Grazia Verasani e Massimo Vitali: intervista doppia.

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Massimo e Grazia Bologna Feltrinelli. Presentazione de "L'amore non si dice" aprile 2010

Massimo e Grazia Bologna Feltrinelli. Presentazione de "L'amore non si dice" aprile 2010

La donna il cavaliere gli amori le armi.

Oltre i colossi editoriali. L’Undici arriva terzo, ma è il primo a fare un’intervista doppia.

Su Velvet di dicembre Grazia Verasani parla di From Medea e Maternity Blues, pièce teatrale e film con menzione speciale presentato a Venezia. Son solo le ultime prove di un talento originale nella scrittura, nei testi musicali, nelle sceneggiature per il cinema e per il teatro. La sua Giorgia Cantini di “Quo Vadis Baby”, interpretata nel film di Salvatores da Angela Baraldi è un personaggio che non si dimentica. E se non conoscete il volto di Grazia, ma l’avete sentita alla radio, non avrete modo di scordare nemmeno la sua risata. Se riuscite, andate ad un suo concerto.

Massimo Vitali è invece protagonista con il suo ultimo romanzo “Se son Rose” del Blog Ufficio Accuratezza di Vanity Fair del 30 novembre. La frase che spicca su tutto è la seguente: “Leggere questo romanzo fa alle donne l’effetto della canzone “A te” di Jovanotti: anche tu vorresti sentirti dire quelle cose lì.” Massimo, classe 1978, ha pubblicato due romanzi, ha un blog in cui parla di libri che gli assomiglia e riempie le sale quando fa le presentazioni. Anche lui ha una bella voce, anche se non l’ho mai sentito cantare.

Quo vadis Baby il libro

Quo vadis Baby il libro

Grazia Verasani è una vera donna e di donne scrive, canta, compone. Donne che soffrono, che lottano, che si interrogano, che uccidono, ma anche donne la cui arma più affilata è quella dell’ironia.

massimo e l'abbraccio di riconoscenza

massimo e l'abbraccio di riconoscenza

Massimo è un cavaliere, nel senso che è un ragazzo di una volta, uno che forse ti aprirebbe lo sportello della macchina (se non avesse la moto), che guarda il mondo in maniera poetica e fa dell’amore e delle piccole cose il proprio cavallo di battaglia.

 

Perché unirli in un’unica intervista? Perché sono così diversi ma hanno alcune cose in comune

L’iniziale del cognome (V di Velvet e Vanity)

Sono irrimediabilmente bolognesi.

Sono decisamente scrittori.

Hanno esordito con Fernandel (grazie Pozzi.)

Hanno esordito con un romanzo con Amore (anche se per Grazia, L’amore è un bar sempre aperto, per Massimo L’amore non si dice).

E sono soprattutto amici.

L'amore non si dice versione Charlie Brown

L'amore non si dice versione Charlie Brown

Ma come avevamo cercato di capire il rapporto Autore-Editore, vorremmo capire come si sviluppa e si mantiene una relazione uomo-donna fra scrittori. Io mi son fatta un’idea. E non è proprio maschi contro femmine. Ecco le 11 domande.

1 – È dicembre, Natale è alle porte. Un’idea per fare un regalo all’altro riciclando qualche cosa che già avete in casa: un libro, un dvd, un cd e una foto che possano farlo contento.

Grazia – Non è facile fare contento Massimo Vitali. E’ notorio il suo mugugno da dubbioso cronico, perché è un po’ – come gli dico spesso – “testa di legno”. Credo di conoscerlo abbastanza bene da sapere quello che gli piace, ma c’è un problema: difficilmente leggerà un libro che gli regalo io, e soprattutto difficilmente gli piacerà, quindi eviterei di regalarglielo. Vitali ama scegliersi i libri da solo, nei mercatini dell’usato, spesso si tratta di libri fuori catalogo da cent’anni. La stessa cosa vale per dvd e cd. Abbiamo litigato su Brunori, lui mi ha abbastanza oppresso con Capossela, al cinema mi guarda con sorpresa se rido a certe battute. Insomma, non abbiamo quasi mai gli stessi gusti. Ma se gli regalo un’anticaglia di qualunque tipo, soprattutto degli anni ‘70, va in brodo di giuggiole.

