Monti’s version

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Tutti noi vorremmo che il nuovo premier fosse davvero SuperMario, con poteri paranormali per resuscitare l’economia italiana e con un’etica da Robin Hood. Ma dovremmo già essere contenti del passo avanti, senza illuderci di miracoli. Ecco perchè.Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera senza veli del Presidente Mario Monti, che ci spiega la Sua Manovra. Se poi vi piacciono i numeri, vi consigliamo vivamente di andarvi a leggere la relazione tecnica, che poi così tecnica non è e si capisce benissimo. La trovate qua.

Monti, la lettera

La missiva di Monti

Cari amici,

ogni mattina quando mi sveglio, avrei voglia di chiamare le cose con il loro nome. Di spiegare chiaramente perchè tasso la prima casa del ceto medio invece di requisire lo Yacht di Briatore. Perchè non ho fatto ricalcolare gli estimi catastali della Cattedrale di San Pietro. Perchè non ho costretto gli italiani ad usare la carta di credito anche per comprare il latte, altro che signoraggio. Purtroppo non posso farlo, e il perché non ho potuto spiegarlo ai quattro venti. Alla fine ho trovato L’Undici, ho visto che un’informazione diversa è possibile. E allora, in anteprima assoluta, vi inoltro questa missiva con tutta la verità, con tanto di numeri. Vostro. Mario Monti.

I numeri del Parlamento. Amici, è cambiato il governo, ci chiamano tecnici. Ma quelli che tanto disprezzavate sono ancora lì e possono dire e fare le stesse cose, adesso senza nemmeno metterci la faccia. Non sono loro a dover recepire le calde raccomandazioni dell’Europa,  sono seduti sui loro scranni e se la prendono con il governo, rincorrendo voti per le prossime elezioni. Tutti, nessuno escluso, Bersani, Berlusconi, Fini, Casini, Di Pietro, Bossi… Sono lì a mettere paletti alla nostre scelte, se li accontentiamo bene, altrimenti o minacciano di “staccare la spina” (e lo faranno se la tempesta si quieterà), oppure si sfogano con proclami sui giornali. Stanno già proponendo un emendamento per impedire che l’austerity contamini la busta paga dei deputati. La sapete la storiella della rana e dello scorpione? Beh, la crisi economica è il lago, io sono la rana, e di scorpioni ce ne sono 945, divisi in due camere.

Veni, vidi, Ici. Veni al governo, vidi la voragine, decisi di ripensare all’Ici. E con una vera spinta federalista, che (incredibile!) Bossi non mi riconosce, ho creato l’Imu. L’imposta municipale unica, la tassa da pagare al Comune: una, unica e trasparente, che comprende tasse sulle case, addizionale comunale, chi più ne ha più ne metta, ma non vi prenderanno più in giro con cavilli e nomi, si pagherà una volta all’anno, tutta insieme, l’Imu. Pagheremo una tassa anche sulla prima casa e molti, ovviamente,  non l’hanno presa bene. Ma diciamocelo, se avete una casa di 100 metri quadrati nel centro di Bologna pagherete 250 euro all’anno. Se la casa è di 70 metri, ne pagherete 140, e così via, in proporzione al valore del vostro immobile. Non sarà pochissimo, ma sopravviveremo.

Cesare vorrebbe timidamente quel che è di Cesare. Pare che sia stata la “rete” a toccare Monti e Ratzingerle coscienze di Sua Santità e di Monsignor Bagnasco, tanto da “aprire” (speriamo che spalanchino) al pagamento dell’Ici (Imu?) da parte della Chiesa, che possiede il 20% del patrimonio immobiliare italiano. Questo sì che sarebbe un Miracolo. Riuscirei dove non sono mai riusciti i comunisti. E del resto come avrei potuto proporlo io? Berlusconi è caduto soprattutto perché la Chiesa finalmente ha deciso di farlo cadere, qualche Santo minore è apparso in sogno a diversi deputati PdL suggerendo loro che il profeta Silvio necessitava di una vacanza. Un ordine di scuderia che ha sparigliato gli equilibri. Poche ore dopo aver giurato da presidente, ho stretto la mano (ufficialmente) a Ratzinger all’aeroporto di Fiumicino. Potevo chiedere già l’aumento al primo giorno di assunzione? Però sì, caldeggio che la Chiesa paghi l’Ici, e la devono pagare anche tutti i circoli Arci o tante altre pseudo-associazioni culturali.

