Il re dello spariglio

6
Share on Facebook9Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lo spariglio nella scopa scardina l’andamento prevedibile del giuoco. Di Pietro a sinistra, la Cina comunista, Monti un extraterrestre … Berlusconi abile giuocatore ha sparigliato tutto?

Berlusconi è un grande giocatore di scopa. Detta così potrebbe sembrare una frase tendenziosa. Allora correggiamo: Berlusconi conosce molto bene la regola dello spariglio. Lo spariglio è quella tattica che applica il giocatore di scopa che è di mano, cercando di prendere due carte con una sola (esempio tre e quattro col sette, o uno e due col tre) per non lasciare l’ultima mano a chi ha mescolato il mazzo. Detto con le parole di Giorgio Gaber potremmo dire: “ma cos’è la destra, cos’è la sinistra”.

Insomma l’era berlusconiana ci ha lasciato senz’altro in eredità, oltre a tutto il resto, anche una perdita di identità politica. E’ vero che dopo lo sbandamento a destra degli anni ottanta (era Reagan e Thatcher) e dopo il crollo dell’Unione Sovietica, in un mondo in cui il sistema capitalistico ha trionfato, è difficile in generale distinguere la destra con la sinistra. Si pensi che in Cina governa ancora il partito comunista, ma si può immaginare che di comunista ci sia ben poco se non nulla.

Se ho capito bene come funziona la Cina il compagno Hu-Jintao non distribuisce le ricchezze al popolo

Se ho capito bene come funziona la Cina il compagno Hu-Jintao non distribuisce le ricchezze al popolo

A grandi linee si potrebbe dire che la sinistra cerca di emancipare economicamente le classi meno agiate così da aumentare i consumi per mettere in moto l’economia, mentre la destra cerca di favorire le classi più facoltose per favorire gli investimenti e mettere sempre in moto l’economia. Insomma l’obiettivo comune è sempre quello di oliare e far funzionare al meglio l’economia capitalistica. Ma come dicevo, se ovunque la distinzione è molto flebile, da noi in Italia è un vero guazzabuglio. E’ tutto grazie a lui: Silvio Berlusconi.

Lui si definiva un uomo di destra, ma guardiamo la situazione più da vicino. I liberali, che sono di destra sono appunto per il libero mercato, ma come può essere per il libero mercato il maggiore monopolista del paese? La destra fascista è giustizialista, ma come può essere giustizialista uno dei maggiori inquisiti del paese.

Se andiamo avanti con l’analisi e osserviamo i “campioni della sinistra” vediamo che di sinistra hanno ben poco. Marco Travaglio ad esempio è allievo di Montanelli, ed entrambi si sono sempre definiti di destra, liberali, ma pur sempre di destra. Di Pietro che cosa ci fa a sinistra? Al di là del giudizio sulla persona (confesso che una volta o due l’ho votato anch’io) ma stiamo parlando di un ex poliziotto, un ex giudice uno che ha mandato in galera un’intera classe politica, fin per carità una classe politica di corrotti che certo meritava la galera, ma che in una normale nazione europea sarebbe senz’altro schierato a destra, magari moderato, ma pur sempre destra. Un ulteriore paradosso: Bersani, segretario del maggiore partito di sinistra, è l’unico ministro che ha fatto, o per lo meno ha tentato di fare, una riforma liberale dell’economia; ricordate le proteste dei tassisti e degli avvocati nell’ultimo governo Prodi?

Ma il paradosso più grande lo stiamo vivendo ora con il nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti. E’ possibile che tutti lo abbiano salutato quasi come un eroe nazionale, come il salvatore della patria. Sicuramente l’Italia versa in pessime condizioni e rischia la bancarotta, ma Super Mario Monti è in verità l’uomo delle banche, dei grossi interessi economici finanziari, per intenderci quelli contro cui hanno manifestato tutti gli Indignados del mondo solo poche settimane fa.

Un partito socialista così, solo in Uganda

Insomma dopo di Lui la confusione regna sovrana, e regnava sovrana anche quando c’era. Siamo rimasti orfani di qualsiasi cultura e identità politica e anche in questo si può dire che Berlusconi abbia proseguito la strada del suo predecessore politico Bettino Craxi. Ve lo ricordate quello che condannato per tangenti fuggì ad Hammamet per non finire in galera. Quello che voleva arrestare tutti i tossicodipendenti? Ma sì quello che Forattini disegnava con la camicia nera? Pensate che si definiva socialista!

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook9Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. kiki

    beh, Ghigno non sono del tutto d’accordo. Penso anzi che la sinistra in Italia si sia messa a fare politiche liberiste anche perché quel populismo latente proprio delle politiche di sinistra è occupato dalla destra. Alla fine, nulla di più lontano dalla meritocrazia tanto cara alla destra (quella vera, quella “europea”, come si dice) delle politiche della coppia Berlusconi-Tremonti (o Berlusconi-Bossi, che è uguale).
    E penso che abbia ragione Marinda, è un retaggio del fascismo di cui in Italia non ci libereremo mai: la destra sociale è in realtà molto vicina alla sinistra dilibertiana in termini di politiche, probabilmente proprio perché alla fine il fascismo aveva un imprimatur socialista (inteso alla Kuliscioff, no alla Craxi) che resterà per sempre.
    Quindi, tra te e Marinda, abbraccio e bacio Marinda (che, onestamente, si fa anche meno fatica)

    Rispondi
    • marinda

      grazie Kiki, appena possibile ricambierò baci e abbracci.
      Forse Silvio era la sintesi perfetta fra Benito e Bettino, il ragazzo della terza B. Una sorta di SocioFascismo all’insegna dell’occuppiamo tutto e poi facciamo un po’ come cazzo ci pare. La Tv commerciale ha realizzato l’utopia: tutti uguali come consumatori di Tv e di prodotti.

      E, gigi, pensavi all’Italia dei valori?

      Rispondi
    • ghigno del tacco

      Caro Kiki
      Io non volevo mettere il punto sul populismo e meritocrazia, cose assai dibattute nella nostra piccola dimora di via Petroni, ma sull’anomalia italiana tra destra e sinistra.
      Un altro paradosso (o per seguire l’articolo uno spariglio): Borsellino, tesserato Movimento Sociale (quindi il massimo partito di destra, destra destra) dalle ipotesi giudiziarie sembra che sia stato ammazzato perché aveva scoperto un “ponte” tra Palermo ed Arcore, dove come sai risiede il massimo esponente della destra italiana, e per giunta la sorella, in onore e sulla scia del fratello, è una dei massimi esponenti della sinistra dell’isola, candidatasi, se non sbaglio (la memoria a volte mi inganna) alle ultime regionali come candidato del centro sinistra.

      Rispondi
  2. Gigi

    Però notavo che ci siano un sacco di politici (e partiti) che si nominano di sinistra e invece sono di destra. Chissà perché nessuno dice di essere conservatore e invece fa una politica di sinistra?

    Rispondi
  3. marinda

    caro ghino che dire di quell’uomo sempre italiano sempre con la B che ha iniziato la carriera come socialista, direttore dell’avanti e poi, voilà marcia su roma e camicie nere per tutti. Se il parlamento non fosse un emiciclo ma un cerchio intero estrema destra e estrema sinistra coinciderebbero. L’ultima stella della sera è la prima stella del mattino?

    Rispondi
    • Ghigno del Tacco

      Mi sembra che quella degli opposti estremisti o degli estremi che si toccano sia un’obiezione un po’ democristiana.

      Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?