Lo strano trionfo del professor Capoturbine versione originale. Dell'italiana, nemmeno un'immagine

Lo strano trionfo del professor Capoturbine versione originale. Dell'italiana, nemmeno un'immagine

Massimo - Credi che non ci abbia mai provato? Hai idea di quanti libri provenienti da casa mia sono passati dalle mie mani alle sue, per poi tornare alle mie? Grazia in genere i libri pubblicati sulla terra ce li ha tutti. È una lettrice tosta: non è facile trovare un libro che non abbia già letto. Ecco perché, davanti a una scelta del genere, opterei per un romanzo introvabile: “Lo strano trionfo del professor Capoturbine”, di Norman Hunter, Vallecchi editore, buffo e avvincente romanzo fuori catalogo ormai da diecimila anni. Se poi ha già letto anche questo libro, allora alzo le mani: evitando cd e dvd per i quali abbiamo capito di avere gusti differenti, le regalerei una mia foto dove si vede che mi arrendo.

2 – Data, titolo, editore del primo e dell’ultimo libro pubblicato

Di tutti e di nessuno

Di tutti e di nessuno

Grazia - (Il primo “L’amore è un bar sempre aperto” Fernandel 1999 ) L’ultimo? Direi la ristampa di “From Medea-Maternity Blues (Sironi Editore), ma si tratta di un’opera teatrale (settembre 2011). L’ultimo romanzo è “Di tutti e di nessuno” (Kowalski/Feltrinelli, novembre 2008).

Massimo -È una domanda abbastanza complessa. Ormai ho pubblicato così tanti libri che ho perso il conto persino io. Ci provo: il primo romanzo è uscito nel 2010 per Fernandel, e si intitola “L’amore non si dice”. L’ultimo invece è uscito nel 2011, sempre per Fernandel, e si intitola “Se son rose.” Spero di non avere dimenticato niente.

l'amore non si dice

l'amore non si dice

3 – Volete uscire con l’altro per fare due chiacchiere, scrivete il testo di un sms, specificando anche in quale posto lo invitate, a che ora, chi offre e perché.

Grazia - Sms: Lo so che vorresti che venissi a casa tua, dato che non ti piace muovere il culo dal tuo divano-quartiere, ma dato che sono più pigra di te ti aspetto a casa mia per un caffè dopo il lavoro. Ps: Non venire con quelle scarpe bianche che mi sembrano dei calchi di gesso.

Massimo -  “Ciao Grazia, potresti chiamarmi che ho quasi esaurito il credito? Volevo mettermi d’accordo per stasera.”

4 – Per un anno cambiate sesso e vi ritrovate l’uno nel corpo dell’altro. La prima cosa che farete e quella che non farete mai. E soprattutto, potendo scegliere, lo fareste oppure no?

Grazia - Ovviamente no! Ma se ciò avvenisse, cambierei parrucchiere e negozio di scarpe!

Massimo - Onestamente l’ultima cosa al mondo che vorrei è trovarmi nel corpo della Verasani. Grazia ha spesso e volentieri un acciacco, il cui elenco completo, come nel romanzo di Gianni Rodari “C’era due volte il barone Lamberto”, conosce solo il maggiordomo che li ha elencati in un quaderno, in ordine alfabetico. Eppure, considerando ciò che mi ripete sempre più spesso, forse vorrei essere nei suoi panni anche subito: “Tanto lo so che alla fine ti seppellirò!”

5 – Potete cancellare una frase da un testo dell’altro per farla vostra e passare alla storia. Quale scegliete e da quale testo?

Grazia -Da “Se Son rose”: Ho preso il foglio e l’ho aperto. C’era scritto: “Ti amo. Ma forse non basta. Scusa”. E tante del suo primo libro…

The Clash GRATIS a Bologna 1° giugno 1980

The Clash GRATIS a Bologna 1° giugno 1980

Massimo - Più che una frase di un testo per passare alla storia, potrei citare una frase storica che usa Grazia durante le presentazioni, una frase universale per quando si trova invischiata in certe risposte in cui a) ha perso il filo del discorso, oppure b) non si ricorda più qual era la domanda: “Concerto dei Clash in piazza Maggiore a Bologna, 1 giugno 1980: io c’ero.” Confesso che ogni tanto quando mi trovo in difficoltà durante le presentazioni la uso anche io. Solo che con me non funziona sempre, io non c’ero.