Far cassa sul ceto medio. Confesso: se vogliamo raccogliere denari e fare sul serio, i soldi dobbiamo prenderli dal ceto medio, non dico i poveri, ma tutti quelli che possono permetterselo. Tasseremo anche lo yacht di Briatore, pazienza se abbandona l’Italia, ma non sono le supertasse ai ricchi a far cassa. E’ triste ma è così. Mettiamola giù semplice. Diciamo che in Italia ci sono il 10% di poveri (facciamo 1000 euro al mese di reddito netto per famiglia), l’85% di ceto medio (facciamo tra 1000 e 7000 euro al mese per famiglia), il 5% di ricchi (facciamo più di 7000 euro per famiglia). I numeri veri sono diversi, ma in sostanza uguali (alcuni li trovate qua). Siete sorpresi? La vostra famiglia ha un reddito netto di più di 6000 euro al mese? Ebbene sì, siete ricchi. Altrimenti siete ceto medio. Dubito che siate poveri se state leggendo qui. Comunque, tornando a noi, lasciamo stare i poveri, immaginiamo che in media il reddito del ceto medio sia di 4000 euro al mese per famiglia e che il reddito medio dei ricchi sia di 12000 euro al mese per famiglia (sto esagerando). Beh, con questi numeri, per incassare la cifra equivalente ad una tassa aggiuntiva del 10% sul ceto medio, mi servirebbe una tassa aggiuntiva del 34% sui ricchi. Non sarebbe male scegliere la seconda opzione, una manovra veramente comunista (in senso buono) che rinfoltirebbe il ceto medio e ridurrebbe il ceto ricco. Ah, un dettaglio, il 99% dei deputati sono nel ceto ricco.

Bisogno di evasione. Vorrei distrarmi, devo pensare giorno e notte alla manovra, parlare coi sindacati, con Berlusconi, con Bersani (Ber… Ber… ci fosse ancora Berlinguer!). Ma l’evasione che mi starebbe a cuore è quella per cui i dati Istat che vi ho elencato sopra sono poco credibili… Possiamo anche mettere le tasse al 34% per i ricchi, ma se questi poi smettono di dichiarare i loro redditi (sempre che l’abbiano mai fatto)? Diciamocelo francamente, il vero problema dell’Italia sono gli evasori!!! Quelli del ceto ricco, ma soprattutto quelli del ceto medio, proprio per il ragionamento fatto sopra! Un evasione del 10% nel ceto medio equivale ad un evasione del 34% nel ceto ricco! E allora, qui il mio problema non sono solo i deputati, ma tantissimi italiani… quelli del ceto medio, che hanno sputato su Craxi, Berlusconi, sulla Chiesa che non paga l’Ici, ma poi si perdonano le proprie piccole evasioni… Cosa volete che siano 100 o 200 euro sottratti al fisco quando al Sud lavorano tutti in nero, quando i ricconi non pagano milioni di tasse? Perché non dovrei risparmiare 500 euro sulla dichiarazione dei redditi o su un pagamento in nero, quando Berlusconi si fa una legge per non far pagare le tasse miliardarie di Mediaset? Ragazzi, qua casca l’asino. Se evadete “solo” 500 euro all’anno, ma siete il 50% della popolazione italiana, fate un disastro (15 miliardi di euro), ed è inutile che ve la prendiate con i ricchi.

Strisciamo le carte. La cosa più buffa è stata l’accusa di voler favorire le banche proponendo che sopra i 100 euro si debba usare per forza la carta di credito. Ho chiesto 100 perché sapevo che poi si sarebbe arrivati a 1000. Ma tu, lettore, quante volte hai girato con 1000 euro in tasca per pagare qualcosa di assolutamente legale e fiscalmente corretto? Dai, quante? Oltre il 50% delle persone sopra i 50 anni non ha una carta di credito. Diamogliela, facciamogliela usare. Ridurrà la necessità di liquidità, forse aumenterà anche i consumi. E soprattutto, sarà immediato scoprire se qualcuno che dichiara 10mila euro all’anno, ne spende 100mila. Perché non lo vogliamo?

