Rifacciamo il bel film di una volta: Il re leone

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Il re leone 3 D è uguale, ma servono gli appositi occhialini

Il re leone 3 D è uguale, ma servono gli appositi occhialini

“Il Re Leone”, il più grande successo prima dell’avvento dell’animazione digitale torna nelle sale in versione 3D. E’ una pura operazione commerciale, ma è uno spettacolo per gli occhi e per il cuore

Disney regina del marketing

In questi giorni è nelle nostre sale “Il Re Leone” 3D. Si tratta proprio della digitalizzazione del classico Disney del 1994 (l’anno in cui Berlusconi vinse le sue prime elezioni, allora anche Berlusconi non era ancora in 3D), quel Re Leone che allora battè ogni record di incassi. “Il Re Leone” è entrato da tempo nell’iconografia diffusa, i bambini di oggi conoscevano già Simba e i suoi amici senza bisogno del 3D. Alcuni suoi personaggi poi imperversano da allora in serie TV che continuano ad avere successo. Alla Disney hanno pensato bene di sommare i nostalgici di allora (che nel frattempo magari sono diventati genitori) con i fans della terza dimensione così hanno rieditato il film e l’hanno distribuito nelle sale. Negli Stati Uniti è stato un gran successo incassando quasi 500 milioni di dollari, da noi un po’ meno (4 milioni di euro) anche a causa di una distribuzione un po’ miope: solo sale 3D, spesso solo rari pomeridiani, manco si trattasse di Arrietty (se non avete ancora visto Arrietty correte ai ripari).

È vero, si tratta solo di un’operazione commerciale, ma la visione del film ci dà modo di fare alcune considerazioni che per caso o per giuoco o per amore sono esattamente 11 (Undici).

Vedere il Re Leone oggi, in 3D

  1. Alcuni campi lunghi nel paesaggio africano e le scene di massa (masse di animali naturalmente) acquistano spettacolarità con la terza dimensione, ma, diciamocelo chiaramente, l’edizione originale era già straordinaria e qui il 3D è utile solo a giustificare la riedizione e la distribuzione del film.
  2. L’animazione tradizionale non consentiva simulazioni di movimenti elaborati della macchina da presa. Carrelli circolari o movimenti tipo steadycam aggiungono coinvolgimento e dinamicità, ma il calore del tratto disegnato compensa abbondantemente questa mancanza.
  3. Mufasa, il padre di Simba, ha la voce di Vittorio Gasman e gli altri personaggi sono doppiati da bravissimi professionisti. Se confrontiamo le voci del Re Leone del ’94 con quelle di oggi prestate per lo più da personaggi televisivi (o da calciatori) è facile dire che siamo messi molto peggio. Forse è per questo che 20 anni fa nessuno la menava che bisognava vedere i film in lingua originale
  4. Una volta nei cartoni animati si cantava molto di più. Oggi non si usa più. Le canzoni erano molto belle. Il re leone vinse l’oscar come migliore colonna sonora e per la miglior canzone, di Elton John nell’originale e cantata da Ivana Spagna in Italia, ma oggi come allora dopo un po’ i bambini si stancano di guardare animali che cantano.
  5. Una di queste due immagini è tratta dal film, l'altra da un'opera minore della cultura occidentale

    Rivedere “Il Re Leone” in età adulta dà modo di apprezzare chiavi di lettura più elaborate, in questo caso un parallelo tra Simba e l’Amleto di Shakespeare. Questo aggiunge piacere alla visione del film.