6 – Spesso i lettori identificano gli autori con i loro personaggi. Per Grazia: Massimo quale personaggio è (se c’è) nei suoi libri? E c’è un Massimo nei tuoi testi?

Grazia -Vitali è in tutti i suoi libri (due). E’ in tutti i suoi libri nel senso che la sua bizzarra personalità invade tutte le pagine e tutti i personaggi, li marchia a fuoco, quindi lui è Edoardo, Roversi, ma anche la lavatrice, il forno a microonde, il bagno, il cane, il lavandino eccetera… L’unico sesso in cui fatica un po’ a immedesimarsi sono le donne. Non ha ancora capito da che parte si prendono, è in una fase di osservazione. Un Massimo nei miei testi? No. Se lo descrivessi così com’è, direbbero che non è un personaggio credibile, penserebbero che me lo sono inventato…

Non potendo mettere una risata in una foto, ecco il sorriso della Verasani

Non potendo mettere una risata in una foto, ecco il sorriso della Verasani

Per Massimo: c’è Grazia nei personaggi della Verasani? E nei tuoi libri potresti ospitare una donna del suo genere o magari c’è già?

Massimo - C’è molta Grazia dentro i romanzi della Verasani. Solo che non è l’investigatrice privata Giorgia Cantini come sono portati a credere in molti. Io vorrei tanto che queste persone potessero passare anche solo mezzora insieme a Grazia. Scoprirebbero molte cose interessanti. Ad esempio che se la Verasani incontrasse la Cantini si prenderebbero paura a vicenda. Oppure che a dispetto della naturale introspezione che si respira nei suoi romanzi, Grazia è capace di iniziare a ridere lunedì, finendo forse giovedì. È una persona molto allegra, ha un senso dell’umorismo pazzesco. Nei miei romanzi invece i personaggi hanno poco da ridere, sono tutti un po’ sfortunati. Gliene capitano di tutti i colori. Magari i prossimi li coloro un po’ del sorriso di Grazia.

7 – Di mamma ce n’è una sola. Un argomento che vi ispira evidentemente sia nel bene che nel male. From Medea – Maternity Blues di Grazia parla di madri assassine e il blog di Massimo Il Mensolerie fa riferimento alla sua mamma come critico letterario. Suggerite un’idea originale per aiutarci a far regali di Natale alle mamme dei nostri partner.

Maternity Blues locandina

Maternity Blues locandina

Grazia -Allora, diciamo subito che Vitali è figlio unico e il resto ve lo lascio immaginare… Cosa potrebbe regalare a sua mamma? Una roba da “basta il pensiero”, perché è molto oculato col suo portafogli, ma soprattutto per lui più che il regalo conta la confezione, che in genere è fatta di carta da giornale e bigliettini che valgono più del regalo… Per lui i regali sono importanti anche quando sono “pensieri”. Si applica molto. E dato che è un ottimo osservatore ci prende sempre. Rispetto ai consigli… non ho partner, e raramente ho fatto regali a mamme di partner, ma so che a Vitali piace abbastanza il lato materno delle donne, infatti ha molte amiche, e ha mamme di amiche che vengono alle sue presentazioni e ridono molto. E’ fondamentale che le donne (tutte, giovani e meno giovani) ridano alle presentazioni di Vitali. Le risate gli danno coraggio, per questo mi mette sempre in prima fila. Immagino che a queste mamme lui regali dei libri che fanno ridere meno dei suoi, giusto per rimanere il loro autore preferito…

Mensolerie blog di Massimo Vitali

Mensolerie blog di Massimo Vitali

Massimo -La prima volta che non ho conosciuto Grazia Verasani, è stata alla premiazione di un concorso vinto dal sottoscritto, e presieduto dalla stessa. Io c’ero, lei no. Voci incontrollate di corridoio giustificavano la sua assenza col fatto che sua mamma fosse pericolosamente in fin di vita. Non volendo addentrarmi troppo sulla questione, suggerirei solo a Grazia di donare a sua mamma tanta salute, anche quando ce l’ha.

