ stato recitato dagli abitanti stessi delle zone in cui sono avvenuti i fatti, i quali hanno sentito da sempre le storie della propria terra e dei propri nonni, ricavandone una forza espressiva aggiunta.

Il primo ritratto che il film ci fornisce è quello della vita quotidiana di queste piccole realtà rurali disperse nell’appennino. Quello che ne risulta è un ritratto di un realismo talmente sincero che sconfina nella poesia. La fotografia dei paesaggi appenninici è curata e seducente. La narrazione fluisce nel descrivere i gesti delle donne in cucina, indugia in dettagli minuziosi del lavoro nei campi, ci mostra una falce che miete il grano nelle mani di un contadino, un calzolaio che in una stanza buia ripara scarpe e dispensa buon umore, donne che girano il fieno e uomini che spaccano legna. La guerra in corso si percepisce da qualche fratello non ancora tornato dal fronte o da qualche figlio tornato con il fisico menomato. La solidarietà rurale passa tramite qualche uovo di gallina ceduto per far passar la fame. La vita sociale emerge in qualche festa di tradizione.

Tutto questo fino all’ 8 settembre, quando i soldati nazisti diventano nemici ed aiutare i compaesani “ribelli” un crimine da punire con crudeltà. La Storia ci insegna come finisce il film.

Coloro che erano bambini nel ’44 raccontano di aver rivisto nel film precisi gesti della loro fanciullezza. Coloro che hanno subito le angherie di quella guerra raccontano di aver riconosciuto le ansie e i tentativi di disperata salvezza dei loro genitori. Un anziano partigiano ha affermato che per lui è stato difficile vedere questo film così denso di ricordi. Sopra le nuvole parla del nostro passato in modo preciso e ricorda che può succedere di dover prendere decisioni che cambieranno la nostra vita. Anche a noi.

Chi volesse vederlo non potrà consultare la pagina cinema della propria città. E’ tuttavia possibile informarsi sul sito  ufficiale del film www.nellenuvole.it
Le proiezioni sono programmate in centri culturali o biblioteche cittadine. Il vantaggio di tutto ciò è che sarà possibile ascoltare affascinanti storie sul film direttamente dagli autori. Tra queste storie anche quella di come la loro idea sia stata “presa a prestito” da film che successivamente hanno avuto ampio successo.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Ugoth

    questi film dovrebbero darli in prima serata su Rai1. Invece fanno solo fiction sulle vite dei santi

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  2. Catia

    Bellissima recensione di Alessandro, che rispecchia il percorso del film e valorizza un lavoro conosciuto a pochi. Merita di essere diffuso e va inserito nell’elenco delle opere importanti, che, come capita spesso, rimangono fuori dai circuiti principali.

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