Scudetto fiscale. Sulla carta, portare la sovrattassa sullo scudo fiscale dall’1.5% al 3% porterebbe nelle casse dello stato 2 miliardi all’anno anziché 1 miliardo all’anno (considerate che l’Imu porterà circa 11 miliardi all’anno!). Non solo, ma data la perversità del meccanismo, già prevediamo che con l’1,5% di tassazione i capitali rientranti calino del 20%, con il 3% la riduzione sarebbe ancora più ampia e si rischia che alla fine il gettito non aumenti proprio… Per non parlare del fatto che i capitali rientrati potrebbero essere già stati reimpiegati (magari dopo la doccia sono tornati all’estero…) Insomma, anche qui bisogna scegliere tra una demagogia giusta e una praticità da conti.

Sì, va bene, ma l’esempio… Beh, certo, tutti i ragionamenti che ho fatto sono belli in teoria, ma perchè devono essere sempre gli onesti o i poco disonesti a pagare, mentre i grandi ladri, gli evasori totali continuano a girare indisturbati? Amici, cominciamo a cambiare mentalità. Cominciamo a essere onesti al 100% e a denunciare chi non lo è, senza remore.

IVA. Mezzo punto in più di IVA vale circa 16 miliardi all’anno (come i 500 euro evasi dal ceto medio). Poi possiamo (giustamente) dire che deprime i consumi. Ma immaginatevi questa situazione. Vi restano solo 2000 euro in tasca e un amico vi dice che c’è un investimento certo, se gli date i 2000 euro ne avrete 3000 in due giorni. Ma prima che possiate tirarli fuori dal portafoglio arriva lo strozzino a cui dovete 2000 euro e vi punta la pistola alla testa. Cosa fate?

Tutto il resto. Le pensioni d’anzianità e di vecchiaia, le tasse sulla benzina, ma anche le liberalizzazioni… potremmo andare avanti per ore, ma la morale è sempre quella. Bisogna trovare i soldi per far fronte al debito, la crescita è importante, ma viene dopo.

Popolo italiano, questa è la mia versione, il mio testamento politico. Il mio destino è comunque segnato. Se vinco e salvo l’Italia, allora non servo più e mi faranno fuori, anzi devo farmi subito da parte, restituire il paese alla politica e promettere di non ricandidarmi. Se perdo, l’elenco dei killer è infinito. Ma la prima carnefice sarà l’economia, come per tutti voi.

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4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. matzeyes

    Appunto, avevo capito benissimo che il Prof. era per Monti… Io ho risposto in quanto redattore de l’Undici. (Kiki, scusa se ti ho censurato, ma i servizi segreti deviati mi stanno alle costole…)

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  2. kiki

    ah ma… Matzeyes, io pensavo di rispondere a Monti; era lui il Prof. del mio incipit; è vero che anche tu sei prof e che una volta ero a mangiare in mensa universitaria con un dottorando e quando ha visto che ti venivo a salutare, ancora un po’ e mi chiedeva l’autografo (“ma… tu conosci Matzeyes [censura della redazione per la legge sulla privacy]??!!”). Però a te do del tu.

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  3. matzeyes

    Kiki, sull’IVA hai perfettamente ragione, lo penso anch’io. Infatti l’Undici proponeva un IVA differenziata a seconda del tipo di bene per renderlo meno recessivo possibile. L’articolo, infatti, è la versione di Monti. Comunque il Prof. Monti ha scritto una bella relazione tecnica, le cose di cui parlano i giornali sono solo quelle che toccano il cittadino comune, secondo me un occhio alla crescita c’è…

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  4. kiki

    Prof, mi consenta
    Se condivido il ragionamento sull’ICI (e i relativi calcoli), senza contare che senza ICI i comuni sono costretti a svendersi il territorio per finanziare i servizi (quindi ben venga!!),
    +2% dell’IVA (dopo che è già stata aumentata di un punto dal moribondo governo Banana) non solo deprime i consumi, è anche un’imposta recessiva perché colpisce tutti nella stessa misura; inoltre, aumenta l’inflazione, altra “tassa” recessiva per eccellenza.
    Anche il ragionamento “si deve fare cassa in fretta, la crescita verrà dopo” è comprensibile, ma anche discutibile. Non so se lei leggeva Cuore ai bei tempi, ricordo ancora una vignetta: “Tu vendi sanitari; se la gente ha meno soldi, mangia di meno; se mangia di meno, ci mette più tempo a consumare i water; se cambia water con minore frequenza, io devo licenziare, al che ci sarà qualcun altro che mangia meno… Hai capito adesso cosa è una spirale recessiva?”.
    Ecco, il rigore senza crescita rischia di farci finire a morire di fame (anche se con il water tanto pulito che nemmeno Mastrolindo)

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