8 – Come avete scelto Fernandel come editore?

Grazia - Nel ’98 mandai “L’amore è un bar sempre aperto” a Giorgio Pozzi. Mi rispose: “Non va bene, riscrivilo”. Cosa che feci e poi lui lo pubblicò. Una scelta che non ho mai rimpianto: di pubblicare con lui e di fidarmi delle sue opinioni. Volevo un piccolo editore, perché se si vuole mettere le basi di una duratura “carriera” è meglio fare le cose per gradi, a testa bassa, un passo alla volta. Giorgio è un editore che non ha paura di pubblicare né cose profonde né cose che fanno ridere (ma sempre con intelligenza). Una grande libertà e un’attenzione che i grossi editori non sempre ti riservano. Scrivere è un lavoro duro, e non c’entra niente con gli esordi strombazzati di un marketing che rischia di fagocitare i più giovani, e di portarli dalle stelle alle stalle in un secondo.

Giorgio Pozzi porta Massimo Vitali in bicicletta a Ravenna ...

Giorgio Pozzi porta Massimo Vitali in bicicletta a Ravenna ...

 

... Vitali ricambia portando Pozzi  a casa di Morozzi in moto

... Vitali ricambia portando Pozzi a casa di Morozzi in moto

Massimo - La prima volta che ho conosciuto Grazia Verasani, è stata in seguito alla premiazione di cui sopra, quando l’ho cercata e poi costretta a incontrarmi un pomeriggio in un bar, dove dopo avere parlato amabilmente di tutto fuorché di libri, a un certo punto mi ha chiesto: “Dov’è?” E io: “In macchina.” Le ho consegnato il manoscritto di “L’amore non si dice”, lei mi ha aiutato con un editing strepitoso al termine del quale mi ha confessato di non avere altri modi di aiutarmi, se non quello di spedirlo al suo primo e valoroso editore Fernandel.  Poco tempo dopo ho ricevuto una telefonata da Giorgio Pozzi, e non sono cascato dalla sedia solo perché avevo le ali.

9 – Dite una cosa che vi piace della scrittura dell’altro ed una cosa che proprio non riuscite ad apprezzare.

Grazia – Vitali io lo apprezzo perché è diversissimo da me. Veniamo da mondi opposti, siamo due alieni che fanno cose differenti e che si scrutano con curiosità. Ci siamo simpatici solo in quanto alieni, cioè riconosciamo sia la nostra diversità in generale sia quella che riguarda me e lui. In quanto antitetici, siamo continua fonte di stimolazione l’uno per l’altra. Vi dico solo che prima di conoscere me Vitali credeva che il noir fosse un nuovo cioccolatino Fiat, e Agatha Christie un’indiana che aveva partorito dieci figli di fila e che viaggiava spesso sull’Orient Express. Diciamo che apprezzo la sua fantasia, il suo senso dell’umorismo, le sue letture atipiche. E che lo bacchetto ogni volta che esagera in tal senso. Avere qualche anno più di lui mi dà il diritto di dargli dei consigli, e la cosa più incredibile è che spesso li ascolta! Nonostante la sua famosa cocciutaggine…

Grazia, Salvatores, Bonaga poche ore prima della Prima di Quo Vadis Baby

Grazia, Salvatores, Bonaga poche ore prima della Prima di Quo Vadis Baby

Massimo - Grazia ha la rara capacità di registrare situazioni, sentimenti e stati d’animo, in modo profondo e obiettivo, con una naturalezza tale da mettere a proprio agio qualunque lettore, portando fuori ciò che la gente sente dentro. Quando lavora così, Grazia è capace di scrivere col microfono. Una volta però le ho fatto notare che secondo me si era dilungata un po’ troppo in certe descrizioni di “Tutto il freddo che ho preso”. Lei ha iniziato a parlarmi a monosillabi. “T” “r” “o” “v” “i”? Non gliel’ho detto più. Anzi, secondo me Grazia Verasani scrive sempre delle descrizioni fantastiche, mai lunghe, mai corte, perfette.

10 – Prestereste mai dei soldi all’altro?