  6. Timom e Pumbaa nel contesto del film sono davvero divertenti, niente a che vedere con il ripetitivo spin off che invade i canali Disney da anni.
  7. Ai tempi del “Il Re Leone” gli anni ottanta erano appena terminati: la divisione buoni/cattivi era molto più netta. Qui c’è un cattivo, Scar, il fratello di Musafa, che è davvero cattivo e subdolo. Uno di quei villain che non si trovano quasi più. Se un villain importante può fare la fortuna di un eroe, qui il nostro Simba parte avvantaggiato.
  8. La scelta di fare morire un buono, soprattutto un genitore, in un film indirizzato ai bambini è una scelta forte e coraggiosa.
  9. Siamo in Africa, ma il terzomondismo equo e solidale doveva ancora arrivare.
  10. Valeva la pena riportare in sala un film tale e quale all’originale? Si sarebbe potuta fare un’operazione di ridigitalizzazione, masterizzazione blu ray, distribuzione home video. Operazione che avrebbe avuto un successo economico in un mondo senza internet. In genere blu ray e contenuti speciali ai bambini interessano il giusto. E comunque 500 milioni di dollari con Blu Ray non li fa nessuno.
  11. È vero si tratta di un’operazione commerciale, ma si tratta di uno dei più bei film di animazioni della storia, l’ultimo grande successo dell’animazione tradizionale (l’anno dopo sarebbe uscito il primo Toy Story). È davvero un’occasione speciale per recuperarlo, rivederlo, gustarselo in una sala con una qualità di visione che un film così bello merita. Poi è un occasione per fare conoscere ai bambini di oggi un capolavoro che probabilmente non si sono mai gustati come si deve: uno spettacolo per gli occhi e per il cuore
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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Ugoth

    Per gli adulti Il Re leone è meglio dei classici Disney: storia e personaggi più elaborati e poi il disegno è davvero fantastico. Il 3D coi paesaggi africani e tutti quegli animani sempre in movimento è bellissimo.

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  2. Gigi

    La Cineteca di Bologna alle ore 16 della vigilia di Natale proietta Il Re Leone 3D. Una delle ultime occasioni per vederlo in tutte le sue potenzialità

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  3. Lello

    Mah, tanto per parlare: wall-e, up, monster secondo me sono bellissimi e non mi fanno rimpiangere i vecchi disney. Insomma c’e’ il bello e il brutto un po’ dappertutto, non fissiamoci che tutto cio’ che e’ vintage e’ bello e tutto quello che e’ moderno e di superproduzione americana e’ da deprecare ( per coerenza dpvreste buttare tutto cio’ che e’ mac).
    p.s. In dumbo la scena degli uomini di colore che montano il tendone rimane di un razzismo unico e raggelante anche se e’ del 1941: va bene il diverso con le orecchie grandi, ma il “negro” a faticare sotto la pioggia con le bestie.

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    • Gigi

      Per me i film Pixar sono anche meglio dei classici Disney che erano pensati per un pubblico infantile. La Pixar ha una marcia in più, per questo che la Disney decise di affidarsi a lei.

      Dumbo è razzista perché nel 1941 l’America era ancora ufficialmente razzista, mica poteva fare un direttore del circo di colore, non sarebbe stato realistico, non era concepibile.

      Oggi quello che ha più successo di tutti in Italia (Checco Zalone) fa film ricchi di sagaci battute sui “froci”, che però alla fine, in fondo, sono quasi uguali a noi, solo un po’ invertiti. Per non parlare dei film della sinistra salottiera alla Archibugi a alla sorelle Comencini in cui ci si stupisce in continuazione che gli stranieri, non ci crederete, sono persone normali. (i cinepanettoni invece sono ostentatamente e orgogliosamente razzisti).

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  4. Gigi

    Anch’io mi emoziono di più a vedere i film di Myiazaki o Dumbo o Biancaneve. Il Re Leone non regge i classici Disney però fu l’ultimo film veramente riuscito prima dell’avvento dell’animazione digitale.
    Ed ebbe un successo enorme. C’erano tutti gli ingredienti Disney: buoni sentimenti, storie e personaggi facilmente riconoscibili e alla portata di bambini.
    E professionisti eccellenti per un prodotto popolare di qualità.
    Poi sono venuti cose tipo Pocahontas, Hercules, Mulan che non sono uscite dalla mediocrità.
    Così in crisi di idee si sono comprati la Pixar per farsi commissariare da lei.
    La Disney non ha mai inventato un Totoro o una Città incantata come Miyazaki. Disney e Miyazaki fanno proprio due lavori diversi.
    La Disney è l’ovetto kinder che tutti i bambini desiderano.
    Lo studio Ghibli di Miyazaki è un grandissimo laboratorio di pasticceria.

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  5. Max Keefe

    Non contesto la tua competenza Gigi, ma quando vidi Re Leone tempo fa non mi emozionai particolarmente. Nessun film Disney degli ultimi 20 anni regge il confronto con i classici degli anni ’50 e ’60 né, tantomeno, con la forza espressiva, l’originalità e la fantasia di Hayao Miyazaki.

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