Grazia - Perbacco, sì. Ha un tale rispetto per il denaro che mi ritroverei il prestito in una busta con bigliettino e ringraziamenti. Ma sono certa che lui non li presterebbe a me, direbbe che sono ricca. Quando viene a casa mia va in tutte le stanze a spegnere le luci dicendo che è uno spreco!

Massimo - Vuoi la verità? La verità è che la Verasani ha le mani bucate. Libri, dischi, film, vestiti, scarpe, borse, anelli, braccialetti, oggetti d’arredo: non mi meraviglierei per niente se un giorno tipo domani venisse a chiedermi in prestito del denaro. D’altronde, se proprio necessario cosa vuoi, 2 o 3 euro per un gelato non si negano a nessuno, scherziamo?

11 – Brucia Bologna. Dove correte per salvarvi? E dove correte per aiutare i pompieri a salvare almeno un luogo della vostra città?

Grazia - In questo io e Vitali siamo simili. Ci chiuderemmo in casa. E aiuteremmo i pompieri a salvare solo i nostri metri quadri con tutto ciò che c’è dentro. E se risponde in modo diverso, non credetegli! Lui di Bologna conosce soprattutto casa sua, casa dei suoi e qualche casa del suo quartiere. Il resto è terra straniera. Io di Bologna salverei Bologna e alcuni bolognesi.

Massimo - Io credo che prevenire sia meglio che curare. Non sono in grado di rispondere a questa domanda facendo finta di niente. Io ci tengo a Bologna. Perché dovrebbe bruciare? Non si potrebbe fare un po’ più di attenzione? E mettiamo pure che a Bologna bruci tutto fuorché una cosa che decido di salvare io. Cosa farebbe quella cosa lì da sola tutto il giorno senza le altre accanto? Io dico che se proprio Bologna dovesse bruciare non correrei da nessuna parte. Rimarrei lì, incredulo davanti a una possibilità del genere, e per non pensarci resterei in casa mia a leggere un libro ignifugo.

Massimo Vitali (http://www.massimovitali.org): biografia autorizzata ad opera di Grazia Verasani.

Tu sei quello

Tu sei quello

Massimo Vitali, umoresco doppiosensista, implacabile segugio di informazioni astruse, originale sulla carta ma leggermente conformista nella vita (anche se urla quando gli do del perbenista!).

Miratore di infanzie perenni.

Innamorato dell’idea di essere innamorato a vita della compagna di banco delle elementari. Straordinario guidatore di moto. Curioso di cose strane come i sentimenti e le relazioni tra le persone.

Marziano che ti solleva il morale con una battuta. Il suo scopo nella vita: farti sorridere. (In questo è un amico prezioso.)

Scrittore che sa tutto dell’arte del gioco da cortile.

I suoi libri sanno di castelli di sabbia in riva al mare, anche se non si sciolgono.

 

jethro tull

jethro tull

Grazia Verasani (http://www.graziaverasani.it)in 11 punti essenziali, secondo Massimo Vitali.

Si diploma all’accademia di arte drammatica, inizia a recitare, ma ben presto si accorge di essere rock.

Vince il premio Recanati, pubblica un disco e fa da supporter ai Jethro Tull, senza sapere come si scrive Jethro Tull.

Si affeziona ai nomi stranieri, e pubblica un romanzo con l’editore straniero Fernandel.

Scopre che Fernandel è di Ravenna.

Pubblica altri due libri che la fanno salire alle stelle e poi a Milano.

Arriva dritta a due Oscar: il primo Mondadori, il secondo Salvatores.

Si compra un paio di stivaletti nuovi.

Lascia  l’impronta del suo passaggio negli uffici Sky e Feltrinelli.

Continua a fare musica, collabora con riviste, quotidiani, cinema e teatro.

Viene tradotta in Francia e Germania. Stringe rapporti con la Russia. Ritira premi a Pesaro e Trieste. Ogni volta che visita una nuova città, dice sempre che prima o poi si trasferirà lì.Non passa mai più di una settimana senza tornare a Bologna. 

 

L'amore è un bar sempre aperto

L'amore è un bar sempre aperto

Ecco come inizia il primo romanzo di Grazia Verasani, L’amore è un Bar sempre aperto, edizioni Fernandel.(http://www.fernandel.it/ disponibile anche in e-book)

Basta uno squillo a svegliarmi, e ho già la mano sul ricevitore. Con un filo di corda vocale dico Pronto e guardo con orrore le lancette rosse della sveglia che segnano le dieci. Chi mi conosce un minimo, penso, non si sognerebbe mai di chiamarmi a quest’ora che per me è ancora l’alba. Dev’essere successo qualcosa di grave, penso anche, anzi di gravissimo, se no non si spiega. Poi, piano piano, la voce mesta di Nadia comincia a sciorinare l’ultima malefatta di Mario, suo fidanzato immaginario e mio migliore amico. Mi intrometto a fatica nel delirio chiamandola due o tre volte per nome. Un Nadia detto più forte finalmente le impone di tacere.
“Nadia” dico. “Sono solo le dieci del mattino!”
E lei, piagnucolando: “Ma io (pausa) sto male!”
“Perché”, faccio io “tra due ore starai meglio? Richiamami più tardi”.

Metto giù, anche se so che non riprenderò sonno; spazzo via un lieve senso di colpa grattandomi il naso e rifletto. Non le sopporto più le pene d’amore, né le mie né quelle degli altri. Non ho più niente da dire in proposito, nessun consiglio, nessun parere. Le mie orecchie sono diventate selettive. Forse hanno fatto dei test e hanno imparato a dare ascolto solo alle cose che sono in grado di tollerare.
Chissà, magari è una conquista, un traguardo. O è che sto diventando sempre più egoista?

 

se son rose

se son rose

Ecco l’incipit dell’ultimo romanzo di Massimo Vitali, Se son Rose, edizioni Fernandel. (http://www.fernandel.it/ disponibile anche in e-book)

Mettiamo che io abbia un figlio che un bel giorno vuole sapere che lavoro fa il suo papà. Io gli direi: ma io non sono tuo papà. Mettiamo che lui dica non scherzare, lo devo scrivere in un tema per la maestra. Allora gli direi: e va bene, sono tuo papà. Però da oggi sono anche disoccupato. Mentre gli spiego cosa significa la parola disoccupato, per non fargli lasciare il foglio in bianco con scritto solo “disoccupato”, dico a mio figlio che fino al giorno prima suo papà era impiegato in una ditta che vendeva gnocchi, purè, crocchette e qualunque cosa, fatta di patate, che si possa masticare. 

Certo, un impiego non proprio esemplare rispetto ai vari astronauti, pompieri o equilibristi del circo che popolano i temi dei bambini, ma per un bambino immaginario che importanza potrà mai avere il lavoro del suo papà? A lui basterebbe avere un lavoro di cui scrivere, e al suo papà basterebbe avere un lavoro e basta, e invece da ieri non ha più neanche quello: concluso senza preavviso da un uomo cattivo che si fa chiamare capo.

Ieri il mio capo mi ha convocato nel suo ufficio, mi ha fatto accomodare su una sedia, mi ha spiegato che c’era un problema, e il problema non era tanto la crisi del consumo di patate, come ho cercato di suggerire io a un certo punto, quanto io: il problema ero proprio io. 

«Io chi?» Ho chiesto per sicurezza. 

«Lei Roversi». Ha chiarito il capo.

 

Marinda ringrazia di cuore Grazia e Massimo che ci han raccontato la loro amicizia fra scrittori. Il 1° febbraio 2012 saranno insieme alla Sala Borsa di Bologna.

 

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8 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Max Keefe

    Bell’intervista! L’intervistatrice è pazza come gli intervistati e riesce a farli parlare e far uscire le loro personalità. Bella l’idea di uno scrittore che parla dell’altro. Forse taglierei qualche parte ma solo perché sono un fissato della concisione (e non sempre!)

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  2. jeremy bentham

    Ottima intervista, sia dell’”intervistante” che degli intervistati! Chapeau!

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  3. Giuseppe G.

    bella Grazia e Massimo, fantastici, bella intervista che se no uno di solito pensa che gli scrittori siano dei tristoni imbalsamati o dei fuori di testa

    Rispondi
  4. marinda

    Grazie a te e Massimo per la disponibilità. Vi propongo di scrivere a 4 mani la risposta a “L’amore non si dice”: “L’amicizia invece sì”.

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